Friday, January 29, 2010

Aspettati l'inaspettato -- Expect the unexpected

C'è un tempio particolare non molto lontano da Yokohama. E' un tempio poco conosciuto e poco visitato, ma molto molto particolare.

In cima a una altura, la si può già vedere dal treno prima dell'arrivo, torreggia una enorme testa, un volto dai tratti asiatici, occhi chiusi in contemplazione, capo coperto da un velo. E' una immensa scultura della testa della dea Kannon, divinità della grazia, bianchissima.
Il tempio dedicato alla dea Kannon non ha molto di particolare, fuorchè l'invisibile filo che lo lega alle città di Hiroshima e Nagasaki. E chi se lo aspettava....
L'attrazione principale è ovviamente la statua della dea, che in realtà altri non è che un tempio esso stesso, ovvero costituisce il padiglione principale a cui vi si accede atraverso un'apertura sul 'collo' della statua.

Lì mi avviai il primo giorno del nuovo anno per accattivarmi i favori e le grazie divini, e combinai una visita turistica a una visita spirituale.

Nell'area del tempio, a cui si accede arrampicandosi per una stretta e ripida salita, vi è un altare con una lanterna in pietra dentro cui brucia una fiamma perenne, per ricordare le vittime dei bombardamenti atomici sulle due città giapponesi nel lontano 1945. Accanto ad essa, un paio di stele con iscrizioni e incisioni, nomi di deceduti e preghiere. E infine le immancabili catene di aironi di carta simboleggianti la pace appese poco distante.

Molti, infatti, erano coloro che tra i caduti provenivano dalla prefettura di Kanagawa, dove il tempio è collocato, e così i supersiti una volta ritornati nelle loro città di origine cercarono di commemorare la memoria dei loro cari defunti costruendo il tempio e la statua della divinità.
La statua, situata proprio in cima alla collina e separata dal resto dell'area da una buona dose di scale, è addirittura costruita con i detriti provenienti dalle due città devastate mescolati a calce e malta.
Qualche attimo di silenzio in nome delle vittime sembra quasi spontaneo e scontato.

La cerimonia dentro la minuscola cappella dentro la testa della dea Kannon è molto spirituale e davvero esoterica, proprio come vuole la tradizone buddhista: un coro di monaci cantano all'unisono senza sosta (meglio dire che fanno i turni cosi da dare l'idea che non si fermano mai neanche per prendere fiato) al ritmo scandito di un tamburo e eseguono un rituale antico nei minimi dettagli con movimenti lenti e precisi. All'esterno invece, i fedeli, comprano stecche di incenso e le depositano nell'enorme posacenere divino che si trova dirimpetto alla dea, non prima di aver espresso le loro preghiere e risoluzioni.

Non mancano coloro i quali, nonostante l'aura di religiosità che ammanta ogni cosa, si divertono a posare in maniera ridicola, con le loro dita a formare la onnipresente 'V', per farsi scattare infinite foto assieme alla statua.

Io ho contribuito a incentivare la mia buona sorte, prima inebriandomi del canto durante la messa, poi affumicandomi con l'incenso muovendo i fumi dal braciere verso la fronte, infine comprando il mio talismano del capodanno: una bellissima freccia in legno che si suppone abbia un grosso potere protettivo per tutto l'anno. Voglio proprio vedere.
 
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There's a particular temple not far from Yokohama. It's a pretty unknown and yet not so visited temple, but very very particular. From the top of a hill, one can see it from the train before arriving, a huge head, with a asian face with closed eyes and covered by a veil looks down at the people. It's a huge, white sculpture of Kannon, the goddess of mercy.

There's nothing special about this temple, but the invisible thread connecting it with the cities of Hiroshima and Nagasaki. That was unexpected...
The main attraction here is, trivial enough, the statue of the goddess which in truth is a shrine itself, actually the main shrine, which can be entered through an opening on the statue's 'neck'.

There I was going on New Year's day to catch merciful divine blessings, and I combined a touristic visit with a spiritual visit.

In a corner of the temple area, which is accessible through a climb along a steep and narrow road, there's a stone lantern where a flame is burining to remember the victims of the atomic bombing on the two Japanese cities in 1945. Next to it is a pair of stones with the names of the deads carved on them,and prayers. Finally, the chains made of paper herons, symbols for peace, hang not too far away from the lantern.

Many were indeed the people qho among the victims came from Kanagawa prefecture, where the temple is located, and once the survivors went back to their cities of origin, they tried to commemorate the memory of their dearest by building the temple and the statue.
This statue, sitting right on top of the hill and separated from the other buildings by a long stairway, it's built with what remained of the two bombed cities, mixed with mortar and lime.
A few moments of silence in the name of the victims seems to be spontaneous and expected.

The ceremony in the tiny chapel inside the head of the goddess Kannon is very spiritual and esoteric, just like the buddhist traditions want: monks sing restless in unison (better to say that they sing in turn so they give the idea they're not stopping even for a breath) following the rhythm beaten on a drum and following an ancient ritual in detail with slow and precice movements. Outside, on the contrary, worshippers buy incence sticks and put them into the huge divine ashtray facing the goddess, but not before wishing for good and making their resolutions.

There's even who, regardless of the religious aura wrapping around everything, have fun in ridiculous poses, their fingers forming the 'V', to be photographed in front of the statue.

I contributed to give incentives to my luck, at first getting high on the chorus during the mass, then smoking myself with the incence and moving the smog from the brazier towards my forehead, and finally buying my lucky charm: a beautiful wooden arrow which is supposedly powerful for the whole year. I really wanna see.
 

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