Sunday, June 12, 2011

Quasimodo & Esmeralda in PARIS








Parigi. Nel ricordare la mia destinazione turistica del 2011 mi vengono in mente: gli artisti di Montmartre, il romanticismo insito dentro ogni luogo e ogni cosa, la grandiosità' dell'architettura, le musiche di Yann Tiersen (chi non ha visto il film "Le Fabuleux Destin d'Amelie Poulain"?), le baguette, l'eleganza della gente, i bar coi tavolini all'aperto, la ricchezza del passato …

Tre giorni pieni, dalla mattina alla sera, sono stati sufficienti per lasciarmi rapire dal fascino intrigante della città. Tanto verde, fontane, molti i bar accoglienti, molte le stradine tranquille e le piazzette coi mercatini, e poi arte arte e ancora arte, architettura, design e stile…
Cominciamo con Montmartre: dall'alto della collina domina Parigi, e dalle scalinate e dalle vie che curvano in discesa che attraversano i palazzi coi loro bar retro' e' già' possibile vedere degli scorci della città'. Ma e' dalla chiesa del Sacre Coeur, un po' cattedrale bizantina e un po' tempio orientale, che non c'e' più spazio per l'immaginazione: l'osservatorio migliore di Parigi e' proprio li, scenario naturale per i tanti musicisti che si esibiscono sulla scalinata. Da una parte la chiesa, il pubblico. Al centro l'artista. Dall'altra parte la città' tutta.
La piazza degli artisti, in realtà chiamata Place du Tertre ma ribattezzata per via dei vari pittori e disegnatori che la popolano, e' il cuore di Montmartre, da cui si dipartono stradine strette e animate, piene di ristorantini caratteristici e negozietti di souvenir. E' bella come un quadro, come una foto in bianco e nero sgualcita e sbiadita, profuma di tempera e legno…

Il secondo itinerario, più impegnativo, prevede una lunga camminata dall'arco di trionfo di Place Charles de Gaulle fino alla cattedrale di Notre Dame.
Impossibile camminare senza fermarsi a ogni angolo. Infatti, all' improvviso, ecco che si vede Pont Alexandre e Les Invalides (dove tra l'altro si trova la tomba di Napoleone), poi, dico, già' che si e' arrivati fin li, si fa una deviazione più lunga e si raggiunge la Tour Eiffel, non si può far a meno di fermarsi a Place Vendome, una piazza quadrata, coi palazzi che ospitano le case orafe più famose e costose…credo che le impronte del mio naso sulle vetrine di Cartier siano ancora li'. Poi, il palazzo reale, mastodontico edificio fatto costruire per essere niente meno che la residenza del cardinale Richelieu (si trattava proprio bene, lui!),il palazzo dell'Opera… Da Place de la Concorde si ha l'ingresso principale a Tuileries, un'oasi verde dove la gente si rilassa seduta all'ombra degli alberi o attorno alle fontane, che porta dritti dritti fino al Louvre.
Ecco, il museo del Louvre. Pattugliato 24ore su 24 da soldati armati, e' qualcosa che non si può descrivere con le parole, bisogna piantarsi li davanti, memorizzare ogni dettaglio, fare tesoro di tutto ciò' che con gli occhi si riesce a cogliere, concentrarsi su quello che si riesce a percepire solo con il semplice trovarsi li'. Doverosa una pausa  per riposarsi al parco (abitudine che e' poi divenuta un must di tutti i miei giorni parigini), e per riprendersi dallo shock. Non ci sono entrata, o ci avrei perso una settimana dentro, e poi il mio obiettivo era visitare il Musee d'Orsay: bello, bellissimo, splendido dentro, meraviglioso fuori, ampio, arioso, un'opera d'arte. Infine, passeggiando lungo la Senna, facendo avanti e indietro tra le due sponde per i vari ponti, raggiungo il cuore e la parte meglio conservata di Parigi, Ile de la Cite e la sua cattedrale gotica.

I francesi hanno fama di essere rubacuori, forse e' per questo che uno di loro, purtroppo ne' bello ne' attraente, nei dintorni della cattedrale di Notre Dame, ha incominciato una corte insistente paragonando se stesso a Quasimodo, il timido e gobbo abitante della cattedrale, e me alla bella e amabile Esmeralda. Citta' romantica, Parigi, senza dubbio, ma non al punto da far cadere qualsivoglia fanciulla tra le braccia del primo aspirante poeta da strapazzo che si incontra sulla via…
Notre Dame, dunque …l'imponente struttura di altissime volte e pilastri, le finestre strette e lunghe, fanno sembrare l'interno un posto spaventoso e abitato da spiriti. Le sculture e le guglie che rivestono la facciata esterna contribuiscono a incutere un certo timore sull'osservatore. Dall'altro lato pero' ci sono le decorazioni dei vetri delle finestre e quelle dei due enormi rosoni, l'organo, le balaustre, la semplicita' della struttura e l'armonia delle curve e delle volte...visitare l'interno della cattedrale lascia proprio senza respiro.

Un giro diverso mi fa scoprire invece le bellezze della parte sud di Parigi. Proseguendo direttamente dalla cattedrale mi imbuco nell'intrico di strade che compongono i Quartiers Latins, brulicanti di vita e attività. Guarda caso, vicino a una zona tanto frequentata, sia di giorno che di notte, sorge la Sorbonne. Quando penso a questo nome, non so perché lo collego con Baudelaire…Altro famoso edificio nell'area e' la chiesa di Saint Germain de Pres. Da fuori potrebbe benissimo passare inosservata, tanto e' anonima; ma gli interni giustificano 'in toto' la fama che la chiesa detiene. Non credevo ai miei occhi.
I miei giorni parigini sono stati molto caldi, grazie al cielo, tanto caldi che già' la sera del primo giorno avevo il naso arrossato e spellato. Quindi, vado a riposarmi all'ombra ai Giardini di Lussemburgo, altro immenso parco all'interno del quale sorge un palazzo principesco. E qui, avendone già' visti abbastanza, ho come avuto l'impressione che ogni giardino fosse una versione in piccolo della reggia di Versailles, infatti il paradigma e' uguale ovunque: edificio a pianta quadrata o rettangolare, con piazzale interno, e parco con tanto di fontane dietro.

Riassunto emozionale: con Parigi e' amore a prima vista, mi ha affascinato come poche altre città hanno saputo fare. Sono anche presa da una leggera malinconia, soprattutto quando mi ritrovo al pomeriggio ai giardini Tuileries, e vedo le coppie che si incorrano dopo il lavoro, coi loro tailleur, le loro 24ore, gli occhiali da sole, vedo mamme coi figli, vedo gruppi di amici che ricaricano le batterie al sole…visitare Parigi da sola mi ha fatto pensare un po'.
Da questo mio tour europeo ho anche capito cos'e' che rende il mondo piccolo piccolo: nella nostra vita incontriamo gente continuamente, ci leghiamo a loro, ci separiamo da loro, siamo entità' in continuo movimento. Potrebbe sembrare che a un certo punto ci dimentichiamo di coloro da cui ci siamo separati. Ma il brivido che ci corre lungo la schiena quando ci prepariamo a reincontrare uno qualsiasi di loro, annulla ogni distanza temporale e spaziale. Dura un attimo, pero' e' sufficiente a donarci la giusta energia.

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Paris. In remembering my 2011 touristic destination I recall: artists in Montmartre, romanticism inside every thing and everywhere, great architecture, Yann Tiersen's music (who hasn't watched "Le Fabuleux Destin d'Amelie Poulain"?), baguette, elegance, bars and tables outside, a rich past…

Three full days, from morning till evening, were enough to let the intriguing beauty of the city fascinate me. A lot of green, fountains, cozy bars, many quiet streets, squares with markets, and then art, art and more art, architecture, style and design…
Let's get started with Montmartre: from the top of the hill it dominates Paris, and from the stairs and from the curvy steep roads going through the buildings with their bars retro' style it's possible to have a glimpse of city view. It's from Sacre Coeur, though, a bit medieval cathedral and a bit oriental temple, where there is no room left to imagination: the best observatory in Paris is right here, natural scenery for the many musicians who perform on the stairsteps. On one side the church and the public. In the middle the artist. On the other side the whole city.
The artists' square, actually called Place du Tertre but renamed after the many painters who crowd it, is the heart of Montmartre, where tiny and lively street, lined with characteristic restaurants and souvenirs shops start from. It's as beautiful as a painting, as a faded and crumpled photograph in b&w, it smells of paint and wood...

A second itinerary, more challenging, is a long long walk from the Arc of Triumph in Place Charles de Gaulle to Notre Dame cathedral.
Walking without stopping at every corner is practically impossible.  Because, first comes Pont Alexandre and Les Invalides (where Napoleon's grave is), then, I mean, from here the Tour Eiffel is just a short detour, so why not, then I can't but stop by Place Vendome, a square at whose corners are buildings hosting the most famous and expensive jewelry shops…I believe my nose print is still on the windows of Cartier shop. More to come, the royal palace, a humongous building designed to be Cardinal Richelieu's 'little' residence (he knew how to treat himself!), then the Opera…From Place de la Concorde the main entrance to Tuileries gardens, a green spot where people chill out under the trees or around the the fountains, and which leads to the Louvre.
Right, the museum. Patrolled 24/7 by armed soldiers, it's something that can't be described by words. One must stand there, memorize every detail, make treasure of everything the eyes can catch, concentrate on what one can sense by just being there. I myself chill out in the gardens (it became my regular habit during my days in Paris) and also I needed to recover from the shock of the museum. I didn't enter it, or I'd have needed a week, and besides my aim was to visit Musee d'Orsay: pretty, very pretty, wonderful inside, superb outside, wide, a piece of art. Eventually, strolling along the Seine, bouncing between the two banks through the bridges, I get to the heart, and the best kept part, of Paris, Ile de la Cite and its gothic cathedral.

The Frenchmen are famous for being romantic casanovas, maybe that's why one of them, unfortunately neither handsome nor attractive, nearby the cathedral started an intense courtship by considering himself Quasimodo, the shy and clumsy inhabitant of the cathedral, and me the beautiful and lovely Esmeralda. Romantic city, Paris, sure sure, but not to the point that whatever lady can fall into the arms of the first fake poet apprentice passing by.
Anyway, Notre Dame I was saying…the massive structure made of hugh vaults and pillars, the tall and narrow windows, all these elements make the inside a haunted place. The sculptures and the gargoyles outside contribute to intimidate the observer. But, on the other hand, the decorations of the windows and of the gigantic rose windows, the organ, the balustrades, the simplicity of the structure and all..I mean, visiting the cathedral is just breathtaking.

A different route takes me to discover the beauties of South Paris. Directly from Notre Dame I sneak into the mayhem of streets known as Quartiers Latins, bursting with life and activities. And, close to such a busy neighborhood day and night, there's the Sorbonne. I don't know why, but when I think of it, the name of Baudelaire jumps into my mind…Another famous place nearby is Saint Germain de Pres. From the outside this church might just go unnoticed, it's that anonymous; but inside justify 'in toto' its fame. I couldn't believe my eyes.
My days in paris were hot, thanks heavens, so hot that already the first night I my nose was red and itchy. So I go and have a rest at the Louxembourg gardens, another huge park inside which is a big building. It's then when, having already seen many gardens, I had the feeling that all of them were a smaller copy of Versailles, as the plans were all the same: squared or rectangular building, with an internal square, and park with fountains behind.

Emotional summary: it's love at first sight with paris, it hit me like few other cities did. But I am also victim of a little bit of sadness, especially when in the afternoon I go to Tuileries and I see couples meeting up after work, with their suits, their bags, in sunglasses, I see mothers with children, I see groups of friends who recharge their batteries under the sun…visiting Paris alone had the effect to make me think a bit.
From this European tour I also understood what makes the world small: in our lives we  continuously meet people, we get close to them, we split, we are entities continuously moving. It might seem that at some point we forget about them. But those thrills along the spine we feel when we are about to meet one of them again annihilate any spacial and temporal distance. It lasts a moment, but it's enough to get some energy.

People at...

along the Seine

sacre coeur

place du tertre

tour eiffel

jardins louxembourg

sorbonne

quartier latins

saint germain

musee d'orsay

tuileries

2 comments:

  1. scusa la parentesi demenziale ma il tour che hai in corso mi ricorda tremendamente Eurotrip (per favore se non l'hai già visto, NON guardarlo :D )
    Ciao & bon voyage
    P

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  2. haha, ora devo almeno vedere il trailer di questo film!
    Non posso starmene cosi con le mani in mano e lasciar correre...

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