Tuesday, May 25, 2010

Lifestyle -- Rules - Regole

In un paese in rapidissima crescita demografica, ma non solo per quello, le regole da seguire sono parte integrante della vita del giapponese medio. In passato perchè costretti da un regime totalitario, successivamente per imporre ordine sul caos (ovvero perchè sottomessi a un regime di celato totalitarismo), poi per adeguamento e infine per abitudine, i giapponesi vivono all'ombra di un grande, grandissimo 'libro delle regole scritte e non' che gestisce le loro vite sin dal loro primo vagito sino all'esalazione dell'ultimo respiro. Alcune delle regole appaiono agli occhi del non-giapponese medio come fondate, alcune come comprensibili, alcune come un pò eccessive, molte bizarre, e moltissime inutili o infondate. Spesso penso che molte di queste regole un tempo erano solo mode, poi divenute uno stile comportamentale. Spesso le regole vanno seguite anche se non ce ne è bisogno. E apparentemente c'è chi si prende la briga di verificare che tutti le rispettino.

Come ammoniscono da queste parti, del resto, ルールを守って (ruru o mamotte), 'rispetta la regola'...
Esistono anche miliardi di segni nei luoghi pubblici e ovunque ci sia qualche regola da osservare, con eloquenti disegni in cui spesso si vede anche una persona autorevole, con gli occhi seri, che punta l'indice con fare minaccioso, come a dire...ルールを守って!!
Dar precedenza a anziani, donne incinte o persone disabili mi sembra anche una questione di civiltà e rispetto, quindi non si discute sulla validità;fare le file, le code, aspettare con pazienza il proprio turno è anch'esso un atto di civiltà e anche di necessità (non oso immaginare cosa succederebbe se nessuno rispettasse le file in una città strapopolosa come Tokyo...). Spegnere il telefono o disattivarne la suoneria nei luoghi pubblici, come ad esempio in treno, è una sana abitudine contro l'inquinamento acustico...che poi sia anche vietato _parlare_ al telefono quando si è in treno o autobus mi sembra una stupidaggine...che ne facciamo allora dei tanti lavoratori ubriachi e parloni che strillano e sghignazzano alla sera? ルールを守って...
A molti 'perchè' su una certa regola non c'è miglior risposta di un 'perchè è così'. Ovvero non si discute, non ci si pone il problema, non ci si chiede se è giusta o meno, se è logica o meno: la regola, in quanto tale, va rispettata senza obiettare. ルールを守って....
La vita del lavoratore salariale è piena di momenti di ルールを守って, come ad esempio andare ai tanti meeting inutili, uscire e ubriacarsi coi colleghi fino a avere seri problemi di deambulazione e di (in)coscienza. Si deve fare perchè solo così si instaura un rapporto di fiducia e rispetto reciproci tra colleghi....beh, ovvio, potrebbero arrivare anche a offendersi verbalmente a vicenda, tanto poi chi se lo ricorda?
Quando il povero non-giapponese (un giapponese non lo farebbe mai visto che rispetta la regola ルールを守って) chiede uno strappo alla regola, la persona responsabile al rispetto della regola risponde sempre con il solito iter: una faccia inorridita mascherata dal beneficio del dubbio;una carrellata di inchini e sventolamento di mani di fronte al naso (no, no, non è che sente puzza, è che i giapponesi diniegano cosi);un momento di esitazione al vedere la faccia disperata del malcapitato; un tentativo di andare a chiedere a qualche superiore, che a sua volta chiede al suo superiore, che a sua volta sale i gradini della gerarchia fino a raggingere il capo massimo (che magari confabula coi suoi pari grado, poichè ルールを守って...). Il quale responso viene restituito procedendo a ritroso la scala delle responsabilità e raggiungendo l'annoiatissimo e ormai non più tanto interessato non-giapponese.
Da notare che la maggior parte delle regole in Giappone è del tipo "Non si deve fare...." piuttosto che del tipo "Si deve fare...". Divieto=regola, quindi.
Uomo avvisato.....

In a country with a high-speed demographic growth, but not only because of that, rules to follow are the main part of the average Japanese's life. In the past because subjected to a totalitarian regime, then to impose order against chaos (to be read as: because subjected to a disguised totalitarian regime), then because of adherence and finally because of habit, the Japanese have been living under the shadow of a big, huge 'book of the written and unwritten rules' that governs their lives from their first whimper to their last breath. Some of the rules are, to the eyes of the average non-Japanese, as valid, some as understandable, some as a bit extreme, many as bizzarre, and a lot as useless or ill-founded. I often think that many of such rules were just trends once, and then they became a sort of behavior. Rules are often to be followed, even if there's no real need. And apparently there's who goes to the trouble of checking that everyone respects them.
As they admonish here, after all, ルールを守って (ruru o mamotte), 'follow the rule'...
There's millions of signs around, in the public places and anywhere one could follow a rule, with expressive drawings where one can even see a person full of authority, with serious eyes who points a menacing index finger, as to say...ルールを守って!!!
Give way to elderly people, pregnant women or people in difficulty looks to me a matter of respect and bein civilized, so no discussion needed about its validity; quieuing, waiting for one's own turn is also a matter of civlization and especially of necessity (I can't imaginewhat would happen in a big city like Tokyo if nobody respected a line)...
Turning off the phone or change into manner mode in public places such as trains is a good habit against acoustic pollution...forbid to even _talk_ on the phone while on a train or a bus seems a bit odd to me. What about all the drunk and chatty salary men who laugh and talk loud at night,then?ルールを守って...
for many 'why' about a certain rule there's no better answer than a 'because'. That is, no discussion, no wonder whether it is correct or not, locig or not: the rule, as such, is to be followed with no objections. ルールを守って...
The salary men's life is for example full of ルールを守って moments, like joining the many useless meetings, go out with coworkers and get pissed drunk to the point of having serious deambulation and (un)consciousness problems. It must be done because that's the only way to establish a relatioship based on trust and respect between collegues....they could come up to verbally offend eachother, but who would remember it the day after?
When a poor non-Japanese (a Japanese person wuld never be in this situation, since they follow the rule ルールを守って) ask for breaking a rule a little, the person in charge for that rule to be followed replies as following: a horrified face masked by the benefit of the doubt; a tons of bows and hand wavings in front of the nose (nope, it's not that you're stinky, it's the Japanese way to deny or decline); a moment of esitation at the sight of the poor guy's face; an attempt to ask somebody above them, who in turn asks somebody above who in turn goes up the levels of the hierarchy till reaches the chief maximo (who maybe consults with peers, for ルールを守って...). The response is given back following backwards that very same system of levels of responsibilities,reaching eventually the bored and not so interested anymore non-Japanese.
Note that in Japan the majority of the rules says like "Don't do... here" rather than "Do...here". Prohibition=rule, then. A warned man.....

Friday, May 21, 2010

Japanese contemporary art

Torna la mostra "Roppongi Crossing" edizione 2010. Fino al 4 Luglio al Mori Art Museum a Roppongi. Ci andro' assolutamente, vista la valutazione positiva dell'edizione precedente...
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The "Roppongi Crossing" 2010 exhibit is back. Till July 4th at Mori Art Museum in Roppongi. Seen that i liked the previous edition I'll go again for sure....

Sunday, May 16, 2010

(Re)Discovery Tokyo

Fino alla settimana scorsa faceva ancora freddo e pieveva 7 giorni su 7....la zona nord di Tokyo è addirittura stata imbiancata da una inusuale nevicata a metà aprile. Quasi ad ammazzare i fiori di ciliegio sul nascere...quasi. Ero abbastanza preoccupata per l'arrivo di mia mamma in Giappone, visto che è la prima volta che viene a trovarmi da quando vivo qui, e mi ero ormai preparata a fronteggiare 10 giorni di freddo e pioggia, stavo già pensando a quali alternative potessimo avere in caso di maltempo.

Ma invece, proprio dal giorno prima del suo arrivo, finalmente la primavera esplode e le temperature schizzano di circa dieci gradi in più, il cielo si mantiene sereno e , purtroppo, TUTTI i giapponesi ne approfittano per viaggiare e inondare i siti turistici...tant'è che quando eravamo strizzati dentro il treno come le sardine in scatola ho per un attimo desiderato la pioggia dei giorni precedenti...
La prima settimana di maggio in Giappone è nota come Golden Week, ed è il periodo di vacanze più lungo per i giapponesi, che pianificano questi giorni sin dall'anno precedente. Al che, essendo in ferie anche io, approfitto per riscoprire la mia città e per esplorarla insieme a mia madre.

Avevo quasi dimenticato di come sia bello ritrovarsi in un giorno caldo all'interno di Hasedera, uno dei templi più belli visti e rivisti sinora, o al parco di Yoyogi nelle ore più calde della giornata a smangiucchiare onigiri seduti all'ombra di un albero, oservare gruppi di ragazzi, giovani, meno giovani, famiglie divertirsi e godere del giorno di festa. Mi sono dimenticata che, ogni volta che visito Meiji-jingu, becco sempre una coppia di sposi in abiti tradizionali. Non ho fatto caso a come gesti semplici come una passeggiata in mezzo al verde facciano sentire meglio.

Assieme a posti ormai collaudati, ho inserito tappe nuove nel mio tour-guida, come ad esempio i giardini Sankeien di Yokohama, la passeggiata lungo il ponte di Tokyo, conosciuto come rainbow bridge, per ben 1,5 Km, una rapida passeggiata dentro la palette town, area di intrattenimenti piena di outlet e parchi tematici,la vistita all'osservatorio più alto del Giappone.

Molti, moltissimi sono gli angoli di quest'immensa megalopoli che sono sconosciuti, anche ai locali a volte, eppure spesso anche rivedere un posto dove si è già stati è come andarci per la prima volta.
E trascorsi ormai i giorni festivi della GW, quando tutti gli altri rientrano al lavoro, io e mamma possiamo veramente goderci tutto con maggiore calma e rilassatezza, senza folle, senza spintoni, senza code, senza attese snervanti.
La vacanza è giunta al termine, non è stato un gioco da ragazzi, ma ci siamo pur sempre divertiti.



Till last week it was still cold and rainy, 24/7...the north area of Tokyo was even hit by an unusual snowfall in mid April. Almost killed the cherry flowers about to bloom...almost. I was enough worried about my mum's arrival in Japan, since it's the first time she's visiting since I live here, and I was ready to face 10 days of rain, I was already thinking to some alternatives in case of bad weather.


Then, right the day before her arrival, spring finally explodes and the temperatures jump some 10 degrees higher, the sky becomes clear and, unfortunately, ALL the Japanese travel and invade all the touristic sites....that much that when we were squeezed into a train like canned sardines, I wished for a second it could rain again...
The first week in Japan is known as Golden Week, and it is the longest vacation for the Japanese, who plan these days beginning from early the previous year. So, being on vacation myself too, I use the days-off to rediscover my town and explore it together with my mum.

I had forgotten how nice is to be in Hasedera, one of the nicest temples I've seen so far, in a hot day; how nice is to be in Yoyogi park chewing rice onigiri under a tree and watching groups of youngsters or families enjoying the vacation. I had forgotten that, any time I visit Meiji-jingu, I always see a fresh married couple in their traditional dresses. I don't realize how simple things like a walk in a park make feel better.
Together with well known places, I put new stops in my guided tour for mum, like for example Sankeien gardens in Yokohama, the walk on Tokyo's rainbow bridge, for 1.5KM, a walk in the palette town -an entertainment area full of outlets and theme parks, a visit to the highest observatory in Japan.


Many,too many are the corners unknown in this huge metropolis, even to the locals some times, and yet even seeing a place I have already visited is like being there for the first time.
And after the GW days, when everybody else is back at work, me and my mum can really enjoy all in calm and relax, without crowds, pushy people, queues, unnerving waits.
The vacation was over at one point, it was tough, but we had fun.

Friday, May 7, 2010

Nihon Minkaen -- 日本 民家園


Mi imbatto, tempo fa, per caso in un sito web di un parco tematico interessante...si tratta del museo all'aperto del folklore nipponico. Il parco a tema, di interesse storico-culturale, è situato su una collina e occupa un 'area discretamente ampia e verde fuori Tokyo. Al suo interno sono state ricostruite fedelmente 25 diverse abitazioni rurali provenienti da diverse aree del Giappone, e rappresentano oggi un patrimonio culturale nazionale di immenso valore.

Quasi tutte le abitazioni appartenevano un tempo a ricchi contadini o commercianti, e oggi al loro iterno è possibile ammirare gli utensili e gli attrezzi che venivano utilizzati nella vita di tutti i giorni. Non solo. Infatti all'interno del parco è possible assistere a dimostrazioni dal vivo su: cerimonia del the, lavorazione del bambù, musica, rappresentazioni teatrali (nel parco vi è anche un palco per il kabuki-arte teatrale giapponese), racconti di storie e leggende, eccetera.
Miglior occasione per visitare il museo all'aperto è senza dubbio una visita di mamma. LA visita di mamma. Poichè non è facile in soli 10 giorni gestire e intrattenere una mamma in Giappone, ho pensato che una gita fuori porta di un giorno, assieme ad amici italiani, è una buona idea per ammazzare il tempo e la noia. Il tempo perchè gira e rigira, guarda e osserva, abbiamo perso mezza giornata al parco. E la noia perchè in fin dei conti siamo andati in un posto nuovo, diverso, e ci siamo acculturati con un tuffo nel Giappone di 300 anni fa. Abbiamo poi assisito a una cerimonia del the, con rito abbreviato ovviamente, abbiamo bevuto della verde pozione, siamo stati l'attrazione noi stessi dell'evento essendo i soli non giapponesi presenti, abbiamo imparato su come funzionano i mulini ad acqua, su come vengono costruiti i tetti di paglia e i pavimenti in bambù.

Osservazioni degne di nota:
I farmacisti erano ricchi anche nel Giappone del 1600
Le case interamente in legno, annerite dal fumo del focolare,potevano trasformarsi in veri e propri roghi in un soffio di vento
I fiori vanno fatti crescere sui tetti
la vita media dei contadini, seppur benestanti, era molto, molto breve (vedi nota sui focolari, il fumo e gli incendi)
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I found out by chance, some time ago that there's an interesting theme park...it's the open-air folk museum. The theme park, interesting for history and culture, is located on a hill and covers a vast and green area out of Tokyo. Inside the park, 25 different houses coming from different parts of Japan are re-built and they represent, apparently, a cultural heritage of a huge value.

Nearly all houses belonged to rich farmers and today we can admire tools and instrument that were once used in the daily life. Not only that. And in facts, inside the park there's a bunch of demonstrations like: tea ceremony, bamboo works, music performances, theatre performances (in the park is a stage for the Japanese Kabuki art)), tales, and so on.
There's no better occasion for visiting the museum than mum's visit. THE visit. Handleing 10 days of entertainment for mum in Japan is not easy, and I thought that a one-day trip, with some Italian friends, could be a good way to kill some time and not get bored. Time-wise, we spent half day in the park watching and learning. Boredom-wise, we actually did something new and managed to know about Japan from 300 years ago. We then attended a tea ceremony, short ritual, we drank the green potion, we ourselves were the attraction since we were the only foreigners around, we now know how watermills work, how the roofs and the bamboo floorings were built.
Observations:
farmacists were wealthy even in the 1600
the houses, totally in wood, turned all smoky nd black because of the kitchen fire, could turn into fires in a blow of wind
flowers grow on roofs
average expectation of life forthe farmers, even if rich, was very very short (see the fires and smoke point)

Saturday, May 1, 2010

Lifestyle: japanese book of records

Non proprio materia adatta alla saga 'Lifestyle:ciò che è veramente giapponese' è quella che riguarda il bisogno dei giapponesi di detenere un primato di qualsiasi tipo. E' una cosa tipica giapponese, ma non è uno stile di vita...più un bisogno, ecco come lo definirei.

A chiunque abbia consultato guide sul Giappone o su Tokyo, sarà capitato di trovare informazioni del tipo "La X cosa più (aggettivo) del (luogo)", e pare che i giapponesi ai loro primati ci tengano molto. Anzi, secondo me fanno di tutto per poter trovare qualcosa che sia più (aggettivo) di ogni altra.
Il Giappone ha la densità abitativa più alta?No?Beh, allora Tokyo avrà la densità abitativa più alta...beh, se così non fosse allora il CENTRO di Tokyo ha la densità abitativa più alta!E cosi via...
La Tokyo tower, simbolo della città, e che assomiglia alla Torre Eiffel di Parigi, è più alta di quest'ultima. Bisogna però considerare la parte finale della punta, ovvero l'antenna (la torre è usata per le telecomunicazioni). Ma presto la nuova torre delle telecomunicazioni, un progetto ingegneristico/architettonico molto ambizioso, sarà di gran lunga più alta dei 314circa metri della Tokyo Tower; e il giorno in cui l'altezza della torre tuttora in costruzione superò questa misura, la notizia è rimbalzata in prima pagina in tutti i giornali. La nuova torre diventerà il nuovo simbolo di Tokyo.
E se a Tokyo hanno la loro torre, a Fukuoka, nel sud del Giappone, non potevano non avere il loro primato. E quindi la Fukuoka Tower è la struttura più alta nel Giappone meridionale.
Ma la costruzione più alta del Giappone è la Landmark Tower di Yokohama, con i suoi 260 e oltre metri è un vero e proprio colosso...e si raggiunge l'osservatorio al 69-esimo piano tramite l'ascensore più veloce del Giappone, che sale su per i 69 piani in circa 20 secondi!!
Poi altri primati non proprio assoluti sono, ad esempio, l'edificio IN LEGNO più LUNGO al mondo (Sanjusangendo di Kyoto), quello IN LEGNO più grande al mondo (Tempio di Nara), il buddha SEDUTO più grande in Giappone, il buddha DI PIETRA più grande in Giappone, eccetera....
E poi, come non citare i ponti sospesi a unica campata più lunghi, l'unico ponte al mondo percorribile a piedi in tutta la sua lunghezza, la via più stretta, la via più corta, il piano più alto, la casa più vecchia, il castello più antico, la pietanza più buona e migliaia di altri insulsi primati da osannare e di cui vantarsi.
Non ha importanza se il record appena confermato è di vasta portata o un fatto veramente minuscolo....se qualcosa non è 'più (aggettivo)' del mondo, allora lo sarà dell'Asia, o del Giappone,o di parte del Giappone o della prefettura, o della città, o del quartiere, o relativa a una strada o a un gruppo sociale soltanto. Non importa, perchè i giapponesi troveranno sempre il modo di trasformare una cosa ordinaria in una cosa esclusiva e prettamente distintiva.
Non sa, tutto ciò, un pò di complesso di inferiorità? Che motivo c'è di trovare records per tutto?


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Not really a topic related to the episodes of 'Lifestyle:what is really Japanese' is the one about the need of the Japanese to have a whatever record. It is a typical Japanese thing, but it's not a life style...I'd say it's more a need,indeed.
Who has at least once searched info about Japan or Tokyo, for sure had had a chance to see things like "The X thing most (adjective) of (place)", and it seems that the Japanese are proud of their records. I actually think they try their best to find something that is most (adjective) than any other things.
Doesn't Japan have the highest population density? Well, then Tokyo will...and, yes, if it's not that, then the CENTER of Tokyo will have!and so on....
The Tokyo Tower, symbol of the city, and resembling the Eiffel Tower in Paris, is taller than this last one. But one ned to consider also the tip, which is the antenna (the tower is used for broadcasting). But soon the new broadcasting tower, an ambitious architectural/engineering project, will be much taller than the 314 meters of the Tokyo Tower;and when the height of the tower under construction overtook that measure, the news bounced around the news. The new tower will then become the new symbol of Tokyo.
And if in Tokyo they have their tower, in Fukuoka, Southern Japan, they couldn't stay arm in arms and made their record too. So now the Fukuoka Tower is the talles building in Southern Japan.
But the tallest building in Japan is Yokohama's Landmark Tower which is a real colosuss 260ish meters high...and the observatory at the 69th floor can be rached by the fastest elevator in Japan, going up the 69 floors in about 20 seconds!!
More not so absolute records are, for instance, things like the LONGEST WOODEN building in the world (Sanjusangendo in Kyoto),the biggest WOODEN building, the biggest SITTING Buddha in Japan, the biggest STONE Buddha in Japan, and so on...
And also, how not to mention the longest suspended bridges, the only one walkable bridge along its whole length, the narrowest street, the shortest road, the tallest floor, the oldest house, the most ancient castle, the yummiest food and thousands of other meaningless records to be proud of.
Whether the record just stated is of a vast impact or is a tiny fact, it doesn't matter.....if something is not 'the most (adjective)' in the world, then it would be so in Asia, or in Japan, or in the prefecture, or in the city or in the ward, or related to a street or to a social group only. It doesn't matter, because the Japanese always find a way to transform something ordinary into something very exclusive and distinctive.
Doesn't all this look like a complex of inferiority? what's the reason in finding records for anything?