Sunday, September 6, 2009

American Sasebo 佐世保

Sasebo è una città di mare, praticamente sconosciuta, che quasi nessuno penserebbe sia stata scelta come set cinematografico. Prima di iniziare a leggere questo post vi consiglio dunque di rivedere "L'ultimo samurai"...
Scelgo Sasebo non perchè volessi calpestare lo stesso suolo dove ha camminato Tom Cruise, sia ben inteso, ma piuttosto perchè Sasebo ha spiagge bellissime, variegate ed è impossibile pensare a una vacanza d'Agosto senza aver passato almeno un giorno al mare. Secondariamente, il posto è uno tra i più pittoeschi a livello paesaggistico per via delle 208 isolette che costellano densamente il mare proprio di fronte Sasebo, comunemente note come Kujukushima (99 isole). E tra le altre cose mi vedo con Kanako che mi porta tutto il giorno in giro in macchina.

Mentre Nagasaki ha influenze olandesi, Sasebo di fatto è una colonia americana. Lasciando perdere gli eventi storici, oggi a Sasebo c'è una base della marina americana e di conseguenza la città si è sviluppata, adattandovisi,con essa. Talmente abituata ad accogliere americani, Sasebo è diventata addirittura famosa per, pensa un pò, gli hamburgers, preparati, come si vantano di dire, in vero, originale stile americano. E vi dirò, sono buoni (vuoi mettere che vado nella città rivale di McDonald's e non provo le specialità locali?). E per le ostriche.

Poichè avere la fortuna di andare in giro in macchina per una giornata intera non ritorna una seconda volta, con Kanako si fa un vero e prprio giro turistico della zona, con particolare attenzione a trovare una spiaggia che potesse essere facilmente accessibile anche per chi, come me, deve affidarsi ai mezzi pubblici. La spiaggia,Shirahama, alla fine la raggiungiamo ma mi rendo conto che senza avere un mezzo proprio è praticamente impossibile arrivarci. In ogni caso, approfittiamo del fatto che siamo lì per fare qualche bagno e stare al sole caldo e forte per qualche ora. E sopportiamo i troppi americani che fanno in spiaggia come a casa loro, giocando a rugby e a frisbee incuranti dei bagnanti.

Archiviato il capitolo spiaggia, è il momento di passare all'esplorazione. Sparsi per la città, che è adagiata tra i monti e il mare, vi sono diversi osservatori che guardano al mare di kujikushima. E vi assicuro che più si ammira e più è difficile separarsene: 99 isole e isolette, alcune minuscole quanto un quartiere in città, altre più grandette, ricoperte di pini riempiono la baia che appartiene a Sasebo, mentre le altre 109 si trovano più in là, disperse nell'oceano. E' possibile, e vivamente consigliato, accordarsi per un tour delle isole in barca o anche in kayak o in barca a vela. Sarebbe ideale posedere una barca a vela e andare alla scoperta delle isole una per una fino a trovare la spiaggia perfetta. Purchè non si vada mai da soli o non equipaggiati: la disposizione delle isole è tale da far perdere l'orientamento anche ai più esperti.

Altra cosa che contraddistingue Sasebo è l'allevamento di perle e anche guardando il mare di kujukushima è possibile identificare le filiere dove le ostriche vengono mantenute. Il caos nel centro della città è impressionante, soprattutto sulla strada che porta al Pearl Resort, un polo commerciale e turistico dove è possibile osservare da vicino le perle e la loro lavorazione, è possibile partire per le crociere in mezzo alle isole, eccetera. Quindi una vera e propria attrazione, soprattutto nei fine settimana d'agosto. A parte ciò, nulla di particolare costringe a vedere la cittdina in sè, a meno che si è interessati alla vita notturna di quella che viene anche chiamata SasVegas. (o__O;)

Le aree circostanti però sono quelle a cui io e Kanako puntiamo decise. Dopo la spiaggia e le soste agli osservatori, sempre più alti e sempre più panoramici, visitiamo Saikaibashi e Shinsaikaibashi, due ponti, rispettivamente vecchio e nuovo, su uno stretto che al tramonto si tinge di verde e rosa, e dove è possibile ammirare alcuni vortici nell'acqua tra le due sponde al cambio della marea. Addirittura il nuovo ponte ha una passerella per i pedoni, esattamente sotto la carreggiata, da dove è possibile vedere giù sull'acqua. A meno che camminare sul vetro, sospesi sul mare, non vi faccia sentire a disagio. Da qui è anche possibile vedere tre alti piloni su un promontorio: antenne radio, per l'esattezza, dalle quali è stato lanciato il segnale radio che ha autorizzato l'attacco a Pearl Harbor.

La cena, prima di salutarci io e Kanako, la passiamo sedute all'interno di un ristorante con specialità di Okinawa, posto strabiliante e molto particolare: ogni pezzo d'arredamento è diverso da un'altro. Sedie, tavoli,lampadari, cuscini, piatti e bicchieri, ogni cosa rappresenta praticamente un pezzo unico. Non avrei mai detto che tanta accozzaglia di materiale scoordinato potesse avere alcunchè di armonico!
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Sasebo is a maritime town, basically unknown, which nobody will think of as a movie set. Before starting reading this post, I suggest you to watch again "The last samurai"...
I choose Sasebo not because I want to walk the same soil Tom Cruise walked, c'mon, but I rather chose it because Sasebo has beautiful beaches, and because thinking about a vacation in August without being at the seaside for at least one day is just impossible. Secondly, the palce is one of the most pictoresque in terms of views thanks to the 208 islets densely populating Sasebo sea, commonly known as Kujukushima (99 islands). And, above all, I meet Kanako who takes me around by car all day.

While Nagasaki is influenced by Dutch culture, Sasebo is in facts an American colony. Leaving aside the historical developements, in our days Sasebo hosts an American Navy base and the town developed accordingly, adapting itself to it. So used to have Americans, Sasebo has even become famous for, you never guess, hamburgers, cooked, as they're proud saying, in real original American style. And I have to say, they're good (can I go to the McDonald's rival and not try the local specialities?).And for oysters.

Since having the chance of travelling by car teh whole day happens only once, me and Kanako have a fantastic tour, with special attention to find a beach which could be easily accessible for people like me, who need public transportation to move around. Eventually we get to it, Shirahama, but I realize that without one's own car it is impossible to reach. Anyways, since we're there already, we take a couple of hours in the shiny strong sun to have a swim and get some tan. And we also have to cope with the too many Americans who use the beach like at home, playing rugby and frisbee without taking care of the other people.

after we archive the beach chapter,we start the exploration. The city sits between mountains and sea, and many observatiories are strategically placed around the area with views on Kujukushima. And trust me on that, the more you look at it, the harder is to go away: 99 islands and islets, some as tiniy as a block in a city, some others bigger, covered with pinetrees, fill the bay that belongs to Sasebo city, whereas the other 109 are a bit farer, scattered and dispersed in teh ocean. Warmly suggested is to take a tour by boat, kayak or even sailing boat. Ideal would be to own a sailing boat and explore the islands one by one till the discovery of the perfect beach. But not to be done alone or without equipement: the islands locations can make even the more expert loose the orientation.

Another characteristic of Sasebo is pearls, and looking at Kujukushima from the observatory it is possible to spot the breeding nets. Chaos in the center was impressive, especially round the roads leading to the Pearl Resort, a commercial and touristic area where one can see the pearls and the treatments done to them, one can leave for the island cruises from, and so on. So a real attraction, especially on August weekends. Besides this, nothing very special can be seen in town, unless one is interested in the nightlife of what is also called SasVegas.(o__O;)

the surrounding areas are though the ones me and Kanako are interested. After the beach and the stops at the viewing points, higher and more panoramic than ever, we visit Saikaibashi and Shinsaikaibashi, repsectively the old and the new bridges on a strait that at sunset is tinged with pink and green. In the strait, if one is lucky to be there at the highest tide, are whirlpools. Also, the new bridge was built with a pedestrian path right underneath the road where one can look directly at the water through glass. Unless you're uneasy in walking on glass. From here it also possible to see three high pillars, or better towers, on a nearby hill: more precisely, they're teh wifi antennas where the radio message authorizing the attack on Pearl Harbor was launched.

Goodbye dinner between me and Kanako was at a restaurant with Okinawa style food, a place very unique: every piece of furniture is different. Chairs, tables, ceiling lamps, pillows, glasses and plates were unique. I couldn't imagine that such mess of non coordinated stuff would result so armonious!


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