Friday, January 29, 2010

Aspettati l'inaspettato -- Expect the unexpected

C'è un tempio particolare non molto lontano da Yokohama. E' un tempio poco conosciuto e poco visitato, ma molto molto particolare.

In cima a una altura, la si può già vedere dal treno prima dell'arrivo, torreggia una enorme testa, un volto dai tratti asiatici, occhi chiusi in contemplazione, capo coperto da un velo. E' una immensa scultura della testa della dea Kannon, divinità della grazia, bianchissima.
Il tempio dedicato alla dea Kannon non ha molto di particolare, fuorchè l'invisibile filo che lo lega alle città di Hiroshima e Nagasaki. E chi se lo aspettava....
L'attrazione principale è ovviamente la statua della dea, che in realtà altri non è che un tempio esso stesso, ovvero costituisce il padiglione principale a cui vi si accede atraverso un'apertura sul 'collo' della statua.

Lì mi avviai il primo giorno del nuovo anno per accattivarmi i favori e le grazie divini, e combinai una visita turistica a una visita spirituale.

Nell'area del tempio, a cui si accede arrampicandosi per una stretta e ripida salita, vi è un altare con una lanterna in pietra dentro cui brucia una fiamma perenne, per ricordare le vittime dei bombardamenti atomici sulle due città giapponesi nel lontano 1945. Accanto ad essa, un paio di stele con iscrizioni e incisioni, nomi di deceduti e preghiere. E infine le immancabili catene di aironi di carta simboleggianti la pace appese poco distante.

Molti, infatti, erano coloro che tra i caduti provenivano dalla prefettura di Kanagawa, dove il tempio è collocato, e così i supersiti una volta ritornati nelle loro città di origine cercarono di commemorare la memoria dei loro cari defunti costruendo il tempio e la statua della divinità.
La statua, situata proprio in cima alla collina e separata dal resto dell'area da una buona dose di scale, è addirittura costruita con i detriti provenienti dalle due città devastate mescolati a calce e malta.
Qualche attimo di silenzio in nome delle vittime sembra quasi spontaneo e scontato.

La cerimonia dentro la minuscola cappella dentro la testa della dea Kannon è molto spirituale e davvero esoterica, proprio come vuole la tradizone buddhista: un coro di monaci cantano all'unisono senza sosta (meglio dire che fanno i turni cosi da dare l'idea che non si fermano mai neanche per prendere fiato) al ritmo scandito di un tamburo e eseguono un rituale antico nei minimi dettagli con movimenti lenti e precisi. All'esterno invece, i fedeli, comprano stecche di incenso e le depositano nell'enorme posacenere divino che si trova dirimpetto alla dea, non prima di aver espresso le loro preghiere e risoluzioni.

Non mancano coloro i quali, nonostante l'aura di religiosità che ammanta ogni cosa, si divertono a posare in maniera ridicola, con le loro dita a formare la onnipresente 'V', per farsi scattare infinite foto assieme alla statua.

Io ho contribuito a incentivare la mia buona sorte, prima inebriandomi del canto durante la messa, poi affumicandomi con l'incenso muovendo i fumi dal braciere verso la fronte, infine comprando il mio talismano del capodanno: una bellissima freccia in legno che si suppone abbia un grosso potere protettivo per tutto l'anno. Voglio proprio vedere.
 
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There's a particular temple not far from Yokohama. It's a pretty unknown and yet not so visited temple, but very very particular. From the top of a hill, one can see it from the train before arriving, a huge head, with a asian face with closed eyes and covered by a veil looks down at the people. It's a huge, white sculpture of Kannon, the goddess of mercy.

There's nothing special about this temple, but the invisible thread connecting it with the cities of Hiroshima and Nagasaki. That was unexpected...
The main attraction here is, trivial enough, the statue of the goddess which in truth is a shrine itself, actually the main shrine, which can be entered through an opening on the statue's 'neck'.

There I was going on New Year's day to catch merciful divine blessings, and I combined a touristic visit with a spiritual visit.

In a corner of the temple area, which is accessible through a climb along a steep and narrow road, there's a stone lantern where a flame is burining to remember the victims of the atomic bombing on the two Japanese cities in 1945. Next to it is a pair of stones with the names of the deads carved on them,and prayers. Finally, the chains made of paper herons, symbols for peace, hang not too far away from the lantern.

Many were indeed the people qho among the victims came from Kanagawa prefecture, where the temple is located, and once the survivors went back to their cities of origin, they tried to commemorate the memory of their dearest by building the temple and the statue.
This statue, sitting right on top of the hill and separated from the other buildings by a long stairway, it's built with what remained of the two bombed cities, mixed with mortar and lime.
A few moments of silence in the name of the victims seems to be spontaneous and expected.

The ceremony in the tiny chapel inside the head of the goddess Kannon is very spiritual and esoteric, just like the buddhist traditions want: monks sing restless in unison (better to say that they sing in turn so they give the idea they're not stopping even for a breath) following the rhythm beaten on a drum and following an ancient ritual in detail with slow and precice movements. Outside, on the contrary, worshippers buy incence sticks and put them into the huge divine ashtray facing the goddess, but not before wishing for good and making their resolutions.

There's even who, regardless of the religious aura wrapping around everything, have fun in ridiculous poses, their fingers forming the 'V', to be photographed in front of the statue.

I contributed to give incentives to my luck, at first getting high on the chorus during the mass, then smoking myself with the incence and moving the smog from the brazier towards my forehead, and finally buying my lucky charm: a beautiful wooden arrow which is supposedly powerful for the whole year. I really wanna see.
 

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Friday, January 22, 2010

L'anno della tigre -- The year of the tiger

Arrivai in Giappone quasi alla fine dell'anno del maiale....


Un anno che è durato poco, solo quattro mesi circa per poi fare posto all'anno del topo. Quei quattro mesi sono pochi per poter arrivare a delle conclusioni, a dei bilanci, a dei buoni propositi per il nuovo anno. Il topo, essendo piccolo e veloce, è stato il primo ad accorrere al richiamo del buddha, anche sfruttando la sua astuzia, e per questo è l'animale preferito del popolo cinese.
L'anno del topo è stato un anno segnato dai piccoli ma importanti progressi. E' stato un anno che è iniziato nel peggiore dei modi,davvero, e per tutto l'anno ho risentito dei fatti accaduti. Ci sono stati momenti belli, bellissimi, e momenti brutti, bruttissimi. Ma è andata. E' stato l'anno di un incontro speciale, quello con Giordana e il suo giro intorno al mondo, la sua vita, i suoi libri da scrivere e l'amicizia che dura nel tempo. Ed è anche l'anno dell'indipendenza assoluta e totale. Con l'anno del topo, secondo il calendario cinese, inizia un nuovo ciclo e quindi con esso coincide il mio anno zero.
Si prevedeva fosse un anno dinamico e stimolante, con contrasti difficili e molto drammatici. E lo è stato.

Il 2009 è l'anno del bue, animale paziente e resistente, che lavora duro e non si lamenta. E con esso si va alla grande: nuove amicizie, tanti eventi, crescita professionale-a volte faticosa, amori che nascono e finiscono nel tempo racchiuso tra un'alba e un tramonto, viaggi qui e lì, mezzo mondo osservato dall'alto di un oblò...insomma, un anno da tori sul serio.

A Febbraio, quest'anno, esattamente il 14, subentra l'anno della tigre, quindi amici tigri, leoni, leopardi e micioni preparatevi a ruggire perchè questo è il vostro anno e anche il mio....metaforicamente parlando.
La tigre simboleggia il coraggio e protegge la casa da fuoco, ladri e fantasmi (mah, non saprei perchè proprio questi tre pericoli, non chiedetemelo....).
Non è il mio animale guida, ma essendo considerata da molti un essere felino (giuro che non sto inventando -e me ne vanto) e riconoscendomi me medesima in questo animale, magari questo può rivelarsi come il mio anno e quindi non mi resta che lucidare il manto, affilare gli artigli, affinare la vista, allenare il corpo e elegantire l'aspetto.
Miao.
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I arrived in Japan almost at the end of the year of the pig....

That year lasted very little, four months, and gave way to the year of the rat. Four months are too few to be able to draw some conclusions, evaluations, resolutions for the next year. The rat, being small and fast, was the first one to run at the call from buddha, helping himself by using a trick, and because of that it's the favourite animal among the Chinese.
The year of the rat was a year of tiny but important progresses. It was a year that started in the worst way, really, and for the whole year I had to deal with what happened. There were beautiful moments, and bad moments. But I made it. It was the year of a special meeting, with Giordana and her journey around the world, her life, her books to be written and a everlasting friendship. And it's also the year of the total and absolute independence. With the year of the rat, according to the Chinese calendar, a new cycle begins and nonetheless my personal year zero begins with it.
It was supposed to be a dynamic and stimulating year, with difficult and very dramatic contrasts. And it was indeed.

Year 2009 is the year of the ox, patient and strong animal, hard working and not complaining. And it brought it on: new friends, a lot of events, professional growth -and tought sometimes too, loves started and ended within a dawn and a sunset, travels here and there, half world observed from a plane window.....so, a real year as bulls.

February this year, exactly on 14th, comes the year of the tiger and hence my tiger, lion, leopards friends be ready to roar because this is your year and mine, too....metaphorically speaking.
The tiger is a symbol of courage and protects the house from fire, thieves and ghosts (don't ask me why right those three, I can't answer...).
It is not my guideing animal, but as I am considered by many as a feline being (I swear I am not inventing, and I am proud), and reflecting me myself such animal, I guess this year can sort of be my year, so all I have to do is polish my fur, sharpen my claws, refine my sight, train my body and make my look more elegant.
Meow.

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Monday, January 18, 2010

Chinese New Year is coming

Capodanno cinese

Secondo la leggenda, l'inizio dell'anno cinese è segnato dalla vittoria contro una bestia mitologica chiamata Nien. Si narra che il Nien arriverebbe il primo giorno dell'anno nuovo per divorare cibo, raccolti e persino gli abitanti del villaggio, soprattutto bambini. Per proteggersi, gli abitanti mettono del cibo di fronte alle loro porte all'inizio di ogni nuovo anno. Si credeva infatti che il Nien, dopo aver mangiato il cibo che gli era stato preparato, non avrebbe più attaccato la gente. Una volta videro poi il Nien spaventato da un bambino che indossava qualcosa di rosso. La gente quindi capì che il Nien era spaventato dal colore rosso. Di conseguenza, ogni anno all'avvicinarsi del capodanno, appendevano lanterne rosse e campane alle finestre e alle porte.
Inoltre usavano fuochi d'artificio per spaventare il Nien. Da allora, Nien non si fece più vedere al vilaggio. alla fine il Nien fu poi catturato da un monaco taoista.
E' tradizione regalare buste o pacchettini rossi durante le celebrazioni per il nuovo anno, dalle coppie sposate ai giovani non ancora sposati. E' anche comune regalare pacchettini rossi ai figli.
Un'altra tradizione è quella dei fuochi per spaventare gli spiriti cattivi. Una volta in Cina si usavano canne di bambù riempite di polvere da sparo.Oggi si usano i fuochi d'artificio, che sono arrotolati in carta rossa, di buon auspicio, riempiti di polvere da sparo e poi legati a grappolo cosi da poter essere appesi ed esplosi.

Calendario zodiacale cinese
E' incentrato sulle figure di 12 animali. secondo la leggenda, questi erano gli animali che apparivano prima di Buddha come risposta a un'invito. I 12 animali dello zodiaco cinese rappresentano l'ordine di arrivo degli stesso. Le leggende vogliono il viaggio di ogni animale diverso dall'altro, ma in generale l'ordine è il seguente: topo, bue, tigre, coniglio, drago, serpente, cavallo, cinghiale, scimmia, gallo, cane e maiale. questi 12 animali rappresentano il ciclio di 12 anni che è alla base dello zodiaco. In aggiunta a questi animali vi sono anche 5 elementi: metallo, legno, acqua, fuoco e terra. Questi elementi sono associati ai pianeti Venere, Giove, Mercurio, Marte e saturno. Le combinazioni tra questi 5 elementi e i 12 animali generano un ciclo di 60 anni. Questo ciclo, assieme a Yin e yang, direzioni, posizioni del sole e della luna e alle date e ora di nascita della persona determinano la predizione del futuro.
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Chinese New Year
According to tales and legends, the beginning of Chinese New Year started with the fight against a mythical beast called the Nien (Chinese: 年; pinyin: nián). Nien would come on the first day of New Year to devour livestock, crops, and even villagers, especially children. To protect themselves, the villagers would put food in front of their doors at the beginning of every year. It was believed that after the Nien ate the food they prepared, it wouldn’t attack any more people. One time, people saw that the Nien was scared away by a little child wearing red. The villagers then understood that the Nien was afraid of the color red. Hence, every time when the New Year was about to come, the villagers would hang red lanterns and red spring scrolls on windows and doors. People also used firecrackers to frighten away the Nien. From then on, Nien never came to the village again. The Nien was eventually captured by an ancient Taoist monk.
Traditionally, red envelopes or red packets are passed out during the Chinese New Year's celebrations, from married couples or the elderly to unmarried juniors. It is also common for adults or young couples to give red packets to children.
Another traditional thing is firecrackers to drive away evil spirits. Bamboo stems filled with gunpowder that were burnt to create small explosions were once used in ancient China. In modern times, this method has eventually evolved into the use of firecrackers during the festive season. Firecrackers are usually strung on a long fused string so it can be hung down. Each firecracker is rolled up in red papers, as red is auspicious, with gunpowder in its core.

Chinese Zodiac Calendar
It is centered around 12 animals. According to legend, these were the animals that appeared before Buddha (or the Jade Emperor, depending on the story) in response to an invitation. The 12 animals of the Chinese Zodiac represent the order of each animal’s arrival. The legends depicting each animal’s journey differ slightly, but the order that prevails is as follows: rat, ox, tiger, rabbit, dragon, snake, horse, ram, monkey, rooster, dog and pig. These 12 animals represent the rotating 12-year cycle that is the basis of the Chinese Zodiac.

In addition to the 12 animals, the Chinese Zodiac involves 5 elements: metal, wood, water, fire and Earth. These elements are associated with the 5 major planets Venus, Jupiter, Mercury, Mars, and Saturn, respectively. The combinations presented by these 5 elements and the 12 animals actually combine to create a 60-year cycle. This cycle, along with Yin and Yang, directions, the positions of the sun and moon, and a person’s date and time of birth are all used to help foresee a person’s future.
 
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Sunday, January 17, 2010

Save the planet, ban the lab notebook

Carta. Cellulosa. Alberi....ovvero: scienza e ambiente.

Ma ci pensate a quanta carta si spreca nel mondo? A quanti alberi si abbattono? Io ci ho pensato più seriamente rispetto al mio solito da circa una settimana, ovvero da quando abbiamo iniziato a usare il "Lab Notebook"....

Ogni dipendente, tecnico, ricercatore nei laboratori di ogni istituto o ente di ricerca possiede un grosso tomo, una sorta di diario su cui scrivere i progressi e le scoperte giornaliere,i risultati delle analisi e le speculazioni in maniera metodica, precisa, dettagliata, chiara,logica. In tal modo, il primato della scoperta è salvo e dimostrabile anche di fronte a una corte.
Ora, questo diario del piccolo chimico, deve, necessariamente essere di carta.....avrà un suo perchè, posso ben capire e non entro certo nei dettagli sul perchè e percome, ma anche nel 21° secolo è necessario, mi chiedo? Non si potebbe passare al digitale anche li, in qualche modo? Mi dicono che non è possibile.....

Vi starete chiedendo cosa c'entra il notebook con me; vi starete chiedendo se per caso ho fatto un cambio di carriera...No. Io no, ma a quanto pare il Notebook si. Anche noi, bioinformatici, programmatori abbiamo iniziato la nostra attività di scrittori e dovremo imparare a prendere nota di tutto, sempre.
E, come giustamente suggerisce Erik, a fine giornata attacchiamo l'hard disk del nostro pc sulla pagina del notebook come evidenza o testimonianza della nostra attività, ed è fatta! O potremmo benissimo ricopiare le migliaia di righe di codice che abbiamo scritto durante la giornata....

A parte questi problemi di natura logistica sul come usare questo prezioso strumento in un ambito che non gli si addice,quello fatto di 0 e 1, il discorso si sposta su un altro livello e arrivo al punto di partenza: sul serio dobbiamo sprecare fogli e fogli di preziosa carta per mantenere traccia di informazioni che si trovano già ben archiviate, organizzate, datate e in copie di backup nei pc e servers?
Non voglio neanche provare a quantificare il numero di alberi che servono per produre tutti i notebook che un'intera azienda procura per i suoi dipendenti...E tra le altre cose, se proprio non se ne può fare a meno, perchè non un notebook di carta riciclata?
Ho quindi incominciato a fare più attenzione all'uso smodato che facciamo della carta, solo considerando un ufficio: quadernetti per prendere appunti durante i meeting, fotocopie, fax, interi articoli stampati per poi essere letti e cestinati, post-it, eccetera...la cosa buona è che almeno per le stampanti usiamo carta riciclata. Che però non giustifica l'abuso, sia chiaro!

E da qui parte l'appello a trovare una soluzione alternativa all'abuso della carta, che metta d'accordo chi vuole che si mantenga traccia di ogni singola operazione giornaliera e chi vuole anche evitare sprechi e preservare la natura...pensateci
お願い!!! (onegai)

Una storia bizzarra.
Sembra che i giappi siano molto attenti al riciclo di giornali, riviste, fumetti e infatti accatastano pazientemente tutto per aspettare il giorno di raccolta. Notavo, all'inizio senza capire, che sulla pila di giornali da buttare stavano dei biglietti e poi al posto dei giornali,passati gli omini addetti alla raccolta, c'era un rotolo di carta igienica. Si si esatto....Poi capì: chi lascia il biglietto con su scritto il proprio nome o il mumero di appartamento riceve come ringraziamento per l'impegno al riciclo un rotolo o più di carta igienica. Che incentivo!!!Vabbè, paese che vai usanza che trovi.

Io mi stavo lì lì rallegrando per il fatto che i giappi dimostrano una coscienza ambientalista quando mi sono accorta che il rotolo è fatto con bianchissima e immacolata cellulosa piuttosto che di carta riciclata, come mi sarei invece aspettata...ma che rispetto dell'ambiente è?

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Paper. Cellulose. Trees......or: science and environment.
Have you ever thought of how much paper the world uses?Of how many trees are cut? I thought about it a bit deeper than my usual since we started to use the "Lab Notebook"....

Every employee, technician, researcher in every lab of every research institute/entity owns a huge book, a sort of diary where to write the daily progress and discoveries, the analysis results and speculations on, methodically, precisely, in detail, clearly, logically. That way, the discovery is safe and can be proved even in front of a court.
Now, this diary for the little chemist must be of paper...it has its own motivatio, I can understand and I don't want to go into details about the hows and whys, but, I mean, is that necessary even in the 21st century? Couldn't we switch to digital for that too, somehow?They say it's impossible.....

You may wonder what has the notebook to do with me;you may ask if I made a career change...NO. Not me, but the notebook apparently did. We too, bioinformaticians, programmers, started our career as writers and we should from now learn to take note of everything, always. And, as Erik appropriately suggests, at the end of the day we stick the hard disk to the page as evidence or proof of our activites and we're done!Or we could as well write the thousands lines of code we wrote on that day....

Besides the logistics how and about the usage of such an instrument in a field is not proper, the field made of 0's and 1's, the discussion shifts to another level and I go back to the starting point: do we seriously have to waste sheets and sheets of precious paper to keep track of information that are already well organized, archived, backed up in several copies on pcs and servers?
I don't even try to quantify roughly how many trees are needed to produce all the notebooks a company requires for all its people...And among the other things, if we can't really avoid it, why don't we use a recycled paper notebook?
I also paid more attention to the waste of paper in our office, just our office: notepads for meetings, fotocopies, faxes, whole articles printed to be read and trashed afterwards, post-it and so on.....the good thing is that at least for printing we use recycled paper. Which doesn't justify the abuse, tho!
So now my appeal to find an alternative solution to paper waste, a good compromise between who wants to keep of every daily operation and who wants to avoid waste and save the nature....think about it.
お願い!!! (onegai)

A bizarre story.
It seems the Japanese are very careful about recycling papers, newspapers, magazines, books and in facts they patiently pile up all and wait for the day when it is picked up and collected. I noticed, without getting the point at the beginning, that on the stack of papers were some notes. Then, when the collecting little men had passed by, a roll of toilet paper was left there. Yeah....Then I understood that who leaves a note with the apartment number or name or some note of sorts are given one or more rolls of toilet paper as an acknowledgement for the efforts in recycling. What an incentive!!Alright,when in Japan do as the Japanese do, so to speak.

I was about to congratulate with them in my thoughts for thir environment-friendly consciousness when I noticed the roll was made of pure, white cellulose rather than recycled paper as I'd have expected...what a respect for the environment is that?

Tuesday, January 5, 2010

Lifestyle -- Japanese New Year

Anno nuovo, argomento vecchio. Lifestyle ritorna per parlare, appunto, dell'anno nuovo.

Il capodanno per i giapponesi è la festività più importante dell'anno. E' però lievemente diverso dal capodanno cinese, in quanto viene festeggiato in corrispondenza col capodanno dei calendari occidentali. Quello cinese invece cade tra gennaio e febbraio.

Essendo un popolo dalle tante e radicate superstizioni, i giapponesi fanno tutto seguendo un rituale millenario al fine di accattivarsi la buona sorte, che inizia molto tempo prima del primo dell'anno. Innanzitutto si puliscono le case, si riordina tutto, si decorano le abitazioni e gli uffici con rami di pino e bambù, piante sempreverdi -simbolo di durata e longevità- e si completano tutte le cose iniziate durante l'anno così da non lasciarsi strascichi per l'anno nuovo, in particolare progetti di lavoro. Poi, cosa fondamentale, è rappresentata dalle cartoline di auguri, da mandare rigorosamente prima del 20 dicembre cosi da essere sicuri di raggiungere i destinatari proprio il primo dell'anno.

Alla vigilia del nuovo anno ci si riunisce in famiglia e si mangia un tipo particolare di soba, che non va spezzata coi denti mentre mangiata, perchè simboleggia longevità e buona sorte. Circa 15 minuti prima della mezzanotte nei templi buddhisti si suona la campana per ben 108 volte, numero che simboleggia le debolezze e i peccati dell'uomo e quindi si cerca di cacciarli via prima dell'arrivo del nuovo anno. Dalla mezzanotte del nuovo anno poi inizia una serie di "Hatsu" (primo, inizio), tutti simboleggianti buona fortuna, prosperità e benessere,come la 'prima' visita al tempio (Hatsumode) per suonare il campanaccio e pregare per un anno positivo. I vecchi talismani relativi all'anno precedente vengono bruciati in una pira, perchè inutili ormai, e nuovi vengono acquistati. I primi tre giorni del nuovo anno vedono una massiccia affluenza verso tutti i templi, e code chilometriche sono da tenere in considerazione se si ha intenzione di andare presso quelli più famosi...
C'è anche chi si sveglia prima del sorgere del sole (o non va proprio a dormire), così da poter vedere la 'prima' alba dell'anno, cosa che sembra essere di buon auspicio.
Il giorno di capodanno si inizia col bere il 'primo' sake e the dell'anno e poi si va a fare le visite ai parenti, si regalano soldi ai bambini, si mangia cibo freddo, preparato con alcuni giorni d'anticipo così che le donne di casa non debbano preoccuparsi di cucinare nei giorni dei festeggiamenti. Soprattutto, non si fanno pulizie di nessun tipo in questi giorni, perchè altrimenti si rischierebbe di spazzare via la buona sorte che entra nelle case con l'avvento del nuovo anno.

Superstizioni a parte, i giaponesi sono un popolo di consumatori accaniti e recidivi, e non ancora conclusi gli appostamenti al tempio per acchiappare la fortuna e aggraziarsi i favori delle divinità, si precipitano verso quei pochi negozi aperti (a parte l'1 gennaio, mai visto il Giappone FERMO, coi centri commerciali e i grandi magazzini chiusi per ferie, i corridoi e le strade VUOTE...) per accaparrarsi il cosiddetto 'fukubukuro' (福袋) , o sacchetto della fortuna: ogni marchio, negozio,attività impacchetta e sigilla in una busta un variabile ammontare di beni, rimanenze di negozio, e questi vengono svenduti il 'primo' giorno dell'anno. Dal 2 gennaio, per circa una settimana, partono poi gli sconti stracciati in tutti i negozi.
Poichè però i giapponesi hanno ereditato le tradizioni cinesi, anche loro credono nel calendario cinese, quindi possiamo tranquillamente affermare che siamo entrati ufficialmente nell'anno della tigre.
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New Year, old topic. Lifestyle comes back to discuss about, dicto, new year.
New Year's is the most important event for the Japanese. it's slightly different than the Chinese one, though, for it is celebrated according to our Western calendar. The Chinese one falls, instead, between January and February.

Very superstious peple, the Japanese follow a well established, old ritual in order to catch the good luck, ritual that begins way before the first day of the new year. first of all house cleaning, setting up, house and workplace decoration with pine and bamboo, evergreen plants -as a symbol of duration and longevity- and completing all things started during the year, especially work projects, so not to leave behind anything unfinished before the new year comes. Then, fundamental one, the greeting cards have to be sent all out before December 20th, to make sure they are delivered on the first day of the year.

Ney Year's Eve is the family reunion time, and they eat a special soba (noodles) which must not be broken while eating because it symbolizes long life. Rougly 15 minutes before midnight, monks in buddhist temples ring a bell 108 times, a number explaining the weaknesses and sins of man, so they have to be sent away before the new year comes. From midnight, a long series of "Hatsu" (firsts), all of them in the name of luck, prosperity and wellness, starts,like the 'first' visit to the temple (Hatsumode) to ring the gong-bell and ask for a good year. The old charms are burned down in a huge fire, because useless, and new ones are bought. The first three days of the new year see a massive flow towards all temples and human queues of Kilometers need to be taken into consideration if one wants to go to the main shrines....
There's also who wakes up before the sun rises (or doesn't go to sleep at all), to see the 'first' sunrise of the year, which seems to be a good thing.
New Year's day begins with the 'first' sake and tea of the year and then the visits to relatives and friends start, kids are given money as a gift, the food eaten in these days is cold, prepared some days in advance and kept so that women don't need to take care of the kitchen business.
Above all, no cleaning of any sorts at New year's day or the good luck entering the homes can be wept away otherwise.

Besides the superstitions, the Japanese are insanely shopaholics, and, not yet done with the wait at the temples to make sure they get blessed by the gods, they jump on the few shops open (other than Januaryt 1st, I have never seen Japan STOP and close down all the malls and department stores, neither EMPTY streets...) to catch the so called 'fukubukuro' (福袋), or lucky bag: every brand or business or shop wraps up a variable amount of goodies, remaining from the previous season, inside a bag which is sold for cheap the 'first' day of the year. From jan 2nd, for about one week, the sales begin.
But, since the Japanese inherited the Chinese traditions, they too follow the Chinese calendar. Therefore we can state that we officially entered the year of the tiger.

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Saturday, January 2, 2010

New Year's Celebrations

Per adeguarci alle tradizioni, io e gli amici italiani ci siamo organizzati al meglio per accogliere il 2010 nell'atmosfera più festosa possibile. Intanto ci siamo riuniti a casa di Ale e Maki, e siamo stati accolti festosamente da Ettore, il mastino di casa. Abbiamo cucinato tanta ma tanta roba da mangiare: ravioli di zucca, panzerotti, sformati di patate, casseruola di riso con carne e verdure, pane, torte, dolci vari e bevande varie...Poco prima della mezzanotte però è necessario muoversi e andare al tempio, per salutare il nuovo anno in maniera giapponese. Io ci tenevo tanto, mi piaceva l'idea di vedere come si trascorre la notte di san Silvestro da queste parti, cosa fanno i giappi. Bene, andiamo al tempio più vicino, bellissimo, con una pagoda di cinque piani, illuminato a giorno con le immancabili bancarelle di cibo e portafortuna vari. La fila per entrare è lunghissima e abilmente mantenuta da un manipolo di poliziotti, ma riusciamo comunque a farci spazio e guadagnare l'ingresso. L'atmosfera è proprio festiva, eppure è come se mancasse qualcosa...ecco, mancava la vitalità in effetti: i monaci si muovono senza dire una parola, seguono i loro rigorosi rituali, in silenzio la gente procedeva verso l'altare, ordinatamente e rispettosamente in fila,o passeggiano tra le bancarelle acquistando ora questo ora quello. Beh, si è pur sempre in un luogo di culto, mi dico, e quindi un minimo di compostezza va oservata. Di fatto, il nuovo anno giapponese è da paragonarsi al Natale della cultura occidentale, quindi festa soprattutto religiosa dedicata alle preghiere per salute, prosperità e felicità.


Mentre aspettiamo la mezzanotte, con tanto di botti a portata e spumante pronto, sentiamo i 108 rintocchi di campana che i monaci suonano praticamente in ogni tempio buddhista del Giappone (ritornerò sulla tradizione del nuovo anno giapponese con un nuovo post) e con il nostro per nulla ufficiale conto alla rovescia diamo il benvenuto al 2010 al tempio, esplodendo botti, bevendo spumante, scambiandoci auguri.

A quanto pare abbiamo turbato non poco la pace del luogo, difatti tutti ci guardavano sbigottiti (mai nessuno prima d'ora aveva osato sparare botti in un tempio, stranieri incoscienti e stupidi!!!) e addirittura un signore alquanto arrabbiato ci ha intimato di raccogliere quel che rimaneva delle nostre stelle filanti....e che sarà mai, dico io, neanche fosse uranio impoverito!!! Comunque, poichè il freddo è abbastanza pungente, ci dirigiamo nuovamente verso casa.

Un fatto imprevisto mi ha messo ancor più di buon umore: Giovanni, avendo ancora un botto da esplodere, decide di farlo proprio in un momento di silenzio mentre tutti stavano pazientemente in fila inondando la strada principale che porta al tempio. Qualche secondo di panico, grida di ragazze spaventate per la "deflagrazione", ma poi un gruppo di giovani ragazzi e ragazze iniziano a urlare "felice anno nuovo", ci vengono incontro e ci fanno gli auguri...finalmente un pò di azione da parte del popolo giapponese!!!Quindi non sono poi tanto tristi, basta solo dare loro un input!!!
I treni, solo per questa occasione, ci sono tutta la notte, il che contribuisce a dissolvere completamente l'ansia da rientro e a farci godere al massimo ogni fase dei festeggiamenti.
Rientro a casa in mattinata, 1 Gennaio 2010, e particolarmente contenta.

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Conforming to traditions, me and the Italian friends managed in welcoming the year 2010 with the most feasty atmosphere we could. Firsto of all, we gathered at Ale&Maki's, and we were also greeted by Ettore, the house dog. We cooked so so so much food: pumpkin ravioli, potato cakes, paella, bread, sweet cakes, and so on. Right before midnight, though, we hurry to visit the temple to greet the new year Japanese-style. I really wanted to, I liked the idea to see how the Japanese spend the last night of the year here, what they do. Well, we go the nearby temple, awesome one with a 5 levels pagoda, completely lighted up, its grounds filled with food stands and luck charms stands. The queue to enter is super long and well maintained by a horde of policemen, but we manage to sneak in and earn the entrance. The air is very feasty, and yet it's like we were missing something....yes, actually we were missing vitality: the monks float around without a word, they follow their strict rituals, silently people proceeded to the shrine's hall, ordered and respectfully queueing,or strolling through the stands to buy this or that.Well, I tell myself, this is a religious place so I guess that a tiny bit of rigorous respectful behavior is to be observed. In facts, the Japanese new year can be compared to our Christmas, that is a religious event aimed at praying for health, wealth and happiness.


As we wait for the midnight to come, with party fireworks and sparkling wine, we hear the 108 gong-bells monks ring basically throughout Japan (I'll get back to the Japanese traditions for new years with another post) and with our non-official countdown we welcome the 2010 at the temple, popping the fireworks, drinking wine, wishing each other a happy year.

Apparently we perturbed the peace of the place, for everybody stared at us (no one has ever dared to explode fireworks in a temple, stupid and careless foreigners!!!) and there even was a man quite irritated who forced us to pick what remained of our fires.....c'mon, it's not radioactive, dammit!!!Anyways, we head back home because the cold is getting on us and an unepected events swings my mood up: Giovanni, still holding one of the party cones, decides to pop-fire it right in a moment of silence while everybody was standing with patience on the main road to the temple. A few seconds of panic, girls scared to death screaming by the "blast", but then a group of guys and girls start wishing "happy new year" loudly, come to us and greet us...oh yeah, finally some action from the Japanese people!!!Then, they're not so sad after all, they only need inputs!!!
The trains, just for tonight, run all night long, and it helps dissolving completely the anxiety of catching the last one and we could enjoy all the celebrations.
I go back home in the early morning of January 1st 2010, and particularly happy.






 
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