Wednesday, January 26, 2011

Lifestyle MIX

Tre sono i modi in cui i giapponesi si affacciano al resto del mondo per modernizzarsi e globalizzarsi.

Modalità uno: Il mio per il tuo. Applicata in situazioni in cui è necessaria una scelta, si segue questa via quando il successo dipende da uno stile di vita piuttosto che da un altro.
E' questo,per esempio, il caso dell'abbigliamento, delle catene americane di fast food, del capello biondo. Tutti i giapponesi ormai vanno a mangiare al Mac, o prendono un caffè da Starbucks, tutte le ragazze vanno in giro con lo stesso taglio di capelli e la stessa sfumatura di biondo. Stanno contribuendo così a far morire quello che di genuino e unico sta nella giapponesità. In nome dell'occidentalizzazione.

Modalità due: il mio come il tuo.
Una caratteristica tipica dei giapponesi è la cura con cui riproducono fatti, luoghi, edifici, pietanze, altri stili di vita...eh, si perchè copiando si impara. Anzi, per i giapponesi copiare è divenire.
Non siete mai stati in Europa?Nessun problema: esitono sparse per tutto il giappone riproduzioni fedelissime di mulini olandesi, ristoranti italiani con tanto di interni decorati e arredati ad hoc, caffè francesi, edifici che sembrano essere stati rubati alle città d'arte per essere poi trapiantati in mezzo al cemento e all'asfalto giapponesi.
Non siete mai stati in America? Nessun problema: basta fare un giro alla baia di Tokyo per sentirsi a NY.
Ma il plagio non si limita solo a posti o locali....riprodurre fedelmente le abitudini di vita di un popolo è la chiave che apre le porte alla modernizzazione e alla globalizzazione!! E per questo che nelle 'pizzerie napoletane' i camerieri vestono come pulcinella, nei ristoranti italiani tutti dicono 'grazie' e 'prego' eccetera. Il che va bene, fino a quando però non si incominciano a prendere fischi per fiaschi. Infatti molti commettono l'errore di sfoderare come loro arma vincente un'accozzaglia di modi di dire e abitudini tipici di un luogo, nei momenti meno appropriati o proprio sbagliati, giusto per far bella figura.

Modalità tre: il mio e il tuo. Applicata nelle situazioni in cui vince la convenienza, porta però a situazioni in cui si è o tutto o niente, nè carne nè pesce.
Funerali e matrimoni seguono rituali presi da religioni diverse, e non è raro vedere coppie giapponesi sposarsi con rito cattolico pur essendo buddisti. O anche, celebrare festività tipiche di altre culture: san valentino, halloween, Natale, San Patrizio, carnevale, eccetera, mescolate con le varie feste tipiche come tanabata (festa delle stelle), fuochi d'artificio in estate, il calendario e l'oroscopo cinesi, tutto frullato assieme e bevuto fino all'ultima goccia,come un beverone carico di elementi nutrizionali differenti ma completo per una salute di ferro.

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Three are the ways the Japanese open to the rest of the world in order to be modernized and globalized.

Mode one: mine for yours. Applied in situations when a choice needs to be made, this way is followed when success depends on a precise lifestyle rather than another one.
This is the case of, for example, fashion, American fast food chains, blonde hair. All Japanese people nowadays eat at Mac, or have a coffee at Starbucks, all the girls walk around showing off the same haircut and the same shade of blonde. They are, hence, contributing to let what unique and genuine is in being Japanese die. In the name of westernization.

Mode two: mine like yours.
A typical characteristic of the Japanese is the care in reproducing facts, places, buildings, dishes, other lifestyles...yes, because one learns by copying. Actually, for the Japanese copying is becoming.
You have never been to Europe? No problem: there are, around Japan, exact reproductions of Dutch windmills, Italian restaurants with a realistic interior design, French cafes, building that look like they have been stolen from the cities of art and being then implanted in the middle pf the cement and the asphalt in Japan.
You have never been to America?No problem:go to Tokyo bay to have a feeling of being in NY.
But plagiarism is not just limited to places or buildings...to replicate faithfully a people's habit is the master key to open the doors to modernization and globalization!!That's why in the 'pizzeria napoletana' the waiters wear 'pulcinella' costumes, and in the Italian restaurants all of them say 'grazie' and 'prego' and so on.
Which is OK, till they don't get a hold on the wrong end of the stick. Many of them,in facts, make the mistake to use a bunch of wisdoms and typical habits of a place, as their winning card, in the least appropriate or even wrong occasions, just to cut a fine figure.

Mode three: mine and yours. Applied in situations where convenience is important, it takes to situations where one is nothing or everything, neither meat nor fish.
Funerals and weddings follow rituals taken from different religions, and couples getting married with catholic ritual even though they are buddhist, is a common thing to see. Or also, celebrate oter culture's own events: valentine's day, halloween, christmas, Saint Patrick, carnival, and so on, mixed up with some typical festivals like tanabata (star festival), fireworks in summer, chinese oroscope and calendars...all blended together and drunk till the last drop just as a super drink made of different nutritional elements but complete for a super health.



Sunday, January 23, 2011

VOTE! VOTE! VOTE!

Caro lettore, vai al segiente link lexiophiles.com
e vota il mio blog (o anche quello che ti piace di più tra quelli che conosci). La lista è lunga e la decisione è difficile.....

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Dear reader, go to the link above and vote my blog (or the one you like most among the listed ones). The list is long and choosing is difficult.....

Monday, January 17, 2011

Yeti Snow Town, Fuji-Shizuoka 富士・静岡

Il primo appuntamento della stagione sciistica è arrivato. Un sabato trascorso ai piedi del monte Fuji nel mini-resort Yeti è quello che ci vuole per rispolverare l'uso della tavola e di tutti gli S-turn che non sono riusciti bene l'anno precedente, per ricordarsi quanto male fa cadere sulle proprie ginocchia, soprattutto sulla neve troppo battuta.
Principianti e poco esperti, tra l'altro, possono facilmente imparare ed esercitarsi nelle piste del resort che sono lunghe e dalla pendenza minima.

Arrivarci da Tokyo è abbastanza facile e comodo, un pò meno comodo invece se si vive fuori dal centro, per via dei molti cambi in treno necessari. Comunque sia, arrivati lì è uno spasso: prima di tutto il Fuji-san visto così da vicino è un'esperienza interessante e personalmente per me sa molto di casa, visto che è come stare sull'Etna. L'unica cosa diversa è che manca la vista del mare, dal Fuji...

Le piste allo Yeti sono pochine, ma il resort è oganizzato molto bene per accontentare diversi tipi di clientela...c'è l'area dedicata ai bambini, con animazione e slittini, la pista per i principanti così che possono esercitare senza creare problemi agli altri più esperti, due lunghissime piste acattivanti e per nulla paurose, due piste brevi ma decisamente in pendenza.

Si può anche sciare la sera, con il valore aggiunto di poter ammirare la valle sotto al Fuji tutta illuminata in corrispondenza delle città.

Unica nota negativa della giornata, sia per me che per i miei compagni di ventura alla loro primissima esperienza: la neve era artificiale, poichè ancora le nevicate abbondanti tardano a farsi vedere nell'area del Fuji. Di conseguenza, avendo trascorso la mattinata sulla pista per i principianti -io per rispolverare la tecnica e gli altri per imparare da zero - ci siamo abbastanza distrutti per via dei capitomboli sulla neve dura come una lastra di marmo.
Fortunatamente nel pomeriggio sulle piste vere e proprie è andata meglio.

Il bilancio della giornata si chiude in positivo, con i due principianti ammaccati ma contenti, e con me soddisfatta per essere riuscita nell'impresa degli s-turns da ambo i lati, senza tra l'altro stancarmi o affaticarmi troppo. Alpi giapponesi, ci vediamo presto!

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The first appointment with the snowy season has come. One Saturday at the feet of Mount Fuji, in the mini-resort Yeti is what I needed to brush up again the use of the board and the S-turns, and to remember how painful falling on one's own knees is, especially on the hard snow.

Beginners and mid-level people can easily learn and practice on the resort's slopes, which are long and shallow. Getting there from Tokyo is quite easy and convenient, a bit less so in case one lives away from the centre, because of the many train transfers required. Anyway, ones you get there, it's fun: first of all, seeing mount Fuji so close is an interesting experience and personally it reminds me of home, of dear old Etna. The only difference is that I don't have the view of the sea, from Fuji...

The slopes in Yeti are few, but the resort is well organized to satisfy all types of clientele..they have the kids area, with sleighs and animation, the beginners slope so that they can practice with no harm for other people, two long slopes, not scary at all and fancy, two more slopes shorter but definitely steeper.

Night ski/snowboarding is possible, with the added value of being able to see the valley below Fuji all lit up where the towns are.

The only bad side of the day, both for me and my friends at their very first boarding experience: the snow was fake, as sbundant snowfalls haven't yet come to the Fuji area. As a consequence, because we spent the moring on the beginners slope -me to refresh the technique and my friends to learn from scratch- we basically killed ourselves by falling on the snow as hard as marble. Fortunately we did enjoy the afternoon better, on the real slopes.

By the end of the day we gave a positive score to our experience, the two beginners sore but happy and me satisfied for managing S-turns on both sides without even getting too tired. See you soon, Japanese Alps!
(Fuji-san!!)

(starting)


(xmas lights)

Sunday, January 16, 2011

Chi trova un libro trova un tesoro

Serie di fogli consecutivi stampati o manoscritti, di identica misura, legati tra loro e muniti di copertina...
Strumento principe del sapere...
Un vero tesoro...

Sono queste alcune delle definizioni di "libro" che mi vengono in mente su due piedi.
Qualsiasi sia la definizione, però, rimane invariato l'uso del libro: trasferire un sapere. Che sia usato per tramandare miti e leggende, che sia usato per documentare fatti e eventi realmente accaduti, che sia usato per apprendere ciò che ci è ancora ignoto, che sia usato per esprimere il nostro più intimo io, che sia usato per condividere esperienze di vita, che sia usato per trasmettere emozioni...in ogni caso rimane sempre una fonte inesauribile di conoscenza.

Nella scelta di un libro, quando la ricerca non è mirata a qualcosa di preciso, mi lascio sempre guidare dal caso: mi incuriosisce il titolo, mi ispira il colore della copertina, mi intriga la trama...E 9 volte su 10 sono soddisfatta della scelta.
Ognuno di noi avrà sicuramente in mente un libro preferito, quello che, chissà per quale motivo, ci ha scosso in qualche modo.
Credo di aver trovato il mio, così, per caso, durante una delle mie usuali ricerche, senza che mi fossi affannata a cercarlo: una raccolta di citazioni tratte dai libri di Paulo Coelho, uno degli scrittori più apprezzati del nostro tempo. La raccolta si intitola 'Amor', è in spagnolo ed è arricchita da una serie di illustrazioni bellissime. E' organizzata in diverse sezioni, ognuna delle quali altri non è che una delle tante espressioni dell'amore: dono, trasformazione, superamento,solidarietà,affinità,ricerca, grandezza, arte di convivere.
Mi si è piazzato lì, davanti al naso, e ci è rimasto. E ci resterà.
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Series of consecutive pages, printed or handwritten, of the same size, bound together in a cover...
The instrument of knowledge...
A real treasure...

These are some of the definitions of "book" I can find from the top of my head.
Whatever the definition, though, the use one makes of a book doesn't change: trasfer some knowledge. Be it used to trasfer myths or legends, be it used to document facts and events that really happened, be it used to learn what is still unknown, be it used to express out innermost selves, be it used to share experiences of life, be it used to convey emotions....in any case it always is an endless source of knowledge.

In choosing a book, when the search is aimed to nothing specific, I always let the case choose for me: i am curious about the title, I am inspired by the cover, I am intrigued by the topic..and 9/10 times I am satsfied by the choice.
Any one surely has their own favourite book, the one that, who knows why, has shaken us somehow.
I think I have found mine, accidentally, during one of my usual searches, without actually being looking for it: a collection of citations extracted from the works of one of the most appreciated writers of our times, Paulo Coelho. The collection is entitled 'Amor', it is in Spanish, and it is enriched by a series of beautiful illustrations. It's arranged in various sections, each of which is one of the many manifestations of love: gift, transformation, overcoming, solidarity, affinity, search, greatness, art of being together.
It popped out, there, in front of my nose and there it stayed. And forever will.

Monday, January 3, 2011

Mi sento fortunato -- I feel lucky

Spesso, quando ci si sente depresse, si opta per la terapia dello shopping: acquisti, acquisti, acquisti, senza pensarci più di tanto. E spesso ci si ritrova a casa con una montagna di cose inutili, vestiti che non si indosseranno mai, e cose del genere.....Quante volte vi sarà capitato? sicuramente spessissimo.
Fare acquisti è terapeutico, molti dicono. E lo è. Però non è detto che più si compra, più si spende e più si diventa felici....il rapporto non è direttamente proporzionale, come ben sappiamo.

Ma nei primissimi giorni dell'anno, in Giappone, è possibile combinare utile e dilettevole, è possibile spendere anche cifre basse per avere tanto acquistando le cosiddette 'buste della fortuna': i rivenditori mettono in una bustona più o meno grande le rimanenze invendute di vari oggetti,accessori, trucchi, capi d'abbigliamento della stagione e i prezzi sono davvero competitivi.

La mia busta della fortuna preferita è sicuramente quella con i trucchi. Con soli 2000yen (quasi 20euro) acquisto una busta revlon o rimmel, con dentro un sacco di roba che, sigolarmente costa tra 1500 e 2500yen!!!Un chiaro esempio di uso razionale del denaro, con un alto fattore di soddisfazione personale.

E mi è venuta una splendida idea: ritornando al discorso del non buttare le cose che non si usano più ma cha sono ancora in ottimo stato, ho deciso che metterò tutto in un paio di buste, le sigillo, metto una bella etichetta con sù scritto "prendimi" e spero che qualcuno si senta abbastanza fortunato da scegliere quella giusta! Sinora ho sempre semplicemente messo a disposizione i libri che ho finito di leggere, ma in effetti perchè non farlo anche con altro?

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When we feel depressed, we often go for shopping therapy: shopping, shopping, shopping, without thinking too much about it. And we often go back home with a mountain of useless stuff, clothes we will never wear and so on...How many times had it happened? Surely, many times? Shopping is therapeutical, they say.
Yes, it is. But: the more one buys, the more one spends, the higher the gain in happiness?Nope, the relation is not directly proportional, as we all well know.

In the first days of the year, though, in Japan it is possible o combine enjoyment and usefulness, it is possible to spend little to get a lot by buying the so called 'lucky bags': sellers dump into a more or less big bag the remainigs of the season's unsold stuff, make up, clothes, accessories. And prices are really really comeptitive.

My favorite lucky bag is the one with make up. With just 2000 yen (about 20 bucks) I get a revlon or a rimmel bag with lots of great stuff in it, which normally would costs between 1500yen and 2500yen per item!!!This is a clear example of a rational use of money, with a high personal satisfaction impact factor.

Then I had an idea: going back to the story of not throwing away things that we don't use anymore but are still in a good condition, I decided that I'll put all of them in a few bags, I seal them, I put a nice "take freely" label and I hope someone will fel lucky enough to get a good one! So far I have given for free all the books I have read, but, actually, why not doing it for other stuff as well?

my lucky bags
le mie buste della fortuna