Saturday, January 2, 2010

New Year's Celebrations

Per adeguarci alle tradizioni, io e gli amici italiani ci siamo organizzati al meglio per accogliere il 2010 nell'atmosfera più festosa possibile. Intanto ci siamo riuniti a casa di Ale e Maki, e siamo stati accolti festosamente da Ettore, il mastino di casa. Abbiamo cucinato tanta ma tanta roba da mangiare: ravioli di zucca, panzerotti, sformati di patate, casseruola di riso con carne e verdure, pane, torte, dolci vari e bevande varie...Poco prima della mezzanotte però è necessario muoversi e andare al tempio, per salutare il nuovo anno in maniera giapponese. Io ci tenevo tanto, mi piaceva l'idea di vedere come si trascorre la notte di san Silvestro da queste parti, cosa fanno i giappi. Bene, andiamo al tempio più vicino, bellissimo, con una pagoda di cinque piani, illuminato a giorno con le immancabili bancarelle di cibo e portafortuna vari. La fila per entrare è lunghissima e abilmente mantenuta da un manipolo di poliziotti, ma riusciamo comunque a farci spazio e guadagnare l'ingresso. L'atmosfera è proprio festiva, eppure è come se mancasse qualcosa...ecco, mancava la vitalità in effetti: i monaci si muovono senza dire una parola, seguono i loro rigorosi rituali, in silenzio la gente procedeva verso l'altare, ordinatamente e rispettosamente in fila,o passeggiano tra le bancarelle acquistando ora questo ora quello. Beh, si è pur sempre in un luogo di culto, mi dico, e quindi un minimo di compostezza va oservata. Di fatto, il nuovo anno giapponese è da paragonarsi al Natale della cultura occidentale, quindi festa soprattutto religiosa dedicata alle preghiere per salute, prosperità e felicità.


Mentre aspettiamo la mezzanotte, con tanto di botti a portata e spumante pronto, sentiamo i 108 rintocchi di campana che i monaci suonano praticamente in ogni tempio buddhista del Giappone (ritornerò sulla tradizione del nuovo anno giapponese con un nuovo post) e con il nostro per nulla ufficiale conto alla rovescia diamo il benvenuto al 2010 al tempio, esplodendo botti, bevendo spumante, scambiandoci auguri.

A quanto pare abbiamo turbato non poco la pace del luogo, difatti tutti ci guardavano sbigottiti (mai nessuno prima d'ora aveva osato sparare botti in un tempio, stranieri incoscienti e stupidi!!!) e addirittura un signore alquanto arrabbiato ci ha intimato di raccogliere quel che rimaneva delle nostre stelle filanti....e che sarà mai, dico io, neanche fosse uranio impoverito!!! Comunque, poichè il freddo è abbastanza pungente, ci dirigiamo nuovamente verso casa.

Un fatto imprevisto mi ha messo ancor più di buon umore: Giovanni, avendo ancora un botto da esplodere, decide di farlo proprio in un momento di silenzio mentre tutti stavano pazientemente in fila inondando la strada principale che porta al tempio. Qualche secondo di panico, grida di ragazze spaventate per la "deflagrazione", ma poi un gruppo di giovani ragazzi e ragazze iniziano a urlare "felice anno nuovo", ci vengono incontro e ci fanno gli auguri...finalmente un pò di azione da parte del popolo giapponese!!!Quindi non sono poi tanto tristi, basta solo dare loro un input!!!
I treni, solo per questa occasione, ci sono tutta la notte, il che contribuisce a dissolvere completamente l'ansia da rientro e a farci godere al massimo ogni fase dei festeggiamenti.
Rientro a casa in mattinata, 1 Gennaio 2010, e particolarmente contenta.

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Conforming to traditions, me and the Italian friends managed in welcoming the year 2010 with the most feasty atmosphere we could. Firsto of all, we gathered at Ale&Maki's, and we were also greeted by Ettore, the house dog. We cooked so so so much food: pumpkin ravioli, potato cakes, paella, bread, sweet cakes, and so on. Right before midnight, though, we hurry to visit the temple to greet the new year Japanese-style. I really wanted to, I liked the idea to see how the Japanese spend the last night of the year here, what they do. Well, we go the nearby temple, awesome one with a 5 levels pagoda, completely lighted up, its grounds filled with food stands and luck charms stands. The queue to enter is super long and well maintained by a horde of policemen, but we manage to sneak in and earn the entrance. The air is very feasty, and yet it's like we were missing something....yes, actually we were missing vitality: the monks float around without a word, they follow their strict rituals, silently people proceeded to the shrine's hall, ordered and respectfully queueing,or strolling through the stands to buy this or that.Well, I tell myself, this is a religious place so I guess that a tiny bit of rigorous respectful behavior is to be observed. In facts, the Japanese new year can be compared to our Christmas, that is a religious event aimed at praying for health, wealth and happiness.


As we wait for the midnight to come, with party fireworks and sparkling wine, we hear the 108 gong-bells monks ring basically throughout Japan (I'll get back to the Japanese traditions for new years with another post) and with our non-official countdown we welcome the 2010 at the temple, popping the fireworks, drinking wine, wishing each other a happy year.

Apparently we perturbed the peace of the place, for everybody stared at us (no one has ever dared to explode fireworks in a temple, stupid and careless foreigners!!!) and there even was a man quite irritated who forced us to pick what remained of our fires.....c'mon, it's not radioactive, dammit!!!Anyways, we head back home because the cold is getting on us and an unepected events swings my mood up: Giovanni, still holding one of the party cones, decides to pop-fire it right in a moment of silence while everybody was standing with patience on the main road to the temple. A few seconds of panic, girls scared to death screaming by the "blast", but then a group of guys and girls start wishing "happy new year" loudly, come to us and greet us...oh yeah, finally some action from the Japanese people!!!Then, they're not so sad after all, they only need inputs!!!
The trains, just for tonight, run all night long, and it helps dissolving completely the anxiety of catching the last one and we could enjoy all the celebrations.
I go back home in the early morning of January 1st 2010, and particularly happy.






 
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