Sunday, April 4, 2010

April 1st

Una data importante l'1 aprile....e non perchè è pesce d'aprile. Neanche sanno cosa è in Giappone. E' una data importante dal punto di vista del business.

L'anno fiscale in Giappone inizia proprio oggi. Il mio contratto viene rinnovato per un altro anno, oggi. Tutto incomincia, oggi. Tutto finisce, ieri.
Di ritorno dal lavoro stasera mi sono abbandonata a diversi pensieri, un pò come l'eroe pensatore Joyceiano che salta da un argomento a un altro senza sosta e senza apparente logica.
E pensavo....
In Giappone c'è sempre vento o pioggia. Spesso vento e pioggia. Oggi è stata una giornata ventosa seppure tiepida. Finalmente tiepida. Per poco ho temuto per i pallidi fiori di ciliegio, che quest'anno sbocciano a fatica, avevo paura che il vento li staccasse dagli alberi e li facesse volare via. I fiori di ciliegio per i giapponesi sono il simbolo della fugacità della vita, sono tanto amati dai tristi nipponici proprio per il loro essere tristemente transitori, raccontano di una bellezza che è già andata via prima ancora di apparire.
Il vento è a volte freddo e a volte tiepido. Ma è forte, quindi non è per nulla piacevole. Scordatevi delle brezze marine se vi trovate al mare. Piuttosto preparatevi a vere e proprie tempeste di sabbia, fini granelli appiccicosi che trasportati dalla tempesta vi si appiccicano addosso dandovi quel piacevole aspetto di cotoletta alla milanese ben fatta.
I giapponesi raramente si guardano in faccia quando conversano. E' come se ci fosse un codice di comportamento non scritto che impone a chi parla o a chi ascolta di guardare verso il cielo inifinito,o di puntare lo sguardo dalla parte opposta, o a terra, o in alto, insomma da tutt'altra parte.
Che siano persone timide e riservate lo ammettono loro stessi. Ma addirittura non guardarsi quando conversano mi pare un pò tirato come concetto...spesso stanno seduti uno accanto all'altro e entrambi guardano ognuno i propri piedi...
Il problema, mi rendevo conto proprio oggi 1 aprile, è che dopo anni di adattamento e forzata conformanza alle norme anche io ho perso la 'sicurezza' e cerco sempre di non guardare direttamente la gente. E se qualcuno mi parla rivolgendosi direttamente a me, quasi quasi mi spavento, mi sa di aggressione. In effetti, risulta molto comodo non doversi necessariamente guardare negli occhi, chissà se anche loro fanno così solo per una questione di convenienza......
Gli uomini giapponesi in età da lavoro d'ufficio si vestono tutti uguali e ugualmente male. Le giacche sono sempre troppo larghe, i pantaloni troppo corti. I soprabiti spesso di qualche misura più grande gli stanno addosso come se accidentalmente caduti da uno scaffale in bilico. Le camicie hanno sempre il collo consumato, le cravatte raramente sono abbinate al resto. Mi chiedo se si guardino allo specchio prima di uscire....
O, se lo fanno,mi chiedo se abbiano un senso estetico almeno e da dove lo prendono...

 
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April 1st, an important date....not because it's April's fool. They don't even know in Japan what that is. it's an important date business-wise. The fiscal year in Japan begins right today. My contracts is renewed for another year, today. Everything begins, today. Everything ends, yesterday.
Going back home from work I let my mind get lost in thoughts, like the thinking hero from Joyce's novel who jumps no-stop from topic to topic with no apparent logic.
And I thought...
Japan is always windy or rainy. Often it is rainy and windy. Today was a windy but warm day. Finally warm. I feared for a second that the pale cherry flowers, blooming lazily this year, I was afraid that the wind could blow them away from their trees. The cherry trees are considered by the Japanese the symbol of the brevity of life, and are so loved by the sad nipponians right because of their sad temporarity, they tell of a beauty gone much earlier than its appearance.
The wind is sometimes cold and sometimes warm. But it's strong and therefore not really pleasant. Forget the sea breeze if you happen to be at the beach.
Rather, be prepared to experience sand storms of fine sticky sand grains that attach to your whole selves so that you will look like a well done cutlet.
The Japanese rarely look straight at the faces when conversating. It's like there's a non written behavioural code that imposes to the speaker ot to the listener to look at the infinite sky, or to gaze at the opposite side, or down, or up, well....elsewhere.
They themselves admit they are very shy,yes.But really even not looking at eachother while chatting looks too much to me....they often sit leg to leg, and both look at their own feet....
The problem is, I realized today on April 1st, is that after years of adaptation and forced conformity to the rules, I lost my own 'confidence' too, and I try not to look at people in their faces. And if somebody is directly talking to me, I am almost scared and I fear an aggression. Actually, not looking at others directly is indeed very convenient, and I wonder whether they do so just as a matter of convenience.....
The Japanese men in their work-in-a-office years dress all the same and equally bad. The jackets are always too loose, the pants always too short. The coats are ofter a few sizes bigger and are worn as if they fell accidentally from an unstable shelf. The shirts always have the collars worn out, the neckties are rarely matching the rest. I wonder whether they have a look at themselves in the mirror before going out....
Or, if they did, I wonder whether they had a minimum sense of aesthetic and where they get it from...

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