Sunday, October 24, 2010

Lifestyle -- Socially useful

Il capitolo di oggi di Lifestyle si sofferma sul bisogno dei giapponesi di sentirsi utili, anche quando i loro doveri verso la società sono conclusi. Spesso le persone più anziane vengono riassunte dopo essere entrati in pensione, e questo perchè sono ancora in forma per essere impiegati in lavori leggeri, utili alla società. Il beneficio è duplice: il pensionato in questione si felicita con se stesso perchè può ancora essere d'aiuto alla sua nazione, e il governo mantiene in questo modo un basso tasso di disoccupazione che aiuta l'economia in generale. Ovviamente, non solo pensionati possono essere selezionati per questi lavori, ma chiunque sia in bsogno disperato, chi voglia arrotondare lo stipendio può contare su queste opportunità.

Il fatto sconvolgente riguardo a questi lavori è che sono assolutamente, totalmente inutili. Esatto, il Giappone ti arruola e ti paga per far nulla...
Ecco una lista non esaustiva di questi lavori "utili per il sociale".
VIGILI AI SEMAFORI O AI CANTIERI
Indossano una uniforme blu, con strisce gialle davanti e dietro, muovono una luce lampeggiante rossa, vestiti di tutto punto anche nei giorni estivi più caldi,e regolano il traffico ai semafori, sia per macchine che per pedoni (e i semafori funzionano benissimo), oppure ai cantieri per segnalare che lì vi sono lavori in corso. Si, perchè se non fosse per voi, nessuno vedrebbe il buco di 2 metri sul ciglio della stada, segnalato da luci, pali, cartelli...
Minimo ce ne è tre di loro, seppure anche una persona o nessuno sarebbe già sufficiente.
RAGAZZE DELL'ASCENSORE
Sapete che una ragazza responsabile di un ascensore si inchina 2500 volte al giorno?
Si, negli ascensori, come negli hotel di lusso a Dubai, c'è una ragazza in uniforme che si inchina saluta e annuncia i piani, preme i pulsanti per aprire e chiudere le porte.
GUARDIANI DI MUSEI
Andate in un qualsiasi museo in Giappone e vedrete qualcuno seduto a un angolo di ogni stanza. Queste persone non fanno nulla, non dicono nulla, e non sembrano sapere nulla di o addirittura essere interessati a l'arte che sta loro attorno. Questi uccelli del malaugurio semplicemente stanno seduti per ore senza muoversi. Il loro ruolo sarebbe quello di assicurarsi che la gente non faccia foto (nel caso in cui sia proibito) o non danneggi le opere d'arte.
PORTINAI
Loro sono quelli che salutano persone importanti e danno indicazioni alle 2 o 3 persone che si soffermano a chiedere. Dovrebbero chiedere un documento di identità a coloro che volessero entrare, ma non fermano nessuno nel caso ciò non avvenga. A volte dormono nelle loro guardiole.
PORTA-INDICAZIONI
Ci sono varie occasioni per piazzare un uomo da qualche parte, seduto o all'impiedi, che tiene un cartello: dare indicazioni per dove si svolge un funerale, o un esame, o per pubblicizzare qualcosa. Quando costruiscono nuovi edifici adibiti ad abitazioni, in zona c'è sempre una Model room, ovvero una anteprima di come le unità abitative saranno una volta finiti i lavori, cosi che se si è in cerca di un posto dove trasferirsi ,si può dare un'occhiata e in caso prenotarselo prima di chiunque altro. Ecco, anche di fronte alle Model Room c'è una di queste persone a reggere un cartello con l'indicazione.
Non parlano, non si muovono, non sembrano essere vivi. E indossano giacca e pantaloni.
RACCOGLITORI DI CARTACCE
Anche loro si vestono di tutto punto e con una pinza in una mano e un cestino nell'altra, camminano per i marciapiedi e raccolgono ogni singola carta, fazzoletto, sigaretta e altre minuzie che sono state gettate o che sono cadute dalle bustone di spazzatura durante la raccolta.
CONTATORI UMANI
Si trovano solitamente agli incroci e (c'è bisogno di dirlo, anche loro vestiti di tutto punto) sono equipaggiati di libretto e penna oppure di una camplicata apparecchiatura fatta di pulsanti o leve, e quello che fanno è....contare le macchine.

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Today's Lifestyle episode is centered on the Japanese people's need to feel useful, even when their duties towards society are over. Often, one can see old people being employed again after retirement, and that's because they are still quite in a good shape to be employed for light jobs, socially useful jobs.
The benefits are doubled: the retired persons rejoyce because they can be of help for their country, and the government maintains a low unemployment rate, which helps the country's economy in general. Of course, not only retired people are hired for such jobs, but any one who wants to make extra money, or is desperate, or so, can count on some opportunities.

The crazy thing about such jobs is that they are absolutely, totally useless. Yes, Japan hires you and pays to do nothing...
Here follows a non comprehensive list of such "socially useful" jobs.
GUARDS AT TRAFFIC LIGHTS OR CONSTRUCTION SITES
They wear a blue uniform, with yellow stripes on the front and on the back, waving a red blinking light stick, buttoned up even in the hottest day of summer, regulating the traffic, both cars and pedestrians at the crossings (when the traffic lights work perfectly) or at the entrance/exit of some construction sites, as to warn everybody that there's work in progress there. Yeah, right, if it weren't for you guys, nobody would see the 2 meters hole on the roadside signalled by lights, poles, panels....
There's a minimum of three of them, always, when the actual need would be of one person only or even none.
ELEVATOR GIRLS
Did you know that an elevator girl bows an average of 2500 times a day?
Yes, inside the elevators, like in Dubai's luxury hotels, a girl dressed in uniform bows, greets, announces the floor numbers,presses the buttons to open/close the doors.
MUSEUM GUARDS
Go to any museum in Japan, and you will see someone sitting in one corner of almost every room. They don't do anything, they don't say anything, and they don't seem to know anything about, or be particularly interested in, the art around them. These human scarecrows just sit their calmly for hours and hours without moving. Their job would consist in making sure that people don't take photgraphs (in cases when it's forbidden) or that the artworks aren't damaged.
GATE SECURITY GUARDS
These are the guys that wave to important dignitaries, and give directions to the 2 or 3 people a day who ask them. They're supposed to ask you to show your ID, but they would not stop you from entering in case you don't show your ID. Sometimes they sleep in their shack,even.
SIGN HOLDERS
There's many occasions to put a man standing or sitting somewhere to hold a pole with a sign: giving directions to funeral venues,or to exams venues, advertise somehting, and such.When a new apartments building is in construction, somewhere near you can find a Model Room,that is a preview of how the apartment units will look like, in case you are looking for a place to move in and want to book it before anybody else. Well, a person standing in front of the Model Room place holds a sign for you there too.
They don't speak, don't move, don't seem to be alive. And they wear suits.
RUBBISH COLLECTORS
They're suited-up too, and holding long grabs in one hand and a rubbish bin in the other one, they walk along the pedestrian sidewalks and pick every single paper, used tissue, sigarette and other small parts that might have been littered or fallen out the garbage bags during the garbage collection.
COUNTING OFFICERS
Found at roads crossings, usually, these people (suited-up,do I need to say it?), are equipped with either notebooks+pen or a strange device with levers or push buttons and what they do is...count cars.

Sunday, October 17, 2010

Yokohama strolls

Tessere le lodi di Tokyo senza neanche menzionare Yokohama sarebbe un peccato. Di fatto Yokohama appartiene a un'altra provincia, eppure dista da TOkyo solo 20km, seppur questa 'distanza' è solo apparente visto che il tessuto urbano si allarga, si allunga e si estende a dismisura fino a raggiungere l'area di Yokohama che, nel passato come ai giorni nostri, rappesenta il maggiore porto d'accesso per il commercio e gli scambi con l'estero. Seconda città del Giappone, sia per sviluppo che per popolazione, Yokohama è tutto ciò che Tokyo non è: è tranquilla, ha molti spazi verdi, molte aree aperte, non è dispersiva, ha un passato europeo.

L'invasione europea ha lasciato non poche tracce e tutt'oggi continua a caratterizzare l'area di Yamate: abitazioni stile coloniale, un cimitero cristiano, chiese e edifici dal sapore settecentesco.

La baia di Sakuragichoo, tutto ciò che bisogna ricordare di Yokohama, rappresenta il polo dell'intrattenimento, dello shopping e del divertimento in generale. Qui, un'isolotto artificiale ospita la famigerata Akarenga, un complesso di due edifici dai mattoni rossi, da cui il nome akarenga appunto, che ,un tempo fabbriche, ospitano oggi un considerevole numero di negozietti chic e grandi firme.

Tipico giro di Yokohama prevede, dunque, un sano sfogo da acquisti nei negozi della Landmark Tower, edificio più alto del Giappone con in cima un osservatorio di tutto rispetto, e nel complesso delle Queens' Towers che compongono Minato Mirai; procede poi con una capatina a World Porters e il parco divertimenti vicino per un giro sulla ruota panoramica dalle luci multicolori o su una versione semplificata delle montagne russe; la passeggiata continua fino a raggiungere Akarenga e continuare verso Yamashita Park, bellissimi giardini pubblici affacciati sul mare. A ridosso del parco vi sta la più grande Chinatown del Giappone, una vasta area fatta di edifici laccati in rosso e oro, cancelli elaborati, profumo di pollo alle mandorle, lanterne rosse a ogni dove. Si potrebbe poi terminare il giro passeggiando per le boutiques di Motomachi, la Ginza di Yokohama, dove nei raffinati caffè e pasticcerie è possibile degustare prelibatezze di ogni tipo, e finendo con la bella vista del molo di Osambashi dall'alto dei giardini a Yamate.

L'area della baia qui a Yokohama non può certo competere con Odaiba, eppure ha il suo fascino, un fascino diverso, un fascino più discreto. Gli spazi aperti sono l'ememento portante della riurbanizzazione dell'area, e piazzali pavimentati o prati inglesi a coprire tutto, persino il tetto del molo, si trovano a ogni angolo; installazioni di arte moderna arricchiscono ogni piazza, parco, giardino che si possa trovare, viali alberati e ariosi danno alla città un tocco di verde che rende tutto più piacevole a ogni stagione. Le luci, quelle al neon, lampeggianti, vanno lasciate alla zona intorno alla stazione centrale di Yokohama, dove solo grandi centri commerciali e ristoranti cercano di rendere interessante un'area che purtroppo di se non lo è. Invece la baia è illuminata solo dalle luci colorate della grande ruota panoramica e la mega chitarra al neon che segna la presenza dell'Hard Rock cafè.

Bella e piccola, giovane e frizzante, multietnica e moderna, Yokohama è, dunque, una validissima alternativa alla eccessiva animosità che caratterizza Tokyo.

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Stressing about Tokyo without mentioning Yokohama would be a pity. In facts, Yokohama belongs to another prefecture, and yet it's just 20Km far from Tokyo, although this "distance" is apparent only, for Tokyo's urban fabric extends, stretches and grows to reach Yokohama area. The town, both in the past and nowadays represents the main port for commerce and shippings to abroad. Second town in Japan, both for development and population, Yokohama is what Tokyo is not: it's quiet, it's got lots of green areas, it's not dispersive, it's got a European past.
The European invasion left mant traces and even today it characterises Yamate area: colonial style houses, a christian cemetery, churches and buildings back from the 18th century.

Sakuragichoo bay, all one needs to remember of Yokohama, represents the entertainment, shopping and amusement hub, in general. Here, a man made island hosts the popular Akarenga, a complex made up of two red bricks buildings, from which the name Akarenga comes from, once warehouses and today a bunch of brand shops and restaurants.

A typical stroll around Yokohama includes a healthy shopping frenzy in the shops of Minato Mirai area,like inside Landmark Tower, the tallest building in Japan, and in the Queen Towers's malls; it continues with a visit to World Porters and the amusement park nearby for a ride on the colorful ferris wheel or on the rollercoaster; the strolls takes you till Akarenga and then Yamashita Park, beautiful gardens on the seaside. Opposite to the park is the biggest Chinatown in Japan, a vast area made of red and gold lacquered buildings, rich gates, the smell of stir fried chicken everywhere, red lanterns at every corner. One could then end up with window-shopping in Motomachi, Yokohama's Ginza, where one could sit at one of the many cafes and pastries shops to savour delicious sweets, or walk up to Yamate's gardens to have a look at Osanbashi pier from up there.

Yokohama bay area can't compete with Odaiba, however it's got its own charm, a different one, a more discreet one. the open spaces are the most important part of the re-urbanization of the area and paved squares are everywhere or well curated lawns cover even the roof of the pier; modern art installations are scattered here and there, large tree-lined boulevards give to the town a tuch of green that makes every season anjoyable. The neon lights, the blinking ones, are to be left in Yokohama central station area, where restaurants and department stores hardly attempt to prettify ann area which beautiful is not. The bay, instead, is lit only by the colorful led lights of the ferris wheel and the giant neaon light guitar that indicates the presence of the Hard rock cafe.

Pretty and small, young and sparkly,multiethnic and modern Yokohama is a valid alternative to the excess of animosity in Tokyo.





Saturday, October 9, 2010

Tropical Zamami 座間味

Strizzata tra due tifoni (il primo alla destinazione, fino al giorno prima della mia partenza, e il secondo qui alla base, fino al giorno prima del rientro), la mia vacanza di settembre è stata un ultimo-minuto ben riuscito. Trascorro 5 giorni nuovamente a Okinawa, o meglio in una delle isole minori, nella più assoluta pace, con temperature tra 29 e 32 gradi, accompagnata da un sole splendente e dedita al relax più assoluto.

Così come per Niijima, anche per raggiungere l'arcipelago delle Kerama Islands, piccoli pezzetti di terra ad alcune miglia dall'isola principale Okinawa, ho dovuto fare i conti con orari e tabelle dei traghetti. Ma, diversamente da come era accaduto per Niijima, stavolta avevo pianificato anche i voli in base ai collegamenti marittimi. Dunque, primo giorno arrivo e spendo la giornata nella spiaggetta (brutta e con una vista ancora più brutta) di Naha in attesa che partisse la mia nave. Niente giri turistici per la città, perchè tanto la conosco per filo e per segno. Un'ora di traghetto mi porta invece all'oggetto dei miei desideri, ovvero spiagge bianche e acque cristalline. Viste dall'alto dell'aereo, ma anche a distanza ravvicinata dalla nave, molte delle isole non sono altro che una pennellata di bianco su una superficie dalle tonalità infinite di blu e verde, strisce sabbiose dai contorni sbiaditi a formare un alone più chiaro tutt'intorno. Finalmente la Okinawa che volevo vedere, finalmente la Okinawa che non teme il confronto con Honolulu o Tahiti o Cuba!

Zamami è l'isola principale di un gruppo di circa una decina di isolette,solo 4 abitate, caratterizzate da vegetazione fitta e rigogliosa, lunghe spiagge, fauna marina che fa invidia alla barriera corallina australiana. Tanto belli sono qui i fondali che la gente deserta le spiagge in funzione di un tour guidato per immersioni memorabili...risultato: loro hanno foto grandiose di pesci pagliaccio, tartarughe, mante, coralli,mentre io ho le spiagge tutte per me. Le Kerama islands mi ricordano fortemente Ogasawara, e, seppur paradisiache, non reggono a mio parere il confronto con con queste ultime. Non so, sarà la cosa dell'amore a prima vista, sarà la dura traversata di 25ore in nave per arrivarci, però io a Ogasawara ci ho lasciato il cuore.

Benvenuti in paradiso.

Zamami, dicevamo. Il villaggio, quello nel cui porto attraccano le navi provenienti da Naha, conta una manciata di abitanti ed è costituito da 6 strade che si incrociano, non tutte asfaltate. E' come essere giunti in un passato lontano quando si arriva qui, dove il tempo scorre lento,dove la gente saluta animosamente chiunque la incontra al proprio passaggio, dove il ciclo della vita si adegua a quello della natura, una natura fatta di grandi fiori di ibisco dai colori magnifici. Tutte le case sono a pian terreno, circondate da muretti e i loro ingressi protetti da una immancabile coppia di shisar, i cani leoni, e tutte hanno piantati attorno buganvillea e ibisco che strabordano sulle strade, banane e papaya e altre piante a me sconosciute. Ognuno coltiva quel che può, ognuno vive come può, tutti si aiutano l'un l'altro come fossero una unica grande famiglia.

L'isola conta molte spiagge, una più bella dell'altra, ma purtroppo solo due di esse sono aperte ai bagnanti (solo in Giappone è possibile avere delle risorse e non godersele), di cui una si trova sul lato ovest e di conseguenza è l'unica da cui si possono ammirare i tramonti sul mare, tra l'altro molto belli per via dell'assetto insulare che caratterizza l'arcipelago.

L'altra è la spiaggia più famosa, quella affollata di gente armata di pinne e boccaglio che vuole osservare i pesci. Solo però un pezzetto di spiaggia è "privatizzato", e un lungo tratto è sempre vuoto, seppur magnifico, per via della minore quantità di vita subacquea. Indovinate dove mi sistemo io per tutta la durata della vacanza.....
A un capo della costa, un cartello enorme vieta di farsi il bagno in quell'area. Dannazione. Io mi spingo fino lì, e mi dispero, soffro per quel che vedo: un piccolo pezzetto di sabbia candido, fine come la polvere di una clessidra, acque basse e calme color zaffiro, silenzio...Una passerella di sabbia, a un pelo sotto la superficie dell'acqua, consente di camminare fino a raggiungere un'isola un centinaio di metri più in là. Eppure, no, non si può accedere, stando a quanto le regole impongono....(e qui bestemmie in 13 lingue)

Pazienza allora,siamo positivi e accontentiamoci di ciò che ci viene offerto....del resto il lato di spiaggia che mi sono scelta è deserto abbastanza da poter prendere il sole anche in topless, se si volesse, e lontano abbastanza dalla massa di bagnanti schiamazzanti da permettermi di concentrarmi solo sul rumore delle onde che si infrangono sulla sabbia mista ai coralli pietrificati.

Vacanza baciata dalla fortuna, mi trovo sull'isola durante la notte di luna piena, e proprio per quella notte era stata organizzata una festa, credo un grandissimo evento mondano per il villaggio. Sul palco giovani venuti niente meno che da Naha si sono alternati nell'esibirsi in danze e musiche tipiche della cultura di Okinawa. A me è finita a socializzare con un gruppo di giappi ubriachi felici di offrirmi birre e awamori a volontà, per intercessione di Momo, una delle poche persone capace di parlare inglese che organizza tour per immersioni intorno all'isola e che mi ha aiutata moltissimo.

A un passo dal paradiso.

Un giorno lo trascorro nell'isola vicina di Aka, distante 10minuti in barca. Stesse spiagge e stesso mare che a Zamami, seppur un gradino inferiore nella scala di valutazione, si ripete la stessa storia di prima: molte spiagge, ma una sola è aperta. Ovviamente è la più bella dell'isola. E bella lo è davvero. Qui conosco Dai, uno dei tre bagnini che controllano il pezzo di spiaggia adibito alle attività marine. Mi spiega che ne vale della mia sicurezza fare il bagno entro l'area delimitata, mi avvisa della presenza di barche di pescatori (come se io non fossi in grado di vederle da me....), mi chiede di tradurgli alcune parole italiane in giapponese....
Un improvviso lampo, seguito da un tuono annuncia la presenza di nuvoloni neri che si avvicinano minacciosi. Il mare cambia colore improvvisamente, si increspa leggermente, arriva la pioggia scrosciante tipica dei temporali estivi. Ho giusto il tempo di meravigliarmi della bellezza del luogo, anche sotto la pioggia, quando il sole già ha ripreso a splendere come se nulla fosse mai accaduto.

Se Zamami dà l'impressione di un villaggio immerso nel passato, Aka è ancora più arretrato e qui la vegetazione è padrona incontrastata di ogni centimetro di terra. Un ponte di recente costruzione, unico elemento a testimonianza del superamento dell'età della pietra, collega Aka con l'isoletta di Geruma e che continua fino a collegare una terza isoletta su cui si trova solo una pista di atterraggio per aerei (probabilmente per le emergenze).

L'uscita dal paradiso.

Il giorno della mia partenza era prevista pioggia. Lascio l'isola in tarda mattinata, soddisfatta della mia abbronzatura, rilassata, contenta per come fosse andata la vacanza, e mi preparo per un pomeriggio caldo a Naha,dove cammino in compagnia di una signora gentilissima che dal porto mi accompagna chiacchierando del più e del meno fino al centro, fino a raggiungere la famigerata Kokusaidori. Il viale infestato di negozi e ristoranti pullula di vita, è bello ritrovarsi nuovamente in mezzo alla civiltà, è bello passeggiare ancora per i marciapiedi assolicchiati, entrare e uscire da miriadi di negozi di souvenir, visitare Heiwadori, concedersi allo shopping...Pranzo con un gelato allo yogurt da Yogurtland, faccio gli ultimi acquisti e mi dirigo nuovamente all'aeroporto per, ahimè, tornare a casa.

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Squeezed in between two typhoons (the first one at the destination, one day before my departure, and the second one here at the base, the day before my return), my September vacation was a well done last-minute. I again spent 5 days in Okinawa, or actually in one of the smaller islands, in absolute peace, with temperatures between 29 and 32 degrees, accompanied by a shiny sun and devoted to total relax.

As it was for Niijima, to reach the Kerama Islands, small pieces of land some miles away from Okinawa main island, I had to struggle with the ferries schedule. But, as it did not happen in Niijima, this time I planned even the flights based on the maritime connections. Well, the first day I arrive and spend the day in Naha's small beach (ugly, with an even uglier view) waiting for the boat to leave. No tours in the city, because I know it well already. Just one hour by ferry, and I reach the object of my dreams, which is white beaches and crystal waters. Seen from above, or also from the boat, many of the islands are just a brush stroke of white on a surface of infinite shades of blues and greens, are sandy striped with faded borders. Finally the Okinawa I wanted to see, finally the Okinawa that is not afraid to compete with Honolulu or Tahiti or cuba!

Zamami is the main island of a 10-something group of islands, only 4 of which inhabited,and its peculiarities are thick and luxuriant vegetation, long beaches, marine life to make the Australian coral reef envious. So beautiful is the ocean bed here that people skip the beaches in favour of some guided diving tour of memorable dives....relust: they have great photos of fish, manta rays, turtels, corals...while I have the beaches all for myself.

The Kerama Islands strongly remind me of Ogasawara, and , even though as nice as paradise, I think they can't compete with these latter islands. I don't know, may it be the love at first sight thing, may it be the long 25hours by boat to get there, but I left my heart in Ogasawara.

Welcome to paradise.

Zamami, we were saying. The village, the one at whose port all boats from Naha arrive, counts a handful of inhabitants and is made of 6 roads crisscrossing each other, not all of them pare paved. It's like being arrived in a past past when one arrives here, where time flows slow, where people greet warmly anybody passing by, where the cycle of life follows he cycle of nature, a nature made of big hibiscus flowers of marvelous colors. All the houses are one-floor high, surrounded by walls out of which flowers and plants fall over onto the streets, the main entrance protected by the usual couple of shisar, the lion dogs, and all have bananas or pawpaws or all sorts of unknown plants in their gardens. Everyone grows what they can, everyone lives as best as they can, everybody helps one another as in a whole big family.

The island has got countless and stunning beaches, but just two of them are open for swimming (only in Japan one can have resources and not being able to enjoy them), one of which is on the West side and is the only one where one can watch the sunsets on the sea, very beautiful among the other things thanks to the inner islands asset.

The other one is the most popular beach, the one crowded with people armed with snorkel and fins willing to see fish and marine life. But only one small part of beach is "privatized", while a longer stretch is always empty, and yet wonderful, because of the presence of less submarine life. Great!Guess where I spend all my time....
On one side of the coast, a huge panel states that in that area swimming is forbidden. Damn!I walk over there and I suffer, I fall in despair for what I see: a little piece of candid sand, fine grained like the powder sugar, shallow and calm sapphire water, silence...There's a sandy walkway a few inches deep, along which is possible to walk and reach an islet close by. But no, this part is forbidden, based on the rules...(am swearing in 13 languages at this point)

Alright, then let's think positive and let's get content with what we can get...after all the part of beach where I am is empty enough to sunbathe topless, if one wanted, and far enough from the lively crowds that I can concentrate only on the sound of the waves crashing on the shore of sand mixed with stoned corals.
A bliss vacation, I am on the island during a night of full moon and right that night the village had arranged a festival, very likely a big event for the people. On stage youngsters came all the way from Naha performed in Okinawan dances and songs. I ended up socializing with a bunch of drunk Japanese who were happy to offer beer and awamori, through Momo, one of the very few people in the village able to speak English and who helped me a lot.

One step away from paradise

I go spend one day in the neighboring island of Aka, 10 minutes by boat away. Same beach and same water as Zamami, but just a tiny bit lower in the scale of beauty, with same story as before: lots of beaches but only one open for swimming. Obviously it's the most beautiful in the island. It is indeed.There I met Dai, one of the three life guards watching the area. He explains that for the sake of safety, my safety, I better swim in the area delimited by the signs, he even tells me to pay attention to a boat with fishermen (as if I couldn't see it myself...) and he asks me to translate some Italian words into Japanese...
Suddenly a lightening, followed by a thunder, announces black clouds coming towards us. The sea changes color immediately, it gets rougher, the strong rain typical of the tropical summer storms comes. I just have the time to wander about the beauty of the place even in the rain, when the sun shines again as if nothing had ever happened.

If Zamami gives the idea of a village in the past, Aka is even more remote and the plants are the only owners of every centimeter of land. Unique element to confirm the island is way furhter the sone age, a bridge connects Aka with the small island of Geruma and goes through it to again connect this island with another smaller one where is just a landing lane (probably for emergency flights).

Leaving paradise

The day of my departure is supposed to be rainy. I leave the island late in the morning, satisfied for my sun tan, relaxed, happy about how the whole vacation went, and I gear up for an hot afternoon in Naha, where I walk together with a nice woman who,chatting about random stuff, escorts me from the port to the city centre, to reach the popular Kokusai dori. The large boulevard of shops and restaurants is bustling, and if feels good to be back again into civilization, it's nice to walk again the sunny pedestrian sides, to go in and out shops, to visit Heiwadori, to concede oneself to shopping....My lunch is a Yogurtland's ice cream, I wrap up my possessions and I head again to the airport to, sigh, go back home.


Fatti curiosi -- Fun facts

Una storia d'amore. Si racconta che un cane di nome Shiro coprisse a nuoto la distanza di circa 4km da Aka a Zamami ogni giorno per incontrarsi con la sua innamorata, cagna di nome Marylin, che si era trasferita per via del suo padrone, non curante della fatica e del sacrificio necessari. Oggi, sia a Zamami che a Aka, è possibile ammirare un monumento ai due animali, a memoria della loro grande storia d'amore.
Il mito della solitudine. Di fronte a Zamami vi sono due isolette ,disabitate, con spiagge da restare a bocca aperta. Essendo disabitate, stavo pensando di trovare un modo per raggiungerle, magari pagando qualche pescatore di passaggio....in realtà non sono deserte per nulla visto che esistono "servizi di taxi", tra le altre cose per un minimo di due persone (forse, se riuscissi a sdoppiarmi....) per coloro che vogliono provare l'esperienza di trovarsi "soli"....uhm.....io ho visto una decina di persone ogni giorno su ogni isola, addirittura organizzati per passare lì la notte. Bene, i miei sogni di una vacanza in topless sono svaniti in un secondo.
Upgrade. Qui a Tokyo il mio giapponese è considerato "joozu" (buono). ancora a Naha era tale. A Zamami è improvvisamente diventato "umai" (ottimo)...
Perfezione imperfetta. I giapponesi sono capaci di rovinare, con le loro regole, anche la più perfetta delle vacanze. Già non capisco perchè le spiagge non sono accessibili....poi, mentre mi godevo la mia solitudine nel mio angolo di spiaggia, mentre esponevo al sole quanta più pelle possibile, mentre mi tuffavo in quelle acque cristalline, doveva esserci sempre qualcuno tra i bagnini che, in sella a una moto d'acqua (quindi innervosendomi parecchio con il rumore) mi raggiungeva per dirmi che in quella parte di mare non era possibile fare il bagno...può essere pericoloso...ma di là ci sono coralli più belli....ecchecc!!!!

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A love story. They say a dog named Shiro swam, without considering sacrifice and fatigue, the 4km distance between Aka and Zamami every day to meet with his lover, a female dog named Marylin, that was taken to a different island. Today in both Zamami and Aka is possible to see a monument to the dogs, to let posterity know of their love story.
The tale of solitude. In front of Zamami are two little islands, un-inhabited, with breathtaking beaches. As un-inhabited, I was thinking to find a way to go there,maybe asking some random fisherman passing by...Truth is, they're not deserted at all, because "taxi service" exists for those who want to try the experience of being "alone", for a minimum of 2 people (so, then, if I managed to double myself...). I saw some ten people a day in those islands, even organized for the night. Alright, my dreams of a vacation in topless bikini faded away in a second.
Upgrade. Here in Tokyo my Japanese is considered "joozu" (good). In Naha too. In Zamami in became "umai" (very good)...
Imperfect perfection. The Japanese are capable of ruining, with their rules, even the most perfect of the vacations. I don't understand, firstly, why beaches are not accessible....but also: I was enjoying my solitude on an empty stretch of beach,exposing as much skin as possible to the sun, dipping into those crystal waters, when one of the life guards on a water bike (the noise of which I found really annoying) comes to me saying that in that part of beach swimming is not allowed...and that it can be dangerous....and that there's much nicer corals over there than here....wtf!!!




















Monday, October 4, 2010

Return to Yogurtland

 In attesa del racconto di viaggio dell'ultima vacanza, un accenno alle bontà fresche e genuine di Yogurtland a Naha, dove il gelato te lo prepari tu: scegli la coppa, scegli i gusti tra 16 disponibili a base di yogurt, aggiungi vari toppings e paghi a peso....

While keeping you waiting for the travel report of the last vaction, I mention Naha Yogurtland's fresh and healthy goodies, where you prepare your own ice cream: choose the cup size, choose among 16 yogurt based flavors, add toppings and pay per weight....

Yogurt ice cream flavours: apple tart, coconut, vanilla, green tea.
Topping: pawpaw,kiwifruit,blueberries,strawberries,dragon fruit.
Price: almost 1000yen ($10)
Taste: DELICIOUS!

Useful Italian