Thursday, April 14, 2011

Victoria State - March 2011

Anche la luna mostra un'altra faccia qui in Australia...

Dopo gli eventi dell'11 Marzo, la decisione più saggia per mettere d'accordo tutti sarebbe stata quella di tornare a casa da mamma e papà. I quali mi avrebbero probabilmente intrattenuto con un lungo sermone sulle note di "sarebbe il momento di lasciare il Giappone". Invece, perchè non fare di tutto questo fuggi fuggi una 'vacanza' e andare in Australia? Avevo promesso ai parenti a Melbourne che sarei tornata e ho mantenuto la mia promessa, lasciando il Giappone da Wakayama per passare due settimane nella città delle quattro stagioni in un giorno.

Una visita al lounge Jetstar in aeroporto prima della partenza, dove vino rosso e paste dolci e salate mi calmano un pò. Comfort class, sedili più ampi, morbidi e comodi di quelli riservati alla classe turistica nell'aereo che mi porta in Gold Coast. Da lì, l'ultimo tratto fino a Melbourne.

Avevo quasi dimenticato l'effetto che mi fece tutto la prima volta che venni a visitare il continente australe: le stelle in cielo, le serrature che girano dal lato opposto, i mulinelli d'acqua che ruotano al contrario, la luna. Si anche la luna mostra una faccia diversa da quella a cui sono abituata.

Tra le altre cose una luna molto ma molto più grande del normale, per via della distanza dalla Terra che non era stata così minima da non so quanti anni, decenni o centinaia di anni...

Vecchia storia qui a Melbourne: stai a casa, vai a salutare i parenti, passa ore e ore al telefono, cena fuori, visite-lampo al centro. Andare a trovare parenti lontani ha sempre un lato buono e uno meno buono. Da un lato l'ospitalità è garantita ed è totale. Dall'altro lato però, non si è mai totalmente liberi di fare ciò che si vorrebbe visto che il bello di visitare la famiglia è proprio quello di stare con tutti quanto più è possibile. E si finisce sempre con l'avere pochissimo tempo a disposizione per dedicarsi al turismo fai da te.

Viva l'Italia

Comunque, c'è da dire che Melbourne parla italiano, non solo per le miriadi di ristoranti e negozi italiani, non solo per la diffusione della cultura italiana, non solo per la reperibilità di prodotti italiani anche tipici locali, non solo. Soprattuto Melbourne è una città italiana, fatta di italiani. O forse sarà che i miei parenti lì non hanno mai voluto veramente mescolarsi con la cultura (non-cultura a detta di alcuni) locale, fatto sta che assieme a loro ho incontrato più italiani a Melbourne che altrove.

Gold town

Un tempo in Australia si cercava l'oro. E se ne trovava anche tanto.
Alcune città nello stato del Victoria sono famose per essere i primi centri in cui gli europei andavano alla ricerca di oro. La prima di queste è Clunes, cittadina oggi ridotta a un pugno di case ma che un tempo rappresentava un grandissimo centro dove minatori e cercatori si arricchivano e prosperavano. Clunes si trova a poco più di un centinaio di KM da Melbourne ed è lì che trascorro due giorni in compagnia dei miei cugini, giusto per prendere una boccata d'aria fresca. Tuttavia la natura circostante non rappresenta di certo quella che definirei tipica australiana, in quanto le piante non sono autoctone, bensì portate dagli europei stabilitisi lì che hanno come riprodotto il loro mondo. E così niente eucaliptus, niente canguri a gironzolare la notte, niente koala o pappagalli, bensì vigneti, pecore e piante di nespolo.

Clunes è però ricca di storia e alcuni edifici come chiese, hotels e case risalenti al 19secolo lo testimoniano. Oggi Clunes è una destinazione turistica, da quando è stata indetta la festa del libro, evento annuale dove venditori e compratori di libri nuovi e usati convergono qui per un fine settimana all'insegna della lettura.

La guida da Melbourne a Clunes è, come tutte in Australia, scenica. Larghe, lunghe strade che tagliano ora una distesa piatta, ora curvano e attraversano boschi di eucaliptus, ora si tuffano nella nebbia, ora si aprono su una verde vallata. Peccato non avere dimestichezza nella guida a destra!!!

la lista di cose da fare in Australia non accenna a accorciarsi, a quanto pare, anzi...

*****************************

Even the moon has a different face here in Australia...

After 3/11 events the wisest decision that would have made everybody happy would be to go back home to mum and dad. Who would probably entertain me with a long sermon on the lines of "it's about time to leave Japan". Instead, why not turning a run away into a 'vacation' and go to Australia?I had promised my reatives in Melbourne of another visits of mine and I kept the promise,leaving Japan from Wakayama to spend two weeks in the town of 4 seasons in a day.

I pay a visit to the Jetstar lounge at the airport before the departure, where red wine and pastries calm me down a little. Comfort class, wider,softer and comfy seats than the ones in economy class, till the Gold Coast. From there, on a last plane to Melbourne.

I nearly forgot how things impressed me the first time I went to Australia: the stars in the sky, the door locks that turn the opposite way, the moon. Yes, the moon, too, shows a different face than the one I am used to. And a much much bigger moon than usual, because of the distance from the Earth that was at its minimum since dunno how many years, decades or hudread years...

Same old story here in Melbourne: stay at home, visit relatives, spend hours at the phone, dine out, short-time visit to the city centre. Visiting parents who life far has got always a good and a less good side. On one hand hospitality is total. But on the other hand, one is never really free to do whatever crosses our minds, as the beauty of seeing the family lays also in spend as much time as possible with them. And one ends up having little time to dedicate to self-tourism.

Viva l'Italia

Anyway, I have to say that Melbourne speaks Italian, not just because of the many restaurants and shops, not just because of the culture quite spread, not just because of the products easily available, not just because of all that. Above all, Melbourne is an Italian city, made of Italians. Or, it may be that my relatives there never blended really with the local culture (or non-culture as someone may say). Fact is that with them I met more Italians in Melbourne than elsewhere.

Gold town

Once Australia was full of gold. And people found a lot.
Some towns in Victoria state are famous for being the first centres where the Europeans went to dig for gold mines. The first of such towns is Clunes, today a hadful of houses it used to be a huge hub where miners and gold seekers turned rich and prospered.

Clunes is a bit more than 110KM from Melbourne, and it's here where I spend two days with my cousins, just to breath fresh new air. However, the nature around is not really typical Australian, because all plants there ar not local, but rather brought by the Europeans who settled there. So no eucaliptuses, no cangaroos bouncing around in the night,no koalas nor parrots. Just wineries, sheeps and medlar trees.

Clunes, though, is rich in history and some buildings like churches, hotels and houses from the 19th century are proof. Today Clunes is also a touristic destination, and every year they held the book fair, where sellers and buyers of new and second hand books gather for a weekend.

The drive from Melbourne to Clunes is, like all in Australia, scenic. Large long roads cut a flat land, or turn and go through eucaliptuses, or jump into the fog, or open up to a green valley. Shame that I can't drive on the other side!!!

It seems that the things to do in Australia list doesn't want to shorten, it's quite the opposite...
 
to clunes

clunes

clunes

marina in australia

ballarat

the art centre, melbourne

lygon street

typical house

queen vic markets

queen vic markets

Saturday, April 9, 2011

蛙 (kaeru), the frog of luck

Proprio oggi ho preso il piccolo portafortuna a forma di rana che tengo nel portafoglio da circa 3 anni, portafortuna preso a Nikko e che mi ha protetto per tutti questi anni. La nota che accompagna il portafortuna dice che: i soldi che ho speso ritornano, faro' rientro a casa in sicurezza, gli eventi negativi cambieranno in positivo. Proprio oggi che avevo bisogno di un supporto morale.


Come ben sapete abbiamo avuto un po' di problemi per via di un piccolo terremoto che ha scatenato uno tsunami che ha investito una centrale nucleare che ha rilasciato radioattivita' nell'aria e nell'acqua che ha mandato nel panico mezzo mondo. E direi che ci e' andata bene sinora. Dunque, per via ,dicevo, di questo terremoto, non solo molti di noi sono andati via dal giappone per un po',dovendosi organizzare alla bell'e meglio e dovendo fare i conti col temibile sistema burocratico giapponese,piu' rigido di un'asse di ebano....non solo...le ripercussioni continuano a piu' di un mese dal sisma...

Avevo programmato una vacanza in Italia da meta' aprile a meta' maggio, e all'approcciarsi della data della partenza vengo informata dalla compagnia aerea che il mio volo e' stato cambiato - ovvero i voli di linea per tutto il mese- e ora mi tocca stare nel mio aeroporto di transito per una notte, sia all'andata, sia al ritorno. Beh, non male, direte voi, no? Un'occasione per visitare una nuova citta'. Beh, non quando la compagnia si chiama AirChina che transita a Pechino dove non ci sono hotel in aeroporto e per lasciare l'aeroporto c'e' bisogno del visto.....non considerando il fatto che poi ci sarebbe da sostenere spese extra, come mangiare e bere, spostarsi (dando per certo che la compagnia copra le spese dell'albergo, quanto meno!), o come ultima alternativa cancellare il volo perdendoci i soldi. In sostanza, quando ormai mi rassegnavo a passare due meravigliose notti su una panca dell'aeroporto internazionale di Pechino, quelli dell'agenzia mi dicono che invece e' possibile cambiare tutto, con semplice aggiunta della differenza di prezzo per, signore e signori, un volo KLM, stessa data di partenza, stessa data di ritorno, ma piu' breve e di certo meno laborioso sotto molti aspetti.

Proprio oggi che guardavo la rana nel mio portafogli...

******************

Right today I took the tiny frog lucky charm I keep in my wallet since 3 years, a charm I got in Nikko and protected me for all these years. The note with the charm says: the money I spend comes back, I go back home safely, bad things will turn into good things. Right today when I needed some support.

As you know we had some problems due to a earthquake that generated a tsunami that hit a nuclear plant that released radioactivity in the air and water that made people all over the world panic. And I might say we are good so far. Anyway, because of, I was saying, this quake, not only many of us left Japan for a while -organizing things as better as possible and dealing with a very strict beaureaucratic system- but also there are troubles still one month after the shock....

I had planned a vacation in Italy form mid April to mid May, and when the departure date approached I was informed by the airplane company that my flight has been changed -meaning that all daily flights for the whole month- so now I gotta stop over at my connecting airport for one night, both on the way to Italy and on the way back. Well, not too bad you would say, would you?A chance to visit a new city. Uhm, not when the airline is AirChina that has connecting flight sin Beijin where there is no hotel in the airport and to leave the airport I need a visa.....not to mention the fact that I should pay extra money for food, drinks, moving around (taking for granted that the company pays for the hotel at least!), or eventually cancel the flight and lose the money. Anyway, when I was already in that status of mind, ready to spend two wonderful nights at Beijin International airport, at the agency say that I can change my flight, by just topping up the price for a, ladies and gentlemen, KLM flight, same schedule but shorter and for sure less troublesome.

Right today that I was noticing the frog in my wallet....

Tuesday, April 5, 2011

Sunday, April 3, 2011

Tempo di risparmi -- Time for saving

La centrale nucleare di Fukushima è andata a p******, e assieme ad essa anche un buon 20% di risorse energetiche. Al che, per far fronte all'emergenza, viene chiesto ai cittadini dal Fuji in sù del Giappone di risparmiare sui consumi. Anche aziende, trasporti, attività commerciali aderiscono all'iniziativa. Risultato: black out programmati di tre ore a macchia d'olio, negozi che aprono dopo e chiudono prima, scale mobili ferme, ascensori usati al 50%, treni che funzionano all'80%, e via discorrendo.

Ora, non che io voglia entrare in merito alla decisione presa, non che io voglia criticare le azioni prese, però al mio occhio di occidentale certe cose fanno storcere il naso. Anche in tempi come questi di comprensione reciproca, aiuto reciproco, sacrifici....

Partiamo dall'inizio. Risparmiare sull'elettricità significa ottimizzarne il consumo, non certo passare da un estremo all'altro. Eh, si, i giapponesi sono famosi per essere grossi consumatori, gente che non si pone il problema di sprechi e abusi, gente che va da un eccesso all'altro senza passare per il punto medio. Soprattutto riguardo all'energia elettrica (e certo, proviene dal nucleare!). Chi è stato a Tokyo ad esempio sa bene che la città è illuminata 24 ore su 24, suoni, voci e rumori echeggiano dappertutto, riscaldamento in inverno e condizionamento in estate sono ai massimi estremi. Insomma si esagera.

Ma adesso no. Ora l'illuminazione dei locali è praticamente minima, il riscaldamento è tenuto spento negli uffici, i mega schermi a Shibuya sono spenti, non si sentono più voci e suoni dentro i negozi. Bene bene bene, siamo arrivati al dunque....bello vedere come tutti stiano contribuendo a loro modo alla riduzione dei consumi, bello. Quello che io però mi chiedo è: perchè in azienda va bene spegnere i riscaldamenti, ma nei bagni le tavolette sono riscaldate? Perchè vengono tenuti due frigoriferi mezzi pieni quando se ne potrebbe avere uno pieno? Perchè i pachinko (le sale giochi) stanno aperti tutta la giornata mentre i treni vanno a singhiozzo? Questi sono solo pochi esempi di come una esortazione al risparmio energetico si sia trasformata in una trappola. Tanti accorgimenti potrebbero essere validi perennemente,frutto del buon senso, ma in tempi di normale benessere non ci si fa caso. Forse, date le circostanze, il Giappone finalmente si renderà conto che molto ancora si può fare per, allo stesso tempo, utilizzare fonti energetiche alternative, sprecare meno, salvare l'ambiente.

*****************

Fukushima nuclear plant is f****d, and together with it a good 20% in power. That's why, to face an emergency, citizens living from Fuji up in Japan are requested to save energy. Companies, transports, businesses participate. Result: programmed blackouts of three-ish hours scattered, shops opening later and closing earlier, escalators stopped, elevators used only the 50%, trains 80% working, and so on.

Now, I don't want to argue with the decision taken, I don't want to criticize the actions, put to my westerner's eyes, some things look wrong. Even is such times of recprocal understanding, help and sacrifice....

Let's start from the beginning. Saving energy also means optimize the use of it, not going from one extreme to the other. Well, yes, the Japanese are famous for being great consumers, people who don't care about waste and abuse, people who go from one excess to another without passing by the middle. Especially with electricity (sure, they have nuclear energy!). Who has been in Tokyo knows well that the town is lit 24/7, sounds, voices, noise are everywhere, heating in winter and cooling in summer are kept at the maximum levels. I mean, they exaggerate.

But not now. Now lights in the businesses is kept to a minimum, in the offices there is no heating at all, the big screens in Shibuya are off, no sounds and voices in the shops. Well well well. We got to the point...nice to see how everyone is contributing their way to power cut, nice. But what I don't understand is: why at work having no heating is OK while the toilet seats are heated? Why are there two half empty fridges instead of having a fully loaded one only?
Why pachinko (game arcades) are open all day long while trains don't run? These are just a few examples of how a request to save energy turns into a trap. Many of these actions could be always valid, for the sake of the common sense, but in times of wellness no one cares. Perhaps, due to the circumstances, Japan might finally realize that much more can be still done to, at the same time, look at alternative energy, waste less, save the environment.