Thursday, October 8, 2009

Traditional Kyoto - Part I 京都

Overview di Kyoto

Città che meglio di tutte rappresenta e si fa portavoce della giapponesità, Kyoto è finalmente inserita nel mio itinerario. Settembre 2009, il mio viaggio inizia proprio da Kyoto, che a sole due ore in Shinkansen da Tokyo rappresenta un salto di qualità e d'epoca non indifferente.
Molti, fin troppi templi e giardini a Kyoto, circa 2000, fanno della città ciò che è: la meta di milioni di turisti ogni anno, giapponesi e non, che vogliono cogliere l'essenza del paese del sol levante.

Accoccolata in una valle tra alte colline, dove sono situati i templi di maggior rilievo e quelli con una vista superba sulla città, Kyoto è la mia base per 5 giorni, di cui tre in città. Difficile fare un breve resoconto di questi tre giorni, perchè non si finirebbe mai di cantare le lodi dell'immenso patrimonio storico e culturale che Kyoto ospita. In generale, non abbiamo mantenuto una rigida e fissa tabella di marcia, ma ci siamo concentrate sulla top-10 e ci siamo poi lasciate trasportare dallo sguardo e dalla curiosità. E dal portafoglio. Visitare Kyoto necessita di una vincita alla lotteria, infatti quasi tutti i siti che vale la pena vedere, tutti i siti che si vuole assolutamente visitare penalizzano con un biglietto di ingresso che varia in maniera non indifferente e a fine vacanza si è praticamente speso più per pedaggi che per pranzo. Tant'è che non abbiamo visto alcuni must di Kyoto per via di prezzi troppo esosi, ma in compenso abbiamo scoperto tanti templi e angoli poco affollati, gratuiti e interessanti.
Nota per i viaggiatori immaginari: rivedere la parte di "Lost in translations" ambientata a Kyoto e "Memorie di una geisha" aiuta.

Una cosa però va detta su Kyoto. Se si eliminano dalla città i templi e i giardini per cui è famosa, non resta che una scacchiera di edifici vecchi e brutti che si alternano a più recenti, moderni palazzi e centri commerciali. Tolto l'intrattenimento di Pontochoo e i suoi locali che si affacciano sul fiume, anche il fascino tutto orientale è perso e Kyoto altri non è che una piccola città senza poesia e storia.

Kyoto si, Kyoto no.

Si e no alla futuristica stazione, struttura a blocco,ricoperta di vetri specchiat, dall'aspetto esterno per nulla interessante, dentro invece è proprio accattivante e moderna. La vista dal tetto è spettacolare.
No alla Kyoto Tower, piazzata sul tetto di un hotel.
Si alle ben fatte mappe della città e delle linee degli autobus.
No al sistema di trasporto urbano: sistema di pagamento per gli autobus poco pratico, mezzi strapieni, traffico congestionato e umore, di conseguenza, nero.
Si alla vita notturna di Kawaramachi, gli aritisti di strada e le birre seduti lungo il fiume, alle stradine strette e piene di ristoranti di Pontochoo, a Gion e al suo quartiere delle geishe.
No agli edifici post-guerra frutto dell'onda creativa degli anni 50-70, arrivati ai giorni nostri come esempi di urbanistica moderna.

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Overview of Kyoto

City that better than any other represents Japan, Kyoto is finally included in my itinerary. September 2009, my travel starts right in kyoto, which, only two hours by shinkansen from Tokyo, is a change in quality and times not indifferent.
Many, way too many temples and gardens in Kyoto, about 2000, make the city what it is known for: destination for millions of tourists every year who want to catch the essence of the country of the raising sun.

Cuddled in a valley in between hills where all the most important temples and the one with superb views of the city are, Kyoto is my base for 5 days, three of which to explore the town. A brief review of these three days is hard because I couldn't stop talk about the immense patrimony both historical and cultural Kyoto has. In general, we don't stick to a fixed schedule, but we focused on the top-ten and we then let our eyes and curiosity drag us. And our wallets too. Visiting Kyoto requires minimum a lottery win, since nearly all the sites worth a look, all the must-be seen sites penalize with entrance fees that at the end of the trip make you wander how you ended up paying for temples more than for restaurants. Therefore, we decided to skip some must-sees of Kyoto because of too high prices, but in return we discovered many temples not crowded, free and interesting.
Note for the travelers with imagination: watching the scenes of "Lost in translations" set in kyoto and "Memories of a geisha" helps.

One thing that must be said on Kyoto,though. If one removes temples and gardens the city is famous for, only a set of old and ugly buildings together with newer ones and department stores remain. Taking out the entertainment in Pontochoo and its restaurants overseeing the riverside, even the Eastern fascination is lost and Kyoto becomes a city without history or poetry.

Thumb up, thumb down Kyoto

Up to the futuristic station, a block solid structure covered with mirroring glass and with a outside look not interesting at all. But inside is really catchy and modern.The view from the roof is spectacular.
Down to the Kyoto tower, on the roof of a hotel.
Up to the city guide maps and bus lines maps very well done
Down to city transportation: payment systems on buses not practical, packed buses, traffic jams all the time and mood, as a consequence, low.
Up to nightlife in Kawaramachi, the artists and the beers sitting along the river, to the narrow streets of Pontochoo full of restaurants, to Gion and the geisha area.
Down to the post-war buildings from the creative wave of the 50'-70's, kept as examples of modern urban architecture.





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