Tuesday, March 29, 2011

Panic vs Wakayama

Mentre a casa il fratello maggiore si faceva in otto per convincermi a lasciare il Giappone con ogni mezzo a sua disposizione, io ero ancora indecisa sul da farsi, rimuginando in quel di Wakayama mentre l'acqua termale della spa mi avvolgeva con le sue bolle a 45 gradi.

Infatti, chiunque ha visto le immagini devastanti di tsunami, palazzi che tremano, scaffali di supermercati che cadono, ha ben pensato che in TUTTO il Giappone si vivesse la stessa identica situazione di panico e disperazione.

Beh, no. Io me ne stavo prima tranquilla e felice a casa mia, pensando a una potenziale gita verso Fukuoka, in Kyushu, nel caso di degenerazione della situazione, talmente a sud da risultare quasi esotica. Poi, invece dell'estremo sud, me ne vado a Wakayama, appunto, ospite nel ryokan dei genitori di Chieko, formidabile ragazza giapponese di grande umanità e gentilezza. Lì assieme a Marco e Gio, ho trascorso due giorni lontano dall'apocalisse descritta dai media, a godere di un'ospitalità senza precedenti. Cena a base di solo pesce, relax nella spa, regali per le nostre mamme, attenzioni e simpatia.

Riusciremo mai a ringraziare questa gente abbastanza?Forse no, ma faremo del nostro meglio.

A Wakayama la gente quasi non parlava di ciò che era successo a Sendai, di ciò che era successo a Fukushima, non avevano neanche avvertito il terremoto nella zona del Kansai! Il che ha comunque fatto un certo effetto, perchè mi aspettavo che almeno nelle loro facce si leggesse un attimino di allerta, seppur tutto stava accadendo a 800km di distanza.

Anche l'aeroporto di Osaka, che si pensava sarebbe stato preso d'assalto presto, era ancora tranquillo e efficientissimo, tant'è che la nostra fretta di essere al banco check-in ore in anticipo si è rivelata del tutto inutile e non necessaria. Ma almeno abbiamo incotrato tantissima altra gente nella nostra stessa situazione e abbiamo quindi fraternizzato in maniera eccelsa.

C'è da dire che essere partita assieme a G e M mi ha un pò aiutato a restare tranquilla, visto che tra famiglia e news,tra parenti e amici preoccupatissimi, perdere le staffe era quasi d'obbligo,e lo stress sarebbe stato troppo da gestire in tutta solitudine, mentre invece, coalizzati, riuscivamo a smorzare i toni tragici che la situazione aveva assunto e siamo anche riusciti a divertirci, seppure un poco.

La famiglia di Chieko ha due hotel, uno più moderno con le terme e ogni tipo di intrattenimento, e uno in stile giapponese (ryokan). Noi abbiamo dormito in quest'ultimo, in una stanza enorme, con vista sul mare. Peccato non aver conosciuto Chieko qualche anno prima, quando andai a Wakayama in uno dei miei viaggi in solitaria alla scoperta del Giappone....

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While the older brother tried all his cards from home to convince me to leave Japan, I was still considering what to do in Wakayama, while the thermal waters spoiled me with their 45° bubbles.

In facts, who has seen the devastating images of the tsunami, the shaking buildings, the shelves at the supermarkets falling down, probably thought that people were living the same situation of desperation and panic in the WHOLE Japan.

Well, not really. First I was happily living at home, thinking about a potential run away to Fukuoka in Kyushu, in the case of a degeneration of the events, so much south to be exotic. Then, instead of the extreme south, I go to Wakayama, said, in Chieko's parents ryokan, people of great hospitality and humanity.

There, together with Marco and Gio I spent two days away from the apocalypse pictured by the media, enjoying the welcoming hospitality. Dinner with fish dishes, relax in the spa, presents for our mothers, attentions and good vibes. Will we be able to thank them enough? probably not, but we'll try our best.

In Wakayama people didn't talk much about the Sendai facts, about what was happening in Fukushima, they didn't even feel the earthquake here in the area of Kansai! It is a little disturbing, thought, because I expected at least to see in their faces some signs of alert, even though everything was happening 800KM far away.

Also Osaka airport, which we thought would be assaulted, was quiet and efficient, so much that our rushing to be there way ahead of time to check-in was in the end useless. But at least we met many people in our same situation and we socialized a lot.

There's one thing to say, leaving together with M and G helped to stay calm, because between family and news, very worried relatives and friends, loosing the cool was a must, and stress would be too much to be handled all alone. Instead, all together, we managed to minimize the tragic situation and we also had fun, a little.

Chieko's family owns two hotels, a modern one with spa and all sorts of entertaining things, and a japanese style one (ryokan). We slept in the latter, in a huge room with the view of the sea. It's a pity I didn't meet Chieko some years before, when I was travelling to Wakayama, one of my trips with myself discovering Japan....

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