Friday, November 27, 2009

Red Season

La primavera è rosa in Giappone, ma l'autunno è rosso fuoco.

Non so da noi, ma è qui che io o visto le foglie cambiare da un verde brillante fino a un rosso sangue, intenso, pieno, corposo. Prima del Giappone non conoscevo la pianta di acero, in particolare l'acero giapponese che ha foglie piccole e a cinque punte, che sembrano migliaia di stelle scese tanto vicino da poterle toccare.

A mio parere, l'autunno a Tokyo è la stagione più bella. Novembre è il mese più bello. A novembre infatti, le foglie iniziano a ingiallire, poi a rosseggiare, infine seccano e cadono dagli alberi formando a terra un tappeto spesso e morbido, che scricchiola sotto i piedi. Inoltre Novembre permette ancora di godersi le domeniche soleggiate e secche, i cieli limpidi e blu, le temperature piacevolmente tiepide.

E' a novembre quando i gatti amano dormire al sole, sopra i muretti o nei balconi, quando si va al parco a sgranchirsi le ossa, quando ci si siede a una panchina a leggere il libro preferito sorseggiando un caffè caldo, quando si passeggia in città stringendosi nei giacconi non ancora abbottonati e non ancora sostituiti dai più pesanti cappotti.

Ed è sempre a novembre che si va in montagna o ai giardini o qualsiasi altra macchia verde per inondarsi gli occhi di migliaia di sfumature di rosso.

Non mi è possibile rendere appieno la bellezza dei colori dell'autunno, non si può misurare il calore emanato dai toni forti, brillanti, cupi, sbiaditi. Sono questi i giorni in cui ci si sente bene, in cui tutto va vene, in cui tutto è perfetto.

Il fenomeno delle foglie rosse qui è chiamato Koyo, e così come accade in primavera con i ciliegi, attira orde di professionisti e non, appassionati e non che bramano di catturare ogni sfumatura di ogni singola foglia di ogni singola pianta. E si può ben capire il perchè.

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Spring is pink in Japan, but fall is flaming red.

I can't say about my country, but it's here where I saw leaves changing colors from a brilliant green to a intense, full, strong, blood red. Before Japan I didn't know the maple tree, the Japanese maple in particular which has small leaves with 5 tips that look like thousands of stars fallen down so close to be touched.

In my opinion, fall is the most beautiful season in Tokyo. November is the most beautiful month. In November, in facts, the leaves start getting yellow, then become red, they eventually fall from the trees and form on the ground a thick and soft carpet that creaks under the feet. Also, November allows to enjoy the dry and sunny Sundays, the clear blue skies, the pleasantly warm temperatures.

It's in November when the cats love napping in the sun, on the walls or on terraces, when one goes to the park to stretch a little, when one sits at a bench and read the favorite book sipping hot coffee, when one walks in the city streets in the warm jackets, not yet buttoned up, not yet substituted by the heavier winter coats. And it's in November when one goes to the mountain or to the park or to whatever green spot to fill one's eyes up with thousands of tones of red.

I can't render fully the beauty of the colors in autumn, I can't measure the warmth passed by the strong, brilliant, faded, dark tonalities. These are the days when one feels good, when everything's fine, when everything's perfect.

The red leaves foliage is called here koyo, and as it happens in spring with cherry blossoms, it attracts cohorts of professionals and non, aficionados and non, who are there to catch any shade of any leaf of any plant. And one can guess why.




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Monday, November 23, 2009

Ottobre in bici - Cycling in Kamakura

Ottobre ha finalmente ritrovato la sua identità, le giornate sono ancora abbastanza lunghe e tiepide da potersi permettere di trascorrere una domenica all'aperto. In una di queste giornate, Kamakura è la scelta unica e sola. Bisogna dire che di Kamakura non ci si stanca mai, della sua spiaggia, dei templi, delle statue e delle passeggiate in mezzo ai boschi.

Ma il modo migliore per visitare la città è rappresentato dalla bici. Noleggiamo il nostro mezzo (eh, in questi casi si va in tanti, altrimenti che gita è?) all'arrivo e ci dirigiamo subito verso il mare, ribattezzati -da me- "gli scugnizzi dalla bici rossa".

Il mare d'ottobre è calmo, pulito, quieto. Pochi quelli che si intrattengono sulla spiaggia a godere del caldo sole autunnale, pochi i windsurfisti, pochi gli abituali delle passeggiate domenicali.

Meglio, possiamo invadere la spiaggia con le nostre bici e farci quattro risate. Poi andiamo a terrorizzare i tanti visitatori che si intrattengono nei templi, in occasione anche della cerimonia per la celebrazione dei bambini di 3,5 e 7 anni, affinchè siano protetti contro le influenze del male. Dico terrorizziamo perchè essendo un gruppo di 8 scugnizzi stranieri, in sella a altrettante bici, che si muovono in branco...beh, direi che i poveri giappi si sono quanto meno meravigliati!

Comunque sia, ogni qualvolta si va a Kamakura si scoprono templi nuovi, mai visti prima. E per noi, questa volta non rappresenta certo una eccezione. E con le primissime foglie che stanno cambiando colore, con il sole caldo e accecante, viviamo un giorno memorabile.
 
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October has eventually got its identity back, the days are still long enough and warm enough to allow us to spend a Sunday outdoor. In one of those days, Kamakura is the only solely choice. It must be said that one is never tired of Kamakura, of its beach, its temples, its statues and its walks in the bushes.

But the best way to visit the town is represented by bicycles. We rent our bike (well, in such cases many people join together, or it won't be a trip otherwise) at the arrival and we head immediately to the beach, called -by me- the "scugnizzi (Neapolitan word to identify a guy) with the red bike". The October sea is calm, clean, quiet. Few are those who sit on the beach to enjoy the autumn sun, few are the windsurfers, few are the usual Sunday walkers.

That's better, we can invade the beach with our bikes and have fun. After that we terrify the many visitors who are around the temples, in occasion of the ceremony to celebrate the 3,5 and 7 years old children who are blessed against evil influences. I say terrify because being a group of 8 scugnizzo foreigners, on as many bikes, who move in group...well, I'd say that the poor Japs were at least impressed!!

Anyways, any time one goes to Kamakura, they discover new temples. And for us, this is no exception too. And thanks to the first leaves turning colors, thanks to the warm and shiny sun, we live a memorable day.
 



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Thursday, November 12, 2009

Takaosan -- 高尾山

Il monte Takao, o Takaosan, è uno dei più facili da scalare. Alto solo 599m si trova 50km dal centro di Tokyo ed è facilmente raggiungibile coi mezzi pubblici. La pecca del monte è la sua accessibilità: essendo sede del tempio Yakuoin, dedicato alla divinità Tengu (quella divinità rappresentata da un uomo dal naso lungo), c'è un agevolissimo sentiero pavimentato che dai piedi della montagna porta praticamente fin su in cima. Di conseguenza, vista la poca esperienza necessaria, il monte e il tempio sono meta comune per i tokyani alla ricerca di una giornata da passare in mezzo alla natura. Inoltre, per un tratto, è addirittura possibile salire su una comoda seggiovia o su una carrozza di un trenino, che permettono di raggiungere un altipiano da dove è possibile vedere la città in lontananza e d'estate la calca per entrare al biergarten organizzato fino a tardi è fitta.


Comunque sia, fortunatamente il monte dispone di ben altri 4 sentieri che permettono una scalata decentemente esigente. I vari sentieri sono numerati e ben segnalati, a ogni biforcazione o incrocio su per la montagna si può facilmente controllare la direzione tramite segnaletica in giapponese e in inglese. Alla stazione ai piedi della montagna, poi, è possibile procurarsi una mappa ben fatta dei vari sentieri, la loro lunghezza, il tempo necessario a percorrerli, i punti di interesse, scorciatoie, eccetera.

Sia la scalata, sia il tempio meritano sicuramente. La flora di Takaosan è variegata, e include piante sub tropicali, conifere, piante tipiche della zona temperata, eccetera. Muschio, funghi, rami spezzati, ragnatele, rivoli d'acqua, cascate e altro possono essere scorti durante l'ascesa. E poi, adesso le foglie degli aceri cominciano a ingiallire e tra poche settimane il monte si trasformerà dal verde al rosso acceso. Il bosco, silenzioso, in ombra, tranquillo è stupendo, se non fosse per l'eccessiva presenza dell'uomo. I sentieri erano un andirivieni di gente che si dimostra gentile e educata, salutando e dando la precedenza lungo i passi più stretti. Certo, non mancava chi si è portato con se il cagnolino o la fidanzata imbellettata e sui tacchi, ma questa è un'altra storia...

Il mio percorso ha previsto l'ascesa lungo un sentiero poco agibile ma comunque semplice da percorrere, senza troppi sforzi, e la discesa dalla vetta lungo il sentiero pavimentato cosi da poter passare per il tempio nella via del ritorno.

la cima del monte era letteralmente infestata di gente, che stanchi per via della salita, riposano e mangiano come in un unico grande picnic. Una cosa che sembra un pò inutile è la presenza di un ufficio turistico....ma non sarebbe meglio piazzarlo alla base del monte cosi da essere più utile?

Comunque sia, disgustata dalla massiccia presenza di gente sulla cima (un bel cambio rispetto alla scalata traquilla e poco affollata), vado a cercarmi un posticino nascosto per riposarmi prima di ritornare giù verso il tempio. Dicono che si veda il monte fuji da Takao, ma quello suppongo che sia un lusso riservato ai super mattinieri nelle poche limpide giornate d'inverno, quando l'aria è pulita e secca.

Il tempio è casa per due divinità tengu rappresentate da due uomini alati uno dal naso lungo e l'altro dal becco d'uccello. La cosa buona del visitare il tempio al ritorno è che non ho dovuto salire le centinaia di scale che dal basso portano fino al tempio. La cosa brutta però è stata ridiscendere lungo il sentiero pavimentato: in alcuni tratti la pendenza era tale da ridurre le ginocchia in frantumi e inoltre la mancanza di ammortizzante naturale come può essere il suolo grezzo, ha influito sulle giunture non poco.

Vabbè, il tempio è comunque apprezzabile, dallo stile interessante e inusuale. Nell'area anche un piccolo tempio buddista. Altra cosa interessante: a partire dal gate del tempio, ai lati del sentiero vi è una successione di lanterne rosse che accompagnano il fedele fin su al più alto padiglione. Bello, in particolare al calar del sole quando i raggi filtrano tra gli alberi seguendo quella particolare angolazione che trasforma un normale sentiero di montagna in un sentiero incantato.

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Mount Takao, or Takaosan, is one of the easiest to climb. Just 599mt high, is 50KM from Tokyo centre and is easily reachable by public transport. The bad thing about the mountain is its accessibility: as ground of Yakuoin temple, where Tengu (long nosed) deities are worshipped, there's a easy paved trail from the feet of the mountain till the top. As a consequence, seen the little experience needed for such a climb, the mountain and the temple are a common destination for Tokyoites looking for a day in the nature. Also, fol a long trait, a cablecar or a lift allow people to get to a highland where the city can be seen in teh distance. This place in summer is over crouded, as it works as openair biergarden till late.

Anyways, the mountain offers 4 more trail decently demanding. The various paths are numbered and well signaled, at every split of the path one can check the directions on English and Japanese signs. At the station at the feet of the mountain,climbers can get a well done map with all the trais, their length, the time required for the climb, the points of interest, shortcuts and so on.

Both climb and shrine deserve it all. Takaosan's biodiversity includes sub tropical plants, pie trees, temperate regions vegetation, etc. Moss, mushrooms, broken trees, spider webs, waterfalls and much more can be observed while climbing. And then, now the leaves are starting to get red and in few weeks the mountain will turn from green to bright red. The forest, silent, in the shadow, quiet, is wonderful but the massive presence of people ruin it a little. The walking paths are full of people, mannered, though, saying hello and asking for forgiveness when we crossed at narrow parts of the trails. Sure, there were as well people who took their little pets or their fashionable girlfriends in high heels, but that's another story...

My hike went up through a rough but easy trail, without too many efforts, and came down along the paved path so to be able to pass by the shrine on the way back.

The top of the mount was litterally invaded by people who, exhausted for the climb, take a rest and eat lunch like in a huge unique picnic. Something that looks pretty useless is a tourist office up there.....whouldn't it be way more useful,were it at the feet of the mountain?

But anyways, disgusted by the massive presence of folks there (a deep change from the quiet hike), I seek a place well hidded to relaz before walking back to the temple. They say Mount fuji is visible from Takao, but that I guess is the luxury for the early hikers in the few clear winter mornings when the air is dry and clean.

The shrine is home for two deities represented by two men with wings, a long-nosed one and a bird's beak-mouthed one.The good thing of visiting the temple on the way down the mount was that I didn't have to climb all the stairs leading to te main shrine from the bottom. THe bad thing, though, was the walk down the paved path: for some traits the slope was so steep that knees were wrecked and the lack of softer ground made the ankles hurt a lot.

Alright, the temple is very nice with a nice and unusual style. In the area also a small buddist stupa. Another interesting thing: from the main temple gate, at both sides of the trail long lines of red lanterns accompany the worshipper up to the highest pavillon. It's especially beautiful when at sunset the rays of light pass through the trees following that special angle that transforms a common mountain path into a fairytrail.
 



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Saturday, November 7, 2009

la metafora dell'amicizia

(Tokyo, Yoyogi Park in November)

L'amicizia è un seme. Se il seme non è integro, non diverrà mai pianta. Se il terreno in cui è stato piantato non è fertile, il seme mai maturerà. Così è l'amicizia, se non è sana non si svilupperà, se alla base non c'è un terreno fertile,se non c'è stimolo, se non c'è voglia, non crescerà.

Il seme diventa pianta. Una pianta fragile e delicata. Ha bisogno di tutte le cure possibili, ha bisogno del sole, dell'acqua, soffre il freddo e soffre il caldo. Al pari della pianta, l'amicizia è fragile e necessita attenzioni. Il suo sole e la sua acqua sono rappresentati dal calore umano e dal reciproco affetto.
La pianta diventa albero, sano, forte. Resiste alle intemperie, al vento, alla pioggia, alle estati torride, agli inverni rigidi. All'ombra di esso si trova riparo. Al pari di un albero, l'amicizia col tempo si consolida e si fortifica. Un amico è sempre un amico sia nel bene che nel male, ci aiuta e ci sostiene nei momenti belli e nei momenti brutti.
Segue il ciclo della natura, l'albero, e a ogni stagione si trasforma: fiorisce in primavera per salutare la vita, dà i frutti in estate, si ingiallisce e si riposa in autunno, perde le foglie in inverno per ridurre il consumo di energie e prepararsi alla successiva primavera. Tutto ciò avviene affinchè l'albero possa continuare a vivere anno dopo anno. Se l'amicizia non si adegua e non si rinnova, non durera.
Esposto al gelo, l'albero cessa di vivere. Esposto alla siccità si inaridisce e muore. Le condizioni di vita estreme dell'amicizia sono il distacco, l'indifferenza da un lato, e la gelosia e l'invidia dall'altro lato.
A volte l'albero si ammala, si prova di tutto ma quando è troppo tardi l'unico rimedio è tagliarlo. Quando un'amicizia si corrode c'è poco da fare.

L'amicizia è un bosco. Il bosco resiste a tutto, fuorchè agli incendi. Dopo un grosso incendio rimane solo fumo, desolazione, vuoto. In un'amicizia l'incendio è provocato dall'ira, le maldicenze, le provocazioni.

L'amicizia è un fiore. Dal suo nascere come gemma sino al suo sbocciare,ogni fiore è bello, ha un suo profumo. Quando il fiore appassisce, è una morte apparente, in quanto esso si trasforma presto in frutto, genera un nuovo seme e pone i pesupposti per una nuova vita. Allo stesso modo, quando un'amicizia si affievolisce non è detto sia finita.

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Friendship is a seed. if the seed is not good,it will never become plant. If the soil where it was planted is not fertile, the seed will never mature. So friendship is, if it's not sane it won't develop, if at the bottomthere's no fertile soil, no stimula, no wish, it won't grow.

The seed becomes a plant. A fragile and delicate plant. it needs as much care as possible, it needs sun, water, it suffers cold and heat. Like the plant, a friendship is fragile and requires attentions. Its sun and water are human warmth and reciprocal affection.
The plant soon becomes a tree, strong and healthy. It is resistant to wind, rain, dry summers and cold winters. Under it one finds protection. Like a tree, friendship fortifies and gets solid. A friend is always a friend, in good and evil, a friend helps and supports in bad and good times.
It follows the natural cycle, the tree, and it transforms at every season: it blooms in spring to welcome life, it gives fruits in summer, it gets yellow and rests in autumn, it loses all leaves in winter to save the energies and get ready to the next spring. All of this happens so that the tree can live year after year. If friendship doesn't adapt and doesn't renew, it won't last.
Exposed to ice, the tree stops living.Exposed to drought, it dries and dies. The extreme conditions for a friendship are detachment and indifference on one side, and envy on the other.
Sometimes a tree gets sick, one can try everything but when it's too late the only remedy is cut it. When a friendship is corroded, there's little left to do.

Friendship is a forest. A forest can resist to everything but fires. After a huge fire only smoke, desolation, void remains. In a friendship, fires are caused by rage, badmouthings, provocations.

Friendship is a flower. From bud to blooming, all flowers are beautiful, have their own smell. When a flower withers, it is a apparent death, because the flower turns into a fruit, it generates a new seed and puts the premise for a new life. In the same way, a friendship when is weakened, it doesn't mean it's over.

Tuesday, November 3, 2009

Nokogiriyama のこぎり山

Il più grande buddha in Giappone si trova a solo 2 ore e mezzo di treno da Tokyo, in quella penisola tra terra e oceano che si chiama Chiba.
Nokogiriyama, nella suddetta penisola, dirimpetto a Yokosuka dall'altro lato della baia di Tokyo,è sede del tempio Nihonji entro il perimetro del quale si trova l'impressionante statua di ben 31 metri, interamente scavata nella nuda roccia.
Il viaggio.
Ci sono due modi per raggiungere Nokogiriyama. Uno è andando in treno da Tokyo, verso nord, costeggiando la baia. L'altro è andando a sud verso Kurihama e da lì prendere il traghetto.
Raggiungo Chiba in traghetto, mi piace di più l'idea di muovermi via mare, il mio elemento naturale. Serena e gli altri vanno invece in treno e mi aspettano dall'altro lato. Durante la traversata una coppia di giapponesi inizia un involontario spettacolo che coinvolge gabbiani e acquile. I due si limitano a lanciare patatine ai volatili, che cercano disperatamente di catturare al volo il facile pasto esibendosi in delle fantastiche giravolte e volate a bassissima quota. Le acquile, magnificenti animali enormi e eleganti, non mancano un colpo. Mi passano talmente vicine che posso sentire il rumore delle loro ali fendere l'aria.

Il tempio.
Raggiungere Nihonji non è la cosa più facile del mondo, anche perchè abbiamo scelto la via più complicata per andarci, ovvero scalare la montagna piuttosto che raggiungere l'ingresso ufficiale a valle, alla stazione successiva. Il tempio infatti sorge in cima alla montagna, un complesso roccioso da cui enormi blocchi di pietra sono stati tagliati via, dando origine a pareti lisce e alte, e il monte stesso, Nokogiri significa infatti sega in giapponese. Pertiamo per una delle più divertenti ma difficili spedizioni all'interno del bosco, arrampicandoci su per la montagna e di tanto in tanto facendoci due risate. La natura è, come sempre, dominante: altissimi pini, arbusti rampicanti, muschio, ragni enormi indaffarati a costruire tele enormi.
Raggiungiamo il perimetro del tempio dopo quasi 2 ore di scalata, ignari di quello che ci aspetta. L'area del tempio è infatti vastissima, e i sentieri -per fortuna ben fatti, con tanto di scale o pavimentazione in pietra- salgono e scendono senza sosta...tra il punto panoramico e la statua di buddha, ci sono infatti 784 gradini (e questa è la via più breve), che noi abbiamo fatto in entrambi i sensi!


Diverse sono le "attrazioni" che troviamo al tempio. In ordine di altitudine troviamo:
-Jigoku nozoki (地獄 のぞき) è un punto panoramico che potrebbe essere descritto come un balcone che si affaccia sul vuoto assoluto. Centinaia di metri più in basso si trova l'igresso del tempio, dove siamo arrivati con la prima di tante ascese. La vista da quassù si estende per kilometri, fino a poter scorgere Toyko nella foschia.
-Statua della dea Kannon scolpita sulla prete verticale della montagna, proprio sotto al punto panoramico. Anche questa statua è alta varie decine di metri.
-1500 statue dei discepoli di buddha, statuette tutto tondo disseminate per l'area del tempio, sistemate all'interno di grotte naturali. Se si vuole vederle tutte bisogna seguire l'itinerario più lungo dalla statua di Kannon, giù fino alla statua del buddha, proseguendo per un sentiero tortuoso. Purtroppo molte statuette, una diversa dall'altra, sono state roinate da vandali e quindi è più facile vedere statue decapitate che statue intere...peccato.
-daibutsu, dopo innumerevoli scale finalmente arriviamo all'immensa statua del buddha. Qualsiasi foto della statua si osservi non le rende per nulla giustizia, e di conseguenza bisogna proprio andarlo a vedere di persona per restare a bocca aperta. La statua, ricavata per intero dalla roccia, è perfetta sin nel più piccolo dettaglio.




Finalmente, dopo il meritato riposo, siamo giunti a valle e dopo il buddha non resta che passare dal tempio e tornare a casa. Ma il tempio è in ristrutturazione e quindi chiuso al pubblico, per cui ci affrettiamo all'uscita e procediamo per una passeggiata di quasi 5KM per raggungere la stazione più vicina, attraversando orti e campi di riso.
Quest'area di chiba è molto rurale, a parte la civilizzazione introdotta dall'arrivo della ferrovia, la gente vive in maniera semplice e le giornate passano lente. Una differenza abissale dalla psichedelica Tokyo, ma è stata, la nostra, una gran bella giornata in mezzo alla natura.
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The biggest Buddha statue in Japan is only 2 1/2 hours by train from Tokyo, in that peninsula beween land and ocean called Chiba.
Nokogiriyama, in the above mentioned peninsula and facing Yokosuka on the other side of Tokyo bay, is home of Nihonji temple and within its perimeter is the impressive 31meters high statue, entirely carved in the mountain.
The trip.
There's two ways to get to Nokogiriyama. one is go by train from Tokyo, heading North and following the bay curve. The other is heading South till Kurihama and catch the ferry there.
I go to Chiba by ferry, I like the idea of travelling by sea, my natural element, more. Serena and the others go by train intead and wait for me on the other side. While traversing the bay, a couple of Japanese start a show, unwillingly, involving seagulls and eagles. The two were only throwing chips to the birds, in an attempt to feed them, who tried by all means to catch the easy food on fly, performing in fanstastic twists and passing by us very close. The eagles, magnificent animals, huge and elegant, don't miss a shot. They fly so close to me I can hear the sound of their wings cutting the air.

The temple.
getting to Nihonji is not the easiest thing on earth, also because we chose the most difficult way to go, which was climbing up the mountain rather than reach the official entrance more down, at the next train station. The temple, indeed, is on the mountain, a big rock where huge pieces of stones have been cut away from, shaping the mountain with flat high walls. The mountain itself, Nokogiri, means actually sawin Japanese. We depart for one of the funniest and yet most difficult expeditions in the woods, climbing up and laughing every now and then. Nature is, as usual, dominating: very tall pine trees, wild ivy, moss, giant spiders busy building huge webs.
We reach the temple area after about two hours, not knowing what waits for us inside. The area where the temple is, is vast and the walking trails - fortunately well done with stairsteps and stoned pavement- go up and down non-stop....only between the lookout point and the statue of buddha there's 784 steps (and it is the _short_ way) which we climbed in both directions.


Various "attractions" in the area. In order of altitude we have:
-Jigoku nozoki (地獄 のぞき) is a panoramic point that can be described as a balcony on the absolute void. Hundreds of meters below there's the entrance to the temple where we arrived before. The view from here goes for kilometers,till Tokyo.
-Statue of goddess of mercy, Kannon carved in the vertical wall of the mountain, just below the lookout point. This carving is tall too.
-1500 statues of the disciples of buddha, round statues scattered around the temple area and placed inside natural grottoes. if one wants to see them all should follow the longer path from the statue of Kannon down to the statue of buddha, walking a snakeing way. Sadly enough, many of the statues have been beheaded by vandals...shame.
-daibutsu. After plenty of stairs we eventually get to the huge statue of budddha. Any photgraph of it is not giving it justice, so one oughta go and see personally. The statue, carved entirely from the mountain, is perfect in evry tiny detail.




And finally, after the well deserved rest, we are left only the temple and after that we can go back home. But the temple is under restoration and is not open to the public., so we rush to the exit and proceed for a 5Km walk to the closest station, going through gardens and rice fields.
This area of Chiba is very rural, besides the civilization introduced by the presence of the railways,people live a simple life and days pass slowly. An abyss from the psichic Tokyo, but it was, ours, a great day in the nature.

Sunday, November 1, 2009

Lifestyle -- 3X1

Quante persone servono a una cassa? tre. Una che passa gli acquisti, una che fa il conto e una che imbusta il tutto.

Quante persone servono all'uscita di un parcheggio per auto?Tre. Una alla sinistra dell'uscita, una alla destra e una di fronte a fermare i passanti.
Quante persone servono per un attraversamento pedonale? Tre. Una a un lato del semaforo, una al centro dell'incrocio. E l'omino lampeggiante verde.
Quante persone servono a un ristorante?Tre. Una che accoglie, una che porta i menu e una che prende le ordinazioni.
Quante persone servono in caso di lavori in corso su una strada?Tre. Di cartone posibilmente, con una luce rossa lampeggiante. Altrimenti una persona ai tre lati dei lavori.
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How many people are needed at a counter?Three. One to check the items, one to calculate the bill and one to put everything in a bag.
How many people are needed at a car park gate?Three. One on the left of the exit, one on the right and one in front of it to stop pedestrians.
How many people are needed at a pedestrian crossing? Three. One at one side of the traffic light, one in the middle of the crossing. And the green blinking man.
How many people are needed at a restaurant? Three. One to welcome the guests, one to bring the menu and one to take the order.
How many people are needed in case of work in proress? Three. Made of paper possibly, with a red fashing light. Otherwise one person at each of the three sides of the work.


E su questo elogio dell'abbondanza di forzalavoro in Giappone, vi lascio con l'ultima domanda.
And upon this eulogy of the abundancy of the manpower in Japan, I leave you with one last question.

Quante persone servono per fare un gelato come questo nella foto?

How many people are needed to make the ice cream like the one in the photo?

Chiaramente tre. Una per mettere la base di gelato, una per mettere la panna e una per decorare la coppa.

Three, clear.One to prepare the base, one to put the whipped cream and one to decorate the cup.

Osaka heights 大阪

La visita a Osaka è stata una volata, un mordi e fuggi di alta qualità.
Ultimo giorno di vacanza, da Wakayama mi devo fermare a Osaka da dove prenderò lo Shinkansen per Tokyo, quindi perchè non fare check out presto la mattina e godersi un pò la seconda città del Giappone?

Di per sè la città e una piccola Tokyo, con tanti grattacieli, tante aziende, tanti negozi e tante ma tante infrastrutture. Come punti turistici, anche nelle guide di maggior spicco, vengono citate praticamente aree dedicate allo shopping, zone di grandi magazzini, la zona della baia, piena di intrattenimenti tra cui musei, un acquario immenso e famosissimo, ruote panoramiche ecc. Ciò che potrebbe interessare è anche il castello di Osaka,forse qualche parco.

Arrivo a Nanba, la zona trendy di Osaka, il centro dell'intrattenimento e della vita giovane, ma di giorno non è che un ammasso di altissimi palazzi e autostrade sopraelevate,dove poca luce riesce a filtrare attraverso i tanti edifici svettanti. Per fortuna edifici di un certo volume si possono scorgere facendo due passi, come anche il teatro del Kabuki proprio vicino alla stazione centrale di Nanba, che vanta tra l'altro un bel edificio d'epoca e molto europeizzante.

Ho solo due obiettivi da raggiungere: andare a Tempozan, sulla baia, e fare un salto a Umeda, l'area del business e della frenesia diurna.
La ruota panoramica nella baia, non a caso chiamata ruota gigante, è forse una delle più grandi al mondo, se non la più grande, e la vista da lì è decisamente affascinante. In giorni di cielo limpido e sereno si riesce a vedere fin oltre l'isola di Awajijima!!


Il giro completo sulla ruota secondo me non dura abbastanza, vorrei ripartire per un secondo giro ma ahimè bisogna scendere e dirigersi a Umeda.
Salto completamente la visita al castello e vado direttamente all'oggetto del desiderio: lo Sky Building di Osaka, un nuovissimo grattacielo dall'estetica molto discutibile e discussa, ma con una vista dal suo osservatorio senza eguali. Purtroppo la giornata aveva iniziato a perdere il suo fascino, visto che il cielo si riempiva di novole e tutta la città aveva un aspetto triste e cupo. Quello che si vede da lassù è una Osaka molto ricca di grattacieli, forse molti di più che a Tokyo, distribuiti in tutta la città, ma in generale non ci sono elementi architettonici di rilievo o che catturano lo sguardo. Tutto sembra ammassato e pare manchi l'aria.
Non so perchè, ma all'osservatorio, essendo praticamente una passerella circolare all'aperto, in cima al tetto, erano presenti alcune guardie....sarà per evitare tentativi di suidicio?


Curiosità: le coppie che vogliano consacrare il loro amore possono recarsi a Osaka allo Sky building per vivere magici e romantici momenti. A un angolo del giardino all'aperto c'è un piazzale dove è possibile incatenare al "balcone" un lucchetto a forma di cuore, cosi da sigillare e sancire i sentimenti reciproci. Ovviamente il lucchetto è acquistabile allo shop dell'osservatorio, dove è possibile persino farselo incidere al momento con le proprie iniziali o quant'altro la fantasia voglia.
Infine, essendo nel paese delle stranezze e delle stravaganze, non può mancare il padiglione dell'amore, dove gli innamorati si recano e assieme suonano una campana di fronte a un simbolico tempio in miniatura.
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The visit to Osaka was a fast one, a high quality catch and run.
Last day of vacation, I have to transfer in Osaka from Wakayama to catch the shinkansen to Tokyo. So, why not to check out early and wander for a while in the second city of Japan?

Osaka itself is like a smaller Tokyo, with many skyscrapers, many companies, many shops and many many infrastructures. As touristic sopts, even in the most reliable tourist guides, basically all the shopping centers and shopping areas are cited. There's also the bay area, a famous aquarium, then the castlecan be of some interest, some parks.

I arrive in Nanba, Osaka's trendy district, centre of entertainment and young people meeting point, which is,during the day, just a bunch of skyscrapers, high highways, a place where not much light can filter through the tall buildings. Fortunately,also important buildings like the kabuki teatre and historical buildings can be seen.
I have only two main objectives: go to Tempozan, the bay, and jump to Umeda, the business district.
The panoramic wheel at the bay, called giant wheel for a reason, it's maybe one of the biggest in the world, if not the biggest, and the view from up there is simply awesome. When the sky is clear one can see down to Awajijima island!!


I have the feeling the ride on the wheel is not long enough, I'd like to have another ride but I have to head to Umeda.
I totally skip the visit to Osaka castle and I got directly to my goal: Osaka Sky Building, a brand new skyscraper with a very questionable and quationed aesthetic, but with a rooftop with no equals. The day unfortunately had started turning grey, the sky had started to fill upwith clouds and the whole city looked doomy and sad. What can be seen from up the observatory is a Osaka rich in skyscrapers, maybe more than in Tokyo, distributed around the city. In general, though, there's no relevant architectural landmark. Everything looks packed up and looks like one can't breath.
This, I don't know why, looked funny: on the roof, basically a circular open air space, there where guards.....may it be to avoid suicide attempts?


Curiosity: the couples who want to sign their love can go to the Osaka Sky Building to live unique romantic moments. At one corner of the open air garden there's a tiny space where they can hang a heart shaped lock on a "handrail" so to make ethernal their reciprocal feelings. Absolutely possible is to buy the lock at the observatory shop, where it's also possible to carve the couple's initials or some other words on it.
And, being in the country of the extravagances, the love shrine can't be missing up there.