Friday, October 3, 2008

Che incontri!

La storia di Giordana, italiana residente a Barcellona in veste di architetto, è semplicemente affascinante e ha dell'eccezionale: decide di iniziare un viaggio intorno al mondo, ma non è solo semplice vacanza, è anche investimento di risorse, mezzi, per la professione e per la carriera. Durante le sue innumerevoli tappe tra Asia e Sudamerica, infatti, si impegna ad intervistare famosi architetti, e da tutto ciò pensa di tirare fuori un libro.....così raccontata in breve la storia sembra una storia qualsiasi, ma vi assicuro ch non lo è affatto!


L'ultimo fine settimana del mese di Settembre finalmente ci incontriamo e trascorro 3 giorni grandiosi in sua compagnia, ascoltando la storia di questa sua avventura, e altre storie...

Che ore splendide passate con lei!

Innanzitutto l'incontro alla stazone della mita-line: riconosciuta in mezzo a un milione, soprattutto per il suo guardarsi intorno alla ricerca dell'uscita A1 dove le avevo dato appuntamento,l'emozione, poi un abbraccio, come fossimo vecchie amiche,l'attesa per Nicola, altro amico rapito dalla magia della storia che Giordana porta con se, e via alle chiacchiere e al giro perla città.

Prima tappa Odaiba, la sua baia, la statua della libertà, il ponte sospeso.....ma non tanto emozionante come ci si aspettava, poichè la giornata grigia e piovosa coi suoi colori insignificanti toglie al posto tutta la sua magia.

Dopo è la volta del mercatino di Ameyoko, Ueno, dove impazziamo alla ricerca di niente in particolare e inseguiamo il profumo di patate dolci appena cotte.....e ci perdiamo tra le mura di un tempio nascosto in mezzo al verde del parco di Ueno, sorvegliato da eterne volpi in pietra e consumate dal tempo, raggiungibile solo dopo una passeggiata sotto una fila di torii - le porte del tempio - che si allunga sul selciato....

In serata ci avviamo verso l'ostello dove la nostra donnaventura ha fissato la sua temporanea dimora, e veniamo in contatto col mondo degli easy-travellers, ragazzi e ragazze alla scoperta del mondo armati di guida, macchina fotografica e zaino, mentre cerchiamo di far funzionare un registratore a batterie in vista della prima importante intervista del viaggio.

E in tutto questo ci si conosce sempre di più, ci si confronta, ci si rende conto di quanto sia pieno il mondo di persone eccezionali, persone non comuni, persone speciali, che se non le hai conosciute non potrai mai assaporare il gusto del sentirsi orgogliosi di fa parte delle loro vite, anche solo per un pò, e soprattutto di aver trattenuto con te parte delle loro esperienze.

Altro giorno, altra tappa: Yurakucho, Hibiya e Tokyo, giusto il tempo di riunirci nuovamente e trovare un bel posto tipico giapponese come vuole la bella Giordana, cercando di comunicare con gli osti in un mix di lingue tra spagnolo - che faccia tosta quella Giordana, ragazzi!- italiano, inglese e il mio tentativo di giapponese zoppicato, ma alla fine otteniamo anche l'ultimo boccale di birra anche dopo che la chiamata all'ultima ordinazione era passata da un pezzo....

Ridiamo e scherziamo, si fa tardi, finisce un'altra serata, e pensando alle ultime 48 ore mi ritrovo quasi quasi a piangere dalla gioia, ringraziando cielo, terra, acqua e fuoco per aver messo lungo il mio difficile cammino queste oasi dove poter riposare e rimettersi in forze.

E poi, come non ricordare la serata di Tamachi, quando sotto la pioggia troviamo una fantastica izakaya, dove magiamo una fantastica tempura, del fantastico sashimi e come se non bastasse riusciamo a ottenere anche un regalo, per la gioia di Giordana che finalmente inizia a ingrandire la sua personale collezione di souvenirs dal mondo.

Ma, c'è un MA. Prima o poi sarebbero arrivati. E sarebbero stati dolorosi. Esatto, arriva il momento dei saluti. Noi ci salutiamo a Tamachi,io e lei due salici piangenti, resisti, mi dico, ma poi in treno non ce la faccio, e una goccia tiepida e muta scivola via....con Nicola fanno un pezzetto di strada assieme, inghiottiti nel tunnel della mita line che se li porta via, lontano lontano, e raccoglie le loro ultime confidenze e raccomandazoni prima del sayonara, anche in quel caso velato un pò di tristezza...

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The story of Giordana,an Italian living in Barcelona working as an architect, is simply fascinatin and it has of the exceptional: she decides to start a trip around the world, and it's not only holiday, but also investment of resources, means, both for her own career and for her own job. Besides her numberless stops between Asia and South America, she indeed goes interviewing famous architects, and from all of this she will dig out a book......in short this story seems to be a very common one, but I ensure you it isn't at all!

We finally meet on the last weekend in September and I spend 3 great days with her, listening to the story of this adventure and other sories...

What a wonderful time I spent with her!

First, it was the meeting at the mita line station: recognized among one million others, especially because of her looking around for searching the A1 exit, our meeting point,then the emotion, a warm hug, as for being close friends, the waiting for Nicola, another friend entrapped by the magic of the story carried by Giordana, then the chattering started and we were ready to bubble around the city.

First place Odaiba, its bay, its statue of liberty, the rainbow bridge...not very exciting, though, because the grey and rainy day,and the meaningless colours take away all teh magic of the place.

Then Ameyoko, Ueno, where we get crazy in searching nothing special and we follow the smell of sweet american potatoes just boiled....and we get lost inside the walls of a temple hidden into the green of the park, guarded by eternal foxes eroded by the time passing by,and reachable only walking through a successon of torii along the path.....

At sunset we head to the hostel where our womanadventure set her temporary accomodation, and we get in touch with the world of the easy-travellers, guys and girls on the discovery of the world,armed by a travel guide, a camera and a backpack,and in the meanwhile we try to warm up a voice recorder for the first interview of the travel.

In the middle of all this we know one another more and more, we exchange opinons, we realize of how many exceptional, non common, special people are in the world, the ones who if you haven't met them, you'd never enjoy the taste of being proud to be part of their lives, even only for a while,and of being able to keep a piece of their experiences with you.

Another day, another place: Yurakucho,hibiya, Tokyo, just the time to meet again all of us, and find a very nice typical japanese place as our beauty Giordana requested, trying to comunicate with the owners in a mixed language of Spanish, Italian, English and my attempted Japanese. At the end we manage to have the last glas of beer even though the last order call was already over....

We laugh, we joke, it's late, another evening goes to an end, and when I thought to my last 48 hours I am almost there to start crying, thanking heaven,the earth, the fire and the water to have put along my difficult way such oasis.

And least, how to forget the evening in Tamachi, when under the rain we found a terrific izakaya, where we ate a wonderful tempura, a wonderful sashimi and also we manage to havesome presents from the owners, for Giordana's sake. She's starting increasing her souvenirs from the world collection.

but, there's a but. Sooner or later they would have arrived. and they would have been tough. Exactly, the greeting times arrived. We greet in Tamachi, she and I very very sad, almost crying, and I say to myself to rsist, but then on the train back home a warm teardrop slowly comes down along my cheek....with Nicola, instead, she will share a bunch of stops, into the subway that take them away and holds their last confessons and regards before the sad sayonara...

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