Tuesday, August 31, 2010

Beach hopping Shimoda and Niijima -- 下田 & 新島

Finalmente vacanze estive!
Finalmente nel segno del mare e dell'abbronzatura. Torno nella mia amata Izu, precisamente a Shimoda, dove sono ormai di casa e dove le cose non cambiano mai, seppure di volta in volta c'è sempre qualcosa di nuovo da vedere e provare.

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Finally summer vacation!
Finally sea and suntan. I went back to my beloved Izu, precisely in Shimoda, where I am at home basically and where things never change, although there's something new to do and try every time.




Stavolta, però, l'obiettivo è stato quello di visitare una diversa spiaggia ogni giorno, e di spiagge in questa parte del Giappone ce ne sono tante. Sabbia bianca e fine, acqua chiara e color smeraldo o blu, trasparente e fresca.
Oltre a ciò, si aggiunge una visita di circa 24 ore nella vicina isola di Niijima, nell'arcipelago conosciuto come Izu Shoto, che si allunga da Izu verso sud, raggiungendo climi subtropicali con la sua isola più lontana.
Ma ci sono tante pecche anche in questa parte paradisiaca di mondo.....il concetto di turismo che hanno i giapponesi sembra essere molto diverso dal nostro, al che l'offerta non soddisfa appieno la domanda.
Infatti, come ho avuto modo di dire altrove, il turismo per i giapponesi ruota attorno al cibo, di conseguenza se poi il resto dei servizi non è all'altezza del turista più esigente, non importa..prima viene lo stomaco, poi il resto.

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Though, this time, the aim is to do beach hopping and this part of Japan got plenty of beaches. White sand, clear blue or emerald water that is transparent and fresh.

In addition to this, there's a 24 hours visit to the island of Niijima, one island of the Izu Shoto archipelago that stretches South from Izu, down to the subtropcal climate with its farest island.
But there's a lot to complain even about this piece of paradise...the concept of tourism for the Japanese seems to be way different than ours, so that the offer doesn't satisfy the demand.
In facts, as I had said elsewhere, tourism for the Japanese is about food, and as a consequence if the rest of the serivces doesn't satisfy the most picky tourist it doesn't matter..stomach first, later the rest.





Fatto numero 1: Pianificazione. Il turista dell'ultimo minuto, quello che va all'avventura non ha vita facile. Infatti, bisogna organizzare tutto per tempo e in ogni detaglio, e più si vogliono visitare posti remoti, più si deve tenere in considerazione il fattore C. Serena voleva partire senza prenotazione alcuna, senza organizzazione di sorta, ma ci siamo ritrovate bastonate, soprattutto per quanto concerne gli spostamenti. Siamo state fortunate con l'hotel a Shimoda (uno dei più scadenti,ma cari, che abbia mai visto) e anche con quello a Niijima, dove abbiamo anche potuto usare le bici gratis. Non siamo state altrettanto fortunate con i mezzi di trasporto...

Fatto numero 2: Spostamenti. Ora, in piena stagione turistica, Agosto, quando tutti vanno in vacanza, sia in Giappone, sia all'estero, quando molti turisti visitano le coste nipponiche o città con testimonianze storiche, o stazioni termali, perchè la frequenza e gli orari di autobus, treni, traghetti e via discorrendo non cambiano?E perchè i siti web non sono aggiornati? Il piano era di andare da Shimoda a Niijima il mercoledi mattina, prendendo l'unico traghetto (dico io, un solo traghetto al giorno???), così da incontrare due amici in vacanza sull'isola e rientrare l'indomani con, again, l'unico traghetto disponibile. Invece, scopriamo sul posto che il mercoledì non ci sono navi.....giorno di riposo....COME?Ancora, ma siete matti?Proprio ad Agosto?ma fatelo a Dicembre sto discorso!!! Comunque, scopro poi che il giorno di riposo è stato scelto in maniera tale da avere una settimana dai giorni pari, ovvero sei, perchè la nave da shimoda per le isole segue un percorso circolare che cambia a giorni alterni: shimoda-toshima-nijima-shikinejima-kozushima-shimoda domenica, martedi e venerdi e percorso opposto il lunedi, il giovedi e il sabato...ovviamente io e Serena ci siamo beccate due volte il giro più lungo per andare e tornare da Niijima...che pacco!In sostanza, c'è solo una nave al giorno per tutte queste isole...non mi sembra tanto sensato nè logico. Eppure così va da queste parti.
Ma anche a Shimoda non è meglio: l'area è famosa per le spiagge meravigliose, degne da cartoline di paesaggi tropicali, e gli autobus che servono queste spiagge fanno servizio solo dalle 9 di mattina fino alle 4 di pomeriggio,o addirittura c'è una spiaggia che non è proprio raggiungibile coi mezzi pubblici.....taxi a parte.

Fatto numero 3: comodità. Ragazzi, la nave che va per le isole.....
Io pensavo che quando andai alle Bonin Islands, quel paradiso perduto e sperduto nel mezzo del pacifico che si raggiunge solo con 25 ore di nave fosse l'unica eccezione ai viaggi super comfort dei giappi. Quando siamo andate a Niijima mi sono dovuta ricredere. Ci siamo imbarcate in una nave cargo, con possibilità di accomodare anche passeggeri, ma che ci ha messo un'eternità per coprire una distanza esigua. E non c'erano altre opzioni. O quella nave o niente. Almeno anche da Tokyo è meglio perchè, eppur costa un rene, c'è un servizio di navi veloci che ci impiega 2 ore a raggiungere la suddetta isola...noi da molto più vicino ce ne abbiamo messe 4, vuoi anche a causa del fatto numero 2.

Fatto numero 4: servizi e svaghi. Di nuovo, quando si è in piena stagione turistica in Italia, ad esempio, oltre ad aumentare il numero, la velocità e la frequenza dei mezzi pubblici di trasporto, si lavora anche di più per dare la possiblità ai turisti di divertirsi sia di giorno sia di notte...A Shimoda alle 6 di pomeriggio c'era il deserto. Non un ristorante aperto, non un pub o un locale dove andare a passare qualche ora ascoltando musica, non un baretto dove sedersi a chiacchierare, niente di niente. Solo silenzio, buio e noia. Tant'è che io e Serena abbiamo passato ore lungo il fiume a oservare sciami di pesci saltellanti...
Niijima da questo punto di vista era lievemente meglio: per lo meno offre tramonti splendidi, ha una onsen pubblica aperta 24ore, e poi avevamo le biciclette e abbiamo anche potuto sederci fuori a guardare le stelle.

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Fact number 1: Planning. The last minute traveller, the one who wants to try adventure has a hard life. everything, indeed, must be arranged on time and in every detail. The farer the places, the more one needs to consider the factor luck. Serena, my friend, wanted to leave without booking, without plans of any sort, but we were hit hard, especially with transportation. We were actually lucky about the hotel, both in Shimoda (one of the most expensive and crappiest I've ever seen) and in Niijima, where we could even use their bicycles for free. We weren't that much lucky with public transportation...

Fact number 2: Transport. Now, in August, full touristic season, when everybody goes on vacation both in Japan and abroad, when many travellers come to the Japanese coasts, or historical towns, or spas, why the frequency of buses, trains, ferries and so on don't change?Why websites aren't up to date?
The plan, in facts, was to go from Shimoda to Niijima on wednesday morning, catching the only one ferry (I mean, just one ferry a day???) so to meet our friends in the island and then go back the day after with , again, the only one ferry available. Instead, we discover on site that on Wed they don't have ferries leaving the port....rest day....WHAT?Really, are you nuts?In August? But take a day rest in december, not now!!!Anyways, I discover later that there's a reason which is to have a 6 days week in order to let the boats bound to the islands leave Shimoda following a circular route that changes every second day: shimoda-toshima-nijima-shikinejima-kozushima-shimoda on Sunday, Tuesday and Friday, and the opposite route on Monday, Thursday and Saturday...and of course me and Serena cought twice the longest route to Niijima and back...how lucky! So, basically, just one ferry hopping to all the isalnds...it doesn't make much sense, does it?Yet, that's how it goes here.
In Shimoda, too, is not better: the area is famous for wonderful beaches, like the tropical ones in the postcards, and the buses riding there start no earlier than 9 and stop at 4 in the afternoon, or there's even a beach that is not reachable by public transportation...except for taxis.
Fact number 3: Comfort. Man, the boat bound to the islands....
I thought that when I went to the Bonin Islands, that paradise lost in the middle of the Pacific which is reachable only after 25 hrs by boat was the only exception to the Japanese style trips all super comfort. When we went to Niijima I had to surrender in disbelief. We were in a cargo boat, with space for passengers, so slow that it took a lot of time to cover a short distance. And we had no other options. That one or none. At least from Tokyo there's a jet ferry that covers a much longer distance in just 2.30 hours...we were much closer and it took us 4hrs to get to the island, see also fact number 2.
Fact number 4: services and amusement. Again, in summer season, at least in Italy for instance, other than increasing the number, the speed and the frequency of the public transport, people work more to give the possibility to tourists to have fun both daytime and nighttime...In Shimoda it was desert at 6pm already. No one restaurant open, no one pub or a place to go and listen to music, no one bar to sit and chat, nothing. Just silence and darkness. So me and Serena spent hours along the river watching the jumping fish...
Niijima, from this point of view was better: at least it offers wonderful sunsets, it's got a public spa open 24/7, and then we had the bicylces and we could even sit outside and stare at the stars in the night.

 

 
L'isola in sè è molto particolare, di roccia bianca e coperta da una fitta vegetazione lussureggiante, famosa per i suoi 6km di costa fatta di sabbia bianca e dove surfisti da tutto il Giappone si recano per sfidare le onde. Ma ci sono altre spiagge intorno all'isola con sabbia altrettanto bianca e fine, e con acque da far invidia anche alle mete tropicali più famose. Altra caratteristica dell'isola sono le rocce scolpite a forma di volti, un pò a imitare le scultire di pietra dell'isola di Pasqua, disseminate praticamente dappertutto. E infine, l'attrazione ultima è data dalle terme pubbliche all'aperto, con il loro finto stile da tempio greco, collocate in una posizione invidiabile e aperte, praticamente, sempre. Vuoi mettere la bellezza di oservare il tramonto sul mare, comodamente ammollo in una vasca di acqua termale?

Comunque sia, la vacanza è stata memorabile, per la compagnia, per l'abbronzatura ottenuta, per la buona dose di mare e spiaggia, per la quantità infinita di foto scattate e, soprattutto, per l'insana quantità di ore di viaggio.

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The island itself is peculiar, made of white rock and covered with green vegetation, famous for its 6km strech of white sandy beach and where surfers from all over Japan go to challenge the waves. But there's other beaches around the island with as white and fine-grained sand as the most famous tropical destinations. Another characteristic of the island ins the many stones carved with faces, something like the Easter Island's stones, scattered everywhere. In the end, the last attraction is this public spa, open basically all time and located in a fantastic part of the coast. Can one want better than watching the sunset while soaking in a pool of thermal water?

All in all, the vacation is to be remembered, for the company, for the tanning level achieved,for the good dose of sea and beach, for the infinite number of photos taken and , above all, for the insane amount of travelling hours.
 




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Saturday, August 14, 2010

Pools Fools

Fa caldo, è un fine settimana, vuoi andare in spiaggia. Ma sei con dei bambini e la spiaggia non è tanto bella, da nessuna parte vicino Tokyo. Allora, qual'è la tua alternativa....vai a un acquapark, giusto?Piscine, scivoli, spruzzi, tutto ciò che fa della giornata di un bimbo una giornata grandiosa. E' anche meglio che una spiaggia sporca e affollata. ma non questa piscina.

C'è un parco a circa 30 minuti da Yokohama, ed è abbastanza vicino così che io e la famiglia del mio collega, con altri amici, non dobbiamo per forza partire a orari improponibili.
Arriviamo più o meno a pranzo e non appena entriamo notiamo qualcosa fuori luogo: NESSUNO è nell'acqua. Strano.
Non sappiamo che fare, cominciamo a cercare un posto all'ombra per stendere le tovaglie, il bambino che non vede l'ora di entrare in acqua e mi tira il braccio dicendomi "zia marina, dai, andiamo"...poi a un certo punto, rispondendo a un annuncio proveniente da dei megafoni (cavolo di voci, sono dappertutto!!), ognuno inizia a fare ginnastica. Si, stirare le gambe, inspirare, aprire le braccia, inspirare, piegare il busto, inspirare.....
OK, capito!Un pò di attività per facilitare la digestione?Un pò di movimento per evitare l'abbiocco?Vabbè! ma noi vogliamo entrare in acqua..

Bene, finalmente possiamo, e il mio nipote acquisito è il bimbo più felice del mondo fino a che.....un fischio, un altro annuncio...dobbiamo di nuovo uscire dall'acqua.
COMEEE?No, state scherzando!Allora andiamo a chiedere ai 'bagnini' che ci spiegano che ogni 25 minuti dobbiamo fermarci per 5 minuti. Dicono che è per i bambini, per evitare che stiano troppo tempo in acqua....eh, si, vallo a spiegare a un bambino di 3 anni. Il piccolino era così arrabbiato che ha iniziato a piangere e prendere la mamma a pugni, ovviamente non capendo perchè debba interrompere il divertimento. Poverino...
Comunque, dopo i 5 minuti, tutti, al fischio, corrono dentro le piscine nuovamente. E questo succede ogni 25 minuti, tutto il giorno.

Ah, e per non parlare della sessione di esercizi del primo pomeriggio. E' divertentissimo vedere che tutti a quanto pare sanno esattamente cosa fare. perfettamente. E vai, piegati, respira, braccia in su, respira, piegati a sinistra, respira, piegati a destra, respira, saltella sul posto, respira....OMG.

Beh, questo è come si usa in questo parco. Spero non sia lo stesso dappertutto in Giappone, altrimenti faccio meglio a restare a casa in vasca da bagno.

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It's a hot day, it's weekend, you want to go to the beach. But you're with kinds and the beach is not that nice anywhere around Tokyo. So what's your alternative....you go to an aquapark,right?Pools, slides, springs, all sorts of things that make a kid's day a great day. Even better than a dirty, crowded beach. Not this one pool,though.

There's an aquapark some 30 minutes from Yokohama, it's close enough so that me and my coworker's family plus some friends don't need to leave home at insanely early hours.
We arrive almost at lunchtime, and as soon as we get in we notice something out of place: NOBODY is swimming in the pools. Odd.
We don't know what to do, we start looking for a spot in the shadow where to spread our towels, the kid who is dieing to get in the water and pulls my arm saying "Auntie Marina, come here, let's go"....then at some point, responding to an announcement coming from some loudspeakers (bloody voices, they're everywhere!!!), everyone starts exercising. Yes, like, stretching the legs, breathing, opening arms, breathing, bending, breathing....

OK, gotcha!Some activity to facilitate digestion?Some movement not to fall asleep?Whatever!!We want to get in the pools....
Alright, finally we can, and my acquired nephew is the happiest baby around until......a whistle, another announcement, we have to get out of the pools again. WHAAAAT?You have to be kidding me!So we go and ask the safety guards and we are explained that, every 25 minutes we need to observe 5 minutes break. It's for the kids, they say, so that they don't stay too long in the water......but, yeah, go tell to a 3 years old boy. My little mate was so upset that he started crying and hitting his mom, of course he didn't understand the reason why he should stop having fun. Poor thing...
Anyways, after the 5 min break, everybody, at the whistleing signal, is rushing into the pools again. And this happened every freaking 25 minutes, the whole day.

Then, oh, the early afternoon session of exercise comes. And it's so funny to see that everybody apparently knows exactly what to do. Perfectly. SO, bend, breath, arms up, breath, arms open, breath, lean left, breath, lean right, breath, jump in place, breath......OMG.

Ohwell, this is how they did in this aquapark. I hope it's not the same everywhere in Japan or I'd rather stay home and soak in my bathtub.

Friday, August 13, 2010

Hinodemachi 日出町

Un sabato di luglio andiamo a Hinodemachi, un piccolo paese rurale a nord ovest di Tokyo per un giro storico-culturale (si, lo so, sono un pò in ritardo...).


Questa cittadina è famosa grazie al primo ministro giapponese Nakasone, che ha servito la nazione tra il 1982 e il 1987 e ha costruito qui il suo cottage, oggi un museo che testimonia la grande amicizia che lo legò con il presidente USA Ronald Reagan (che li ha anche visitato in questo posto) e anche i vari incontri con i vari primi ministri del tempo di Asia, del pacifico, dell'America, dell'Europa...

Dunque, a parte il grosso impatto che quest'uomo ebbe ai suoi tempi nella scena politica mondiale, non siamo andati a Hinodemachi solo per sapere di un periodo significativo della storia giapponese. Difatti la gita era solo una scusa per scappare dal caos e dall'inquinamento di Tokyo e andare verso una zona di foreste, montagne, pace, edifici in legno.

In collaborazione con una organizzazione no-profit, una mia amica ha organizzato la gita così da permettere agli stranieri di godere delle bellezze della natura giapponese.

Noi, giovani stranieri partecipanti all'evento, pensavamo che fosse stato organizzato solo per noi. Niente di più lontano dal vero. L'evento era organizzato da anziani pensionati giappi per anziani pensionati giappi, con il beneficio di qualche presenza straniera giusto per mostrare gli sforzi messi a promuovere il turisno in quell'area. cioè, si, siamo serviti da test...uhm...

Non considerando la totale mancanza di organizzazione per gli stranieri (tipo, niente inglese, ma niente proprio), il tour è stato segnato da tabelle di marcia, orari, pause pianificate, attività cronometrate....alla fine, non è il Giappone la terra delle regole?
Nonostante la compagnia avanti con gli anni, però, ci siamo divertiti...

Non appena siamo arrivati siamo saliti su un pulmino che ci ha portati nella foresta, una bellissima foresta zeppa di pini che copriva tutte le montagne intorno a noi, e lì ci insegnano come raccogliere le foglie che useremo più tardi per preparare la tempura. No, no, non era un tentativo di abbanconarci nel bosco. Alcuni di noi hanno persino trovato radici di wasabi e involucri di insetti vuoti (urgh).

Fatto questo, essendo in ritardo sulla tabella di marcia, andiamo rapidamente a visitare il cottage del primo ministro: era enorme, bellissimo, con una piscina, tanta terra attorno, una vista superba delle montagne, e tante stanze. Prima, per poter visitare la casa, ci dividiamo in due gruppi. Mentre il primo gruppo va, noi altri veniamo invitati a sederci al tavolo di legno a cui anche il primo ministro e il presidente americano avevano preso il the e cenato (fatto documentato da una gigantografia in bella mostra nella stanza), e ci viene offerto the verde con un dolcino...Grandioso!

Infine, arriva il tempo di preparare la nostra tempura con le foglie (e fiori) che avevamo raccolto la mattina e poi mangiamo un piatto favoloso: riso ai funghi cucinato DENTRO un pezzo di bambù... il legno era carbonizzato dal fuoco, ma il riso all'interno era ben cotto e squisito.

Terminiamo la gioranta andandoci a immergere in una onsen, con una vasca anche all'aperto, cirocondati solo da alti alberi.
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One Saturday of July we're off to Hinodemachi, a small rural town North-West of Tokyo for a cultural/historical trip. (Yep, posted with some delay...)

This town is famous thanks to the Japanese Prime Minister Nakasone, who served the country from 1982 to 1987 built here his own cottage, now a museum proving the great relatioship he had with USA president Ronald Reagan (who visited him in this very same residence) and also the many meeting with all prime ministers of his time, throughout Asia, the Pacific, Europe,America...

Anyways, besides the great impact this man had in his times on the world political scene, we didn't go to Hinodemachi only for knowing about a significant period of Japanese history. In facts, the trip was a way to escape from Tokyo chaos and pollution to an area of forests, quiet, mountains, wooden buildings.

In collaboration with a no-profit organization, a friend of mine arranged the tour so that it could allow foreigners to enjoy the beauty of Japanese nature. We, young foreigners participating to the event, thought that the event was solely and merely arranged for us. Nothing farer than truth. The event was arranged by old retired Japanese guys for old retired Japanese people, with the benefit of some foreign presence, just to show the effort they put into promoting tourism in that region. So, yeah, we served as a test.....uhm....

Not to mention the lack of foreigners-friendly organization (like no English what-so-ever), the tour was ruled by schedules, time tables, planning of breaks and timing of all activities....in the end, isn't Japan the country of rules?
But we had a good time, no matter the aged company.....

As soon as we arrived we hopped on a minibus and headed to the forest, a beautiful, thick pine tree forest covering all the mountains around the town,and there we were instructed on how to pick the leaves we would use later to make tempura. Nope,it wasn't a trick to get us lost in the woods. Some of us also found wasabi (Japanese spicy radish) roots and bugs empty shells (urgh!).

This one done, running late on the schedule, we quickly move on to visit the prime minister's cottage: it was huge, beautiful, with a swimming pool, a lot of land around, a superb view of the mountains, and with a lot of rooms. First, to be able to visit the house, we split in two groups, and while the first group went in, the second group were invited to sit at the very same round wooden table where the prime miister and the US president had tea and dinner (documented by poster-size photographs exposed in the room), and were offered Japanese green tea with a sweet....It was great!

Then, finally was time to go and prepare our own tempura with the leaves (and flowers) we picked earlier in the morning and then we ate a delicious meal: rice with mushrooms cooked INSIDE a piece of bamboo, put on a fire...the bamboo was burned by the flames on the outside, but the rice inside was well cooked and yummy.

We finish the day soaking in a fantastic onsen, with a pool outside, surrounded only by tall trees.

Tuesday, August 10, 2010

I LOVE TOKYO 東京

Si, amo Tokyo. Amo specialmente, esageratamente, le notti, quando tutte le luci sono accese. Amo in particolare la baia di Tokyo e la vista spettacolare della città che si ha da Odaiba.
Osservare il tramonto dalla spiaggia, il sole che pian piano colora il cielo di rosso, i grattacieli che lentamente si anneriscono e le luci della notte iniziano a brillare, le barche che si fermano proprio di fronte al tramonto fino a che ogni raggio di luce muore dietro alla metropoli...questo è quello che si dice il finale perfetto di un giorno di mezza estate, intrappolato e riflesso negli occhi di una bambina che, sola, in piedi vicino alla riva, ammira la grandezza della natura.

Sgranocchiare il cono di un gelato ai mirtilli, chiacchierare con l'amica comodamente sedute in spiaggia sono quei piccoli piaceri della vita che poco hanno a che vedere con la frenesia e l'isteria che dominano il centro, ma che se non ci fossero renderebbero tutto molto più triste.

Amo Tokyo perchè è immensa. Amo Tokyo perchè non la si scopre mai del tutto.

Un caldo pomeriggio domenicale si trasforma del tutto attraverso un giro in macchina. Le strade del centro, è vero, sono interrotte da una serie infinita di semafori; ma se si è in coupè, il tetto ripiegato e chiuso nel suo compartimento dietro nel bagagliaio, guidando in direzione della baia, allora non importa....e in ogni caso fuori dalle ore di punta, nei giorni extra settimanali, il traffico è praticamente nullo e si scivola per le strade senza imprevisti.

Lì,mentre siedo al posto passeggero, attraversando il ponte con il vento tra i capelli,il sole appena andato a dormire, Tokyo mi mostra il lato più bello, più accattivante, più affascinante di sè.

Tokyo è come una geisha. Di giorno è un'anonima signora per bene,si sveglia presto la mattina e si dà da fare tutto il giorno, ma di notte si cambia d'abito, si dipinge le unghie e le labbra di rosso, il suo sguardo si fa luminoso e brilla d'incanto.

Tokyo è un mondo che racchiude altri mondi: il quartiere a luci rosse di Shinjuku ,dove si incontrano creature con capelli leonini, cucite dentro a improbabili giacche e scarpe dalla punta lunga e ricurva che attirano clienti,è movimentato così quanto Ginza è calma e frequentata da gente di tutt'altra pasta e livello; il frastuono di Shibuya e dei suoi megaschermi è annullato a qualche chilometro di distanza dove inizia il parco del tempio Meiji-Jingu;il via-vai notturno per le strade traboccanti di discoteche e localini a Roppongi lascia spazio al via-vai diurno delle zone di Marunouchi e Shinagawa, dove uomini e donne in completo scuro si affrettano a consumare il pranzo per rientrare in ufficio; la calma zen e lo spirito religioso che pervade Asakusa è perso per sempre lungo le strade di Akihabara, la città elettronica, dove gli appassionati di ogni genere si contendono le ultime novità originali in fatto di fumetti, videogichi,altro...

Forse questa città mi piace così tanto perchè è qui dove ho mosso i miei primi passi da adulta, dove ho trovato la mia autonomia e dove ho incominciato da sola.....è un pò come il primo amore, se ci penso bene, quell'amore che anche a distanza di anni si ricorda ancora con un misto di piacere e dispiacere, di malinconia e distacco.

Non è solo amore però. Anche Tokyo ha alcuni lati oscuri o meno accattivanti. Non ha carattere, nè personalità, si limita solo a essere una blanda imitazione di quella NY che rappresenta il sogno americano di tutti. In fondo, anche i Tokyani sognano l'America.

La gente a Tokyo non è per nulla gentile e accomodante come tutti i turisti pensano, e bisogna vivere sul posto per poterlo notare. Ognuno cura i propri interessi, ognuno vive in un mondo proprio, dentro una sfera trasparente, come una monade. La depersonalizzazione raggiunge i massimi livelli qui, e la mancanza di carattere della città riflette anche la filosofia temporalista e fatalista dell'intero Giappone: si vive l'oggi senza pensare al domani, tutto risponde ai bisogni e alle necessità del presente, piuttosto che essere durevole e duraturo. Perchè, al pari dei fiori di ciliegio, la vita è fugace e non ha senso preoccuparsi delle sovrastrutture.

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Yes, I love Tokyo. I especially, exaggerately love the nights, when all the lights are on. I especially love Tokyo bay and the amazing view of the town one has from Odaiba.

Watch the sunset from the beach, the sun that little by little paints the sky red, the buildings that slowly turn darker and the night lights start shining, the boats floating in front of the sun till the very last ray of light dies behind the metropolis.....this is what they call the perfect end of a mid summer day, trapped in and reflected by the eyes of a little girl who, alone, standing at the shore, admires the power of nature.

Munch the cone of a blueberry icecream, chat with a friend sitting on the beach are those little pleasures in life that have little to share with the frenzy and histery of the city centre, but that would make life a bit sadder if they didn't exist.

I love Tokyo because is huge. I love Tokyo because one never knows it all.

A hot Sunday afternoon changes totally through a car ride. The roads in the centre, true, are broken by a endless series of traffic lights; but if I'm in a coupè car, the roof folded and sitting into its case on the back, driving towards the bay, then it doesn't matter....and then out of the rush hours, in weekdays, the traffic is basically zero and we slide down the roads without too much of a problem.

There, while sitting on a pasenger seat, crossing the bridge, the wind through my hair, the sun about to go to sleep, Tokyo shows me its most beautiful, catchy, fascinatinging side.

Tokyo is like a geisha. during the day it's a woman who wakes up early and works all day, but in the night changes her clothes, paints her nails and lips red, her eyes get luminous and she shines charming.

Tokyo is a world enclosing other worlds: Shinjuku's red light district, where one can see creatures with lion-style hair, wrapped into their most unthinkable jackets and in curving pointing shoes hookign up with clients is as crowded and lively as Ginza is quiet and walked by people belonging to a different social level;Shibuya's and its huge megascreeens noise is shut down only few kilometers away, where Meiji-Jingu shrine's park begins;Roppongi's night back-an-forth of people walking along the streets filled with clubs and bars gives way to the daily walk up and down the Streets of Marunouchi and Shinagawa, where men and women in dark business suits are hurrily finishing their lunch to go back to work;Zen and religious spirit pervading Asakusa is lost in Akihabaea, the electronic town, where the geeks clash over the latest gadgets or comics or videogames or other stuff....

Perhaps I so love this city because it's here where I moved my first steps as a grown up, where I found my autonomy and where I started all alone...it's like a first love, actually, that love that even after years is still remmebered with a mixture of pleasure and displeasure, of melancholy and detachement.

It's not only love though. Even Tokyo has got some obscure or less attractive sides. It doesn't have its own character, nor does it have personality, it's just a blunt imitation of that NY which represents everyone's American dream. Deeply, Tokyoites, too, dream of America.

People in Tokyo are not as gentle and welcoming as all tourists think, and one must live here to notice. Everybody minds their own business, everyone lives in their own world, inside a transparent bubble, like a monad. Depersonalization reaches its highest here, and the city's lack of character reflects the temporalist and fatalist philosophy of Japan as a whole: live today without thinking of tomorrow; all responds to the present needs, rather than last and endure. Because, like the cherry flowers, life is running fast and being worried about super-structures doesn't make sense.