Friday, December 30, 2011

Transit 2011-2012 (via Copacabana)


Eccoci di nuovo alla fine, eccoci di nuovo all'inizio….

Sta per incominciare un altro anno, ci riuniremo con amici o parenti, brinderemo, ci scambieremo tanti abbracci e ci riprometteremo mille volte di fare meglio questo e fare meglio quello, ci prodigheremo in buoni propositi….nelle 72 ore che si trovano tra la fine e l'inizio, siamo tra i più ottimisti, tra i più speranzosi, tra i più sognatori, e durante queste ore di intermezzo siamo determinati a lasciarci alle spalle tutto ciò che e' vecchio, tutto ciò che non va, siamo pronti ad accogliere l'anno che verra' convinti che manterremo le nostre promesse, saremo persone nuove, più belli, più forti, più dinamici, senza difetti, macchine programmate per il successo….dopo queste prime ore estatiche, pero', tutto si ripeterà più o meno come l'anno precedente e con l'entusiasmo che scema via via che l'anno avanza. Quante volte abbiamo detto che faremo più sport, per poi passare ogni minuto libero del nostro tempo a oziare? C'e' chi possiede una volontà di ferro, e riesce davvero a cambiare quello che non va. C'e' chi, come me, invece parla parla parla, ma poi…. 

I fatti salienti di quest'anno che sta per chiudere battenti sono stati pochi ma importanti: in Giappone viviamo una reazione a catena terremoto-tsunami-pericolo radiazioni-panico che non ha precedenti. Chissa' cosa si augurano tutte quelle persone tuttora senza un tetto o senza più famiglia, mentre noi speriamo, probabilmente, di guadagnare di più, o di trovare l'anima gemella, o di viaggiare tanto….
Poi, FINALMENTE sembra essere finita l'era B in Italia. Parlo di politica. Anche il mondo arabo ha vissuto le sue di rivoluzioni politiche, nel sangue e nella ribellione, ma una nuova era sembra pian piano farsi avanti.
Bin Laden e Geddhafi sono usciti di scena, idem, anche se per vecchiaia, se ne va pure il 'caro dittatore' coreano. Oddio, se 'caro' non saprei dirlo...
Due tra i più famosi rampolli reali si accasano, Alberto di Monaco e William d'Inghilterra, e qui la stampa mondiale non si e' certo risparmiata nel fare paragoni con reali passati, presenti e futuri. Queste ultime chicche erano solo per rilanciare un attimo il gossip, giusto per allentare i toni drammatici del post.

Il mio anno, ora. Soddisfacente,pure molto, seppure dispari. E sapete bene che io non sono amante dei numeri dispari…più che altro un anno pesante psicologicamente, un anno laborioso e faticoso...difatti, giusto per farvi fare qualche viaggetto nei meandri della mia mente, e' in un anno dispari, in un mese dispari, in un giorno dispari che si registra il terremoto più forte che la storia ricordi qui in Giappone…ora, giusto per par condicio, invece, parlando del mio compleanno…un giorno pari, in un mese pari, e compio un numero di anni pari….in effetti, devo dire che le cose hanno cominciato a farsi interessanti per me solo con l'arrivo dei trent'anni, l'evento che, personalmente, e' stato quello più importante di quest'anno. Ora semino qualche altra ideuzza, sperando che nel nuovo anno (pari), ne possa raccogliere i frutti.

Che altro aggiungere….sarebbe bello se potessi includere tra i miei buoni propositi azioni come sconfiggere la fame e la povertà nel mondo, sconfiggere l'AIDS, azzerare la brama di potere che acceca i governanti delle nazioni, vivere in un mondo ecologico e eco-sostenibile, risvegliare le coscienze.
Quest'anno, pero', niente buoni propositi, tanto so già che non riuscirò a mettere in pratica niente di quello che mi prefiggo in questi giorni di euforia, dovesse solo trattarsi di una cosa semplicissima come svegliarmi tutte le mattine alle 6. Si potrebbe invece sperare, semplicemente, di vivere la vita appieno, essere consapevoli di tutto ciò che ci sta attorno e muoverci nel mondo nel pieno rispetto di se stessi e degli altri, vivere (anche meglio se ai Caraibi).

Buon anno e buona fortuna. 

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Here we are, at the end again, and at the beginning again….

Another year is coming, we will get together with friends or family, we will drink, we will hug and we will promise thousands times to do better this and better that, we will indulge in resolutions….in the 72 hours in-between the end and the beginning, we are the most optimistic, the most hopeful, the most dreamer, and during these hours we are determined to leave anything old, bad, wrong behind, we are ready to welcome the new year convinced that we will keep our promises, we will be new persons, more attractive, stronger, with no defects, machines programmed to succeed…after these first ecstatic hours, though, everything will be repeated more or less like the previous year but with the enthusiasm going weaker by the time the year progresses. How many times have we stated we would do more sports, to end up spending our free time being lazy? Some have a strong will and they really manage to change what's wrong. Some, look me, say they want to do things, but then….

The main events in this outgoing year were few but very important: in Japan, we experience a chain-reaction earthquake-tsunami-radiation danger-panic unheard-of. Who knows what all those people without homes are wishing for, while we ask for, probably, higher pay, love, travels….
Then, FINALLY the B era in Italy seems to be over. I am talking about politics. Also the Arab countries had their own political revolutions, through blood and rebellion, but a new era is slowly starting.
Bin Laden and Gadhafi are out of scene, idem, although because of age, the korean 'dear dictator' passes away. Uhm, well, if 'dear' i can't say….
Two of the most famous royal descendants, Alberto in Monaco and William in England, get married, and here the press worldwide didn't spare the couples comparisons to past, present and future royal members. This one piece of news was just to feed the gossip a bit, just to get a touch of levity.

My year, now. Satisfying, very, although a odd year. And you know I don't like odd numbers….mostly, a year psychologically difficult, fatiguing and hard…in facts, just to lead you across the trains of thoughts in my mind, it is right in a odd year, in a odd month, in a odd day that we register the strongest quake in known history here in Japan…and now, just to be fair, let's take my birthday..a even day, in a even month, and celebrating a even number of birthdays….i have to actually say that things started to become interesting with the 30's, an event that was the most significant for me this year. I am now just seeding some ideas, hoping that in the next (even) year they will give fruits.

What else…..it would be nice if I could consider resolutions things like fight famine and poverty in the world, defeat AIDS, stop all the nations' governors to want power, live in a sustainable and green world, wake up people's consciousness.
But, this year, no resolutions, as I know I will never manage to do whatever I wish for, being it as simple as waking up every day at 6. One could, instead, wish to , simply, live life fully, being aware of everything is around us and move on with respect of oneself and the others, live (even better if in the Caribbean).

Happy new year and good luck.



Wednesday, December 28, 2011

Compleanni, Natale e salsa


E il tanto atteso Natale e' arrivato anche per me. Un po' in ritardo con i preparativi, gli addobbi, il sentire l'atmosfera, ma ora ci siamo.
Quest'anno, nuovamente in quel di Tokyo, si e' optato per qualcosa lievemente differente rispetto alla tradizione che vuole la famiglia riunita o per cenare alla vigilia o per il pranzo del 25. 
Prima di tutto bisogna fare i conti con il fatto che qui in Giappone il Natale, essendo una festa cristiana, non prevede ferie per chi lavora. O meglio, non e' festa. Per chi non ha più ferie, doversi trascinare al lavoro il giorno di Natale fa un po star male, secondo me, ecco. E siamo quindi fortunati che quest'anno il Natale cade proprio di domenica….
Poi, solitamente la tradizione che abbiamo sinora seguito e' stata quella di fare il pranzo a casa mia, con gli amici italiani, tutti insieme come una grande famiglia. Invece quest'anno sto organizzando la cena con amici e colleghi del lavoro. Coloro che, come me, non si sono mossi da qui….
Come'e' andata in generale questo fine settimana? Decisamente bene, direi.
Si parte con un venerdì di festa sfruttato per decorare casa, darle quel tocco di festività che necessita, spese, pulizie. Il sabato c'e' la festa di compleanno di Natacha e poi il consueto appuntamento notturno con la salsa…bei ricordi rimarranno da questa notte salsera, ricordi al profumo dolce di cannella, caldi come un bacio tanto atteso sotto le stelle, ricordi di una coppia in rosso, di calici che tintinnano a mezzanotte, abbracci, auguri....
Domenica e' il giorno della famiglia, e' Natale e spendo il pomeriggio su skype salutando tutti, ma proprio tutti. Finalmente e' sera, gli ospiti alla mia cena incominciano ad arrivare, si aprono le bottiglie di vino, si tagliano le torte (ben tre quest'anno grazie ai miei premurosi ospiti!!), si ride, si mangia, si parla del più e del meno. 
L'idea del menu di quest'anno, come già accennato, nasce da un omaggio alle tre culture che rendono speciale la mia vita: mini involtini primavera -ma con ripieno di funghi e formaggio- che rappresentano il Giappone, la mia nuova casa, dove l'avventura ha inizio; empanadas, panzarotti ripieni di carne e verdure piccanti, tipici del Sudamerica, terra di sole e musica, salsa e sorrisi, la cui cultura ho imparato a conoscere e apprezzare attraverso il ballo e la lingua spagnola; infine calzone ripieno di spinaci e formaggio giusto per ricordare a tutti che sono italiana, anzi siciliana.
Che posso mai volere di più?C'e' Natale migliore?C'e' esperienza di vita migliore?Forse, ma a me per ora va bene così. 

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The so longed Christmas has come for me too. I was a bit late with planning, decorations, feeling the atmosphere, but now it's time.
This year, again in Tokyo, we did something different than the traditional family reunion either on Christmas eve or on Christmas day.
So, first we have to consider that here, in Japan, Christmas is not a holiday. Who has got no more vacation, dragging themselves to work on Christmas day is quite saddening, I think. So, we're lucky enough that this year Christmas is on a Sunday….
Then, the tradition I have so far followed has been to hold the lunch at my place, with all the Italian friends like in a big family. But this year, instead, I am planning the dinner and with coworkers. The ones who, like me, haven't gone somewhere…
How did this last weekend go, then? Definitely well, I'd say.
We can start with a holiday on Friday I used to decorate my place, give it that touch of atmosphere it needed, shopping, cleaning. On Saturday is Natacha's birthday party, then the usual appointment with salsa dancing…nice memories I will keep from this salsa night, memories as sweet at the scent of cinnamon, as warm as a kiss under the stars, memories of a couple in red, of glasses touching at midnight, hugs, wishes….
Sunday is the day for the family, it's Christmas! I spend the afternoon on skype greeting everybody, really every one. Evening comes, finally, and my guests come, wine bottles are opened, cakes (three this year thanks to my caring guests!!!) are cut and eaten, we chat, we laugh, we have a good time.
As I have mentioned, this year's menu comes from my homage to the three cultures that have made my life special: mini spring rolls -but with mushrooms and cheese- for Japan, my new home, the place where my adventure began; South American empanadas stuffed with chili meat and veggies, from the land of sun and music, salsa and smiles, mother of that culture I came to appreciate through dancing and Spanish language; finally calzone with sipnach, ham and cheese to remind all I am Italian, Sicilian even.
What could I ask more for? Is there a better Christmas? Is there a better life experience? Perhaps, but to me right now it is fine.





Tuesday, December 27, 2011

Lifestyle -- Marriage - Matrimonio


In Giappone il matrimonio e' una società di mutuo soccorso.

Uno dei tratti più interessanti della cultura giapponese e' il modo in cui si vive il matrimonio.
Non tanto per la cerimonia e il rituale in se, quanto per il significato che assume e le modalità con cui si arriva a esso...
Una volta si usava combinare i matrimoni. Tipicamente i genitori dei giovani in eta' da matrimonio decidevano con chi e quando i loro figli avrebbero convolato a nozze. La volontà dei figli aveva poco a che fare con la scelta. E devo dire che si usava così in tutto il mondo conosciuto. In passato, quando esisteva una netta distinzione tra benestanti e poveri, era importante che il patrimonio restasse in mano alla famiglia o che, eventualmente, venisse incrementato favorendo un'unione che era quindi 'politica' o 'sociale' o di 'interesse' piuttosto che fondata sul vero amore dei due futuri coniugi.
Ma oggigiorno e' veramente raro trovare una coppia unita in matrimonio per obbedienza a delle regole. Oggi tutti si sposano perché decidono di farlo e con la persona che considerano giusta. Tuttavia, in Giappone e' ancora molto comune accordarsi sul matrimonio. Tuttora molto praticata e' l'usanza di "Miai" (見合い) o, appunto, incontro per vedersi. I genitori organizzano l'incontro con uno o più candidati, scelti, gli uomini in base a status sociale, carriera, situazione finanziaria, e le donne in base alle loro capacita e abilita nel gestire la casa, i figli, le loro doti caratteriali.

L'amore non conta, la bellezza non conta, la personalità non conta più di tanto in tutto questo. Il matrimonio in Giappone e' ancora visto come una tappa obbligata nella vita di ognuno, non e' visto come la realizzazione di se stessi in quanto esseri umani, dotati di sentimenti e libero arbitrio, volenterosi di procreare attraverso un gesto d'amore...
Spesso si sa di un matrimonio solo dopo, a fatto compiuto, quando il collega o la collega arrivano un bel giorno in ufficio con una fede al dito.....com'e' possibile che le parti non siano elettrizzati all'idea di sposarsi? Come e' possibile che non ne parlino con nessuno? Perché sposarsi e' una cosa normale, come andare alla posta a ritirare la pensione a fine mese, come andare a fare la spesa..non c'e' bisogno di annunci o cose del genere...fino a oggi sono e vivono da single, da domani sono sposati e vivono comunque da single.

Sia per un uomo che per una donna, il matrimonio e' semplicemente governato dalla convenienza: un uomo che si sposa ha la comodità di avere una donna che gli cucina i pasti, gli stira i pantaloni, che amministra la casa, che gli da' una progenie e se ne occupa minuziosamente. L'unico fattore che sembra essere importante per loro, a prescindere dal bell'aspetto, e' l'eta' della donna. Donne oltre i 30 anni non se le vuole sposare nessuno, ed ecco perché le donne giapponesi entrano in uno stato di crisi cronica con l'avvicinarsi della data fatidica (non parliamone poi se superano i 30 e sono ancora single!!). Ecco perché molte donne giapponesi ricorrono al Miai o ad altre vie per combinare i matrimoni, disperatamente. Perché anche alle donne conviene sposarsi, in quanto sono più tutelate dallo stato, possono spendere i soldi del marito, e sono viste in maniera diversa nella società, come se acquistassero più credibilità.
Fortunatamente le nuove generazioni tendono a fregarsene di etichetta, ruoli, pressioni sociali e via discorrendo, al che esistono coppie che si sposano per AMORE.
Il matrimonio, poi, sempre più spesso tende a essere celebrato seguendo il rito cristiano, così, perché e' diverso e romantico, perché per via dei film i giapponesi subiscono un vero lavaggio del cervello, perché a quanto pare costa meno del rito tradizionale.
Peccato, il rito buddista e' così affascinante...ma forse lo e' solo agli occhi di noi occidentali.... 

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In Japan a marriage is a mutual aid society.

One of the most interesting things in Japanese culture is the way marriage is experienced.
Not really because of the ceremony and the ritual per se, rather because of its meaning and the MO to get to it...
Once weddings used to be arranged. Typically, the parents of men and women in the age of marriage decided with whom and when their children would marry. The children's will had little to do with the choice made. But I want to stress the fact that this is how it used to be in the whole known world. In the past, when the distinction between wealthy and poor was sharp and clear, the family's sole interest was the patrimony be kept in the hand of the family members, or, alternatively, be increased by favoring a marriage which was, then, 'political', or 'social' or 'by interest', rather than centered around the feelings between the couple-to-be.
Today, though, is really rare to find a couple who marries to follow some social rules....today they all marry because they decide it, and with the person they think is the one. But in Japan arranging a wedding is still a common procedure, so much that the "Miai" (見合い), or, in facts, the meeting to see each other, is very popular. The parents arrange a meeting with one or more candidates, selecting the men based upon social status, career, financial situation and the women base upon their abilities and capacity in managing the house, the children, their character.

Love doesn't count, beauty doesn't count, personality doesn't count that much in all this. Matrimony in Japan is still seen as a mandatory step in everyone's life, it is not regarded as self-realization as human beings, endowed with feelings and free will, eager to procreate through an act of love....
Often I get to know about a marriage only after it happened, when the colleagues arrive one day at work with a ring on their finger…how come the parts are not so electrified by the idea of getting married? How come they don't mention it to friends? Because, a wedding is a ordinary event, like going to the post office, like going shopping…there's no need to announce or such…until today they are and they live as single, tomorrow they are married and they live as single, too.

For both men and women, marriage is simply driven by convenience: a man who gets married has the convenience of having a woman cooking his meals, ironing his pants, managing the house, giving him and caring for a progeny. The only factor which seems to be important to them is age, aside from the look. Women over 30 won't get married by anyone, so that's why Japanese women enter a cornice crisis with the approaching of the infamous age (let's not mention if they are over 30 and are still single!!!). That's why many Japanese women go for Miai or for other options, desperately, to combine a marriage. Because to women, marriage, is convenient, too, as they are protected by the government, they can spend the husband's money, and acquire a different visibility in society, as if they gain credibility.
Fortunately the younger generations tend to ignore etiquette, roles, social pressures and so forth, therefore some couples IN LOVE do exist.
Marriage, also, tends more and more to be celebrated in a Catholic manner, just because, because it's different, romantic, because due to the movies they watch the Japanese get brainwashed, because apparently it costs less than the traditional one.
Pity, the buddhist ritual is so fascinating….but maybe only to the eyes of us westerners…


Saturday, December 24, 2011

Sunny Holidays, Happy Holidays


Chi dice che il bel tempo non influisce sull'umore delle persone, evidentemente non ha mai visto una giornata di sole.

Come si può non essere di buon umore quando ci si sveglia un sabato o una domenica mattina di dicembre, chiara, limpida, tiepida, senza una nuvola in cielo, con il sole che cerca di infilarsi tra le tende! Come si può non aver voglia di farsi inondare di luce al calduccio del proprio letto, pigri, assonnacchiati ma con la prospettiva di una colazione abbondante e di una passeggiata all'aria aperta!
Per poco non ho aperto la sdraio in balcone in questi giorni…del resto vuoi mettere la goduria nel fare colazione all'aperto con pancake, pane caldo, marmellata, yogurt e quella bella tazza di caffè italiano che completa il tutto?Ho desistito solo perché non ho un tavolo abbastanza grande per il balcone. 

Nei mesi in cui le ore di luce in un giorno si contano su due mani fa bene stare in giro il più possibile, e per fortuna non manca come tenersi occupati. Va benissimo una semplice passeggiata lungo il fiume, ad esempio, o una visita al tempio, un giro verso la baia per scoprire i mercatini di Natale come quello a Aka Renga, o anche andare a zonzo per la città….tra una pista di pattinaggio, un giro di shopping, un caffè con amici guardando al cielo e al mare non ci sono scuse contro il benessere psicofisico.

Poi, siamo in zona Natale, e se si può fare scorta di ottimismo e buon umore e' meglio…noi expat lontano da casa soffriamo un po' quando arriva questo periodo dell'anno. 
Fervono i preparativi per i due grandi appuntamenti del mese: il pranzo o la cena di Natale, e san Silvestro. Personalmente non ho grandi piani, soprattutto per l'ultimo giorno dell'anno. Sono un po' spaventata dagli eventi grossi così. Ma a Natale, bisogna fare qualcosa il giorno di Natale. E infatti, il tradizionale appuntamento a casa Marina non si fa attendere neanche quest'anno, con un mix di invitati promettente e con una cucina abbastanza fusion, mai come stavolta…un pizzico di Giappone, un po' di Sudamerica e un tocco di Sicilia, così da fondere in uno le tre grandi culture che hanno imparato a convivere dentro di me.

Buone e soleggiate feste a tutti voi cari lettori e a risentirci per i resoconti dei prossimi giorni.

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Who says good weather doesn't influence people's mood, obviously has never seen a sunny day.

How could one not be happy when wakes up on a Saturday or a Sunday in December, a clear, clean, warm, cloudless morning with the sun trying to sneak through the curtains! How could one not be wishing to stay in a warm bed, lazy, sleepy, being inundated by sunlight, but with a huge breakfast in plan, and a walk outside afterwards!
I had almost unfolded my chair on the balcony in these days…and I mean, is there any better luxury than having breakfast outside, pancakes, warm bread, jam, yogurt, and that Italian coffee to complete the picture?I refrained only because I don't have a big enough table to put on the balcony.

In these months when the hours of sunlight can be counted in two hands, staying out as much as one can is good, and fortunately there's plenty of stuff to be busy with. Already enough a simple stroll along the river, for instance, or a visit to the temple, or a short trip to the bay to discover the Christmas markets like at Aka Renga, or even just bubbling around the city….a skate ring here, a round of shopping there, a coffee with friends looking at the sky and the sea..there's no excuse against wellness.

Also, we're around Christmas zone, and if one can stock up in optimism, then it's better to do so…we expat, away from home in this time of the year, tend to suffer a bit.
Delirium also to get ready for this month's two big appointments: Christmas lunch/dinner and NYE. Personally I don't have big plans, especially for the last day of the year…I am a bit scared and overwhelmed by such big events. But on Christmas…I must do something on Christmas. And so, this year too, the appointment at Marina's is on, with a promising mix of invitees and a quite fusion of a dinner, never like this one before…a bit of Japan, a bit of South America and a bit of Sicily so to merge in one the three cultures living together inside me.

Happy and sunny holidays to all my readers, more to come soon.





Thursday, December 22, 2011

Ultima cena, per ora - Last dinner, right now


Lunedi sera da ricordare quello del 19 dicembre, un po' triste, un po' gioioso, decisamente pieno di sorprese.
Io e la Elisa sin da questa estate abbiamo mantenuto viva la tradizione dell'appuntamento settimanale a base di pizza, iniziato da lei e il caro Alberto ora a Sydney. Io e lei ci vedevamo sempre a Ebisu, trattate molto bene da Antonio, Ryuta, Miura e il resto dello staff della pizzeria, divenuto a noi caro.

Ma il 19 dicembre e' stato l'ultimo appuntamento, perche' la mia amica e compagna di viaggio (assieme in Malesia quest'estate in una fantastica vacanza) lascia il Giappone. Questa era la nota triste.
Con noi c'era Yuki, piu' romagola che giapponese, che aveva fatto il compleanno il giorno prima. Questa era la nota gioiosa.
Per celebrare entrambe le cose ci siamo regalate una cena a tre e una bottiglia di Syrah siciliano, che sulla pizza ci sta proprio bene.

Solitamente andiamo senza prenotare...nei giorni infrasettimanali si trova sempre un tavolo per due, anche se costa aspettare un po' a volte...e poi durante l'attesa ci viene offerto lo spumante, quindi......
Anche questa volta vado senza prenotazione, avendolo dimenticato in questo caso specifico, e difatti non c'e' posto in pizzeria....il lunedi!!!!Sorpresa numero uno...

Sorpresa numero due e' quella di incontrare un altro siciliano, lo sento dal suo accento inconfondibile, li' con la sua compagna giapponese, anche loro per una buona pizza. Ma scambiamo soltanto un saluto e nulla piu'.
Io e Elisa, aspettando che ci venisse preparato un tavolo che il fantastico Miura e' riuscito a ricavare per noi in tempo record, abbiamo raccontato a Ryuta, il cuoco, della nostra ultima cena, quindi lui stesso si e' offerto di preparare di persona la pizza ribattezzata "Sayonara" per Elisa, e una pizza "Marina" per me. Altra sorpresa. E che pizze!!

Ma le sorprese non sono ancora finite.
Infatti, i due geni del male Antonio e Ryuta, in onore di Elisa che parte e in onore di Yuki che festeggia il compleanno, ci hanno presentato un piatto di dolci che nessuna di noi si aspettava minimamente di ricevere!!!Accompagnato da un servizio di limoncello, ovviamente!

Alla fine, saluto Elisa. Mi manchera' tanto tanto. E faro' in modo di continuare la tradizione della pizza con Yuki. Possibilmente al nuovo ristorante di Ryuta ;)

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A monday evening to remember, the December 19, a bit sad, a bit cheerful, definitely full of surprises.
Me and Elisa, since this past summer have been keeping alive the tradition of a weekly date for pizza, tradition started by her and Alberto, now in Sydney. Me and her used to meet in Ebisu, spoiled by Antonio, Ruyta, Miura and the rest of the staff in the pizzeria, who became like family.

But December 19 was the last appointment, because my friend and travel mate (together in Malaysia this summer for a fanstastic holiday) is elaving Japan. This was the sad note.
With us, Yuki, more Italian than Japanese, whose birthday was the day before. This was the happy note.
To celebrate both events we pampered ourselves with a dinner and a bottle of Sicilian Syrah, which goes very well with pizza.

Usually we would go without reservation....on weekdays is easy to find a table for two, although we have to wait sometimes..but we are served sparkling wine while we wait, so....
This time I go without reservation again, in this specific case because I forgot to book, and indeed they have no room...on Monday!!!Surprise number  one...

Surprise number two is to meet another Sicilian man, I can hear his unmistakable accent, there with his Japanese partner for a good pizza. We just exchange greetings and that's it.
Me and Elisa, waiting for a table to be fixed for us by fantastic Miura in a record time, told Ryuta, the cook, about our last dinner together, so he said he would prepare our pizza himself, creating the "Sayonara" pizza for Elisa and the "Marina" pizza for me. Another surprise. And, what a pizza!!!

But there is still room for a surprise.
The two evil geniuses, Antonio and Ryuta, to Elisa who was leaving and to Yuki who celebrated her birthday, brought a dessert plate none of us would have expected! Together with a round of limoncello, of course!

In the end I say goodbye to Elisa. I will miss her a lot. And I will try to cultivate the pizza tradition with Yuki. Best at Ryuta's new restaurant :)




Friday, December 16, 2011

Top 10's


Se non avete idee per queste feste e siete in cerca di una destinazione, anche dell'ultimo minuto, ho trovato per voi un paio di articoli interessanti.

Il primo e' sulle 10 migliori destinazioni per festeggiare il Natale….sorprendentemente posti come Porto Rico si piazzano all'ultimo posto…come e' possibile? Isola caraibica calda, spiagge, mare, e…..balli latino-americani??Con tre mesi di festeggiamenti, tra l'altro!! Invece Tokyo si prende un bel settimo posto, a dispetto di quanto e' successo in quest'anno funesto. Beh, allora, mi sa che resto a Tokyo quest'anno…Buon punteggio per Verona, che si piazza al quarto posto, sorpassando anche l'estiva Sydney al quinto.
Ovviamente, vuoi l'atmosfera, vuoi le condizioni climatiche fredde come chiede la tradizione, ai primi posti si piazzano le città' d'oltralpe, prima fra tutte Norimberga…
Quindi, leggetevi bene pro e contro e fate la vostra scelta per trascorrere le vacanze in uno di questi paradisi natalizi.

Se assieme alle vacanze volete anche trascorrere qualche ora a gironzolare per i mercatini di Natale, se non avete ancora ultimato gli acquisti, o se volete semplicemente combinare utile e dilettevole, allora eccovi anche la lista dei migliori mercatini di Natale. Di nuovo sono le capitali europee a primeggiare nella classifica, ma…..Karuizawa??Cioe una città in Giappone, paese ovviamente non cattolico, si piazza al quinto posto!!!Questa non me la aspettavo proprio, devo dire che sono stata presa alla sprovvista…fa meglio di Salisburgo e Helsinki, vi rendete conto? Quasi quasi da farci un salto, già che mi trovo nella nazione giusta, no?
Dunque dunque, vi rimando alla lettura dei due articoli a fine post. E buone feste.

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Clueless about what to do in these holidays and looking for a destination to go, even last minute? I have found a couple of interesting readings. 

First one is about the best 10 Christmas destinations….surprisingly places like Puerto Rico are the last…how's that possible?Caribbean Island, warm, beaches, sea, and…latin dances??With three months of celebration, among the other things!!! Tokyo, instead, get a good placement as seventh, despite what happened in this unlucky year. Well, I guess I'd stay in Tokyo this year, then… Good placement for Verona, too, at the fourth place, above the summery Sydney, fifth.
Of course, may it be the atmosphere, may it be the climatic conditions as cols as the tradition demands, the European cities are on top of all, first being Nuremberg….
So, read well pros and cons and make your choice to spend your vacation in one of those Christmas paradises.

If, together with the holidays, you want to spend some time strolling throughout the Christmas markets, in case you haven't finished your shopping yet, or in case you want to just combine useful and delightful, then here you are a list with the best Christmas markets. Again, the European capitals get the best placements on top, but….Karuizawa??I mean, a city in Japan, an obviously non Catholic country, is at the fifth place??This is totally unexpected, I have to say I was taken by surprise…it's even better than Salzburg and Helsinki, can you believe it?? It's worth a visit, as I happen to be in the right nation, right?
Anyway, I wave you to the readings at the and of this post. And happy holidays.





Top 10 Christmas destinations

Top 10 Christmas markets

Thursday, December 15, 2011

Una stella cadente - A falling star


Sembra incredibile che proprio io non abbia ancora programmato nulla per questo Natale!!!
Ma, sul serio, quest'anno, gira e rigira, terremoti di qua, fughe di la, conferenze a destra e a manca, impegni mondani di varia natura…..mi ritrovo già a Dicembre senza un'idea precisa di dove sono, cosa voglio, come mi organizzo.
E per fortuna che grazie alla Elisa ci siamo fatte la vacanza in Malesia!!!Altrimenti non avrei davvero avuto la sensazione di essere stata in vacanza. 
Comunque, fatto sta che a meta' di Dicembre non so ancora come e con chi festeggerò queste feste.
Questo e' il secondo Natale di fila che trascorro in Giappone, lontana da casa. Non ho ancora tirato fuori gli addobbi, e dubito che lo faro' ormai, non ho ancora invitato nessuno per il pranzo di Natale, mentre lo scorso anno già a fine Novembre sapevamo dove e come e in quanti avremmo festeggiato. (Per la cronaca: abbiamo festeggiato da me, con un pranzo che si e' esteso dalle 13 alle 22 senza interruzioni di sorta..uno dei più bei Natali trascorsi...)
Mi sfugge il tempo, non so dove e' finito, sento che non sono pronta ancora alle feste, non e' possibile che sia quasi finito un altro anno!
I regali, quelli si, li ho spediti in tempo perché devono arrivare prima del 25. Ma il resto….
Come se non bastasse, non ho ferie, visto che le ho dovute usare tutte a Marzo, quando ho lasciato il Giappone per cause a tutti note. Quindi, non posso neanche sperare di recuperare un po' del tempo perduto.
E, infine, a tutto questo bisogna aggiungere che tanti amici stanno andando via da Tokyo, in questi giorni proprio….
Questo e' davvero un Natale a cui non ero preparata. Per fortuna che ci stanno le stelle cadenti, uno sciame di frammenti di asteroide, luminosi e veloci che dovrebbero poter esaudire i desideri di tutti. Dopo lo spettacolo dell'eclissi totale di luna, la settimana scorsa, le notti al freddo proseguono fino al 19 di questo mese. 
Mi sa che dovrò camminare a testa in su per poter esprimere i miei tanti desideri.

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It seems incredible that I, right me, haven't yet planned anything for this coming Christmas!!!
But, seriously, this year, blame the earthquake, the run away, the conferences here and there, the various mundane events….it's December already and I have no precise idea of where I am, what I want, how I organize things.
Thankful to Elisa with whom I had a vacation in Malaysia!!!I would have had the feeling I hadn't gone on vacation at all, otherwise.
Anyway, thing is, it's mid December and I still don't know how and with whom I am going to celebrate these holidays.
This is the second Christmas in a row I spend in Japan, away from home. I haven't yet decorated my house, and I doubt I will do it, I haven't yet invited anyone for the Christmas lunch, while last year already by the end of November we knew where, how and in how many we would celebrate. (For the record, last year we were at my place, having a lunch stretching form 1pm to 10pm with no interruptions….one of the best Christmases…)
I am running out of time, I don't know where it went, I feel I am still not ready for the holidays, it's impossible this year is almost over!!
Presents, those yes, were sent on time, because they must arrive before 25th. But the rest…..
As if it weren't enough, I don't have paid vacation, for I used them all in March, when I left Japan for reasons known to everybody. So, I can't even hope to regain some of the time lost.
Finally, we must add to all this that many friends are leaving Tokyo, right in these days…
This is really a Christmas I was not prepared for. Fortunately we will have shooting stars, asteroid fragments, shiny and fast, so many to be able to make all people's wishes true. After the total lunar eclipse of last week, the nights in the cold continue till the 19th.
I am afraid I'd have to walk looking up all the time to be able to make all my wishes.


Tuesday, December 13, 2011

Lifestyle - Ganbarou


Esiste un'espressione che racchiude molti aspetti della cultura nipponica, se non l'essenza della stessa: gambaru  (頑張る). Il significato dell'espressione e' "mettercela tutta", "fare del proprio meglio", e si usa in vari contesti.

Un primo comunissimo utilizzo e' come esortazione, negli sport, nello studio, nel lavoro intenso, nel dover fare qualcosa che non piace, nei litigi, nelle rotture sentimentali. Spesso per simpatizzare con gli sforzi che una persona compie, la si sprona con un appassionato "ganbatte!", una spinta a fare di meglio. Un po' come in: "まま もうちょっと頑張ってね" (mama mo chotto ganbattene - mamma, dai, un piccolo sforzo), e' quello che disse una bimba in treno alla mamma per farle capire che voleva essere presa in braccio… 

Poi, un altro utilizzo massiccio, e forse il più abusato, e' nel mostrare modestia e umiltà. Sia in risposta al ganbatte esortativo, sia in risposta a complimenti o riconoscimenti. E' comune rispondere con 頑張ります(ganbarimasu) per dire che si e' provato del proprio meglio, ci si e' sforzati, per quel che e' stato possibile, sia nel caso di risultati positivi che negativi.

E qui emerge in toto la cultura giapponese, il voler a tutti i costi sminuire se stessi, il non prendersi il legittimo merito, perché, si sa, colui che si espone e si da troppe arie e' giudicato rude e presuntuoso. E, si sa, che il giapponese farebbe di tutto per evitare di esporsi. Meglio vivere all'ombra di qualcun altro. 

Gambaru e' un'attitudine, un modello di vita a cui si viene educati sin da bambini, i giapponesi lo dicono agli altri e lo dicono a se stessi, rammentano agli altri e a loro medesimi che bisogna perseverare, accettare le difficoltà della vita con dignità e umiltà e sfidare il fato con la sola consapevolezza che si e' comunque fatto del proprio meglio.

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There's an expression that puts together many aspects of Nippon's culture, if not the essence of it: gambaru  (頑張る). The meaning of such an expression is "try hard", "try one's best", and it is used in different contexts.

A first, very common, use is as a gentle push in sports, in studies, in intense work, in doing something we don't like, in fights, in break ups. Often, to sympathize with the person who's paying so much effort, one uses to push with a passionate "ganbatte!", a motivational help to do better. A bit like "まま もうちょっと頑張ってね" (mama mo chotto ganbattene - mama c'mon a bit harder), it's what a tired girl said to her mother on a train to be hold in her arms…

Also, another massive use, perhaps the most abused, is to show humility and humbleness. Both as a reply to the exhortative ganbatte, and as a response to compliments or acknowledgments. Very common is to reply with a 頑張ります(ganbarimasu), to say that they tried their best, they tried hard, as much as possible, in case of both positive and negative outcomes.

Here is where the Japanese culture emerges in toto, wanting by all means minimize oneself, not taking the legitimate merit for something, because we know who shows up and shows off is considered rude and presumptuous. And we also know that the Japanese would do everything but to expose. Better to live under someone else's shadow.

Gambaru is an attitude, a life model to which adhere since childhood, the Japanese repeat it to the others and to themselves, they remind and get reminded that one must persevere, accept the difficulties from life with dignity and modesty and challenge the fates with the sole consciousness that they have tried their best. 


Saturday, December 10, 2011

Italia Volley

Domenica 4 dicembre e' stata l'ultima giornata in cui era possibile vedere la squadra italiana di volley maschile giocare qui a Tokyo. 
Si giocava Italia-Iran, ed e' stata una partita combattuta, non tanto sul campo da gioco, visto che per l'Italia e' praticamente stata una passeggiata, quanto sul campo affettivo, visto che la mia migliore amica, Parisa, e' iraniana…..
Ci incontriamo davanti all'ingresso dello stadio olimpico di fronte al parco di Yoyogi, e dal momento in cui ci incontriamo fino all'inizio della partita non ho fatto altro che salutare i suoi amici iraniani. Diciamo anche che mi sentivo un attimino a disagio…..

Non ho mai visto così tante persone di una stessa nazionalità tutte assieme in Giappone!!!Per l'Italia invece pochissime presenze. Io e Parisa ci siamo salutate all'inizio della partita e ci siamo andate a piazzare alle tribune opposte dello stadio, lei in mezzo al manipolo di persiani, io, per i fatti miei, proprio di fronte al campo per potermi meglio godere la vista dei corpi muscolosi dei giocatori della nazionale italiana….
Sul serio, ma chi se ne fregava della partita!!!
Pero' e' stato bello essere li, erano anni che non vedevo una partita di volley dal vivo. Peccato avere scoperto troppo tardi dove si allenavano i giocatori durante la loro permanenza a Tokyo!
Situazione dello stadio: posti in arena occupati da giapponesi simpatizzanti della squadra italiana che a stento mostravano la bandiera tricolore; fascia nord occupata dall'esercito persiano, visi imbrattati coi colori dell'Iran (tra l'altro uguali a quelli dell'Italia…), inni, grida di incitazione, imprecazioni; fascia sud, uno striminzito gruppo di italiani mescolati a giapponesi che a stento urlavano un flebile "Italia!"; resto dello stadio: vuoto. Tribune speciali occupate dai dignitari Iraniani e proprio dietro le loro teste, una fila più in su, c'ero io che non sapevo come farmi sentire dalla squadra e che ricevevo le occhiate sinistre dei diplomatici più in giù…

E nella speranza che Babbo Natale mi faccia trovare il bel Mastrangelo sotto l'albero di Natale, mi trovo con Parisa a fine partita, giusto per una riconciliazione fittizia mentre guardiamo uno stacchetto di cheerleaders giapponesi (la partita successiva era Giappone-Brasile, ho detto tutto….). 

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Sunday December 4 was the last day when I could see the Italian male volley team play here in Tokyo.
The match was Italy-Iran, and it was a suffered one, not much on the play field, since it was like a pleasant walk for Italy team, but rather on the feelings field, since my best friend, Parisa, is Iranian….
We meet in front of the Olympic stadium near Yoyogi park, and since the moment we met I kept greeting her Iranian friends. Let's say I felt a little bit uncomfortable…

I have never seen so many people of the same nationality all together in Japan!! For Italy, instead, a few souls. Me and Parisa split when the game started and we placed ourselves on opposite sides of the stadium, she with the minions of  Iranians, me by myself with the field in front of my eyes to enjoy the sight of the Italian team player's muscular bodies…
Seriously, who cares about the game!!!!
But it was indeed nice to be there, I haven't seen a volley game live for ages. Shame I discovered too late the place where the players used to train while in Tokyo!
Situation at the stadium: arena seats taken by Japanese people who had a sympathy for the Italian team and they barely showed off the Italian flag; north side taken by the Persian army, faces painted with the colors of Iran (same as the Italian ones, among the other things), songs, supportive screams, swearing; south side occupied by a tiny group of Italians mixed with Japanese who can barely scream "Italia!"; rest of the stadium: empty. VIP seats taken by the Iranian authorities and just behind their heads, one row up, it was where I sat, not knowing how to make myself loud for the team and feeling the stares from the diplomats below…

And with the hope that Santa will put the handsome Mastrangelo under my Christmas tree, I meet up with Parisa again at the end of the game, just for a fake reconciliation while we watch the Japanese cheerleaders (the next game was Japan-Brasil, I said all….)





Monday, December 5, 2011

Playgrounds


Ma dico, perché i parchi per i bambini sono così tristi qui in città? Ci sono milioni di parchi giochi sparsi per l'area metropolitana, che e' un bene. Giri l'angolo e porti i pargoli a giocare un po' all'aria aperta. Se si e' fortunati, si hanno i parchi nei condomini…nel mio complesso ad esempio ce ne sono ben tre. Piccolini, sia chiaro, ma pur sempre rappresentano uno svago per i più piccoli. E poi, pensate a quanto sono utili per le mamme: i figli giocano fuori sotto casa, e le mamme stanno in casa a sistemare, rassettare, cucinare, eccetera.
Pero', c'e' un grosso pero'. Questi parchi, sono do una tristezza infinita. Non c'e' un parco, dico uno solo, in cui ci sia un poco di erba a terra! Niente, nada! Solo terriccio nero e sterile. Perché?
Che poi sono pieni di alberi, ciliegio o alberi a foglia caduca, così che sia in primavera che in autunno sono pure belli da vedere, pero', cavolo, sembrano tanto ma tanto cupi senza un po' di verde!
Pensavo che forse non piantano erba per via degli animali, che potrebbero fare i loro bisogni in mezzo al parco, ma poi mi vengono in mente scene di attentissimi padroncini pulire dove i loro animali sporcano. No, non può essere questa la ragione. E poi, allora, nei grossi parchi cittadini, dove invece l'erba c'e'?
Forse allora non c'e' erba perché non vogliono preoccuparsi di mantenere i parchi, ma poi mi sono ricordata che anche il terriccio, o per la gente che ci passeggia sopra, o per la pioggia o per il vento, prima o poi viene spazzato via e richiede un intervento. No, neanche questa e' una valida ragione.
A volte, pero', come nel caso del parco giochi vicino casa, a ridosso del tempio, usano lo spazio per parcheggiare le macchine…..
Certo che sono proprio tristi i parchi giochi qui in città'….

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So, why are playgrounds so sad here in town? There are millions of them around the metropolitan area, which is good. You walk past the corner and take the kids to play in the open. If you are lucky, you might have a playground in your building…in my building, for instance, are three. Small, of course, but they still represent a diversion for the little ones. Imagine, how useful it is for the mothers: the children play downstairs and they can stay at home cleaning, cooking, or whatever.
But, there is a big but. Such playgrounds are so infinitely sad! There is no park, I mean no one, where you can find grass! Nothing, nada! Just black and sterile black sand. Why?
Although, there are trees, cherry trees, trees with red leaves, so that any seasons, spring or fall, they are pretty too. But, I mean, the ground is so sad without grass, without some green!
I thought that maybe they don't plant grass there because of pets, so that they don't use the playground out of necessity. But I then recall scenes of caring owners cleaning where their pets make dirt. Nope, this can't be the reason. And, then, how about the big parks in the city where there is grass?
Maybe they don't plant grass because they don't want to take care of the playgrounds, but I also remembered that the sand, too, either because of people walking on it or because of bad weather, sooner or later is dusted away and it requires intervention to replace. Nope, this too can't be a reason.
Sometimes, like fir the playground near my place, behind the temple, they use the space to park the cars….
Playgrounds in the city are really sad….



Tuesday, November 22, 2011

Lifestyle: La sfida dei pendolari - Commuter's challenge


Tokyo: una metropoli di 35 milioni di abitanti, polo economico, politico, industriale, imperiale di tutto il Giappone, città all'avanguardia e che si sta facendo conoscere al mondo intero con la sua stravaganza e per le ultime tendenze, un luogo che ogni giorno e' invaso da milioni di pendolari che si recano al lavoro al mattino, e che ogni notte e' invaso da pendolari che si perdono nei meandri della vita notturna…..
Tokyo: una città con un sistema avanzato di trasporti pubblici, con centinaia di linee di treni tra pubblici, privati, sotterranei, elettrici, e via discorrendo….
Tokyo: una città in cui, se potessi, mi sposterei a piedi. Usare i mezzi pubblici e' una sfida giornaliera.

Motivo numero uno. I treni. Le fasce orarie a rischio sono quelle tra le 7 e le 9 e tra le 17 e le 22, non importa in che parte della città siate, ne' che linea state usando. In quelle ore e' come quando si ha un coagulo al cervello, avete presente? Il sangue affluisce da ogni arteria e capillare, intasa e ingorga ogni diramazione, inonda i vasi sanguigni col suo flusso pulsante. Ecco, le stazioni soffrono di trombosi ogni giorno qui a Tokyo, migliaia di gente che ogni 2 minuti si riversano dalle carrozze stipate verso le uscite, e che si scontrano con quelle migliaia di gente che corrono a prendere il treno…..Treni che sono decisamente pieni più della loro capacita, ma nonostante ciò i giapponesi non desistono e si strizzano, richiedendo spesso l'intervento degli addetti di binario per spingerli dentro e far chiudere le porte. Si, un incubo che si ripete due volte al giorno, e ancora di più nel caso i treni portino ritardo o ci siano stati problemi nel servizio…Mi piace immaginare un caso apocalittico, in cui le carrozze di un treno esplodono per l'eccessivo contenuto, chissà che ne sarà di noi!

Motivo numero due. Gli autobus. Se non volete rischiare il soffocamento, potreste sempre prendere l'autobus…..voi pensate. La situazione non e' migliore, anzi. Cambia il mezzo di trasporto solamente, ma il modus operandi del pendolare rimane lo stesso. La cosa antipatica e' che, a parità di distanza, l'autobus ci mette un tempo infinito per raggiungere la destinazione, visto che deve fare i conti col traffico cittadino, oltre che con le fermate lungo il percorso.

Poi, diciamoci la verità, questa gente che mi sta così attaccata, che si addormenta sulla mia spalla, o che mi cade addosso in caso di frenate improvvise, o che starnutisce, o che tira su di naso, o che puzza…..parliamone…io mi sento claustrofobica. Ho pensato più e più volte di spostarmi in centro città, ma poi il pensiero di dover, anche io, fare la pendolare per recarmi al lavoro tutti i giorni mi fa desistere. Anche se poi mi lamento lo stesso quando esco per andare in centro, o quando dal centro mi tocca prendere l'ultimo treno della notte per rientrare….c'e' semplicemente troppa gente che usa i mezzi pubblici. C'e' troppa gente a Tokyo. Punto.
Sembra proprio non ci sia via d'uscita. 

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Tokyo: a 35 million people metropolis, the economical, political and imperial pole for the whole Japan, advanced city which is making itself known to the world through its extravagance and its latest trends, a place invaded every day by thousands of commuters who go to work in the morning and every night by commuters who go to enjoy the nightlife….
Tokyo: a city with an advanced public transportation system, with hundreds of lines among private, public, underground, electric, and so on and so forth…
Tokyo: a city where, if I could, I'd just walk. Using the public transportation is a daily challenge.

Reason number one. Trains. The dangerous time frames are windows between 7 and 9 and between 17 and 22, no matter where in the city you are, no matter what line you're on. In those hours is like when one has a clotted brain, see?Blood flows from every artery, vessel, it jams and clogs up every circuit, it floods with its pulsating flow. So, the train stations suffer thrombosis every day here in Tokyo, thousands of people who spread every two minutes from the crowded cars towards the exits and who clash with the other thousands of people who rush to the trains…..Trains filled up to way beyond their capacity, nevertheless the Japanese don't give up and cram into, often requiring the station officers to push them in to ease the doors close. Yes, a nightmare repeated twice a day, even more n case the trains delay or the service has been suspended for some reasons… I like to imagine a apocalyptic scene, where the train cars explode due to the excess of content, who knows what will happen of us all!

Reason number two. Buses. Shouldn't you risk suffocation, you might opt for the bus….you think it's better. The situation is not that better, actually. The transportation mean change, but the commuter's modus operandi doesn't. The bad thing is that, for the same distance, the bus takes forever to get to the destination because it has to deal with urban traffic besides the stops along the route.

Then, let's be frank, these people stand so close, they fall asleep on my shoulder, they fall on me in case of sudden breaks, they sneeze, they sniff noisily, they stink….let's talk about it…I feel claustrophobic. I7ve thought about moving to the city centre, but then the thought of, me too, commuting to work every day is holding me from doing it. Although I complain anyway when I go out to, or when from the city I catch the last train home….there are just too many people commuting. There are too many people in Tokyo. Period.
It's like there's no escape.


Monday, November 21, 2011

Rain XEX


La pioggia battente di sabato fa desistere molti dall'uscire di casa, e difatti anche io avevo, inizialmente, pensato di annullare i miei piani a favore di una seratina tranquilla a casa.
Molti dei miei amici salseri, tra le altre cose, non hanno potuto raggiungere il centro, visto che a causa del vento forte molte linee dei treni hanno subito ritardi o sono state fermate del tutto.
Alla fine, pero', la pioggia sembrava passata e così ho deciso di uscire nonostante tutto. Pessima idea, sembrava, visto che a Tokyo pioveva ancora, e pure forte. I miei stivali erano completamente zuppi e io imprecavo in quindici lingue….
Destinazione Daikanyama, un quartierino posh vicino Shibuya, pieno di bar e locali interessanti. Un amico festeggiava il suo compleanno al XEX Bar, dentro il complesso La Fuente. Un posto molto molto carino, piccolo, con un bar ad angolo fornitissimo, camerieri giapponesi e stranieri, luci soffuse, una selezione di vini e spumanti da fare invidia messa al sicuro dietro una parete di vetro. Da tornarci soprattutto in estate per godere del terrace bar, così da spendere qualche ora di relax con amici anche all'aria aperta, con un occhio sulla città che non dorme mai.
Se poi amate essere viziati con un po' di musica dal vivo, allora XEX Bar e' il posto giusto: mi chiedevo proprio se qualcuno suonasse quel pianoforte, quando un paio di americani che stavano al bar, con cui abbiamo scambiato due chiacchiere, si alzano e iniziano a intrattenerci. Niente di esagerato, un bel po' di successi del passato cantati da una bellissima voce, e arrangiati da un bravo pianista. Li trovate qui il venerdi e il sabato.  
Domenica 27 Novembre un altro gentleman originario di Detroit ma residente a Osaka sarà l'ospite del giorno....sono tentata, devo essere sincera. Se qualcuno e' interessato mi faccia sapere che si va!
Finalmente intorno alle 2 della mattina la pioggia se ne va, e io e i miei amici ci imbuchiamo in un taxi per ballare salsa le ultime ore che ci separano dal primo treno della domenica….

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Saturday's pouring rain discourages many of us to go out, and in facts, at the beginning, I thought to cancel my plans too, in favor of a quiet night at home.
Many of my salsa friends, among the other things, couldn't reach the city because of the strong winds that stopped may train lines and delayed others.
But, in the end, the rain seemed to have gone, so I decided to go out anyway. Worst idea ever, apparently, seen that in Tokyo it was still raining, heavy raining. My boots got completely soaked and I was swearing in fifteen languages….
Destination: Daikanyama, a posh area near Shibuya, full of interesting bars. A friend was celebrating his birthday at XEX Bar, inside La Fuente building. Very very nice place, small, well equipped bar in a corner, foreign and Japanese staff, soft lights, huge wines and sparkling wines collection secured behind a glass wall. Envy! It's a place to go back to, especially in summer to enjoy the terrace bar, so to spend a few hours chilling with friends in the open air, with a glance at the city that never sleeps.
If, then, you like to be spoiled with live music, XEX Bar is your place: I was just wandering about who might play that piano, when a couple of Americans, whom I also had a nice chat, stood from the bar and started the entertainment. Nothing too exaggerate, just some old hits sang by a nice voice and accompanied by a good pianist. You'll find them there on Fridays and Sundays.
Sunday Nov 27th, another Detroit-born, Osaka resident gentleman will be the guest..I am tempted to go, I gotta be honest. If someone is interested let me know and we go.
Eventually, around 2am the rain stops and me and my friends crash into a cab to go and dance salsa for the last couple of hours before the first train….




Sunday, November 20, 2011

Lifestyle - Fast and oblivious


Mi ricordo che quando ho rivisto David a Settembre, mi diceva di essere stupito del fatto che in solo un anno di assenza Tokyo fosse cambiata tanto…
Vero, me ne rendo conto anche io vivendoci, e a dire il vero la città cambia continuamente a alta velocità. 

Proprio ieri un negozio stava qui, e ora c'e' un altissimo palazzo, qualche tempo fa una vecchia casa stava li e ora quello spazio e' diventato un parcheggio.
Dove c'erano vecchie case, torreggiano nuovi complessi abitativi; dove piccoli ristoranti riempivano l'aria col profumo di frittura, oggi c'e' un centro commerciale….

La metropoli Tokyo sta cambiando su base giornaliera, infrastrutture e servizi qui sono la norma, mentre il concetto di ambientalismo sembra ancora essere troppo lontano….
Lo spazio e' una risorsa da un prezzo altissimo, se ne trova così poco, e la crescita della popolazione, sebbene più lenta che 30 anni fa, fa si che la città cambi in base alle esigenze. Così, eccoci qui, trasformando vecchie case, interi quartieri, villaggi in enormi aree residenziali, enormi parcheggi auto, centri commerciali.
I cambiamenti sono così rapidi che passare dalla stessa area a un mese di distanza fa girare la testa, visto che non si e' più capaci di riconoscere la zona.

Mi ricordo che una volta volevo portare un amico a un ramen shop per mangiare spaghetti cinesi in zona Yokohama e invece c'era un Mos Burger….ci ero stata solo un anno prima….
Vicino casa mia, dall'altro lato della strada c'era una casa vecchia e lasciata andare, forse usata da alcuni senza tetto per stare al caldo la notte, comunque disabitata sin da che io ricordi. Un giorno, torno a casa e dove prima ci stava la casa vedo un pezzo di terra piatto e pulito.
La stazione centrale nella mia città in un anno e' cambiata completamente, con un nuovo hotel, un alto palazzo residenziale e, presto-in tre mesi, un nuovo centro commerciale sopra la stazione.
C'e' anche una piccolissima casetta di fronte al mio palazzo che e' stata costruita in una settimana. Sul serio. UNA SETTIMANA. E' 2mX6mX6m, ma comunque…..una settimana!

Questi sono solo alcuni esempi di ciò che succede alla città ogni giorno. Continuamente in divenire, la trasformazione influenza non solo il look o la forma della città, ma anche le abitudini di chi ci vive. E fate meglio a fare la foto al posto che volete ricordare, perché c'e' una buona probabilità che a un certo punto seguirà gli altri nell'oblio.

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I remember when I met David in September, he told me he was shocked to find out that in just one year of absence Tokyo changed a lot.....
It is true, I do realize it, too, by living inside it,and actually the look of the city changes constantly and at a high speed. Just yesterday a shop was right here, and now there is a high rise building instead, some time ago a very old house was standing over there and now the space became a parking lot.

Where old houses were, huge brand new apartment buildings stand; where tiny restaurants filled the air with smell of deep fried food, a department store took their place today...
Tokyo metropolis is changing on a daily basis, infrastructure and services here are the norm, whereas environment-friendly as a concept seems to be still so far away.
Space is a resource of invaluable price, there is so little of it, and the growth of the population, although a bit slower than 30 years ago, makes the town change according to the needs. So, here we are, turning old little houses, whole blocks, whole villages in huge residential areas, massive car parks, gigantic shopping centers.
The changes happen actually so fast that, passing by the same place in a one-month time frame might blow up your mind, as you might not be able to recognize the neighborhoods anymore.

I remember once I wanted to take a friend to a ramen shop (ラーメン) to eat noodles around Yokohama and there was a Mos Burger instead….it had only been one year since the last time I had been there….
On the other side of the road, near my place, there was a very very old and rundown house, maybe used by some homeless people to keep warm at night, uninhabited since I can remember, anyway. One day I come back and I see a clean, flat piece of land where the house used to be.
The central station in my town, in one year has totally been changed, with a new hotel, a apartment tower and , soon -in three months,  a new department store center above the station.
There is also a teeny-tiny house in front of my building that was built in one week. I swear. ONE WEEK. It's 2mX6mX6m, but still….one week!

These are just a few examples of what happens to the city every day. Continuously in becoming, the transformation is influencing not only the look or the shape of the town, but also the habits of the ones who live there. And you better take a picture of a place you would like to remember, because there is a good chance it will follow, at some point, the previous ones to the oblivion.