Thursday, March 24, 2011

March 11

Da una località sicura, oggi parlo dell'evento che ha scosso (letteralmente) il Giappone e che potrebbe cambiare le vite di molti per sempre....

Venerdi 11 marzo, 3 del pomeriggio una scossa sismica più intensa e più forte del normale ha spaccato in 2 il Giappone: al nord l'epicentro del terremoto più forte che il Giappone ricordi, 9.0 Richter, che scatena uno tsunami abbattutosi sulle coste e distruggendo campi, villaggi e portando con sè le vite di molti; al sud, zona Tokyo per intenderci, un grande spavento e nulla più. Il resto del sud praticamente quasi non sa cosa sia accaduto....

Non voglio parlare di cosa è successo in dettaglio, nè di cosa sta succedendo al momento, perchè i media ci hanno già fatto una testa così. Parlo invece di come si sono comportati i giapponesi intorno a me in questa circostanza.

Immediatamente dopo la prima scossa, quando tutti noi non giapponesi siamo corsi fuori dall'ufficio, i giapponesi sono rimasti sotto le loro scrivanie, composti,aspettando che la scossa passasse e poi hanno proseguito con le procedure di emergenza come sono stati educati: apri tutte le porte, le finestre, inizia a raccogliere acqua nel caso vada via l'elettricità, eccetera, sono rimasti in ufficio e hanno aspettato, pronti anche a trascorrere la notte lì, nel caso non fosse concesso di lasciare l'edificio per rischio tsunami....cose a cui non non avremmo mai pensato. Noi avremmo pensato a correre, gridare, scomposti, presi dal panico e avremmo combinato più danni che altro.

Nei treni, per le strade, negli uffici, niente panico e silenzio, gruppi ordinati di persone avviarsi verso aree sicure. Quando tutto passa, di nuovo al lavoro come nulla fosse successo. Beh, stavolta c'è anche stato un black out, quindi proprio di lavoro non si è potuto parlare...al che la gente si è raccolta alle stazioni dei treni aspettando che i collegamenti fossero ripristinati per poter tornare a casa.

Nell'intervallo di tempo tra le 15 e mezzanotte dell'11 Marzo sono state registrate 79 scosse di assestamento. Tra mezzanotte e le 9:30 del 12 Marzo altre 81...nei giorni a seguire fino a una settimana dopo ho perso il conto delle scosse, ma gli intervalli tra una scossa e la successiva sono aumentati considerevolmente,seppure l'attività sismica non si placherà presto.

In un solo fine settimana è successo praticamente di tutto: terremoto violento, tsunami al nord del Giappone, black out elettrico, freddo e neve, una centrale nucleare danneggiata e a rischio di esplosione con conseguente contaminazione da isotopi di uranio e plutonio. Insomma, per la soddisfazione dei i fatalisti qui è arrivata la fine del mondo.

La stampa ovviamente aiuta a diffondere il panico con le sensazionali notize-bomba che fanno tremare il mondo ma che spesso sono del tutto prive di fondamento e di logica. Ma quella è un'altra storia.

la verità sarà constatata solo dopo qualche tempo, quando gli eventi cruciali di questi giorni saranno solo un ricordo e nulla più.

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From a safe location, today I talk about the event that has shaken (literally) Japan and that could change the lives of many people for ever...

Friday, March 11, around 3pm an earthquake more intense and stronger than usual did break Japan in two: in the North the epicenter of the strongest earthquake in Japan's history, 9.0 Richter,which provokes a tsunami that hits the Pacific coast destroying gardens, villages, and taking the lives of many people;in the south, the Tokyo area, just a bit of fear, nothing else. The South South, barely notices what had happened...

I don't go into details of what happened and of what is happening still, because the media are keeping us busy enough. I want to talk instead of howthe Japanese people around me behaved in this circumstance.

Immediately after the first shake, when us non-Japanese ran away from the building, the Japanese stayed indoor, under their desks waiting for the shock to pass and then they proceeded to put in practice all the emergency measures they have been tought: open all the doors, the windows, collect water in case electricity goes away, and so son, they stayed in the office and waited, accepting the eventuality of a night spent there in case we weren't allowed to leave the buildings because of a tsunami...all things we would have never thought of. We would have just run away, scream, panic and provoke more damage.

In the trains, along the streets, in the offices, no panic and silence, ordered groups of people walk towards the safety zones. When everything passes, again at work as if nothing had happened. Well, this time we even had a black-out, so actually we couldn't go back to work.....so people gathered at the stations waiting for the trains to start running again to be able to go home.

Between 3pm and midnight of March 11, 79 aftershocks were registered. Between midnight and 9:30am of march 12 81 more were registered....in the following days, up to a week after I lost track of how many quakes, but the intervals between two consecutive shocks increased, even though seismic activity will continue for a long time.

In just one weekend everything happened: a violent earhtquake, a tsunami, a black out, snow and cold weather, a nuclear plant damaged and close to explode with subsequent risk of contamination. So, for the sake of the fatalists, here is the end of the world.

The media helps a lot in spreading the panic with sensational bomb news that scare the world but are most of the times exaggerated. But that's another story.

The truth will be apprehended and understood only a long after, when the crucial events of these days will be just a memory.

2 comments:

  1. Ricostruzione degli eventi a parte, come stai (ginocchio compreso, ma più in generale intendo come stai vivendo la situazione)?
    Un beso
    Ciao
    P

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  2. Adesso bene, ma dopo che sarò rientrata in Jp saprò rispondere con più precisione...

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