Tuesday, December 7, 2010

Degas at Yokohama Museum of Art


Non mi ero mai spinta oltre la Landmark Tower di MinatoMirai, seppure un bel ponte alberato si apriva su un lato della Queen's Square. Domenica pomeriggio, approfitto della splendida giornata per fare una passeggiata alla baia di Yokohama e spinta dalla curiosità e dal rosso degli aceri mi avvio ad esplorare una parte nuova. Appena superato il ponte c'è l'imponente museo d'arte e in questi giorni, fino al 31 dicembre, è in mostra la collezione di Degas. Mi ero promessa di andare, quindi ho approfittato e eccomi dentro a ammirare le opere di uno dei più famosi nomi dell'impressionismo francese dell'ottocento.
La mostra è suddivisa in 3 sezioni, corrispondenti più o meno alle tre distinte fasi nella carriera del grande pittore.
All'inizio si vedono ritratti, paesaggi, studi sul drappeggio degli abiti (cosa che io da sempre trovo affascinante e la più difficile in assoluto), schizzi a matita e capolavori a olio si alternano, molti quadri non sono altro che la cattura di un momento di vita quotidiana...interessanti le opere che ritraggono Manet, altro ben noto rappresentante dell'impressionismo, a casa con la moglie.
La seconda fase invece riguarda lo studio del movimento, e l'ossessione di Degas per le ballerine, ritratte nei momenti più disparati dalla preparazione in camerino, alle prove, alla prima a teatro. Con le opere che immortalano il movimento in pochissime pennellate, Degas diventa famoso nel mondo, lui che aveva studiato legge per seguire le ombre del padre e si ritrova invece appassionato di pittura.
Infine l'ultima parte della mostra raccoglie le sue opere più tardive, non più dipinti su tela ma disegni a pastello a causa, si dice, della graduale perdita della vista che lo costringe a mettere da parte la tavolozza e il pennello. Qui ancora schizzi di ballerine, ma soprattutto studi sul nudo femminile.
Altre due parti separate della mostra sono dedicate alla passione di Degas per la fotografia e alle sculture realizzate dal maestro durante gli ultimi anni della sua vita.
Si vede proprio il cambiamento di stile nelle opere del pittore: le prime sono caratterizzate da contorni perfettamente definiti, pennellate uniformi e precise, paesaggi, scene di vita quotidiana, volti, corpi, ogni particolare nitido e chiaro. Poi la fase impressionistica dà un tocco di imprefezione al tutto, le pennellate colgono i movimenti perfettamente e il disegno finale sembra come una foto dai bordi lievemente sfocati, quasi a trasmettere lo sforzo che anche un fotografo fa quando c'è da mettere a fuoco un oggetto in movimento. Infine, i tratti quasi buttati lì per caso delle ultime opere, quando l'artista è ancora in grado di esprimersi nei suoi disegni, ma sembra quasi che abbia voglia di finire presto, ha fretta di trasformare gli schizzi in un'opera finita, non ha la pazienza nè la fermezza di un tempo...
Vedere assieme tutte le opere di Degas è un'occasione unica da non perdere e al di sopra di ogni aspettativa.
Altro motivo per andare a vedere Degas è quello di poter anche ammirare alcune opere del visionario Salvador Dalì assieme ad altri grandi artisti surrealisti, in mostra permanente.

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I have never gone farer than Minatomirai's Landmark Tower, although there's a nice bridge lined with trees on one side of Queen's Square. Sunday afternoon, I take advantage of a splendid sunny day to stroll along Yokohama bay and moved by curiosity and by the red of the maples' leaves, I go exploring a new area.
Just after the bridge stands the massive art museum and in these days, till December 31, they have a Degas exhibition. I had promised myself to go, so I went and there I am looking at the artworks of one of the most famous names of late 1800's French impressionism.
The exhibition is divided into 3 sections, more or less corresponding to the distinct phases of the great painter's career.
At the beginning one sees potraits, landscapes, studies on ladies dresses and drapes (something I find both fascinating and the most difficult), pencil sketches and oil works alternate, many paintings are just the capturing of a daily life...interesting are the works potraiting Manet, another well known representative of the impressionism, at home with his wife.
The second phase is about the study of the movement, and Degas' obsession with dancers, painted in all different moments from getting ready in their rooms, to the reharsals, to the performance. With those artworks, by catching the movement in a few strokes, Degas becomes famous, he who had studied law to follow the father's steps and instead becomes a painting passionate.
Then, the last section of the exhibition covers all his late works, not oil on canvas anymore, but drawings with pastels, because of, they say, he was gradually loosing his sight and he's forced to put aside his palette and brush. Here, too, drawings of dancers, but mostly studies on nude women.
Two other separate parts of the exhibition are dedicated to Degas' passion for photography and to the sculptures carved by the painter in his last years.
In the painter's artworks one can immediately see the change of style: the first works are potraits with well defined particulars, uniform colors and precise brush strokes, landscapes daily life scenes, faces, bodies, every detail is clean and clear. Then the impressionistic phase gives a touch of imprefection to everything, the brush strokes catch perfectly the movements and the final product looks like a slightly blurred photograph, as if conveyed the effort a photographer makes to focus on a moving object. Finally, the drawings made when the artist can still express through his paintings, borders and lines almost randomly put on the paper, as if the artist wanted to finish up quickly to turn the sketches into a finished drawing, but doesn't have neither patience nor firm hand...
Seeing all Degas' works together is a unique occasion not to be missed and it goes beyond expectations.
Another motivation to go to the Yokohama museum of arts is to see also some art pieces of the visionary salvador Dalì and others surrealist painters, in a permanent exhibition there.


2 comments:

  1. in effetti il legame impressionismo-Giappone è fortissimo ;)
    P

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  2. basta notare quanto siano impressionanti i giappi :D

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