Sunday, May 29, 2011

Sicilia 2011, casa e storia





In Sicilia, finalmente,non direttamente dal Giappone, dopo tante ore di viaggio alle spalle e un book fotografico già' ricco.

La mia famiglia si ritrova per la prima volta dopo tantissimi anni riunita, con tutti i membri presenti all'appello. E' un evento da non perdere assolutamente. Ergo, ci sono anche io.
Pianifico 3 (TRE) settimane intere da trascorrere a casa, sperando anche qui di riuscire a incastrare tutti i miei appuntamenti, molti dei quali, per fortuna di natura familiare.
Dieci giorni casalinghi in compagnia dei nipotini passano tra alti e bassi, tra discussioni e spiegazioni, lauti pranzi e cene, volano via. Arriva il tanto atteso fine settimana a Cassino, prima del quale incastro pure un pomeriggio a Napoli con Ester,Francesca e Mena, fantastiche tutte e tre, poi al rientro mi aspetta la serata catanese con gli amici di vecchia data, pochi ma buoni. Infine, l'arrivo di Yoko e Tani, che mi permette di indossare nuovamente le vesti di guida turistica e per due giorni non si fa altro che andare in giro per la Sicilia orientale…
Poi Parigi, meta scelta di quest'anno, con Nicola e Damien e' la vacanza nella vacanza che e' necessaria sempre dopo l'overdose di parenti. E arrivederci all'anno prossimo!

A dispetto della stagione, con mia grande sorpresa, il clima in Sicilia e' stato freddo e piovoso, e ho dovuto ahimè abbandonare i sogni di giorni in spiaggia a coltivare la tintarella. Mai visto niente del genere. Solitamente la Pasqua siciliana e' il preludio alla stagione estiva, ed e' caratterizzata da giornate di sole tiepide e piacevoli. Invece stavolta, nonostante si fosse a ridosso di maggio, ho anche visto la nebbia la mattina avvolgere i campi tutt'intorno, mangiarsi il monte e il suo castello.

A proposto del monte e del suo castello, ci sarebbe molto da raccontare sul mio paesello d'origine, così approfitto anche per elevare il livello di questo post un po' noioso con alcune notizie storiche…
Il monte Iudica e' pieno di misteri e leggende, oltre che essere un sito archeologico importante come prova della ricchezza culturale dell'area, dovuta all'incontro di diverse civiltà'.
Un tempo vi sorgeva un castello (Rocca di Iudica) che fu poi distrutto da Ruggero di Sicilia, re di Caltagirone, intorno all'anno 1000 nella battaglia contro gli arabi, di cui rimangono le rovine. Tutt'oggi la campana d'Altavilla, portata come trofeo di vittoria, e' esposta all'interno della chiesa di Santa Maria del Monte, a Caltagirone. Risalgono al medioevo invece i ruderi di una chiesa dedicata a san Michele Arcangelo. Poi altri resti di una città' e di una necropoli, cocci di vasi e suppellettili. Tutt'ora il ricco patrimonio presente non viene granché' preservato ne' mantenuto, seppure pian piano negli ultimi anni alcuni lavori di ripresa e restauro hanno contribuito alla riscoperta di questi beni, come ad esempio l'illuminazione notturna dei resti della chiesa, visibile anche dai paesi limitrofi.

Ritornando alla mia vacanza, avevo pensato di approfittare dei giorni a casa, di sperato bel tempo e sperato stato ottimale della natura in questo periodo dell'anno, per fare dei giri in macchina e prendere bellissime foto delle colline finalmente verdi, delle valli, dei campi, delle vie nascoste dei paesi. Insomma, il reportage sull'entroterra siciliano che sogno di realizzare da anni e' stato nuovamente rimandato.

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In Sicily, finally, not directly from Japan, after many hours of traveling behind and a rich phonebook.
My family is united for the first time in years, with all members present. It's an event not to be missed. So, there I come too.

I plan 3 (THREE) entire weeks to spend at home, hoping I will manage to fit together all my dates, many of which are fortunately a family business.
Ten homey days with my niece and nephews pass by between highs and lows, arguments and explanations, big lunches and dinners, they fly. The so longed weekend in Cassino arrives, and before I manage to squeeze an afternoon in Naples with Ester, Francesca and Mena -they're all fantastic, then at my return I have an evening arranged with my old friends, few but good ones. Last, the arrival of Yoko and Tani, which gives me the possibility to wear again the tour guide's hat and driving for two days across Eastern Sicily…
Finally Paris, this year's destination, with Nicola and Damien is the vacation within the vacation that is always needed after a family overdose. And see you next year!

Despite the season, with my great surprise, the climate in Sicily was cold and rainy, and I *sigh* had to drop the idea of spending days at the beach working on my tan. Never seen something like this. Usually the Sicilian Easter is the prelude to the summer, and it's basically made of sunny and warm days. But this time, instead, even close to May, I've seen the fog covering all the fields around and eating the mountain and its castle.

Speaking of castles and the mountain, a lot about my home town can be told, hence I can elevate the level of this quite boring post with some historical news…
The mount Iudica is full of mystery and legends, together with being an important archaeological site as a proof of the area cultural heritage thanks to the mix of different cultures.
Once it had a castle (The Rock of Iudica), which was destroyed by king of Caltagirone Ruggero of Sicily, around year 1000 in a battle against the arabs. The ruins can still be seen. In our days, the bell of Altavilla, taken as a battle trophy, is exposed inside the church of Santa Maria del Monte in Caltagirone. There are remains of a medieval church dedicated to Saint Michael the Archangel. There are also ruins of a whole tonwn and a necropolis, vases and other tools. As of today, this patrimony is not very well preserved or maintained, although in the last years some works to restore part of the ruins have contributed to rediscover this past, as they did with the night illumination of the church, visible now also from the nearby towns.

Back again to my vacation, I was looking forward to using the days at home, with the good weather I expected and the optimal conditions in this time of the year, to drive around and take photos of the hills, finally green, the valleys, the fields, the hidden streets in the towns. In the end, the reportage on the Sicilian inland I have been dreaming of making has been again postponed.

Wednesday, May 25, 2011

Safe Europe. Really?

Durante la fase critica di Fukushima, mi sono sentita dire da molti che avrei fatto meglio a tornare in Europa, che e' piu' sicura del Giappone.
Dunque, vediamo...Nei due mesi dal terremoto che ha colpito il nord del Giappone a ora, in Europa e' successo quanto segue:
guerra civile in Libia con rischio per la Sicilia (essendo il punto di partenza degli aerei militari che hanno bombardato le truppe di Geddhafi), nube tossica di zolfo in Sicilia portata, sicuramente dai venti dalla Libia, eruzione dell'Etna, terremoto di origine vulcanica in Sicilia nord-occidentale. Tutto questo prima del mio arrivo in Italia a meta' Aprile.
Poi, altra eruzione dell'Etna con conseguente chiusura dell'aeroporto di Catania dopo la mia partenza per Parigi, terremoto in Spagna. Ora, anche un altro vulcano islandese si risveglia e minaccia l'Europa....
No, parliamone.....

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While Fukushima was in a critical phase, I was told by many people that I should have better gone back to Europe, which is safer than Japan.
Well, let's see...In the two months that followed the earthquake in North Japan till now, in Europe happened as follows:
war in Lybia with a high risk for Sicily (being it the strategic base where the military airforce that bombed Gadhafi took off from), toxic sulfuric cloud over Sicily caused, fors sure by the bombing in Lybia, eruption of Etna, volcanic earthquake in North West Sicily. And all this before my arrival to Italy, in mid April.
Then, another eruption with closure of Catania airport due to volcanic ashes right after my departure for Paris, earthquake in Spain. Now, another volcano in Iceland woke up and threatens Europe...
Really, let's talk about it... 

Tuesday, May 24, 2011

Il battesimo l'abbazia nella nebbia e i bronzi di Riace -- The christening the abbey in the fog and the bronze statues

L'unica cosa per cui Montecassino è conosciuto ai molti è l'abbazia. Fondata da san Benedetto intorno all'anno 500DC come monastero, fu protagonista di varie distruzioni e ricostruzioni fino alla guerra mondiale, dopo di che è stata ristrutturata seguendo il progetto originale e conserva tuttora il suo imponente e immutato fascino.
La nebbia avvolgeva la cima del monte, e del monastero si scorgeva ben poco...qualche finestra, un muro, una cupola. Sembrava quasi di essere dentro un romanzo dell'orrore. Per fortuna, il giorno in cui siamo saliti su a Montecassino c'era un pò di sole e quindi la paura del giorno prima è rimasta un vago ricordo.
Già dai piedi della montagna si intuisce quanto grande sia l'edificio, seppure una volta arrivati alla soglia, le aree aperte al pubblico rappresentano solo una minima parte di tutto il complesso. Già il chiostro del Bramante, con la sua balconata aperta sulla valle, basta a far girare la testa. Ma quando entro nella basilica non trattengo lo stupore. Navate, colonne e pareti di marmo e oro, volte altissime e senza affreschi perchè, a dire dell'abate, nessuno ancora è stato trovato idoneo e all'altezza di ricoprire tale compito.
L'abbazia era affollata rispetto al solito, visto che in occasione della beatificazione di papa GPII a Roma, tra fedeli in generale e polacchi, il via vai di autobus turistici era intenso, e anche perchè vicino a essa sorge anche un cimitero polacco e uno inglese. Di gente, quindi, ce ne stava davvero a sufficienza. Per fortuna che il monastero è talmente grande da farci disperdere ben bene...

Anche il museo all'interno è degno di nota, e contiene, neanche a dirlo, oggetti e paramenti sacri, messali, bibbie, libri di musiche di chiesa, eccetera.
Quello che mi ha colpito è stata una discreta collezione di libri più o meno in miniatura, e quando dico miniatura intendo libri di 1cmx1cm, spessi pochi millimetri e abbinati con una lente di ingrandimento. I libri di musica invece tutto l'opposto: giganteschi tomi su cui le note hanno le capocchie quadrate e i testi sono scritti in latino.
Una nuova sezione del museo ospita opere di Picasso, e altri artisti dalla creatività abbastanza interessante.
Purtroppo il tempo a nostra disposizione per visitare ogni angolo dell'abbazia giunge al termine, e con questa visita anche il mio soggiorno si avvicina alla fine.

Il battesimo di Leon è comunque la motivazione per essermi concessa un fine settimana ciociaro. Luca fa battezzare il figlio proprio a Cassino, e trovandomi anche io in Italia nello stesso periodo, ci organizziamo. Ospitata da Claudio e Floriana, non potevo chiedere di meglio in quanto ad accoglienza, sentendomi quasi figlia piuttosto che ospite.

Quanto ai bronzi di Riace.....ahhhh!Magari ne parlo la prossima volta.

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The only one thing Montecassino is known for is the abbey. Founded by S. Benedict around year 500DC as a monastery, it was subject to many destructions and reconstructions until the world war, when it was then restructured following the original plan and it nowadays still keeps its massive and unchanged charm.

A thick fog was covering the mountain, and one could see little of the monastery...a few windows, a wall, a roof. It was like being in one horror novel.
Fortunately, the day when we went up to the top was quite sunny and so the fear from the day before became just a faded memory.
From the feet of the mountain one can guess how big the building is, even though, once at the door, the areas open to the public are only a small portion of the whole complex. The Chiostro del Bramante itself, had a veranda open onto the valley underneath which contributed enough to feel off balance. But it's when I enter the church that I can't but wonder. Golden and marble walls and columns, high vaults and ceilings not yet painted because, as the abbot says, nobody has yet been found to be suitable for such a job.
The abbey was more crowded than usual because of the beatificaton process of John Paul II in Rome, and between worshippers and Polish people, the buses with tourists kept running back and forth intensively, also because of the presence of a Polish and a British cemetery there. That means, there were enough people. Fortunately the abbey is so big that we could spread well...

The museum inside is not to be missed, too, and on exhibiton are, no need to say, mass books, priests robes, bibles, music books and so on. What impressed me was a quite big collection of more or less miniature books, and when I say miniature I mean 1cmx1cm books, few millimeters thick and matched with a magnifying glass. The music books were all the opposite: huge books on which notes were drawn as squares and the words were in latin.
A new section of the museum hosts some works from Picasso and some other artists of interesting creativity.
The time for us to visit all parts of the monastery is shortening and also my vacation is ending.

Anyway, thanks to Leon's christening I could present myself with a weekend away. Luca wants his son to be baptized in Cassino, so as I was in Italy the same time, we arrange for a met up. I was Claudio and Floriana's guest and I couldn't ask better hospitality, as I felt more of a daughter than a guest.

As for the bronze statues of Riace....ahhh!Let's talk about it next time.
 





April-May 2011 Roadmap

Ecco la tabella riassuntiva di marcia che ha segnato le mie vacanze europee per l'anno 2011.
Here the summary of my European vacation for the year 2011.

Tokyo, Japan April 18
Amsterdam, Holland April 18 (coffee time with JJ)
Roma,Italy April 19-20 (time with friends)
Catania, SICILY April 20-30 (Easter and family time)
Napoli/Cassino, Italy Apr 30-May 2 (getaway weekend)
Taormina/Noto, SICILY May 2-4 (touring for friends and meeting friends)
Catania, SICILY May 4-8 (family time)
Paris, France May 8-12 (THE vacation and the emotions)
Rome, Italy May 12 (dinner time)
Tokyo, Japan May 14

Monday, May 16, 2011

Mondi






Qualche traccia di fiori di ciliegio ancora distinguibili, le serre di Chiba, la spiaggia, poi il mare e le nuvole.
Comincia così un altro volo verso l'Europa, e prosegue con una virata sopra le alpi giapponesi ancora innevate, nonostante le calde giornate di sole primaverile, che si tuffano in mare per poi riemergere a pochi chilometri più' avanti con Sadogashima: e' la costa interna del Giappone, la parte meno sviluppata e meno conosciuta.
E ancora più' in alto ci sono le nuvole, attraversate le quali non resta più' nulla, solo blu. Attraversare le nuvole e' come attraversare il muro che separa i mondi, prima tutto ha forme e colori, dopo c'e' solo luce. O solo buio.
Il mondo di sotto è eterogeneo, variegato, colorato, è il mondo dove si vive. Il mondo di sopra invece è monocromatico, omogeneo, è il mondo dove si sogna.
Dall'oblò dell'aero scorrono le miriadi di isole della Finlandia, sparpagliate a casaccio su una piatta distesa di mare indorato dai raggi del sole, poi pian piano i cenci di terra lasciano il posto al continente, alle colline svizzere, per poi ritornare su luoghi familiari come l'isola d'Elba e la laguna di Orbetello.

Pure in questo viaggio verso l'Europa, come del resto i precedenti, ho cercato di incastrare quante più distrazioni possibili, incontrando amici a Cassino, Roma, Napoli, Catania, invitando amici in Sicilia e portandoli in giro per la costa sud orientale, festeggiando con parenti e familiari, visitando Parigi. Il tutto accompagnato da un inaspettato romanticismo o, a seconda dei casi, benessere o disagio.
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A sight of cherry flowers still recognizable, Chiba's greenhouses, the beach, then the sea and the clouds.
That's how another flight to Europe begins and it continues West over the snowy Japanese alps, white even in the warm sunny days of spring, which jump into the sea to pop up again a few Km forward with Sadogashima: it's the inner coast of Japan, the less developed and less known area.
And higher are the clouds, above which nothing else can be, only blue. Going through the clouds is like going through a wall that divides two worlds, one where everthing is shapes and colors, and the other one which is just light. Or just darkness.
The world under in heterogeneous, varied, colored, it's the world for living. The world above is instead of one color, homogeneous, it's the world for dreaming.
From the airplane window I can see the many Finnish islands, spread randomly on a flat golden sea, then slowly the pieces of land turn into continent, Swiss hills, to go back again to the familiar views of Elba island and Orbetello lagoon.

For this trip to Europe, as I did in the past too, I tried to put together as many distractions as possible, meeting friends in Cassino, Rome, Naples, Catania, inviting friends in Sicily and taking them around the South East coast, partying with family and relatives, visiting Paris. All of this, accompanied by some unexpected romance or, depending on the situations, wellness or discomfort.

Monday, May 2, 2011

Tokyo Reports

Ho taciuto sulla vicenda giapponese. Di proposito,visto che storie di tsunami, terremoti e rischi di radiazioni si sono succedute a un ritmo incalzante e in un crescendo nel livello di tragicità'.
Ma come si vive veramente in questi giorni a Tokyo?

Sin dal giorno in cui sono rientrata dopo la forzata vacanza australiana, direi che poco e' cambiato. Archiviato per il momento il rischio di radiazioni rilasciate nell'atmosfera, solo le frequenti scosse di assestamento perturbano la quotidianità'. Ma non mi allarmerei più di tanto, di fatto il Giappone e' sempre stata una regione altamente sismica e di scosse in questi quattro anni ne ho sentite parecchie. 
Poi anche nelle menti della gente il panico sta calando e quindi anche i beni di prima necessita non stanno più andando a ruba (forse le restrizioni a acquistare solo un pezzo per ogni prodotto hanno aiutato),quindi gli scaffali di supermercati e grandi magazzini sono di nuovo pieni zeppi e straboccanti. O quasi. 
Poi, i tanto temuti black out: limitatamente alla mia zona, addirittura non ce ne sono stati. Tutti stanno facendo sforzi enormi per contenere i consumi di energia elettrica, e direi che a parte qualche strano caso l'iniziativa procede abbastanza bene e senza troppi disagi.Vero, alcune corse di treni e metro sono state cancellate, ma si tratta di corse in orari morti della giornata, o di corse ridondanti (tipo, se due linee fanno più o meno lo stesso percorso, si potrebbe ben pensare di economizzare li).

I due segnali più eclatanti di risparmio energetico sono la Tokyo Tower spenta e così pure i mega schermi a Shibuya. Che, lasciatemelo dire, senza mega schermi non fa poi così tanta impressione nell'immaginario collettivo.
Il resto e' uguale: si va a lavorare, si esce a cena fuori la sera, magari non si sta fino a tardissimo come prima, visto che anche i ristoranti -e molte attività' commerciali- fanno orari ridotti, il fine settimana si va al parco per vedere sbocciare i fiori dei ciliegi, e poi si va a  ballare….

Tokyo stavolta se l'e' cavata, abbiamo avuto fortuna con venti e correnti marine, il clima e' stato mite e clemente,la volontà' delle persone encomiabile.
Non siamo ancora fuori pericolo, la centrale nucleare e' ancora a rischio per via di continui terremoti che costringono gli operai a evacuare per sicurezza, lentezza della macchina burocratica giapponese, assenza di piani d'emergenza già pronti,orgoglio. Soprattutto. In questi giorni ho come l'impressione che i giapponesi vogliano proprio cavarsela da soli,come a dimostrare che ce la faranno a risorgere senza alcun aiuto esterno. O sarà' anche che il loro stesso orgoglio li porta a non farsi vedere deboli nel chiedere aiuto….
Beh, sia quel che sia, grazie a loro o per colpa loro non si sa, la situazione a Fukushima e' stabile da un mese a questa parte. Che di per se e' una buona notizia. Ma sarebbe potuta andare molto meglio, molto prima.
Le stime parlano di un piano di nove mesi. Io penso ce ne vogliano di più'.

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I haven't mentioned the Japanese situation. Deliberately, since stories about tsunami,earthquakes and risks of radiation have followed up at increasing speed and in a crescendo of tragedy levels.
But how do people live in Tokyo in these days?
Since the day I came back form the forced Australian vacation, I'd say that little has changed. We've archived for the moment the risk of radiations in the air, and just the frequent aftershocks perturb daily routines. But I won't be worried so much, as Japan has always been a highly seismic region and in these four years I've felt many quakes.
Also panic in people's mind is lowering and so even goods at supermarkets are not disappearing quickly (perhaps the restrictions to buy just one piece of each item are helping), so shelves at the shops are again fully loaded. Almost loaded.
Then, the so much feared black outs: limited to my area, we didn't have any. Everyone is making an effort to maintain energy use low, and I'd say that besides some weird cases the initiative is going well and without so many inconveniences. Yes, some trains and metro runs have been canceled, but it's about runs not in rush hours or about redundant runs (I mean, if two lines have more or less the same route, some optimization is done there).

The two more striking signs of energy savings are The Tokyo tower lights and the maxi screens in Shibuya off. Shibuya, let me tell you, is not so impressive without them. 
The rest is the same: people go to work, go out for dinner, maybe not till too late like before, for many restaurants -and businesses- reduced the working hours, weekend at the park to see the cherry blossom, dancing….
This time Tokyo made it, we were lucky with the winds and the sea currents, the weather was mild and people's attitude great.

We are not yet out of danger, the nuclear plant is still a risk because of the many aftershocks that make the workers evacuate for safety reasons, because of the Japanese bureaucratic machine, because of the lack of emergency measures, because of their pride. Above all. In these days I have like the impression that the Japanese really want to do by themselves, as to shown that they will manage to stand up again without external help. Or perhaps it may be that their own pride wants them not to ask for help…
Well, whatever it is, thanks to or because of them, the situation at Fukushima is stable since last month or so. Which is good news. But it could have been much better, since earlier times.