Friday, December 31, 2010

San Silvestro 2010

Oh yeah! Caffè dopo pranzo (peperoni ripieni, per la cronaca), musica di sottofondo coi Tribalistas, mi godo così le mie ferie di fine anno, ottimista e rinvigorita dal ritmo brasiliano di 'Ja sei namorar'.
Oggi è San Silvestro, l'ultimo giorno dell'anno. Casa è pulita, il tempo è bello, tutto è pronto per il conto alla rovescia. Ah,come è mio solito in quest'occasione,vi ricordo di indossare qualcosa di rosso, per scaramanzia. E che sia qualcosa di nuovo!!

Tra poco uscirò per incontrare un'amica, prendere qualcosa al bar, magari un fantastico Matcha tea latte, parlare del più e del meno, passeggiare per le strade che saranno o deserte o piene di gente che fa gli ultimi acquisti prima delle celebrazioni del nuovo anno, magari vedere qualcosa di nuovo assieme...tanto a Tokyo si trova sempre qualche posto nuovo da visitare!!!

Comunque, anche in Giappone si celebra il passaggio dal vecchio al nuovo anno: le donne cucinano riso e altre pietanze il giorno prima, così che non ci si debba preoccupare di cucinare il primo di gennaio. Si andrà al tempio, chi stanotte, chi domani, per pregare e chiedere fortuna, o salute, o quant'altro, si accenderanno incensi, si compreranno tantissimi conigli. No, non conigli veri, ma piccoli oggettini in ceramica, o legno o altro materiale a forma di coniglio, appunto, per ingraziarsi la sorte nell'anno del coniglio (presto, in corrispondenza del capodanno cinese, un post su quest'argomento...).

E poi....salsa.

Ancora auguri per il 2011.

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Oh yeah!Coffee after lunch (just for the sake of information, I had stuffed capsicums), background music with Tribalistas, it is how I enjoy the year end holidays, optimistic and rejuvenated but the Brasilian rhythm of 'Ja sei namorar'.

Today is Silvester's day, the last day of the year. Home is clean, the weather is nice, everything is ready for the countdown. Oh, as I usually remind in this occasion, wear something red, for good luck. Be it new!!!

Soon I will go out and meet a friend, have something at a bar, perhaps a fanstastic Matcha tea latte, chat abou random stuff, stroll along the streets that will either be deserted or packed with people rushing for the last minute shopping before new year's celebrations, and perhaps see something new together....in Tokyo, indeed, there's always a place to visit!!

Anyway, in Japan too, they celebrate the end of the year: women cook rice and other food one day ahead, so that they won't worry about cooking on Jan 1. they go to the temple, some of them tonight, some tomorrow, to pray and beg for good luck, or good health, or other things, they will burn incence, they will buy lots of rabbits. No, not real ones, but small things in ceramic or wood or other material , with a shape of a rabbit, like the chinese calendar's animal sign for next year (soon, together with the Chinese new year, I'll post something related...).

And then....salsa.

Best wishes for 2011.

Thursday, December 30, 2010

Year-end thoughts -- Pensieri di fine anno

The 7 Gods object of New Year's pilgrimage
Le 7 divinità oggetto di pellegrinaggio per il nuovo anno


My wall of fame, where people who thought of me go
Il mio muro della fama, dove vanno le persone che mi hanno pensato

Dunque, cosa è accaduto in questo 2010 quasi concluso?
Scienza, salute e tecnologia: l'inaugurazione dell'edificio più alto del mondo a Dubai, il pogetto del genoma deluomo di Neanderthal, l'influenza pandemica H1N1, gli scienziati che catturano l'antimateria.
Fenomeni naturali: il terremoto a Haiti, l'eclisse anulare di sole più lunga, il terremoto in Cile, il terremoto in Cina, l'eruzione del vulcano in Islanda che ha paralizzato gli aeroporti europei, l'incidente in miniera in Cile, terremoti e tsunami in Indonesia assieme alle eruzioni vulcaniche, eclisse totale di luna, il disastro petrolifero sulle coste della Carolina.
Politica:rivolte in Corea del nord, in Tailandia, in Africa, crisi finanziaria in Portogallo, Irlanda e Grecia, tensioni tra le due Coree, wikileaks. Più la stupidità del rpesidente dell'Italia che davvero non vale la pena di essere citata, ricordata, discussa. Che pagliaccio!!!E' tutto ciò cheho da dire.
Beh, questo è solo un piccolo riassunto di quello che è successo quest'anno. Incredibile quanti terremoti sono successi....anche in Giappone ne abbiamo sentito alcuni, ma nessuno mai li ricorda perchè solitamente la perdita in vite umane è ridicola e i danni sono molto limitati.

Quindi, si, per la maggiore un anno segnato da catastrofi naturali, come se tutti i 5 elementi si fossero segretamente messi d'accordo per agire all'unisono e debellare il genere umano. Il pianeta ha in effetti ragione a ribellarsi così contro chi continua a rovinarlo, alla faccia delle iniziative 'verdi' e degli appelli a salvare il pianeta.

E' anche stato l'anno dei social networks, con in testa la creatura di Zuckerberg. Milioni di utenti sentono l'urgenza di iscriversi e essere attivi nel network, a volte preferendo questo mondo virtuale al mondo reale, forzando tutti a iscriversi, manifestando una sorta di dipendenza che può essere paragonata alla dipendenza dal droghe. Il fenomeno è così grande che è stato prodotto anche un film a esso ispirato. Per restare ancora in ambito tecnologico, come non menzionare il boom di iPhone e iPad? Per lo meno la Apple è risorta in Giappone con questi prodotti.

Che attività vi stanno tenendo occupati negli ultimi giorni del 2010?
In questi giorni io sto pulendo casa, faccio spazio, metto via tutto quello che ho usato raramente o per nulla, ho tagliato i capelli, sto riducendo il mio guardaroba mettendo da parte quello che non ho indossato per tanto tempo e mi assicuro che verrà spedito a casa. No, non butto via le cose.....è proprio un peccato!E non è eco-friendly. Quindi troverò un nuovo uso a quelle cose che per adesso non utilizzo.
Penso anche a tutte le persone che o incontrato, quelli che hanno reso i miei giorni più belli, quelli che hanno reso i miei giorni più brutti, quelli che ho incontrato causalmente, quelli che sono diventati nuovi amici, quelli che, anche lontani, si ricordano di me.

Cosa è successo nelle vostre vite quest'anno? Cosa è cambiato?Il 2010 è stato un anno con grossi cambi di direzione o è semplicemente stato un altro anno?E' stato più divertente o più noioso?E' stato soddisfacente o avreste voluto di più?
Il prossimo anno sarà un anno dispari, numericamente parlando, e io non amo i numeri dispari. Quindi, per prima cosa incrocio le dita. Sarà anche l'anno del mio 30° anno su questa terra, e tale pensiero ha già il suo peso.

Quali sono le risoluzioni di fine anno a cui sto pensando...
...sarebbe bello se riuscissi a riprendere col giapponese....molte delle frustrazioni giornaliere scomparirebbero.
...fare più sport. Si si ballare brucia un sacco, ma ho bisogno di molto altro per prendermi cura del mio corpo che invecchia.
...viaggiare di più e visitare tutte le persone che mi mancano :)

Felice anno nuovo a tutti
E, che vi accompagni la protezione di

Bishamonten, protettore dei guerrieri
Hotei, dio della felicità
Jurojin,dio della longevità
Fukurokuju, dio della fortuna
Daikoku, protettore della casa e della ricchezza
Benten, divinità protettrice della musica e delle arti
Ebisu, dio del commercio
Vedi link qui
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So, what happened in this nearly-over year 2010?
Science, health and technology: The opening of the tallest man-made building in Dubai, the Neanderthal genome project, the H1N1 pandemic influenza, scientists trapped the antimatter.
Natural phenomena: the earthquake in Haiti, the longest anular solar eclypse, the earthquake in Chile, the earthquake in China, the toublesome eruption of the volcano in Iceland paralysing the European airports, the mining accident in Chile, earthquake and tsunami in Indonesia plus the volcanic eruptions, total lunar eclypse, the oil disaster off the coasts of Carolina.
Politics: revolts in North Korea, in Thailand, in Africa, financial cracks of Portugal, Ireland and Greece, tensions between the two Koreas, Wikileaks. Plus, the stupidity of the Italian President which is really not worth to be cited, remembered, discussed. What a clown!!!That's all I am going to say.

Well, that's just a short summary of what happened in the world in this year. It's amazing how many earthquakes happened...in Japan too, we felt some strong ones, but no-one ever remembers them because usually the loss in human lives is ridiculous and the damages are very limited.
So, yes, mostly a year marked by natural catastrophies, as if all the 5 elements agreed upon a secret meeting to act together to get rid of the human race. The planet is actually right to rebel this way against who is continuously and increasingly ruining it, in the face of all the 'green' initiatives and save-the-planet appeals.

It has also been the year of the social networks, with Zuckerberg's digital creature on top of the list. Millions of users have the urge to join and be active in the social network, at times prefering this virtual world to the real world, forcing everybody to join it, manifesting a sort of dependency that can be compared to drugs addiction. The phenomenon is so big that even a movie was inspired by it. Remaining into the technology spot, how not to cite the iPhone/iPad boom? At least here in Japan the Apple made it with its products.

What are the activities that are keeping you busy in these last days of 2010?
What I am doing in these days is cleaning, making room, getting rid of all items I have rarely used or haven't used at all, I shortened my hair, I am shrinking my wardrobe putting aside what I haven't worn for long and make sure it will be sent back home soon. Nope, not throwing away stuff...it's such a pity! And it is not eco-friendly. So, I will find a new use for the things I don't use here now.
I have also been thinking of all the people I have met, the ones who made my days better, the ones who made my days worse, the ones who I happen to meet randomly, the ones who became new friends, the ones who, even far away, still remember me.

What happened in your lives in this year? What changed? Was 2010 the year of a big change of directions or was it just another year? Was it more fun or more boring? was it satsfactory or would you have asked for more?
Next year is giong to be an odd year, numerically speaking, and I am not fond of odd numbers. So, first of all I cross my fingers. Also, it'll be the year of my 30th year on Earth, and that thought has got its own heavy weight already.
What year-end resolutions do I think of...
...it'd be nice if I'd put myself to pick up again Japanese.....lots of daily frustrations would disappear.
...do more sports. Yes, dancing burns a lot, but still, I need to take more care of my aging body.
...travelling more and visit all the people I miss :)

Happy new year to everybody
And may be with you the protection of

Bishamonten, god of the warriors
Hotei, god of happiness
Jurojin, god of longevity
Fukurokuju, god of fortune
Daikoku, protector of home and weath
Benten, goddess of music and arts
Ebisu, god of commerce
See link here

Tuesday, December 28, 2010

Il senso della natività -- The meaning of nativity


Il sole entrava dalle finestre, illuminava le poltrone e il tavolo, filtrava attraverso le decorazioni di Natale in vetro e si trasformava in arcobaleno.

Inusuale e piacevole calore, quello di una mattina festiva di dicembre, e Marina si crogiola sulla sua poltrona come una gatta che sonnecchia accoccolata sul cuscino, ma col beneficio di potersi permettere un buon caffè mentre guarda fuori il cielo privo di nuvole.
Un altro Natale è giunto, portando assieme a se la gioia e la malinconia...la gioia di chi festeggia e la malinconia di chi è lontano.

Ora, per i cattolici il Natale è la festa che celabra la famiglia, quella famiglia che si rispecchia nella sacra famiglia di Betlemme, l'evento degli eventi di tutto il calendario. Quindi per loro è normale e triviale che si abbia il desiderio di riunirsi e stare insieme ai propri cari. Ci si raccoglie attorno al focolare, si cena assieme, si prega assieme, si festeggia assieme. Ci si accontenta del semplice fatto di stare uniti, non è il regalo lo scopo, non è l'abbuffarsi, non èl'aspettare che scocchi la mezzanotte per stappare lo spumante, non sono gli auguri...è proprio la voglia di stare assieme alle persone a noi piu care, come la religione ci insegna, con mestizia e seplicità. E', di fatto, questa l'essenza della natività: un modo per ricordare alle famiglie il miracolo della nascita e degli affetti che si creano attorno a essa.

Ma per gli altri?
Quando arriva Natale tutti hanno voglia di casa, di affetti, di regali, di tempo passato assieme.....si diventa più buoni, si tende a dimenticare con più facilità delle cattiverie altrui. Quindi è un fenomeno non solo religioso. Ma perchè è così per tutti? Forse è per via del freddo di Dicembre che porta tutti a cercarsi gli uni con gli altri? E' forse la neve che imbianca tetti e strade e ci rende più vogliosi di camino e cioccolata calda? E' l'atmosfera dei mercatini di Natale nelle varie piazze che fa scattare la molla della bontà? E' forse semplicemente la macchina del consumismo che propina messaggi positivi di gioia, fraternità, ama-il-prossimo-come-te-stesso, panettoni e spumante?

Fatto sta che durante le feste natalizie, molti hanno voglia di casa.
Anche chi vive lontano da casa ha voglia di casa.....e allora più che mai tutte le motivazioni sopra elencate hanno un loro peso e una loro valenza, la loro influenza e urgenza. Gli espatriati sentono la nostalgia con forza, si aggrappano a ogni amico, evitano la solitudine perchè quando sono da soli diventano tristi e melanconici....

Quando poi ci si trova in paesi come il Giappone, dove la religione di stato non esiste e tutti si professano buddisti e shintoisti a giorni alterni, dove ci si sposa nelle chiese finte con un prete finto (o un robot, giusto per rendere giustizia alla terra della tecnologia), dove Babbo Natale è più famoso di Matsuo Basho e Giuseppe il falegname è solo un emerito sconosciuto, dove l'atmosfera natalizia viene osservata più che essere vissuta, tutto assume un significato diverso, tutto ha improvvisamente più importanza.

Il messaggio di giorni lieti e festosi è talmente forte da farci pensare non solo a chi è lontano, ma a chi è più debole, a chi è malato, a chi soffre la fame o la povertà o vive ogni giorno nella paura. Si pensa ai bambini, si pensa alle persone sole al mondo, si pensa alle vittime di violenze.....
Eppure tutti hanno il diritto di essere felici, tutti hanno il diritto di provare in prima persona cosa vuol dire dare e ricevere calore umano,e non solo quando arriva Natale.
Buone vacanze a tutti, che siano liete e festose.

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The sun was coming through the windows, it lit the sofas and the table, it filtered through the Xmas glass decoration and it turned into rainbow. Unusual and pleasant warmth, the one of a feasty morning in December, and Marina was chilling out on her sofachair like a cat dozing off on a pillow, but with the benefit of allowing herself a coffee while looking at the clear sky.

Another Christmas has come, bringing joy and melancholy.....the joy for who celebrates and the melancholy for who's far away.
Now, for the catholics Christmas is the celebration of family, that family that recalls the holy family of Betlem, the event of all the events. Then, for them is trivial, normal to have the wish to get together and be with the people they love. They gather around the fire, they have dinner together, they prey together, they celebrate together. They're happy just with being there, the aim is not the present, is not eating, is not waiting the midnight to open the champaigne, is not the kissess and wishes of a merry Christmas...it's just wanting to be together with the dearest people, like our religion teaches us, in humbleness. In facts, this is the essence of nativity: a way to remind families of the myracle of birth and of all the love around it.

But, how about the other people?
When Xmas comes, everyone has need of home, affection, presents, time spent together.....we become better people, we tend to forget much easily about other people's bad actions. Then, it's not only a religious thing. Why is it so for all?is it perhaps because of the December chill that makes everybody look for each other? Is it perhaps the snow that covers roofs and roads and makes us willing to have hot chocolate?Is the atmosphere of Christmas markets in the towns?Is it just the consumisms machine that shouts positive messages about joy, love-everybody-as-you-love-yourself, panettoni and spakling wine?
The fact is, during Christmas vacation many of us want to be at home.

Who lives far from home wants to be at home....and then, all the above mentioned motivations more than ever acquire their own value, they have an influence and a urgency bigger than before. The expats feel deeply nostalgic, they hang on every friend, they aviod solitude becase if alone they will become sad...

When, actually, we are in aplace like Japan, where a state religion doesn't exist and all people say are buddhists and shintoists on alternate days, where they get married in fake churches by a fake priest (or by a robot, just to be fair to technology here), where Santa is more famous than Matsuo Basho, where the Christmas atmosphere is more watched than experienced, everything then acquires a different meaning and everything becomes suddenly more important.

The message of such feasty and joyful days is so strong that we not only think about who's far away, but also about the weaker, the sick, the ones who suffer in starvation or in poverty or live every day in fear. One thinks about children, the people alone, the victims of violence....
And yet every one has the right to be happy, every one has the right to experience what giving and receiving humna warmth is, and not only at Christmas.
Happy holidays to everyone, may them be joyful and feasty.

Pranzo di Natale

Giorno di Natale, tutto è pronto per ricevere gli ospiti e festeggiare degnamente la natività. Anche in Giappone. Perchè non importa dove ci si trova, piuttosto è lo spirito che conta. Marina, Alberto, Maki, Alessandro, Masako, Akane, Rossella, Claudio, Elisa, Ilaria....10 persone per 10 ore...sembra quasi uno spot per una maratona di raccolta fondi, ma in effetti 10 ore sono quelle che abbiamo passato assieme, come ogni pranzo natalizio della storia del mondo.
La cronaca -breve- della giornata -lunga- viene narrata mentre l'autore si rilassa in poltrona con una tazza di thè al limone a fianco, in una domenica pomeriggio fredda e ventosa....
Ci siamo riuniti a pranzo qui a casa, ognuno di noi portando un regalo e tantissime cose da mangiare e bere. Abbiamo riso tanto, il tempo è passato piacevolmente, mentre chiacchieravamo animosamente accompagnando il tutto con tanto tanto vino e pasta al forno, polpette al sugo, arancini, crocchette, insalate e torte varie, dolci e salate. Avevamo pure il panettone, pensate!

Anche lo scambio di regali si è rivelato più divertente del solito, grazie alle regole speciali di Rossella, e al protagonista assoluto dell'intera giornata, ovvero il pauroso daikon (verdura giapponese a metà tra una carota e un ravanello bianco) di 3KG!

Mentre ammiravo i miei invitati interagire tra loro, mi meravigliavo del come tutto sia andato alla perfezione, anzi anche meglio: ci siamo trovati tutti a nostro agio, come fossimo amici di vecchia data, eppure nessuno di noi conosceva TUTTI gli altri partecipanti. Come fossimo in famiglia, ci si alternava a riorganizzare la tavola, a servire, a pulire, a preparare. Come fossimo in famiglia, ci siamo seduti attorno al tavolo e semplicemente abbiamo parlato del più e del meno, bevendo del thè.

Il pranzo si è presto trasformato in cena, quando intorno alle 6 qualcuno lamentava un certo languorino. Riscaldiamo gli avanzi del pranzo e, come nulla fosse accaduto, si ricomincia a mangiare da capo, sempre parlando e scherzando tra di noi.
Fino a solo un'ora prima tutti lamentavano pesantezza, ma appena il profumino degli arancini si è diffuso, come tante aspirapolveri, abbiamo ripulito tutto.

Il commento che ricorderò sicuramente con immensa gratitudine è quello di Claudio che dice di essersi sentito a casa....il che mi manda a dormire serena e felice. Non prima di aver chiamato casa -sia skype lodato e osannato in saecula saeculorum- e aver parlato con tutti raccontando della lieta giornata appena trascorsa.

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Christmas day, everything is ready to welcome my guests and celebrate nativity properly. Even in Japan. Because the where doesn't matter, it is the spirit that rather counts. Marina, Alberto, Maki, Alessandro, Masako, Akane, Rossella, Claudio, Elisa, Ilaria....10 people for 10 hours....it seems an advertisement spot for a fund-raising marathon, but really 10 hours is how long we spent together, like every Christmas lunch in the history of the Earth.

The story -short- of the day -long- is narrated by the author while relaxing on a sofa chair, with a cup of lemon tea handy, in a cold and windy Sunday afternoon...
We gathered together here at home, each bringing a present and lots of food and drinks. We laughed lots, time passed nicely, while we were lively chatting and accompanying words with a lot of wine and pasta, meatballs in tomato sauce, arancini, salads, salty and sweet cakes. We even had panettone, figure that!

The presents exchange, too, was funnier than usual, thanks to Rossella's special rules, and to the sole protagonist of the whole day, that is the 3KG scary daikon (Japanese veggie in between a carrot and a white radish)!!

While I was observing my guests interacting I was amazed by how everything went better than perfectly: we all were comfortable with the others, as if we were old friends, although none of us knew ALL the others. Like in a family, we alternated in rearranging the table, serving, celaning, cooking. Like in a family we sat around the dinig table nd just chatted about random stuff while drinking tea.

The lunch soon became a dinner when, at around 6pm, somebody was lamenting a little hunger. We warm up what was left from the lunch and, as nothing had happened, we start eating again, and meanwhile we chat and make fun.
Until just one hour earlier all of us were sound full, but as soon as the smell of the arancini reched our nostrils, like vacuumcleaners, we cleared up everything.

The comment I will surely remeber gratefully is Claudio's who says he felt like home....that sends me to sleep happy. Not before calling home -may skype be blessed in saecula saeculorum- and talk with everyone about the feasty day just passed.
 



Sunday, December 26, 2010

Natale, che stress!!! -- Christmas, what a stress!!!

BASTA!
I giapponesi hanno una interpretazione distorta del Natale. A gestire le sorti dei giapponesi è come sempre il Business, divinità profana moderna che trascina le masse al punto da credere che il consumismo sia la Via.

A partire da Novembre 1, ogni anno, gli addobbi e le decorazioni natalizie si moltiplicano a vista d'occhio, le proposte acquisto con confezioni create ad hoc per i regali bombardano la popolazione con ogni mezzo e in ogni dove, la frenesia si insinua nel quotidiano quieto vivere (quieto, si fa per dire nel caso di Tokyo), le torte di Natale fanno la loro spettacolare comparsa sui banconi delle pasticcerie, commessi e commesse sfoggiano il loro costume da Babbo Natale nuovissimo di zecca, l'aria si permea di quell'atmosfera da paesi nordici con renne, neve e slitte....

Tutto questo può anche andare bene in un paese economicamente forte grazie proprio alle mani bucate dei suoi abitanti spendaccioni, ma c'è una cosa, una sola cosa che a lungo andare snerva: le canzoncine di Natale.
Non solo i giapponesi non capiscono un accidente di cosa significhi celebrare la natività, ma poi, dico, la musica a tema che viene trasmessa dai megafoni di mezza città e forse più....perchè? Già il 15 dicembre siamo stufi della milionesima volta che ascoltiamo 'All I want for Christmas is you' e della centoventimillesima volta che ci propinano 'Last Christmas' in tutte le salse, in tutti gli stili musicali, in tutte le lingue e in tutti i toni musicali possibili. Vai al supermercato e senti le musichette di sottofondo. Vai per le strade e le canzonette ti arrivano all'orecchio dagli altoparlanti attaccati ai lampioni. Vai nei negozi e ti ritrovi ad ascoltare la versione J-Rock di Jingle Bells......Basta!

Tutto questo copiare i costumi occidentali solo per dichiararsi di mentalità aperta e progressista non serve!!!Per lo meno copiate bene, e aggiungete 2 giorni festivi in più nel vostro calendario se volete fare bella figura, invece di mandarci a lavorare il 24 e 25 dicembre!Dateci anche la tredicesima già che ci siete!E gli addobbi e le decorazioni....perchè toglierli il 25 Dicembre???Che poi,dopo tutto, magari ai giappi va bene così, però l'eccesso di addobbi, l'esagerazione con le decorazioni, la musica ovunque, le illuminazioni....non rendono l'atmosfera comunque. per lo meno per noi non giappo. E' come quando ci si veste a festa ma si sbaglia giorno...
POSITIVITA'
C'è da dire una cosa però a favore del Natale nipponico: le illuminazioni di Natale sono da non perdere. Dappertutto luci e neon, alberi rivestiti da minuscoli puntini luminosi, giganteschi alberi di natale ovunque, installazioni di ogni forma, tipo, dimensione, colore, giochi di luci e musica, sembra di essere circondati da diamanti e brillanti. Poi, se andate a Ginza, la via del lusso, non perdetevi le decorazioni delle vetrine, prime tra tutte Mitsukoshi department stores e Mikimoto, rispettivamente uno dei più vecchi centri commerciali e il più famoso negozio di perle giapponesi. Anche Omotesando e Roppongi Hills, Tokyo Midtown, giusto per citarne alcuni, sono altri luoghi dove andare a caccia di illuminazioni. Ma fino al 25 dicembre, con giusto un paio di eccezioni.

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ENOUGH!
The Japanese have a wrong idea of Christmas. To rule the fates of the Japanese is, as always, the modern times' god Business that holds up the masses so that they believe consumism is The Way.

Starting from November 1, every year, Christmas decorations pop out and multiply, shopping advertisements with already prepared gift ideas bomb the population any way and any where, frenzy infiltrates into daily quiet routine (quiet is so to speak, in the case of Tokyo), Christmas cakes makes their spectacular appearance on the pastry shops benches, waiters show off their brand new Santa costume, the air is permeated by the Nordic atmosphere of reindeers and sleds...

All this can be OK in an economically powerful country -thanks to its big spender inhabitants, but there is one thing, just one thing that get on one's nerves at one point: the Christmas songs.
Not only the Japanese don't understand what celebrating nativity is, but, I mean, why broadcasting themed music from the town't louspeakers?Everywhere? By mid December we're already tired of listening to 'All I want for Christmas is you' for the millionth time and 'Last Christmas' for the gazillionth time, played in all possible ways, styles, languages and tones. You go to the supermarket and hear music. You stroll along the boulevards and the carols reach your ears. You go to the shops and you find yourself listening to a J-Rock version of jingle Bells.....enough!

All this copying the Westerners' habits just to declare themselves to be open and progressive, society-wise, is not needed!!!At least, try to copy well and give us two more Holidays in your calendar, instead of sending us to work on Dec 24th and 25th!Give us also the Christmas bonus!And then, the lights and decorations...why do they disappear after Dec 25th? I mean, perhaps the Japanese are happy already with this, but....the excess of decorations, the exaggeration, the music everywhere, the lights don't render the right atmosphere anyway!At least not for us non-Japanese. it's like wearing a party dress on the wrong day...
POSITIVITY
There's one thing though that can be said in favor of the Japanese Christmas: the illuminations ca't be missed. Neon light every where, trees covered by tiny luminescent dots, giant Christmas trees every corner, other installations of all kinds, color, shapes, light-and-music shows, it's like being surrounded by diamonds. Also, if you go to Ginza, the boulevard of wealth, don't miss the shops' windows decorations, like Mitsukoshi department stores and Mikimoto, one of the oldest dept stores and the most famous pearl shop in Japan, respectively. Omotesando and Roppongi Hills, too, Tokyo Midtown just to name a few, are other places to go hunting for lights. But till Dec 25th, with just a couple of exceptions.

(Akasaka)

(Ginza)

(Motomachi)

Thursday, December 16, 2010

Where is the love?

It's maybe this time of the year that influences me, but the song's lyrics can't be more actual...


Forse è il periodo dell'anno che mi influenza, ma le parole di questa canzone non possono essere più attuali....

Tuesday, December 7, 2010

Degas at Yokohama Museum of Art


Non mi ero mai spinta oltre la Landmark Tower di MinatoMirai, seppure un bel ponte alberato si apriva su un lato della Queen's Square. Domenica pomeriggio, approfitto della splendida giornata per fare una passeggiata alla baia di Yokohama e spinta dalla curiosità e dal rosso degli aceri mi avvio ad esplorare una parte nuova. Appena superato il ponte c'è l'imponente museo d'arte e in questi giorni, fino al 31 dicembre, è in mostra la collezione di Degas. Mi ero promessa di andare, quindi ho approfittato e eccomi dentro a ammirare le opere di uno dei più famosi nomi dell'impressionismo francese dell'ottocento.
La mostra è suddivisa in 3 sezioni, corrispondenti più o meno alle tre distinte fasi nella carriera del grande pittore.
All'inizio si vedono ritratti, paesaggi, studi sul drappeggio degli abiti (cosa che io da sempre trovo affascinante e la più difficile in assoluto), schizzi a matita e capolavori a olio si alternano, molti quadri non sono altro che la cattura di un momento di vita quotidiana...interessanti le opere che ritraggono Manet, altro ben noto rappresentante dell'impressionismo, a casa con la moglie.
La seconda fase invece riguarda lo studio del movimento, e l'ossessione di Degas per le ballerine, ritratte nei momenti più disparati dalla preparazione in camerino, alle prove, alla prima a teatro. Con le opere che immortalano il movimento in pochissime pennellate, Degas diventa famoso nel mondo, lui che aveva studiato legge per seguire le ombre del padre e si ritrova invece appassionato di pittura.
Infine l'ultima parte della mostra raccoglie le sue opere più tardive, non più dipinti su tela ma disegni a pastello a causa, si dice, della graduale perdita della vista che lo costringe a mettere da parte la tavolozza e il pennello. Qui ancora schizzi di ballerine, ma soprattutto studi sul nudo femminile.
Altre due parti separate della mostra sono dedicate alla passione di Degas per la fotografia e alle sculture realizzate dal maestro durante gli ultimi anni della sua vita.
Si vede proprio il cambiamento di stile nelle opere del pittore: le prime sono caratterizzate da contorni perfettamente definiti, pennellate uniformi e precise, paesaggi, scene di vita quotidiana, volti, corpi, ogni particolare nitido e chiaro. Poi la fase impressionistica dà un tocco di imprefezione al tutto, le pennellate colgono i movimenti perfettamente e il disegno finale sembra come una foto dai bordi lievemente sfocati, quasi a trasmettere lo sforzo che anche un fotografo fa quando c'è da mettere a fuoco un oggetto in movimento. Infine, i tratti quasi buttati lì per caso delle ultime opere, quando l'artista è ancora in grado di esprimersi nei suoi disegni, ma sembra quasi che abbia voglia di finire presto, ha fretta di trasformare gli schizzi in un'opera finita, non ha la pazienza nè la fermezza di un tempo...
Vedere assieme tutte le opere di Degas è un'occasione unica da non perdere e al di sopra di ogni aspettativa.
Altro motivo per andare a vedere Degas è quello di poter anche ammirare alcune opere del visionario Salvador Dalì assieme ad altri grandi artisti surrealisti, in mostra permanente.

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I have never gone farer than Minatomirai's Landmark Tower, although there's a nice bridge lined with trees on one side of Queen's Square. Sunday afternoon, I take advantage of a splendid sunny day to stroll along Yokohama bay and moved by curiosity and by the red of the maples' leaves, I go exploring a new area.
Just after the bridge stands the massive art museum and in these days, till December 31, they have a Degas exhibition. I had promised myself to go, so I went and there I am looking at the artworks of one of the most famous names of late 1800's French impressionism.
The exhibition is divided into 3 sections, more or less corresponding to the distinct phases of the great painter's career.
At the beginning one sees potraits, landscapes, studies on ladies dresses and drapes (something I find both fascinating and the most difficult), pencil sketches and oil works alternate, many paintings are just the capturing of a daily life...interesting are the works potraiting Manet, another well known representative of the impressionism, at home with his wife.
The second phase is about the study of the movement, and Degas' obsession with dancers, painted in all different moments from getting ready in their rooms, to the reharsals, to the performance. With those artworks, by catching the movement in a few strokes, Degas becomes famous, he who had studied law to follow the father's steps and instead becomes a painting passionate.
Then, the last section of the exhibition covers all his late works, not oil on canvas anymore, but drawings with pastels, because of, they say, he was gradually loosing his sight and he's forced to put aside his palette and brush. Here, too, drawings of dancers, but mostly studies on nude women.
Two other separate parts of the exhibition are dedicated to Degas' passion for photography and to the sculptures carved by the painter in his last years.
In the painter's artworks one can immediately see the change of style: the first works are potraits with well defined particulars, uniform colors and precise brush strokes, landscapes daily life scenes, faces, bodies, every detail is clean and clear. Then the impressionistic phase gives a touch of imprefection to everything, the brush strokes catch perfectly the movements and the final product looks like a slightly blurred photograph, as if conveyed the effort a photographer makes to focus on a moving object. Finally, the drawings made when the artist can still express through his paintings, borders and lines almost randomly put on the paper, as if the artist wanted to finish up quickly to turn the sketches into a finished drawing, but doesn't have neither patience nor firm hand...
Seeing all Degas' works together is a unique occasion not to be missed and it goes beyond expectations.
Another motivation to go to the Yokohama museum of arts is to see also some art pieces of the visionary salvador Dalì and others surrealist painters, in a permanent exhibition there.


Wednesday, December 1, 2010

Lifestyle - Key Words

Una puntata di Lifestyle su ciò che è veramente giapponese, come il linguaggio.

Ci sono alcuni vocaboli e intercalari ricorrenti nella lingua giapponese, che se mancassero toglierebbero ai giappi quell'aura di unicità che si trascinano dietro. Conoscerli, ci avvicina ai giappi per un buon 20%.

ね (ne). E' forse il suffisso più usato in assoluto. Pensate a esso come il 'ne' del norditalia, usato per chiedere indirettamente conferma su ciò che si sta dicendo. I giappi lo mettono dappertutto. Dico, D-A-P-P-E-R-T-U-T-T-O. Qualche esempio? じゃね!、 またね!、 いいね!、 あのね。。。 (jane!,matane!,iine!,anone...) che significano rispettivamente a dopo!, alla prossima!, bene!, dunque.....  

すみません (sumimasen).La parola invece più abusata è senza ombra di dubbio alcuno sumimasen, scusa/scusi. Nella cultura giapponese si è talmente assuefatti al sumimasen che ci si scusa anche quando non ce ne è bisogno. Addirittura viene usato, in molte circostanze con una valenza pari al grazie. Quindi, se volete fare una buona impressione, prima di ringraziare pensate come segue: se la persona a cui dire grazie è andata incontro a qualche disturbo, se si è scomodata per farvi un piacere, allora dite sumimasen invece di (o, ancora meglio, in coppia con) arigato. In questo modo dimostrate di riconoscere che qualcuno sta facendo un "sacrificio" per voi e va ringraziato in maniera più profonda. Aggiungete un inchino e vi sarete conquistati la simpatia di un popolo.

すごい (sugoi). Significa letteralmente terribile, e può avere un significato positivo o negativo a seconda del contesto. Usato per dare enfasi, sugoi è pure presente nel parlato giapponese come il prezzemolo, e spesso persino il tono con cui la parola è pronunciata vuole trasmettere lo sforzo, il pathos che si intende provocare. Si può dire sugoi kirei (molto bella、すごい きれい) di una fanciulla, o sugoi taihen (molto faticoso、すごい 大変) di un compito o di un lavoro, ma non dite sugoi oishii (molto buono,すごい おいしい) perchè non sta bene. In quel caso meglio dire umai (squisito, うまい), o vi potrebbero fulminare con lo sguardo.

かっこいい (kakkoii). Beh, sentirsi dire kakkoii è un bel complimento, visto che significa figo. Abusato dai giovani, per cui tutto è kakkoii, rappresenta uno status più che una parola e si appaia al kawaii (spiegato di seguito) seguendo quella logica tutta giapponese secondo cui gli opposti convivono, si combinano, si strasformano uno nell'altro. Il discorso sullo status è talmente ampio che richiede un post a se che sarà presto sviluppato. Tuttavia è un aggettivo riservato a oggetti, fatti oppure persone di sesso maschile. Per persone di sesso femminile o bambini si usa kawaii. Non sbagliate!

かわいい (kawaii). Carino, bello, ma in maniera infantile. Si dice che dentro a ogni giapponese vive un giapponese infantile, e ciò spiegherebbe perchè non solo i bambini piccoli vengono complimentati con kawaii (che ci sta pure bene), ma anche le donne over -anta. Già raccontavo di come tutto ciò che è piccolo è kawaii (vedi post dedicato nella saga Lifestyle), ma in generale mi viene da pensare che i giapponesi pronuncino la parola kawaii in maniera casuale ogni giorno, un certo numero di volte al giorno, per esprimere un commento o un giudizio personale quando non hanno altro da dire. Quando kakkoii potebbe sembrare un pò eccessivo, aggressivo o fuori luogo, allora ecco che il kawaii risolve ogni imbarazzo e indecisione.

大丈夫 (daijobu). Nessun problema, va bene, tutto ok. Anche daijobu è abusato nelle conversazioni quotidiane, ed è molto utile in ,praticamente, tutte le circostanze per confermare o anche negare qualcosa. Puoi dire daijobu quando ti chiedono se va bene, quando ti chiedono al supermercato se vuoi la busta o le bacchette ma tu non le vuoi, quando ti chiedono se vuoi fare la carta punti ma tu non ci pensi neanche, quando si preoccupano se mettono assieme nella stessa busta i tuoi accquisti personali e i regali per i tuoi amici ma a te non te ne può fregare di meno, e tanti tanti altri esempi...

ちょっと (chotto). Significa 'un poco', quindi usata come avverbio in coppia con altri nomi. Ma è molto utile anche per tirarsi fuori dall'imbarazzo, per rispondere a una domanda (magari personale) senza realmente dare una risposta, per rifiutare educatamente ma non esplicitamente. E in quel caso è SEMPRE accompagnata da puntini di sospensione, che nel parlato si trasformano in risucchio d'aria e piegamento della testa da un lato.
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An episode of Lifestyle on what really is Japanese, like the language.
There are, in Japanese language, recurrent words and expressions that, if missing, would take from the Japs that aura of unicity they all drag along. Knowing them, gets us closer to the Japs for a good 20%.

ね (ne). I bet it's the absolutely most used suffix. It is used to indirectly ask for confirmation on what it is said. The Japanese put it everywhere. I mean, E-V-E-R-Y-W-H-E-R-E. Some examples? じゃね!、 またね!、 いいね!、 あのね。。。 (jane!,matane!,iine!,anone...) meaning respectively see you!, later!, good!, well...

すみません (sumimasen). The most abused word is, actually, without any doubt whatsoever sumimasen, sorry. In the Japanese culture one is so brainwashed to the sumimasen that it is to be asked for forgiveness even when it's not the case. Also,it is used in many circumstances as a thank you. So, if you want to impress positively, before thanking someone think as follows: if the person to thank went through some annoyance, faced inconvenience to please you, then say sumimasen instead of (or, even better, together with) arigato. This way you are showing you acnkowledge someone's "sacrifice" and needs to be thanked more deeply. add one bow and you'll hold a people's simplthy.

すごい (sugoi). It litterally means terrific and it can have a positive or negative value according to the context. Used to emphasize, sugoi is always present in the spoken language and the way how the word is pronounced is meant to transmit the effort, the pathos that the speaker intend to express.One can say sugoi kirei (すごい きれい , stunning) of a girl, or sugoi taihen (すごい 大変, very hard) of an assignment or a job or task, but never say sugoi oishii (すごい おいしい , very tasty) because it's rude. Better to say umai (うまい, delicious) or they might kill you with a glare.

かっこいい (kakkoii). Well, being told kakkoi is nice, for it meaning cool. Abused by the youngster, for whom everything is kakkoii, it represents a status more than a word and it is coupled with kawaii (following point) by following the all Japanese logic for which the opposites coexist, combine, trasform one into another. The discussion about the status is so large that it requires a dedicated entry (to be developed soon) in this blog. However, it is an adjective used for objects, facts or men. For females or kids kawaii is used. Don't mess up!

かわいい (kawaii). Cute, beautiful in a childish way. They say inside every Japanese there's a child, and it would explain why not only babies are complimented with kawaii, but also women well beyond adulthood. I had already told how everything that's small is kawaii (see deidicated post in the Lifestyle series), but I am forced to think that the Japanese speak the word kawaii every day randomly, a certain number of times a day, and to comment when they have nothing else to say. When kakkoii might seem too extreme, aggressive or out of place, then kawaii solves any embarassment and indecision.

大丈夫 (daijobu). No problem, OK. Also daijobu is abused in daily conversation, and it is very useful in, practically, every circumstance to confirm or even deny something. You cna say daijobu when they ask you if you're all right, when at the supermarket they ask you whether you want the bag or the chopstcks but you don't need them, when they ask you if you want to apply for a point card but you don't have the bare intention, when they're worried and ask if they could put together in the same shopping bag your own shopping and the presents to your friends but you can't care the less, and more and more examples...

ちょっと (chotto). It means 'a little', and it is then used in couple with other nouns. But it is also useful to get yourself out of embarassement, to answer a question (personal, maybe) without really give and answer, to decline politely but not explicitely. And in such cases it is ALWAYS acocmpanied by dot dot dot, which translated into spoken language become leaning the head on one side and sucking air noisily.