Saturday, October 24, 2009

Modern Kobe 神戸

Kobe è una città moderna e attiva, ma non caotica nè nevrotica. E' uno sballo per gli amanti della moda e dei bei negozi, fare acquisti a Kobe è una mecca per gli appassionati. Piccola, ben servita dai mezzi di trasporto, ha di suo un aeroporto costruito su un'isola artificiale così come lo è Port Island, area di musei, centri conferenze e simili, e come lo è anche Rokko Island, dove c'è addirittura il museo della moda.
La città è una delle mie mete desiderate visto che dicono abbia una "veduta notturna da un milione di dollari", quindi ho apposta scelto un pernottamento a Kobe per poter anche io fare la mia esperienza. Avrei in effetti voluto arrivare a Kobe nel primo pomeriggio cosi da avere tutto il tempo di raggiungere la cima del monte Rokko in funivia da cui si ha la più stupefacente vista della città, ma si sa che ci sono sempre ritardi non previsti in tutti i piccoli e grandi viaggi,specie se in gruppo, di conseguenza non si arrva a Kobe prima delle 6. Poco male, vorrà dire che l'indomani mattina si avrà il tempo di gironzolare senza meta mentre adesso ci si può concentrare sulla baia, più precisamente nota come Meriken Park, tralasciando la montagna. Però quando si è in gruppo, bisogna mettere in conto anche le preferenze degli altri, e così andiamo a visitare il quartiere di Kitano famoso per le sue case in stile europeo, pur facendo notare che a)europei in Giappone non avrebbero certo bisogno di andare a vedere edifici europei e b)al buio non si vedrebbe nulla comunque. Come pensavo, poco abbiamo potuto vedere delle case, arrampicate su per il pendio della montagna in un intrico di stradine strette e tutte in salita. Unico elemento creativo è la piazza circolare al centro di Kitano, costruita su più livelli e arricchita di bronzi di ignoti musicisti intenti a suonare il loro strumento. Tuttavia una musica vera ci ha guidati verso un tempio in cima a una alta rampa di scale da cui ci è stato possibile cogliere solo la sommità del fantastico gioco di luci che dalla baia si intravvedeva sin quassù.

Avendo perso abbastanza tempo a Kitano, e avendo anche dovuto mettere qualcosa sotto i denti prima che Michela ripartisse, con Salvo spero di avere magigor fortuna a raggiungere la baia. Vuoi la sicilianità che ci fa pigri, vuoi il non volersi avventurare a un'ora cosi tarda, il mio compagno di viaggio consiglia di prendere il treno, seppure io sono ben disposta ad andare a piedi, tanto sono solo 10 minuti di camminata. Ma nella ricerca del punto migliore per poter almeno scattare una foto ricordo restiamo invischiati fino a tardi, e essendo in una zona remota e abbastanza isolata della città decidiamo che dopo tutto è meglio tornare in albergo, finchè ci sono ancora i treni, e finirla li per stasera. Certo, sono rimasta con il desiderio di vedere sta benedetta baia di notte, ma che fare...

L'indomani invece gironzolando a piedi -e Kobe si percorre tutta in sole 3 ore- ho praticamente coperto tutte le aree strategiche: ho visto la zona del porto, la baia, le autostrade che si accavallano su tre livelli, pittori amatoriali che disegnano acquerelli al molo, Chinatown, Motomachi e le sue shopping street con negozietti trendy e fashion, il tempio poco distante da Kitano. Non sono ritornata a vedere le case europee con la luce del sole, non ne avevo proprio intenzone.

La baia con la sua torre rossa, di forma conica, con il museo marittimo e gli hotel è davvero davvero spettacolare. E se lo è di giorno, immaginate come possa essere quando si accendono le milioni di luci alla sera...

Kobe è stata anche segnata da un violento terremoto nel 1995, che ha lasciato non pochi segni. Al porto vengono mantenuti ancora i lampioni e la vecchia banchina mezza affondata, così da dare l'idea della potenza della scossa. Accanto al vecchio molo, un mini museo fotografico all'aria aperta, dove le foto della città devastata dal terremoto si alternano a foto di inaugurazione di nuove strutture.

Esaurita la zona del porto, proseguo verso il tempio di Ikuta, poco distante da Motomachi, l'area che assieme a Sannomiya sono riconosciute come i centri dell'intrattenimento e dello svago. Arrivo al tempio proseguendo lungo una shopping street che si snoda da sannomiya, procedendo parallelamente ai due lati della linea ferroviaria, o meglio dire sotto il ponte della ferrovia, oltre Motomachi fino a Kobe station. La stradina è praticamente meglio identificata con la parola corridoio, tanto è stretta, ma pullula di beni d'acquisto per tutte le tasche e per tutti i gusti. Il tempio è alla fine di una strada, corredato di un bellissimo bosco con tanto di gazebi per un riposino e di un lago con fontana.

Trascorro qui un pò di tempo per ripararmi dalla calura delle ore centrali e poi raggiungo Motomachi e le sue tante shopping street, che a differenza di quelle a Tokyo dove si vende roba di scarsa qualità, qui a Kobe è una successione di negozi e boutique raffinati. Poco lontano da Motomachi sorge la piccola Chinatown di Kobe, costituita da sole due vie principali che si intersecano perpendicolarmente, segnate ai quattro lati dalle classiche porte decorate.

Sarebbe stato bello poter trascorrere un altro giorno a Kobe così da potersi spingere poco più in là fino a Hyogo, piena zeppa di templi e parchi. Ma essendo già stati a Kyoto mi sa che di templi se ne può anche fare a meno per stavolta.

Morale del giorno e: quando gli amici si uniscono a te all'ultimo minuto, imponi loro il tuo itinerario che piaccia o no. Se poi resta spazio per altro, bene. Alla fine è il TUO viaggio.
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Kobe is a modern and active city, but neither chaotic nor nevrotic. For the fashion lovers,the boutiqueholics,it rocks and is a shopping paradise. Small, well connected by the public transportation, Kobe has its own airport on a man made island. Artificial is also Port Island, an area with conference centers, museums and such, and so is Rokko Island where they have even a fashion museum.

This city is one of my whishes because they say Kobe has a "$1M night view", and that's why I go for a one night stay in Kobe to experience it. I'd have loved to get to Kobe early in the afternoon to have enough time to go on top of Rokko mountain by ropeway, where the view is stunning. But in all big and small trips, especially when in a group, delays and accidents always happen, and therefore we won't arrive in Kobe before 6pm. No problem, that means that the day after I can focus on moving around and now I can focus to the bay area, Meriken Park as it is called, skipping the ropeway. But as being in a group, the others' preferences have to be considered too, so we went to see the Kitano area famous for its European style houses even though I pointed out that a) Erupeans in Japan don't need to see European style houses and b) we couldn't see anything anyways because of the darkness.As I guessed, the houses were in the dark, reached through narrow and steep streets crisscorssing on the hillside. So, nothing. The only creative element in Kitano seemed to me be the round square enriched with statues of unknown music players. Though, a real music coming from somewhere took us to a temple on top of a hill, and from there we could have a glimpse of what the night view in Kobe is.

We lost too much time in Kitano, in addition we had to eat something before Michela left, but I hope to have more luck with Salvo to head down to the bay, determined (me) to have my night view. So now, may it be lazyness due to being Sicilian, may it be not wanting to adventure the place at that late hour, my travel mate suggests to catch a train even though I am more pushing for a 10 minutes walk. To our disappointment,we waste precious time to find the best spot for our photographs in the wrong area, so since the area was very isolated and remote we agreed to better go back while the trains are still running and live with it. Right, I still had the wish to see the bay, but....

The day after, on foot -and Kobe is covered in only 3 hours walk- I basically visited all the sites: I saw the pier, the bay, the three levels highways, painters at the pier, Chinatown, Motomachi area and its trendy and fashionable shopping streets, the temple near Kitano. I didn't go back to see the european style houses in the daylight, I really had no intentions.

The bay, its cone-shaped marine tower, its maritime museum and its hotels is very spectacular. And f it's spectacular in the day, imagine how it looks in the night with million lights....

Kobe has been cracked by a violent earthquake in 1995, and many signs still remain. At the pier the old lamps and the old bank,half submerged, is kept besides the new pier to show the power of the quake. Near the old pier a open-air memorial museum shows photos of how the city was destroyed and later rebuilt.

Done with the bay area I proceed to Ikuta shrine located not far from Motomachi, the aera that together with Sannomiya represents the entartainment district. I walk to the temple through a long shopping street that starts in sannomiya and goes in parallel, at both sides under the tain tracks brigde, down till Kobe station. The streets can be more like a corridor, they are that narrow, but they're filled with any goods for all likings and all pockets. The shrine is at the end of a paved steet and has inside also a nice small forest with benches and a fountain.

I spend some time here to stay away from the heat of the central hours and then I go to Motomachi and its many shopping streets. Here, opposite as Tokyo where the quality of goods at the shopping streets is very low, there's a long line of boutiques and fine shops. Not far from Motomachi is Kobe-Chinatown, mde only of two crossing streets and delimited by the Chinese gates.

Another day in Kobe would have been great, maybe I could have gone dwn to Hyogo, city full of gardens and temples. But right after Kyoto I might as well be happy to skip it, this time.

Moral of the day is: when friends join you last minute, impose your itinerary to them liking or not. If spare time remains, then good. It's YOUR trip after all.

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