Thursday, June 24, 2010

La mia amica...


La mia amica e' architetto. My friend is an architect.
La mia amica ha fatto un viaggio lungo lungo.  My friend went on a long long journey.
Leggetelo: Viaggi di Repubblica
La mia amica ha scritto un libro. My friend wrote a book.
Accattatevill' : Architectour (Italiano & English).
La mia amica vanta una recensione d'eccezione per il suo libro. My friend got an exceptional reviewer for her book.
Leggetelo: Di Piernicola Intini
La mia amica e' Giordana.

Sunday, June 20, 2010

Travelogue

Sempre in volo, sempre a mezz'aria, sempre all'area transiti di un ennesimo aeroporto...

Lassù il cielo è sempre blu, di un blu uniforme, intenso, brillante. Non importa che tempo fa a pochi metri da terra, tanto dall'alto si vede sempre e solo blu.
Starsene seduti dentro a un aereo, guardare fuori, dà sempre una sensazione di onnipotenza. Quante volte noi viaggiatori per piacere, per lavoro, per salute, per necessità abbiamo pensato di poter mettere una mano fuori dall'oblò e toccare il manto bianco soffice delle nuvole!Quante volte avremmo semplicemente voluto allungare il braccio e toglierle di mezzo per vedere cosa succede sotto di noi! Sembrano come cotone,come zucchero filato,sembrano uno strato spesso ma morbido di neve appena depositata.
Quello che più mi affascina del prendere un aereo dopo l'altro è proprio il volo in sè e le sensazioni che suscita, i pensieri che mette in moto,le varie emozioni che scatena. Si parte e si è tristi o felici, si lascia un posto per raggiungerne un altro, per poi ritornare o per continuare oltre...
Personalmente preferisco l'atto del viaggiare piuttosto che il raggiungimento della destinazione. Quando si arriva si sa già cosa aspettarsi, ci si ferma, si ha il tempo di ricongiungere tutte le parti di sè, si ha tempo di pensare...
Stare in viaggio invece non concede nulla di tutto ciò, bisogna concentrarsi sugli spostamenti e non si sa mai cosa può accadere.
C'è già chi a Catania aspetta te per portarti a gustare un signor gelato...a Roma apetti invece per un veloce pranzo in compagnia o meglio ancora per passare la notte, e mentre aspetti ti soffermi a guardare gli altri, appena arrivati o in procinto di partire, osservi tutti quelli che aspettano al terminal e sventolano grossi cartelli con i nomi dei clienti....Parigi,Londra come teatro di mancati incontri, città che viste dall'alto non puoi far a meno di voler atterrare al più presto per camminarci dentro.....Pechino coi suoi vocianti cinesi e la sua architettura nuova e accattivante degna delle olimpiadi da poco trascorse....Amsterdam, Monaco, zurigo, Francoforte, Vienna,Melbourne, la Sydney delle spiagge bianche e fini, Brisbane come porta dell'Australia.....ogni viaggio, ogni scalo regala una storia da ricordare e raccontare, ogni partenza presuppone sempre un arrivo, purchè non sia l'ultimo, quello del rientro.
Tokyo è sempre là dove si ritorna, è dove la stanchezza accumulata viene rilasciata, è dove ci si rende conto di chi si è - o chi non si è , è dove il rumore del treno riporta alla realtà, è dove finalmente si ha tempo per pensare,dove ciò che si è cercato di dimenticare ritorna e dove ciò che si vorrebbe ricordare svanisce...Tokyo è, in fondo, casa.




Always flying, always mid-air, always in the transit areas of yet another airport...
The sky is always blue up there, intense, brilliant, uniform blue. It doesn't matter how the ground looks like, because from above one sees always only blue.
Sitting in a plane, looking out, gives a feeling of being omnipotent. How many times haven't we, travelers for fun, business, health, need, thought of putting a hand out and touch the clouds!How namy times would we simply stretch an arm and move them away to see what's below us!They 're like cotton, candyfloss, a thick but soft layer of fresh snow.
What's most facinating in catching planes is right the flight itself rather than the reach of a destination. When one arrive they already know what to expect, they stop, they have the time to reconnect all the parts of themselves, they have time to think...
Keep travelling, instead, is none of those, one need to focus on the moving and never knows what can happen.
There's already someone waiting for you in Catania to take you eat a gorgeous icecream...in Rome you wait for a quick lunch with company or even better to spend the night over, and while waiting you watch other people just arrived or about to leave, you watch all the ones who wait at the terminal waveing big papers with the names of their clients....Paris, London as theatre of missed encounters, cities which, seen from above, you can't wait to loand to walk in them...Beijing with its chatty Chinese and its new and catchy architecture...Amsterdam, Munich, Zurich, Frankfurt, Wien, Melbourne, Sydney and its white fine beaches, Brisbane as doors to Australia....every journey, every trasfer gives a story to remember and to tell, every departure supposes an arrival, unless is the last, the returning back.
Tokyo is always the city of the return, it's where exhaustion is released, it's where one realizes who we are - or we are not, it's where the sound of the train brings back to reality, it's where one has eventually time to think, where what we have tried to forget comes back and what we would like to remember goes away...Tokyo is, all in all, home.

Strategy

In un giorno di primavera, un uomo non vedente stava seduto in strada con un cappello ai suoi piedi e un cartello con la scritta: " Sono cieco, aiutatemi per favore ". Un pubblicitario che passeggiava lì vicino si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello.

Si chinò e versò altre monete. Poi, senza chiedere il permesso dell'uomo, prese il cartello, lo girò e scrisse un'altra frase. Quello stesso pomeriggio il pubblicitario tornò da quell'uomo e notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote. Il non vedente riconobbe il suo passo e chiese se fosse stato lui ad aver riscritto il suo cartello e soprattutto cosa avesse scritto.Il pubblicitario rispose: " Niente che non fosse vero, ho solo riscritto il tuo in maniera diversa ", sorrise e andò via. Il non vedente non seppe mai che sul suo cartello c'era scritto: " Oggi è primavera ... Ed io non la posso vedere ".
Morale: Cambia la tua strategia quando le cose non vanno bene e vedrai che andrà meglio!

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In a spring day, a blind man was sitting along the street, a hat close to his feet and a paper with "I'm blind, please help me" written on it. An advertisement producer walking near there, stopped and noticed that there were only few cents in the hat. He put more money. Then, without asking permission,took the paper, turned it to the other side and wrote something. The same day, in the afternoon, the producer came back to the blind man and sawthe hat full of coins and banknotes. The blind man recognized his step and asked the man if it was him to write on his paper, and what. The producer answered: "Nothing false, I only rewrote your message in a different way". The blind man never knew that on his paper was written "Today is a spring day, and I can't see it".
Lesson: change your strategy when thigs go wrong and you'll se it'll change.