Wednesday, September 30, 2009

Sacred Miyajima 宮島

Miyajima significa letteralmente 'isola sacra' e non ci può essere definizione piu adatta per questo angolo di spiritualità buddhista e shintoista a solo 60minuti dal centro di Hiroshima.
L'isola sorge a sud ovest nella baia di Hiroshima, è facilmente raggiungibile in soli 10 minuti di traghetto ed è stata inclusa tra i siti patrimonio dell'UNESCO per la sua bellezza, il suo significato e la sua importanza religiosa.
Già prima di aprrodare si riesce a vedere il gigantesco torii, la porta in legno tipica dei templi e dei luoghi sacri, a qualche decina di metri dal tempio di Itsukushima , in mezzo al mare.

La caratteristica del tempio, e ciò che lo rende tanto amato e venerato, consiste nella sua architettura: il torii è costruito in mezzo al mare perchè quando la marea si alza sembra che stia galleggiando sull'acqua. Stessa cosa vale per l'intero tempio, ovvero un enorme complesso di altari, palchi, piattaforme, corridoi interamente costruito su palafitte. In fase di bassa marea è possibile camminare dal tempio sino al grande torii, ma la marea si alza velocemente e tutta l'area sottostante il tempio si riempie e si ha l'impressione di galleggiare sull'acqua. Anche la forma del tempio è tale da dare l'impressione che stia in sospeso tra cielo e mare, la sua struttura in solo legno è resistente ma leggera, l'abbondanza di spazi aperti gli danno più l'idea di una piattaforma.


Ma Miyajima non è solo Itsukushima. Per la gioia di piccoli e meno piccoli, l'isola è sovrappopolata da cervi ormai abituati alla presenza assidua dell'uomo, ma viziati a tal punto dai turisti che non appena un povero sprovveduto visitatore si ritrova ad avere qualcosa in mano (che sia una mappa, un sacchetto, un biscotto, un gelato, eccetera), quanto meno se lo aspetta arriva un cervo che può benissimo smangiucchiargli ogni cosa. Scene di giapponesi con mappe dell'isola masticate (quando gli va bene) e smangiucchiate sono all'ordine del giorno e non è raro vedere anche bambini terrorizzati dall'avvicinarsi di queste bestie determinate a procurarsi un pasto senza fatica. Eppure in tutte le guide, foglietti, manifesti, segnali sparsi per l'isola, i turisti sono messi in guardia nei confronti della sfaccaitaggine delle bestie.
In generale però i cervi sono mansueti e si limitano a pisolare all'ombra di qualche albero e occasionalmente non disdegnano una carezzina o una grattatina dietro l'orecchio.

Abbiamo detto, non solo Itsukushima. Ci sono altri templi minori, per nulla meno belli o meno importanti, inerpicati sul fianco dell'isola. Per raggiungerli basta salire un'inifnità di scale,o magari si può prendere una stradina più lunga ma più agevole, disseminata con 500 statuine raffiguranti buddha. Uno spettacolo semza ombra di dubbio. dall'alto dei templi la vista sulla baia è bellissima.

Ottima soluzione è quella di noleggiare una bici appena arrivati sull'isola, così si ha l'opportunità di vedere anche le superbe spiagge -anche quelle infestate di cervi- o si può andare fino al parco dall'altra parte dell'isola pieno di alberi di acero giapponese, quello che in autunno si colora di un rosso intenso passando per il giallo e l'arancione e fa impazzire i giapponesi che affollano l'isola in quel periodo.

E' bene quindi, come per ogni sito venerato che si rispetti, pianificare coscienziosamente una visita a Miyajima, magari sacrificando la vista delle foglie autunnali o evitando i periodi festivi del calendario giapponese, per poter godere della pace e del silenzio che il posto merita.
Vicino il viale di ingresso al tempio si colloca la Omotesando dori, dove negozietti di souvenir e ristoranti si susseguono per tutta la lunghezza della stradina e soddisfano ogni esigenza.
Il tempo che ho trascorso sull'isola è stato limitato, ma nonostante ciò mi è sembrato di essere stata proiettata in un'altra epoca fatta di viandanti, monaci, pescatori e pellegrini.

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Miyajima litterally means 'holy island' and no better definition suits this land of spirituality both buddhist and shintoist 60minutes from Hiroshima.
The island is in Hiroshima bay, South West, and is easily reached in 10 minutes by ferry. It is included also in the list of the UNESCO sites, thanks it its beauty, meaning and religious importance.
Before arriving in the island one can see the giantic wooden red gate, torii, typical of all sacred places, sitting in the sea some ten meters from Itsukushima shrine.

The characteristic of this temple, and what makes it so loved and worshipped, is its structure: the gate is in the middle of the sea because when the tide is high it seems to float. Same thig for the whole temple,which consists of a huge complex of altars, shrines, stages, platforms and corridors built entirely on pile-dwelling. When the tide is low it's possible to walk from the temple to the big gate, but the tide gets high quick and all the area underneath the temple is filled and one has the feeling to float on the water. The shape of the temple is so that it enhances this feeling, it gives the impression of being suspended between sea and sky and the only-wood structure makes the temple light but strong.


Miyajima is not oly Itsukushima. Kids and grown-ups can enjoy the company of humdreds of deers used to the man precence, but also so spoiled by the tourists that as soon as a ignorant visitor holds something in one hand (map, bag, food, ice cream), unexpectely there's a deer ready to chew everything. Scenes of japanese with munched and chewed maps (in the best cases) happen daily and common is seeing kids litterally terrified by the beasts approaching them and determined to get a easy meal. And yet, in all guide-books, panels, signs around the island is made clear to tourists to watch out from the deers.
In general, though, these animals are quiet and prefer taking a nap under the shade of a tree and occasionally they might like a pet.

We said, not only Itsukushima. There's other minor temples, not less beautiful or less important though, placed on one side of the hill. To go there, it's enough to climb a long way up the stairs, or maybe one can go for a easier but longer way, along which 500 statues of buddha are placed. it's a nice walk and then the view from atop is stunning.

Best option is the one of renting a bycicle in the island, so that there's the opportunity to see also the superb beaches -with deers, too- and the momijidani park on the other side of the island. the park is loved by the Japanese who pack the place in the read leaves season because of the Japanese maple trees, the ones that change color from green to red going through yelow and bright orange, all around the park.
For every touristic site, then, good technique is to plan wisely a visit to Miyajima, maybe better to sacrifice the red leaves or the Japanese holidays in favor of peace and quiet the place deserves in different periods.
Near the entrance to the shrine is Omotesando dori, a shopping street with souvenir shops and restaurants able to satisfy any need.
My time on the island was short, but even in that case I had the impression I was living another era made of monks, pilgrims, fishermen.

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