Friday, July 29, 2011

Lifestyle on the road

Stavolta Lifestyle racconta dei giapponesi e del luogo in cui molti passano tanto tempo ogni giorno, per recarsi al lavoro, o per piacere: la strada.

In quanto pedoni, i giapponesi sono tra gli esseri più snervanti del globo. Lo sono perché nel loro vagare senza meta e senza direzione, rendono impossibile il camminare a coloro i quali una direzione ce l'hanno.
Esistono degli schemi di comportamento ben precisi e definiti:

1-passeggio, su internet. In questo caso il soggetto in questione si trova camminare e allo stesso tempo fissare attentamente il proprio cellulare. Sia per navigare su internet, sia per guardare un film o una rete televisiva, sia per leggere e scrivere messaggi, il soggetto non stacca mai gli occhi dalla sua piccola appendice digitale incollata alla mano. Ora ci si mettono anche smart phones, ipads, nintendo DS, PSP. Si usa dire che la tecnologia fa passi da gigante, ma in questo caso specifico la tecnologia e' un freno a mano. Infatti, spesso capita di camminare seguendo una traiettoria precisa, possibilmente a passo spedito per non perdere tempo (o la coincidenza del treno), e bisogna sempre rallentare per via di quelli che ci stanno davanti….su per le scale, lungo il corso, per le stradine piene di locali, nelle stazioni. Ovunque, intralciano, rallentano, creano caos. 

2-passeggio di gruppo. Variante del punto 1. Quando il soggetto e' in compagnia, il gruppo di passanti e' ancora meno consapevole della presenza di altri passanti.

3-invasione. I giapponesi sono tanti. La densità abitativa in tutto il Giappone e' di circa 330 abitanti per chilometro quadrato, cifra che sale quando si parla di Tokyo soltanto, coi suoi 13 milioni di abitanti nella sola provincia di Chyoda. Quindi, immaginate quanta gente ogni giorno esce dalle stazioni e si riversa casualmente nelle strade….un fiume in piena farebbe meno paura.

4-traiettoria discontinua. Spesso il soggetto cammina, che sia concentrato a seguire la via o concentrato sul sul cellulare, non in linea retta, ma cambia direzione improvvisamente, procede zigzagando (tipo le ragazze ciò tacchi alti e le scarpe di uno o due punti più grandi), si barcamena per mantenersi in piedi, come gli ubriachi marci o quelli morti di sonno.

5-ingorgo umano. Il soggetto semplicemente pensa bene di fermarsi in mezzo alla folla, col risultato che non pochi gli si scaraventano addosso per errore.

6-effetto semaforo. I soggetti si accalcano ai quattro angoli di un incrocio, senza prestare attenzione alcuna ad altri passanti che, invece, non devono aspettare al semaforo ma si trovano a dover attraversare non senza difficoltà il muro umano che occlude la via.

7-bluff. Il soggetto, ovviamente distratto, e' spedito e sicuro di se, sa perfettamente dove sta andando, ha anche fretta e quindi non si perde in dettagli. Poi, improvvisamente, cambia direzione, e involontariamente ma inevitabilmente gli si sbatte contro o si rimane disorientati.

8-l'ibrido. E' il soggetto mezzo pedone e mezzo ciclista. Ma avete mai visto come vanno (meglio dire: come NON vanno) in bici i giapponesi?Dare una bici a un giapponese e' come dare una pistola a un cieco. Un giapponese che si trascina dietro la propria bici rappresenta ancora un pericolo, un po' come un pistolero con la cataratta.

9-attentato. Si verifica quando il soggetto segue uno qualsiasi degli schemi sopra citati in caso di pioggia. Gli ombrelli aperti all'altezza degli occhi non sono per niente rassicuranti. Gli ombrelli chiusi, sventolati avanti e indietro quando il soggetto sale le scale e tu ci stai dietro, lo sono ancora meno.

Nonostante i miei quasi cinque anni in mezzo a loro, non sono riuscita ancora ad adattarmi alla massiccia presenza di persone, alla mancanza di spazio vitale, al caos che la loro distrazione genera.
   
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This time Lifestyle recounts of the Japanese and the place where many of them spend most of their time every day, to go to work or for fun: streets.

As pedestrians, the Japanese are the most unnerving being in the globe. They are, because in their own vagabonding with no aim nor direction make walking impossible to the ones who instead follow a direction.
There are some precise and well defined behavioral pattern:

1-strolls, on the internet. In this case the subject is at the same time walking and staring at a mobile phone. Be it for internet surfing, watch a movie or a TV series, write/read texts, the subject never looks away this tiny digital appendix stuck to his/her hand. Now it's also worse with palms, smartphones, nintendo DS, PSP, ipad…They usually say technology walks giant's steps, but in this specific case technology is a hand break. In facts, one often walks following a precise direction, possibly quite in a hurry not to waste time (or not to miss the train), but then one must slow down because of the others before us….up and down the stairs, along the main road, along the tiny side streets, in the stations. Everywhere, they block, slow down, create chaos.

2-strolls in group. It's a variant of point 1. When the subject is in company of others,the group of pedestrians is even less conscious about other pedestrians' presence.

3-invasion. The Japanese are a lot. The population density in the whole Japan is something like 330 inhabitants per square kilometer….rate that increases when we talk about Tokyo only, with its 13 million inhabitants in the one municipality of Chyoda. So, imagine how many people every day exit the stations and flows randomly to the roads….an overflowing river would be less scary.

4-variable trajectory. The subject often walks, either concentrated on his own way or on his mobile, not following a straight line, but rather he changes suddenly, he moves forward zig-zag-ing (like the girls with high heels and the shoes a couple points bigger), he struggles to stand still, like the ones soaked drunk or dead asleep.

5-human jam. The subject simply thinks to stop in the middle of the crowd, with the results of many others crashing onto him by mistake.

6-traffic light effect. The subjects pack at the corners of a crossing, without paying attention to other pedestrians who, on the other hand, don't need to wait for the light but they just need to walk through the human wall, with no easy way to do it.

7-bluff. The subject, clearly distracted, is self-assured and goes quickly, he knows exactly where he's going, he's also in a hurry and he doesn't have time for little things. Then, suddenly, he changes his mind and direction,  and people bumps onto him or get disoriented.

8-the hybrid. It's the subject half pedestrian and half cyclist. Have you ever seen how the Japanese ride (better say: how they DO NOT ride) a bicycle? Give a bike to a Japanese is like giving a gun to a blind man. A Japanese who pushes his own bicycle is still dangerous, a bit like a gunman with the cataract.

9-terroristic attack. It happens when the subject follows any one of the above schemes in case of rain. The umbrellas open at a eye level are not so reassuring. Folded umbrellas, swung back and forth by the subject while going up the stairs in front of you, is even less.

Despite my almost five years in Japan with them I still haven't managed to get used to the massive amount of people, to the lack of vital space, to the chaos their distraction generates.





Wednesday, July 27, 2011

Bon Odori at Soji-ji

Erano anni che non assistevo a quella che in giapponese si chiama Bon odori, ovvero un tipo di danza che accompagna il periodo di Obon, commemorazione dei defunti, e che si celebra in estate. Solitamente la settimana a cavallo del ferragosto e' dedicata alla vera e propria commemorazione, ma durante i mesi di luglio e agosto e' comune vedere gente in yukata ballare in piazza a cerchio i motivi tipici dell' Obon.
Non avevo mai visto quello al tempio Soji-ji di Tsurumi, che a detta della mia amica e' abbastanza particolare e unico nel suo genere.

Arrivo al tempio minuti prima che ricominciasse a piovere..c'e' un tifone che si avvicina a Tokyo, lento ma potente, e le raffiche di pioggia si susseguono a nuvoloni grigi in corsa. Il viale di ingresso al tempio e' puntellato di bancarelle di cose da mangiare, di giochi, souvenir, come in tutte le feste religiose. Nel piazzale davanti al tempio c'e' un palco su cui si trovano uomini in yukata, testa fasciata nell'immancabile tovaglia bianca, musica a palla. Solitamente le musiche sono tali che istruiscono sui passi di danza, un po' come una macarena in giapponese, dove le mosse sono scandite, lente e precise. Il ritmo delle canzoni e' vivace, prevede saltelli e battito di mani, tra le altre cose. 

Io e Tsugumi proviamo a seguire la danza e anche il piccolo, mio nipote acquisito, Tai. L'aria di festa si sente nonostante il mal tempo, e quando la pioggia scrosciante viene giù all'improvviso ci ripariamo sotto il tetto dell'imponente cancello di ingresso al tempio, mangiamo takoyaki, granita, beviamo lamune (ラムネ, una specie di soda) e io e Tai giochiamo ai power rangers.
Poi, mentre Tai insegue le bolle di sapone sparate dal palco dei danzatori, io mi dedico al mio passatempo preferito: foto e video per ricordare l'evento e la gente che era con me. 

Vicino al tempio ci sono scuole e università e quindi il viale che porta al tempio e' affollatissimo di giovani, ragazzine e ragazzini, famiglie con bambini, tutti fanno chiasso e comprano una patata al burro o una mela caramellata. 
Ci dovevano essere anche i fuochi d'artificio a concludere 4 giorni di festa, ma la pioggia lo ha reso impossibile. Peccato. E pensare che io avevo anche pronto il mio di yukata, da indossare proprio in occasione della festa. Ma spero ci sia tempo tutta l'estate per questo! Gli eventi a cui partecipare non mancano di certo.

Purtroppo mi sono persa anche l'annuale festival estivo a Ueno, in particolare la sera in cui accendono decine di lanterne di carta e le lasciano andare alla deriva sulla superficie del lago….proprio capitato il fine settimana appena trascorso :(

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It's been years since the last time I saw what is known in Japan as Bon Odori, which is a type of dance popular during the Obon season, the time of honoring the spirits of ancestors, and it is celebrated in summer. Usually the real celebration is in the middle of August, but in general during July and August is common to spot people wearing yukata dancing in circle on the Obon songs.
I had never seen the one in Sojiji here in Tsurumi, which is  quite peculiar according to what my friend says.

I get to the temple minutes before the rain came pouring down again…there is a typhoon approaching Tokyo, slow but strong, and rain showers alternate to vest running grey clouds. The entrance to the temple is spotted with benches belonging to sellers, food, games, souvenirs…like any religious festivals. In the wide open area in front of the temple there is a stage where some men in yukata are, standing, head wrapped in the classic white towel, music playing loud. The songs are usually made so that they instruct on the dance steps, like a sort of macarena dance in Japanese, with precise, slow and sharp moves. The rhythm of the music is quite lively, it features jumps and hand claps, and other things.

Me and Tsugumi try to follow the steps, and so does my little step-nephew Tai. Although the weather sucks, the atmosphere is feisty, and when the rain falls suddenly we rush under the roof of the massive gate, we eat takoyaki, some cracked ice with syrup, we drink lamune (ラムネ, soda) and me and Tai play power rangers.
Then, while Tai runs after the soap bubbles that are shot from the stage, I have fun with my favorite hobby: take photos to remember the day.

There were supposed to be fireworks as a closing show after 4 days of festival, but the rain made it impossible. Zanen! And I also had my yukata ready to wear for the occasion. Ah, I should have time the whole summer for this, there will be more chances.
Unfortunately I missed the annual summer fest in Ueno, in particular the night when they light dozens of paper lanterns and let them float on the lake surface….it had just been that weekend :(





Monday, July 25, 2011

Chill out at Miurakaigan - 三浦海岸


Le spiagge della baia di Sagami, un arco di mare imprigionato tra Izu e Chiba, sono un pochino antipatiche, lasciatemelo dire. Ma magari, avendo come secondo termine di paragone le spiagge siciliane, saro' un po' troppo esigente... 
La sabbia e' scura, le correnti sono forti, il vento non cala mai. Il risultato di questa combinazione di fattori e' che trascorrere un giorno in spiaggia si traduce in: impanarsi di sabbia come una cotoletta, fare il bagno in acque torbide, con onde fastidiose, spesso alte, piene di alghe. 
I fenomeni naturali suddetti si calmano all'imbrunire, e solo allora e' possibile godere di un po' di pace e relax. E dopo una giornata di vento che ti sbatte i granelli di sabbia in faccia, il relax e' d'obbligo. Nessuna delle spiagge dalla più' vicina Kamakura alla più' lontana (e tra l'altro dentro la baia di Tokyo) Miura, passando per Enoshima, Zushi, Chigasaki, Shonan e' immune. 
La situazione e' lievemente migliore sulle coste di Chiba, a est di Tokyo, esposte all'oceano. Ma solo lievemente migliore. Se andate a Mito in una giornata di vento forte, vi sembra di essere dentro una tempesta di sabbia nel Sahara.
Stessa cosa per le spiagge a sud, lungo la penisola di Izu…..dove pero' le spiagge bianche e la posizione geografica favoriscono il mitigarsi dei fenomeni, e quindi meno onde,e acque in effetti limpide e pulite.
A Shimoda, e solo a Shimoda, estrema punta di Izu e affacciata sull'oceano, ho finalmente trovato le spiagge e il mare che cercavo…. (ma non a Shirahama, dove le onde e le correnti hanno creato una spiaggia che sembra una enorme duna, con un dislivello pazzesco tra la riva e la spiaggia).
Il lungo weekend di luglio lo volevo passare ad Atami, città ancora abbastanza vicina a Tokyo, ma affacciata sull'oceano, così da poter combinare due cose: visitare un posto nuovo e godermi un giorno intero in spiaggia.

Invece….

Miurakaigan si trova quasi alla punta della penisola di Miura, che si estende a sud, e chiude al suo interno la baia di Tokyo.  Rappresenta un buon compromesso distanza-stato delle acque, e quindi invece che Atami, cambio volentieri i miei programmi.
Le cose sono molto cambiate dalla mia ultima visita a Miura. Infatti ora e' possibile giocare a beach volley in uno degli otto campi già predisposti, oppure a beach soccer. Inoltre, per la prima volta ho visto dei cavalli in spiaggia. 
A intervalli regolari, c'era chi si preoccupava di far fare un giro alle povere e penso accaldate bestie, e le portava lungo la riva, dove puntualmente una folla di bambini curiosi si riuniva attorno all'attrazione del momento. E in effetti, era possibile salire a cavallo e, sempre con la presenza di un guardiano, fare una passeggiata lungo la riva. bello no?
Poi, pero' ho visto qualcosa che mi ha fatto storcere il naso: intanto, il fatto che questi animali fanno i loro bisogni sulla spiaggia, li' dove i bambini si mettono a giocare, dove la gente si siede a prendere il sole….non so quanto sia igienico tutto ciò. Altra cosa, questi signori che si occupavano dei cavalli, una volta che un impavido cavallerizzo si fosse preso la briga di salire in groppa, guidavano i cavalli dritti dentro l'acqua!!! E che cavolo, io volevo farmi il bagno a mare!!!!Ma, poi,  ai cavalli piacerà? A me e' parso di capire che le povere bestie non vedevano l'ora di uscire, visto che erano spinte dentro l'acqua fino alla gola, giornata in cui tra l'altro il mare era abbastanza agitato….
Non so voi, ma avrei preferito vedere solo la passeggiata lungo la riva.

A parte queste novità poi le cose a Miura non sono tanto cambiate: ragazzi e ragazze con enormi ciambelloni lasciarsi cullare (o meglio, lasciarsi scaraventare) dalle onde, gruppi di amici divertirsi a fare body surfing, cosa che tra l'altro pare piaccia un casino ai giapponesi, soprattutto alle ragazze perché possono strillare a squarciagola per qualsiasi cosa. 
Prendendo un ombrellone e una sdraio, alla modica cifra di 25 euro (lamentatevi voi dei lidi in Italia!!), sfidando il vento, ho passato la giornata a sonnecchiare o osservare quello che succedeva attorno a me. Il vento e le correnti forti hanno reso felici molti windsurfers, che si sono cimentati anche in alcune acrobazie. L'area di Miura e' famosa per gli sport d'acqua, soprattutto kitesurf e windsurf, vela,e si vede un discreto numero di moto d'acqua.
Proprio di fronte alla spiaggia, si distingue nettamente la costa opposta della penisola di Chiba.
Per chi vuole passare un giorno lontano dalla folla e dedicarsi al relax, Miura e' il posto giusto, facile da raggiungere, distante solo un'ora di treno da Tokyo.

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Beaches in Sagami bay, an arc of sea cast between Izu and Chiba, are a bit annoying. Perhaps, as I have Sicilian beaches as a comparison, I concede I might be a bit demanding….
The sand is dark, the current is strong, the wind never stops. The result of such a combination of factors is that spending a day at the beach means: turn into a sand cutlet, swim in muddy waters, with high waves and lots of seaweed.
Those phenomena calm down at dusk, then it's possible to enjoy some peace and relax. And, really, after a strong wind smashing sand dust on your face the whole day, relax is a must. None of the beaches is immune, from the closest Kamakura to the farest (also inside Toyko bay) Miura, going through Enoshima, Zushi, Chigasaki, Shonan.
Things are slightly better on Chiba coast, east of Tokyo, exposed to the ocean. But just a tiny bit better. If you go to Mito on a strong wind day you feel like being in the middle of a sand storm in the Sahara desert. Same thing for the beaches in the south, along Izu peninsula….where, though, the sand is white and the geographical location allows the phenomena to be milder, which means less waves and water, in facts, clean and clear.
In Shimoda, and only in Shimoda, further south peak in Izu, and on the ocean, I eventually found the beaches I was looking for…(but not Shirahama,where waves and currents made a dune instead of a beach).
I wanted to spend the long weekend in July at Atami, a town still close enough to Tokyo, but on the ocean, so to be able to combine two things: visit a new place and enjoy one day at the beach.

Instead…

Miurakaigan is almost at the end of Miura peninsula, stretching southwards, and enclosing Tokyo bay. It is a good compromise distance-status of water, so I change my plans, happily.
Things changed a lot since my last visit here. In facts, now one can play beach volley in one of the eight fields available, or play beach soccer. Also, for the first time I saw horses on the beach. 
Ar regular intervals, someone would take care of the poor hot beasts and took them to the shore, where curious children gathered around the attraction. It was indeed possible to hop on a horse back and with a guardian go for a ride along the beach..that's nice isn't it!
But then I saw something that made my nose twist: well, first of all these animals pee and poop on the sand, right there where kids play, where people sit…hmmm, I don't know how much "clean" that is….
Another thing, these people who took care of the horses, after a fearless one would sit on a horse back, led the horses directly into the water!!! Cmon, I wanted to have a swim there!!And, I mean, would the horses like it? I had the feeling that those poor animals couldn't wait to get out, since they were pushed into the sea up to their necks in a day the water was pretty rough…
I don't know, I'd have preferred to have (and to have seen as well) just a ride along the shore.

Such good news apart, things in Miura slightly changed: boys and girls with huge floating rings being rocked by the waves (well, literally being thrown away), groups of friends enjoying body surfing, which seems to be very popular among the Japanese, especially girls because they can scream for every little nothing.
I rented an umbrella and a folding chair, for just $25 (you complain about Italian beaches, you Italians!!!), sitting in the wind, and I spent the day dozing off or observing what happened around me. Strong winds and currents made lots of windsurfers happy, and some of them even tried some flips. Miura area is actually quite famous for water sports, especially windsurf and kitesurf, sailing, and there's a decent number of water bikes too.
Right in sight, on the opposite side of the bay, one can neatly recognize Chiba coast.
Miura is the right place to be for those who wish to spend a day far from the crowded city and chill out, easy to reach and just one hour by train from Tokyo. 




Thursday, July 21, 2011

Frrrr, frrrr, tin tic tac tic tic tin tac, wooosh

Sul letto al buio, aspettando di prendere sonno. 
Finestre aperte, mi concentro sul ticchettio della pioggia d'estate. 
Il vento muove gli alberi, fruscio, ticchettio. Frrrr, frrrr, tin tic tac tic tic tin tac, wooosh.
Aria fresca, resa leggera dalla pioggia, entra in camera senza chiedere il permesso, mi solletica le gambe, i piedi, la schiena, poi scappa via e si rifugia in salotto. Quiete, frescura, il ticchettio della pioggia.
Nel buio, penso. Penso a un recente passato, un passato che non riesco a spiegarmi. Lui, me, la vicinanza, la lontananza.
Un'immagine in bianco e nero scolpita nella mia memoria, lunghe ciglia, occhi chiusi, un accenno di un sorriso, mani tra i capelli.
Era perfetto. 
Ma la perfezione, quella, non esiste. 
Allora, cos'era?
Il vento muove gli alberi, fruscio, ticchettio. Frrrr, frrrr, tin tic tac tic tic tin tac, wooosh.

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On the bed, in the dark, waiting to fall asleep.
Open windows, I concentrate on the summer rain clicking sound.
Wind moves the trees, rustle, clicking sound. Frrrr, frrrr, tin tic tac tic tic tin tac, wooosh.
Fresh air, made light by the rain, it comes in my room without asking permission, it tickles my legs, my feet, my back, then it runs away and hides in the living room. Quiet, coolness, clicking sound of the rain.
In the dark I think. I think of a recent past, a past I can't explain myself. He, me, closeness, distance.
A black and white image carved in my memory, long eye lashes, closed eyes, a hint of a smile, hands through the hair.
It was perfect.
But perfection, that, doesn't exist.
Then, what was it?
Wind moves the trees, rustle, clicking sound. Frrrr, frrrr, tin tic tac tic tic tin tac, wooosh.

Tuesday, July 19, 2011

Lifestyle - Towel fashion

Un' altra puntata di Lifestyle per parlare di mode estive e mode in tempi di risparmio energetico…

Come sapete (forse) dall'11 Marzo le regioni del Tohoku e Kanto in Giappone sono soggette a regimi stretti di risparmio energetico per bilanciare il minore apporto energetico dovuto allo spegnimento di alcune centrali nucleari. Bene, a mali estremi estremi rimedi. E, fatemelo dire, i giapponesi in fatto di estremi la sanno lunga. Anzi lunghissima. 

Ho più' volte sottolineato come si passi da un eccesso a un altro, come si viva a temperature polari in estate e a temperature equatoriali in inverno. (Ci sarebbero molti altri binomi estremi da raccontare, solo che non fanno parte della storia di oggi…). Bene, per una volta, avevo sperato che l'appello al risparmio, l'appello alla moderazione facesse capire ai giappi che consumare meno si può , sempre. Non e' così'. Infatti il "risparmiare energia" e' interpretato soggettivamente, seppure ci siano regole (le sempiterne, onnipresenti) scritte o non scritte che impongano di fare così e cosa'….niente. Nei centri commerciali, per paura di non attirare i consumatori, ci sono i canonici 24 gradi se non meno e la musica non manca mai a fare da sottofondo, i maxischermi sono accesi di nuovo quasi dappertutto e quasi 24 ore su 24, nei treni della metro le temperature vanno ancora più in basso dei canonici 24, tante, ma tante luci accese durante il giorno..insomma, i giapponesi, proprio non ce la fanno.

Eppure, nonostante gli sprechi, eccelse menti si sono già sbizzarrite a creare soluzioni anti caldo che aiutano a far usare meno elettricità. vediamone alcune:
-pubblicita' progresso: campagne intelligenti propinano consigli su come rinfrescarsi, quali, il caro e vecchissimo rimedio della nonna di portare con se bottigliette d'acqua congelata da usare come ammazzacaldo e da bere quando il ghiaccio si scioglie……Uaaaaaaa, hanno scoperto l'acqua calda (scusate il paragone, ma ci sta proprio bene)!!!E pensare che da noi in Italia questo e' un rimedio vecchio quanto Matusalemme.
-eco ideas: qualcuno ha ben pensato di inventare un cuscino col gel dentro, che una volta congelato diventa un modernissimo e costosissimo rimedio della nonna.
-casa: pensate un po', hanno pure inventato le lenzuola che mantengono freschi!!!
-igiene personale: doccia schiuma e saponi che rinfrescano. Secondo me hanno finalmente rubato il segreto (con circa 20 anni di ritardo) dei docciaschiuma alla Bilboa! Piuttosto, si trovano ancora in Italia? Non e' che qualcuno mi manda un set completo di solari su richiesta?
-abbigliamento: tessuti in fibra chissaccheccose'  che assorbe/disintegra/reintegra/fagocita il sudore e mantiene freschi tutto il giorno
-cosmesi: salviette che passate sulla pelle risucchiano ogni singolo micron di sudore e donano un look perfetto anche nel deserto con 50 gradi all'ombra.

Ma. Questa era la premessa.

L'oggetto del post di questa puntata e' a dire il vero la tendenza modaiola delle estati giapponesi. Un accessorio, mai passato di moda sin da quando esiste il Giappone: parlo della tovaglia, utilissima per asciugare via il sudore in ogni circostanza (e pulirsi il naso, le mani, pulire una panca prima di sedersi sono altri usi comuni).
Chiunque si sia trovato in terra nipponica avrà sicuramente visto almeno una volta un uomo andare in giro con una tovaglia annodata attorno alla testa, un uomo o una donna con una tovgaglia attorno al collo, un uomo o una donna con una tovaglia in borsa o nella tasca, un uomo o una donna, durante una festa religiosa, portare una tovaglia arrotolata e poi annodata dietro al capo, come fosse una corona di alloro.

Bene, signori miei,  questo oggetto sembra essere proprio essenziale nella vita di un giapponese. Quest'anno, secondo me, e' anche diventato un vero e proprio oggetto di moda. Mi e' venuta quest'idea quando ho visto più di una persona sfoggiare una tovaglia in testa in un modo che non avevo mai visto prima..pare che quest'anno sia di moda portare la tovaglia avvolta in testa allo stesso modo degli antichi egizi. Chissa cosa altro mai mi devo aspettare da quest'estate a risparmio energetico!

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Another episode of Lifestyle to talk about summer fashion and fashion in times of energy saving issues…

As you know (maybe), form March 11 the Tohoku and Kanto regions in Japan are forced to follow strict rules about saving energy to balance with the less energy due to the shut down of some nuclear plants. Well, I mean, tough times, tough remedies. And let me tell you, the Japanese know well what extreme means. Very well.

I have mentioned several times how they can go from one excess to another, how they go from polar temperatures in summer and equatorial temperatures in winter. (There would be many more extremes to tell, but they are not part of today's story…) Well, for once I hoped that the call to save energy, the call to moderation would let the Japs realize that using less is possible, any time. Ah, it's not the case. In fact, "saving energy" is interpreted subjectively, although there are rules (eternal, omnipresent) written or non written saying to do this and that…nothing! In the shopping centers, afraid of not attracting buyers, the canonical 24 are set, maybe less, music is always in the background, the megascreens are on almost everywhere again and almost 24/7, in the trains the temperature is even lower than 24, many, but many light on during daytime……so, the Japs really can't do it.

Despite the waste, sharp minds are already at work to find anti-heat solutions which help to use less electricity. Let's review some:
-progress commercial: intelligent campaigns pull out suggestions on how to keep cool, like the old and effective grandma's remedy of bringing frozen water bottles, to be used as heat killer and to drink when the ice has melted……Man, they reinvented hot water (forgive me the joke, but it fits!)!!!
-eco ideas: someone thought of design a pillow with gel inside, that once frozen becomes a ultra modern ultra expensive grandma's remedy.
-home: think of it, they invented cool bed sheets!!!
-personal hygiene: cooling soaps and shower gel. I guess they managed to steal (20 years later) the secret of Bilboa's (Italian sun screen lotions brand) products!!
-clothing: fabric in whoknowswhatthatis that absorbs/disintegrates/reintegrates/phagocytes sweat and keeps all day cool
-cosmetics: tissues that when touch the skin suck every micron of sweat and give a all day perfect look, even in the desert with 50 degrees.

But. This is just the pre-story.

The topic of today's story is, actually, the fashion trend of Japanese summers. An accessory, never gone out of fashion since Japan has existed: I am talking about the towel, very useful to wipe out sweat in any circumstance (and also clean one's nose, hands, a bench before sitting in it….)
Who has ever been in Japanland must have seen at least once a man walking around with a towel wrapped around his head, a man or a woman with a towel around their neck, a man or a woman with a towel in their bags, a man or a woman, at the religious festivals, wearing a towel, twisted and then wrapped around the head like a crown.

Well, my ladies and gentlemen, this object seems to be just essential in a Japanese's life. This year, I think, it really became a fashion thing. I had this idea when I saw more than once someone showing off a towel on their head wrapped in a way I had never seen before….it's like this year fashion is to wear the towel the way the ancient Egyptians did. 
Who knows what else I have to expect from this energy saving summer!





Decisioni e flessibilita' - Decisions and flexibility

Dicono essere flessibili sia una buona qualità. Vero. A parte piccoli e sgradevoli incidenti, solitamente il vivere facile e senza pensieri aiuta a gestire meglio anche gli imprevisti.

Il piano originale era di trascorrere un lungo fine settimana ad Atami, altra località di mare e terme all'ingresso della penisola di Izu. Non avendo prenotato nessun hotel, pensavo di fare avanti e indietro per tutti i tre giorni del lungo weekend, includere un salto al bar Jam di Ebisu per vedere DJ Erik all'opera il sabato sera e incontrare Parisa sulla via del ritorno. Poi mare e ancora mare nei giorni seguenti. Ma poi, ho cambiato i miei piani di giorno in giorno, ovvero ho reso il mio piano originale più flessibile.
Cominciamo dal principio.

Atami e' abbastanza distante da Tokyo, circa 90minuti in treno. La mattina della partenza supposta, me la prendo comoda, e invece di arrivare in spiaggia la mattina presto decido di andare solo il pomeriggio. Del resto meglio andarci cauti con il primo sole della stagione….recupererò nei giorni successivi. Poi pero' la chiamata di un amico e l'offerta di restare a Tokyo…risultato: Shiba pool tutto il pomeriggio.
Ho alcune ore da ammazzare tra la piscina e la sessione di Erik, per cui opto per la pizzeria Partenope a Ebisu dove conosco Antonio, cameriere napoletano, e il mio futuro sposo giapponese, bel cuoco alto,che parla italiano e coi denti dritti, che mi regala anche alcune fette di formaggio per accompagnare un rosso primitivo salentino <3
Giunta l'ora del bar Jam, saluto e mi avvio verso un bar che non trovero' mai. Deve essere successa una di due cose:
-la mappa per il bar e' vecchia
-io sono vecchia
Quello che seguiva al piano era aspettare Parisa, a cena con amici, per fare la strada verso casa assieme, ma non potendo più reggermi in piedi dopo tanto camminare e innervosirmi, sono stanca e non posso aspettare la mia amica. Quindi rientro a casa, tardi, arrabbiata, o meglio con una leggera sensazione di frustrazione addosso, distrutta.

L'indomani, altro cambio di programma: Miura invece di Atami. Più vicina, meno impegnativa. Arrivo in spiaggia, mi brucio le spalle sotto al sole per aspettare il garzoncello che deve darmi ombrello e sdraio, faccio subito un tuffo perché non ce la faccio più. Giornata intera passata sotto l'ombrellone (a proposito, 25 urini per una sdraio e un ombrellone, e' un furto! Anche in Italia al lido più inn che c'e costerebbe meno.), per fortuna che c'era, relax totale, lettura, bagni di sole. E un inaspettato incontro: cavalli in spiaggia.
Rientro a casa e sono cotta alle 10 di sera.

Lunedi, ultimo giorno del lungo fine settimana, doveva essere il giorno mio e di Michela per Atami, da mattina a sera, ed e' segnato da nuvoloni a tappeto, forse per via di un tifone che si avvicina alle coste di Shikoku,  aria ferma e gravida di umidità', e vista la mia scottatura da attesa sotto il sole a picco, decido che forse mi prendo un giorno di pausa dal mare e ne approfitto per dedicarmi alle mie piante, al mio salotto, alla mia pelle. Ma la sera la trascorro comunque con Michela nella sua Hashimoto.

Flessibilita' si, flessibilita' no? Beh, dipende….

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They say being flexible is a good quality. Indeed. Besides a few small and unpleasant accidents, usually the easy living and no worries attitude helps to handle better even the unexpected.
Te original plan was to spend a long weekend in Atami, another beach and spa destination at the entrance of the Izu peninsula. As I didn't book any hotel, I thought I could go back and forth for three days, the whole long weekend, then add a swing by Ebisu bar Jam to see DJ Erik on Saturday and later that night meet Parisa on the way back home. Then beach and beach again in the following days. But then, I changed my plans every day, that is, I made my original plan flexible. Let's start from the beginning.

Atami is quite far from Tokyo, some 90 mites by train. The day of the supposed departure I take it easy, and instead of getting to the beach early in the morning, I decide to go in the afternoon. After all, better be careful with the first sun tan of the season…I'll do better in the following days. But then, a call form a friend and the offer to stay in Tokyo…result: Shiba pool the whole afternoon.
I have a few hours to kill between the pool and the DJ session, so I go for pizzeria Partenope in Ebisu where I meet Antonio, Neapolitan waiter, and my future Japanese spouse, a nice tall cook, who speaks Italian and shows straight teeth, who give me as an extra some pieces of cheese to accompany my red Primitivo wine from Salento (south of Italy) <3
When the time of the bar comes, I say goodbye and I walk towards a bar I will never find. One of the following two things must have happened:
-the map to the bar is old
-I am old
What was in the plan, following the bar Jam time, was to wait for Parisa, dining with friends, to go back home together. But I couldn't resist after a lot of walking and growing nervousness, I was tired and I can't wait any longer. So I go back home late, angry -actually I better say with a small feeling of frustration, and dead.

The day after, another change of plan: Miura instead of Atami. Closer, less challenging. I arrive at the beach, and I get sun burnt because I had to wait forever for a guy who was supposed to rent me a parasol and a chair, so I have a dip as soon as I have my stuff fixed, I couldn't wait! I spend the whole day under the umbrella (btw, 25euros for a parasol and a folding chair..that's a theft!Even in Italy it costs less in the most trendy beach), I totally relax, I read I sun bathe. And one unexpected encounter: horses at the beach.
As I am back home I collapse in bed at 10pm.

Monday, last day of the long weekend, was supposed to be the day me and Michela go to Atami, full day, but it's uniformly cloudy, likely because of a typhoon approaching the coast of Shikoku, the air is still and humid and because of my sunburnt I decide to take a break from the beach, to take care of my plants, my living room, my skin. But the evening is spent anyway with Michela, in Hashimoto.

Flexibility yes, flexibility no? Well, it depends….


Friday, July 15, 2011

Una sera come tante.

Ci sono periodi che in azienda si lavora proprio tanto. Le scadenze, i progetti, le conferenze, infatti, pongono dei limiti di tempo alla nostra capacita produttiva e a volte si raggiungono alti livelli di stress e stanchezza sia fisica che mentale.

Proprio alla fine di giugno, il mio gruppo ha raggiunto un obiettivo importante, la fase I del nostro progetto più grande e' stata completata e tutti avevamo bisogno di riprenderci.
Niente di meglio allora che organizzare una uscita di gruppo, così da celebrare il raggiungimento del nostro tanto sudato obiettivo. Un buon ristorante, un bidone di birra, alcol a fiumi e portate appetitose sono gli elementi base necessari alla buona riuscita dell'evento. 
Il fatto che poi non si e' quasi per nulla parlato di lavoro durante tutta la cena e' un extra che non mi aspettavo: di solito, infatti, se si va in giro con ricercatori e scienziati, il minimo che ci si aspetta e' che prima o poi i discorsi di lavoro si insinuano tra una parola e l'altra e, non importa come si incomincia, si finisce sempre con discutere su DNA, RNA, thresholds, sequenze e livelli di espressione.

Invece, con mio enorme piacere, la conversazione si e' spostata da tema a tema, colleghi con cui solitamente non ci si scambia neanche un saluto diventano stranamente loquaci e sorridenti, colleghi con cui si e' abbastanza amici incominciano a raccontare di se, colleghi che erano considerati noiosi per una volta fanno anche battute simpatiche.

Sara' perché' avevamo un menu con l'opzione all-drinks, sarà' perché' a un certo punto e' arrivato uno dei camerieri con un bidone di birra da 5 litri, sarà' perché' era venerdì e non eravamo preoccupati di andare al lavoro l'indomani, fatto sta che i colleghi giappi e non giappi si sono sbilanciati. Non in maniera eccessiva, non come capita ai salarymen ordinari che si riducono come uno straccio un giorno si e un giorno no! I miei colleghi, almeno in questo sono diversi, sanno essere divertenti, sanno mantenersi, sanno che bere fino a tracimare e abbandonarsi come morti sulle panchine della stazione non fa per loro. 
E poi, la cosa bella e' che in queste occasioni, si finisce sempre a raccontare aneddoti divertenti che hanno come protagonista il capo massimo. 

Comunque sia, lo scontrino a fine serata era talmente lungo che ho deciso di conservarlo, con sopra le firme dei colleghi che hanno partecipato alla serata.

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There's times at work when we do work a lot. Deadlines, projects, conferences, limit indeed our productivity and sometimes we reach high levels of stress and of physical and mental tiredness.

Right at the end of June, my group achieved an important goal, our main project's phase I was completed. So we all needed a break.
Nothing better than arrange a group dinner to celebrate our achievements. A good restaurant, a huge can of beer, yummy food are the base elements needed for our event to be successful.
The extra came from the fact that , and I didn't expect that, no one mentioned work: usually hanging around with scientists and researchers means that sooner or later work talks slowly sneak into the conversation, no matter how it starts. And it ends up with seminars about DNA, RNA, thresholds, sequences, expression levels…

But actually, with my great pleasure, the conversation went through various topics, the collegues who usually we don't talk to become suddenly talkative and smiley, the collegues we are quite friends with start talking about themselves, the collegues we believed to be boring were for once able of smart jokes.

May it be because we had a all-drinks menu included, may it be because at some point one of the waiters came carrying a huge 5litres beer can, may it be because it was Friday and we were not worried about going to work the day after, whatever the reason Japanese and non Japanese loosened a little. Not too much, not like the ordinary salarymen who get trashed every second day! Mi coworkers, at least in this, are different, they can be fun, they control themselves, they know that there's no point in drinking to the point of flooding out and free falling on a bench at the station like dead bodies.
And, the nicest thing of all, we always recount funny episodes whose protagonist is, no need to say, the big boss.

Anyway, the receipt at the end of the night was so long that I decided to keep it after I asked all the guests to sign it. 






Tuesday, July 12, 2011

Davanti agli occhi - Before my eyes

Doveva essere un fine settimana grigio e noioso, da trascorrere a casa. O cosi' sembrava fino a giovedi.
Ultimamente gli eventi sociali sono diminuiti considerevolmente. Non che prima io conducessi una vita smodata, anzi. Forse sarebbe meglio dire che la qualità degli eventi si e' un po' abbassata, e' cambiata. Diamo la colpa alla stagione delle piogge, dai! Caldo umido, cielo plumbeo e pioggia frequente non sono certo amici delle uscite serali. O almeno, tale assetto meteorologico non mi sta personalmente simpatico e non mi invoglia.

Ma finalmente, un giovedì sera al PCA bar di Akasaka e' l'inizio di un fine settimana impegnativo.
Venerdi sera, dopo il lavoro, decido di andare a Tokyo, Shirokanedai per la precisione, e fare incetta di libri. Missione più che compiuta! Di getto invito una nuova amica che accetta volentieri e finiamo a chiacchierare sedute a un bar a Tamachi fino a ora tarda.

Il sabato, pranzo a buffet al ristorante di Salvatore Cuomo a Kawasaki con Ale e famiglia, Alex e famiglia, e Marco. Proprio quella che si dice una giornata ideale tra italiani e non italiani, unica nota di disappunto i poveri camerieri che strillano 'buon appetito' come se stessero al mercato del pesce…..beh, ristorante che vai, management che trovi….

Per la sera del sabato non c'era niente in vista fino a quando Anas e io, che non ci vedevamo da luuuuungo tempo, ci organizziamo per una cena di sushi e un dopo cena latino al nostro locale di salsa di sempre.

La domenica, lottando con tutte le mie forze contro la spinta interiore che voleva mandarmi al mare, faccio un salto a Shinjuku per pranzare con Elisa e avere così modo di programmare una vacanza. Infatti le ferie estive sono alle porte e trovare una destinazione al più presto e' un obbligo a cui mi sottopongo molto volentieri. Decidiamo la meta, che per ora manteniamo ignota, e dopo esserci salutate raggiungo Ale e Mia al parco di Shinjuku. 

Ci sarebbe ancora da vedere Parisa e restituirle il libro che ho già finito di leggere, ma sul serio, dopo quattro giorni di serio girovagare non ce la faccio più e decido che il libro può aspettare….
La morale di questo resoconto e' la seguente: mi lamentavo per nulla quando dicevo che la mia vita e' piatta ultimamente. Non mi sono resa conto, come spesso accade a tutti, che avevo tutto quello di cui avevo bisogno proprio sotto agli occhi, ma essendo occupata a desiderare di più, non ho proprio visto che stava li. 

E poi, a pensarci davvero, e' bello anche vivere i giorni senza necessariamente dover pianificare tutto, e' bello non aver proprio nulla da fare a volte, sapere che dopo una settimana di lavoro stressante si torna a casa a dedicarsi a se stessi. E' anche ciò di cui abbiamo bisogno, seppure non lo vogliamo ammettere.

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It was supposed to be another boring and colorless weekend, to be spent at home. Or so it seemed, till Thursday.
Lately social events are definitely less. Well, I don't generally party all the time, actually. Perhaps I should better say that the quality of the events is a bot lower, different. Let's blame the rainy season, come on! Wet and warm, grey sky, frequent rain are not friends with nights out. At least, such meteorological asset does not get along with me and for sure doesn't push me.

But, eventually, a Thursday evening at PCA bar Akasaka is the beginning of a busy weekend.
Friday night, after work, I decide to head to Tokyo, precisely Shirokanedai, to stock up on books. More than accomplished a mission! I invite a new friend who accepts enthusiastically and we end up chatting at a bar in Tamachi till late.

Saturday, buffet lunch at Salvatore Cuomo's in Kawasaki with Ale and family, Alex and family and Marco.  Right what is called an ideal day with Italians and non Italians, with just one disappointing fact, that is the poor waiters who screamed loudly 'bun appetite' as they were at the fish market…..but hey, the restaurant the management…

Saturday night was empty in my calendar, until Anas and me, who haven't met for a loooooong time, catch up for a sushi dinner and a latin after dinner with salsa dance in our usual club.

Sunday I fight hard against the inner force that wants me to go to the beach, and I go to Shinjuku to have lunch with Elisa and use the chance to plan a vacation. Summer holidays are indeed close and a must is to find a destination, a task I am very willing to perform. We decide the destination, we keep it unknown for now, and after saying goodbye I join Ale and Mia at Shinjuku park.

There should still be Parisa to meet up with, to give her back the book I am done already, but seriously, after four days of serious hanging out I am done and decide the book can wait….
Moral of the story: I was complaining with no reasons when I said my life was boring lately. I didn't realize, as it usually happens to all of us, that all I needed was already in front of my nose, but I was too busy in asking for more to be able to see it.

And, honestly, also spending the days without planning events, without having anything to do but pampering oneself after a long week at work is nice and is just what we need, although we don't want to admit it.

Friday, July 8, 2011

Wisdom drops about life

"Imagine life as a game in which you are juggling some five balls in the air. You name them - work, family, health, friends and spirit and you're keeping all of these in the air. You will soon understand that work is a rubber ball. If you drop it, it will bounce back. But the other four balls - family, health, friends and spirit - are made of glass. If you drop one of these; they will be irrevocably scuffed, marked, nicked, damaged or even  shattered. They will never be the same. You must understand that and strive for Balance in your life." 
How?
 * Don't undermine your worth by comparing yourself with others. It is because we are different that each of us is special.
 * Don't set your goals by what other people deem important. Only you know what is best for you.
 * Don't take for granted the things closest to your heart. Cling to them as you would your life, for without them, life is meaningless.
 * Don't let your life slip through your fingers by living in the past or for the future. By living your life one day at a time, you live all the days of  your life.
 * Don't give up when you still have something to give. Nothing is really over until the moment you stop trying.
  * Don't be afraid to admit that you are less than perfect. It is this fragile thread that binds us to each together.
 * Don't be afraid to encounter risks. It is by taking chances that we learn how to be brave.
 * Don't shut love out of your life by saying it's impossible to find time.
 * The quickest way to receive love is to give; the fastest way to lose love is to hold it too tightly; and the best way to keep love is to give it wings.
 * Don't run through life so fast that you forget not only where you've been, but also where you are going.
 * Don't forget, a person's greatest emotional need is to feel appreciated.
 * Don't be afraid to learn. Knowledge is weightless, a treasure you can always carry easily.
 * Don't use time or words carelessly. Neither can be retrieved. Life is not a race, but a journey to be savoured each step of the way