Wednesday, September 30, 2009

Sacred Miyajima 宮島

Miyajima significa letteralmente 'isola sacra' e non ci può essere definizione piu adatta per questo angolo di spiritualità buddhista e shintoista a solo 60minuti dal centro di Hiroshima.
L'isola sorge a sud ovest nella baia di Hiroshima, è facilmente raggiungibile in soli 10 minuti di traghetto ed è stata inclusa tra i siti patrimonio dell'UNESCO per la sua bellezza, il suo significato e la sua importanza religiosa.
Già prima di aprrodare si riesce a vedere il gigantesco torii, la porta in legno tipica dei templi e dei luoghi sacri, a qualche decina di metri dal tempio di Itsukushima , in mezzo al mare.

La caratteristica del tempio, e ciò che lo rende tanto amato e venerato, consiste nella sua architettura: il torii è costruito in mezzo al mare perchè quando la marea si alza sembra che stia galleggiando sull'acqua. Stessa cosa vale per l'intero tempio, ovvero un enorme complesso di altari, palchi, piattaforme, corridoi interamente costruito su palafitte. In fase di bassa marea è possibile camminare dal tempio sino al grande torii, ma la marea si alza velocemente e tutta l'area sottostante il tempio si riempie e si ha l'impressione di galleggiare sull'acqua. Anche la forma del tempio è tale da dare l'impressione che stia in sospeso tra cielo e mare, la sua struttura in solo legno è resistente ma leggera, l'abbondanza di spazi aperti gli danno più l'idea di una piattaforma.


Ma Miyajima non è solo Itsukushima. Per la gioia di piccoli e meno piccoli, l'isola è sovrappopolata da cervi ormai abituati alla presenza assidua dell'uomo, ma viziati a tal punto dai turisti che non appena un povero sprovveduto visitatore si ritrova ad avere qualcosa in mano (che sia una mappa, un sacchetto, un biscotto, un gelato, eccetera), quanto meno se lo aspetta arriva un cervo che può benissimo smangiucchiargli ogni cosa. Scene di giapponesi con mappe dell'isola masticate (quando gli va bene) e smangiucchiate sono all'ordine del giorno e non è raro vedere anche bambini terrorizzati dall'avvicinarsi di queste bestie determinate a procurarsi un pasto senza fatica. Eppure in tutte le guide, foglietti, manifesti, segnali sparsi per l'isola, i turisti sono messi in guardia nei confronti della sfaccaitaggine delle bestie.
In generale però i cervi sono mansueti e si limitano a pisolare all'ombra di qualche albero e occasionalmente non disdegnano una carezzina o una grattatina dietro l'orecchio.

Abbiamo detto, non solo Itsukushima. Ci sono altri templi minori, per nulla meno belli o meno importanti, inerpicati sul fianco dell'isola. Per raggiungerli basta salire un'inifnità di scale,o magari si può prendere una stradina più lunga ma più agevole, disseminata con 500 statuine raffiguranti buddha. Uno spettacolo semza ombra di dubbio. dall'alto dei templi la vista sulla baia è bellissima.

Ottima soluzione è quella di noleggiare una bici appena arrivati sull'isola, così si ha l'opportunità di vedere anche le superbe spiagge -anche quelle infestate di cervi- o si può andare fino al parco dall'altra parte dell'isola pieno di alberi di acero giapponese, quello che in autunno si colora di un rosso intenso passando per il giallo e l'arancione e fa impazzire i giapponesi che affollano l'isola in quel periodo.

E' bene quindi, come per ogni sito venerato che si rispetti, pianificare coscienziosamente una visita a Miyajima, magari sacrificando la vista delle foglie autunnali o evitando i periodi festivi del calendario giapponese, per poter godere della pace e del silenzio che il posto merita.
Vicino il viale di ingresso al tempio si colloca la Omotesando dori, dove negozietti di souvenir e ristoranti si susseguono per tutta la lunghezza della stradina e soddisfano ogni esigenza.
Il tempo che ho trascorso sull'isola è stato limitato, ma nonostante ciò mi è sembrato di essere stata proiettata in un'altra epoca fatta di viandanti, monaci, pescatori e pellegrini.

*********************************

Miyajima litterally means 'holy island' and no better definition suits this land of spirituality both buddhist and shintoist 60minutes from Hiroshima.
The island is in Hiroshima bay, South West, and is easily reached in 10 minutes by ferry. It is included also in the list of the UNESCO sites, thanks it its beauty, meaning and religious importance.
Before arriving in the island one can see the giantic wooden red gate, torii, typical of all sacred places, sitting in the sea some ten meters from Itsukushima shrine.

The characteristic of this temple, and what makes it so loved and worshipped, is its structure: the gate is in the middle of the sea because when the tide is high it seems to float. Same thig for the whole temple,which consists of a huge complex of altars, shrines, stages, platforms and corridors built entirely on pile-dwelling. When the tide is low it's possible to walk from the temple to the big gate, but the tide gets high quick and all the area underneath the temple is filled and one has the feeling to float on the water. The shape of the temple is so that it enhances this feeling, it gives the impression of being suspended between sea and sky and the only-wood structure makes the temple light but strong.


Miyajima is not oly Itsukushima. Kids and grown-ups can enjoy the company of humdreds of deers used to the man precence, but also so spoiled by the tourists that as soon as a ignorant visitor holds something in one hand (map, bag, food, ice cream), unexpectely there's a deer ready to chew everything. Scenes of japanese with munched and chewed maps (in the best cases) happen daily and common is seeing kids litterally terrified by the beasts approaching them and determined to get a easy meal. And yet, in all guide-books, panels, signs around the island is made clear to tourists to watch out from the deers.
In general, though, these animals are quiet and prefer taking a nap under the shade of a tree and occasionally they might like a pet.

We said, not only Itsukushima. There's other minor temples, not less beautiful or less important though, placed on one side of the hill. To go there, it's enough to climb a long way up the stairs, or maybe one can go for a easier but longer way, along which 500 statues of buddha are placed. it's a nice walk and then the view from atop is stunning.

Best option is the one of renting a bycicle in the island, so that there's the opportunity to see also the superb beaches -with deers, too- and the momijidani park on the other side of the island. the park is loved by the Japanese who pack the place in the read leaves season because of the Japanese maple trees, the ones that change color from green to red going through yelow and bright orange, all around the park.
For every touristic site, then, good technique is to plan wisely a visit to Miyajima, maybe better to sacrifice the red leaves or the Japanese holidays in favor of peace and quiet the place deserves in different periods.
Near the entrance to the shrine is Omotesando dori, a shopping street with souvenir shops and restaurants able to satisfy any need.
My time on the island was short, but even in that case I had the impression I was living another era made of monks, pilgrims, fishermen.

Monday, September 28, 2009

Peaceful Hiroshima 広島

Finalmente, dopo un lungo periodo di assenza, rieccomi a completare i racconti di viaggio esitivi.
Altra ben nota città giapponese per la triste sorte che gli è capitata è Hiroshima, la prima città al mondo ad aver vissuto la bomba atomica.
Di certo Hiroshima non spicca per bellezza, seppure la città è all'interno di un programma di "imbellimento" della zona centrale. Io non ho ancora capito in cosa consiste a dire il vero tale imbellimento, perchè non mi è sembrato di vedere alcunchè.

Comunque, seppur piccola e seppur rasa al suolo nel 1945, oggi Hiroshima non presenta traccia del passato, eccezion fatta per i monumenti alla pace. Primo fra tutti il così chiamato Bomb-dome, ovvero il palazzo sede di uffici che segna quasi l'epicentro dell'esplosione e unico rudere ammesso a restare in piedi in memoria del macabro atto. In saecula saeculorum. La vista delle rovine mi ha messo così tanta tristezza addosso da pregiudicare l'intera giornata dedicata alla scoperta della città. A differenza di Nagasaki, qui si sente ancora l'effetto devastante che l'esplosione ha provocato nella mente di tutte le generazioni. Di sera l'edificio, o quel che ne rimane, viene anche illuminato e assume un aspetto ancora più macabro cole sue travi di ferro ritorte e le sue mura arse.
Cosa non mi è piaciuto? Il fatto che la gente posa con il sorriso davanti all'edificio per farsi scattare la foto ricordo...


Il parco della pace è molto sobrio, rasenta l'anonimato se non fosse per il monumento ai morti al centro di un piazzale preceduto da un viale poco appariscente. All'ingresso del parco un braciere con un fuoco perennemente acceso, probabilmente simboleggiante le anime dei defunti. Il museo dedicato alla bomba atomica si trova all'interno di un edificio freddo e sterile, moderno andante, che sta al centro del parco.
Insomma, non una bella impressione. Per lo meno a me.

Il resto della città non presenta elementi degni di nota, eccezion fatta per questi tentativi di imbellimento alquanto invisibili, come viali ampi e alberati, strade curate, ponti in pietra sui fiumi, eccetera. Se proprio si ha del tempo da perdere o se proprio ci si vuole distaccare dagli eventi tristi del passato si può fare una capatina al castello di Hiroshima, o quel che ne rimane. Le mura intorno ad esso sono stranamente ben curate, il parco interno è aperto al pubblico mentre per salire in cima a una piccola torre bisogna munirsi di un biglietto d'ingresso. I giardini vicini al castello meriterebbero una visita, anche perchè al loro interno è possibile provare l'emozione di sedere a una casa da the molto raffinata e di assistere alla cerimonia del the.

I ciclisti apprezzerebbero il viale della pace, una strada drittissima che si dirige da un lato all'altro della città passando in mezzo al parco della pace.
Dico apprezzerebbero visto che il traffico cittadino è abbastanza sostenuto, anche per i tanti alberi lungo il viale.
In definitiva, se proprio non siete stacanovisti, se proprio non avete altro posto dove passare una giornata, se proprio siete curiosi di vedere cosa una bomba atomica è in grado di fare, se proprio volete rattristarvi un pochino, Hiroshima è la città che fa per voi.

******************************

Eventually I came back after a long break to finish up the travel stories on summer vacations.
Another well known Japanese city for the sad destiniy it had to face is Hiroshima, the first in the world to have experienced the atomic bomb.

For sure Hiroshima doesn't stick out for beauty, even though the inner centre is under a "beautification" programme. I still haven't undersood clearly what such beautification consists in, since I seemed notice nothing.

Anyways, even so small and so ground zero in 1945, today Hiroshima doesn't show any sign of the past, except for the peace monuments. First among all is the well known Bomb-dome, the building which is considered the quasi-epicenter of the blast and the only one allowed to stand still in memory of the event. In saecula saeculorum. The sight of the ruins put me in such a sad mood that the whole day supposed to be spent in exploring the cuty was sort of compromised.

Contrarily to Nagasaki, here one can sense the devastating effects the bomb provoked in the minds of all generations. The building, or better what remains of it, is then lighted in the evenings and it acquires a even more gruesome with its twisted steel girders and its burnt walls.
What I didn't like? The fact that people posed with a big smile in front of the building to be photographed...

The peace park is sober, almost anonymous if there wasn't the memorial cenotaph preceeded by a entrance not striking at all. At the entrance of the park is a ethernal flame, probable symbol for the souls of the dead people. the museum dedicated to the explosion and related facts is inside a cold and sterile building, modernish, in the centre of the park.
All in all not a nice impression. At least to me.

The rest of the city doesn't show notable elements, except for these beautification attempts quite invisible, like wide tree-lined boulevards, curated streets, stone bridges on the canals and the rivers, and so forth. If one really has time to spend, or if one really wants to detach from the sad events of the past, can visit Hiroshima castle, or what is left of it. The walls around the castle are strangely well maintained, the inner park is open to the public, while there's a ticket to buy to climb to the roof of the turret. The gardens near the castle instead, would deserve a visit, also because inside one can experience the tea ceremony and drink a great tea in a nice tea house.

Cyclists would like the Peace boulevard, a straight road that cuts the city in the middle, passing throught the peace park.
I say they would like, because the heavy city traffic is too much even for the many trees lined on the road.

So in the end, if you really have no other place where to spend a day, if you really are curious to see what an atomic bomb can do, if you really want to get depressed a little, then Hiroshima is for you.

Thursday, September 17, 2009

Chattery Fukuoka 福岡

Al tempio.
persona random:konnichiwa!
M:Konnichiwa!
persona random: che ci fai a Fukuoka?
M: vacanza
persona random: ma quanti anni hai?
M: -
persona random: ma sei sposata?
M: (che mi venisse un colpo!!) no
persona random: ma viaggi da sola?
M: (no, col mio amico invisibile) si
persona random: eeeeeeeeeeeeeeeeee! (Espressione giapponese di stupore corredata da innalzamento di sopracciglia, occhi sbarrati e labbra aperte)

La città più industrializzata del Kyushu e quella più proiettata verso l'internazionalizzazione è senza dubbio Fukuoka. Si trova nella costa nord di Kyushu, è l'ultima città raggiunta dallo shinkansen, e vanta uno scalo aeroportuale con 300 voli giornalieri, nazionali e internazionali, che fanno di Fukuoka una delle mete più ambite in Giappone. E soprattutto rappresenta la più vicina porta d'ingresso al Giappone per tutti i paesi dell'est asiatico, seppure non ne è particolarmente influenzata.

La città nasce dalla fusione di due borghi, quello dei pescatori - Tenjin(天神)- e quello dei samurai - Fukuoka o anche Hakata(博多)- , che negli hanni hanno comunque conservato le proprie caratteristiche e influenzano le mode e le tendenze di tutte le generazioni.
Anche a Fukuoka, grandi lavori di ristrutturazione e di allargamento della stazione centrale, seppure di disagi dovuti ai cantieri aperti un pò ovunque non ne ho sofferti.

Di per sè però Fukuoka non spicca certo come città, ha una organizzazione urbanistica molto simile a quella delle altre grandi città giapponesi,ma non ha lo stesso glamour di Nagasaki, o la stessa skyline accativante di Tokyo, o la stessa rilassatezza di Nagoya. C'è però da dire che i suoi abitanti hanno un certo qualcosa che li porta a essere socievoli, sociali, rilassati, chiacchieroni. Come si vede anche dall'accoglienza ricevuta appena arrivata: mi ero appena procurata una mappa della città al centro informazioni (dimenticatevi la cortesia a cui si è abituati a Tokyo) e mi ero diretta a un tempio molto bello,Shofukuji, giusto per ripararmi dalla calura delle ore centrali e stare al sicuro da occhi indiscreti e da lingue lunghe,che subito vengo interpellata da un signore che mi fa il terzo grado, facendo mostra di un buon inglese, e si stupisce che io conosca quel tempio. Prima di andarsene mi regala una cartolina che ha preso chissà dove, per augurarmi il benvenuto. Dopo alcune foto mi siedo sulla scalinata di uno dei padiglioni dentro al tempio e mi godo il mo pranzo a sacco. Neanche faccio in tempo a sedermi che per ben due volte, in entrambi i casi una coppia di signore, mi salutano e mi interrogano sul mio essere a Fukuoka, sola o in compagnia, single o sposata, giovane o no...e ridono e si meravigliano a ogni mia risposta. In compenso sono alquanto impressionate dalla mia conversazione in giapponese. Abituata agli stili di Tokyo, essere salutata da sconosciuti mi fa già un certo effetto, quindi sostenere addirittura un'intera conversazione con degli sconosciuti, in Giappone, mi sebra un fatto veramente, ma veramente insolito.

Dopo il tempio mi dirigo verso uno dei due simboli di Fukuoka: Canal City. Acqua che scorre attraverso gli edifici,fontane, edere rampicanti, sei piani di neogzi e ristoranti, forme geometriche sinuose e moderne contribuiscono a rendere Canal City un polo commerciale d'avanguardia, simbolo di prosperità, modernizzazione e consumismo senza eguali. E tutta l'area ha risentito positivamente della nascita di un tale centro, essendo stata bonificata, ripulita, integrata nel tessuto urbano. Chi è interessato allo shopping non rimarrà deluso da Fukuoka che, con Canal City, l'area commerciale sotteranea intorno alla stazione di Tenjin, i negozi di tendenza delle Hawks Tower e dello Yahoo dome, offre più di quanto si possa desiderare.

Il secondo simbolo di Fukuoka è la sua torre, o Fukuoka Tower, che rappresenta l'edificio più alto del giappone occidentale, e si trova inserita in una area della città che è stata per intero progettata e ridisegnata con l'aiuto di grandi nomi dell'architettura. La nuova Fukuoka si sivluppa abbastanza lontano dal centro, lungo la costa su cui sono state create delle spiagge artificiali, dove sorgono il Yahoo dome, uno stadio con tetto apribile, le Hawks Tower, centro congressi e hotel di lusso, e dove l'immenso intrico aereo di cavi elettrici che si vede dappertutto, persino a Tokyo, si dirama sottoterra...roba d'avanguardia insomma.

Convenientissima soluzione per visitare l'intera città, dalla Fukuoka Tower fino a Canal City, passando per il tempio e i giardini splendidi di Rakusuien (la sera della mia visita purtroppo avevano già chiuso il tempio all'interno), il parco Ohori, proseguendo per ciò che rimane del castello feudale, è il green bus, un mezzo ecologico, costruito con materiali ecologici (dentro ha sedili in legno con cuscini in tessuti naturali) che esegue un loop intorno ai punti stategici e di maggiore interesse turistico e culturale. Una voce guida segnala ai viaggiatori i vari siti.


La sciatta Fukuoka di giorno, all'imbrunire si cambia d'abito e diventa una bella signora, attraente e vivace, un pò misteriosa ma pur sempre chiacchierona.
Basta camminare un pò per le strade che da Hakata portano a Tenjin per scoprire una serie di bancarelle da cui i piatti lì preparati emanano un profumino delizioso: la sera è il tempo di ammirare le 'yatai' (やたい) lungo il corso del fiume, dove salary men, turisti, coppie, tutti insomma si siedono a assaggiare un buon piatto di ramen o di yakitori. I ponti sul fiume acquisiscono un non so che di romantico alla luce giallognola dei lampioni, ombrelloni si aprono su panchine e tavoli all'aperto e la gente passeggia lentamente da una parte all'altra delle vie, inseguendo il profumo del cibo.


Nonostante ci siano meno stranieri che a Tokyo, sia come residenti che come turisti, se si fa eccezione per gli americani che salgono fin quassù da Sasebo nei fine settimana, la gente di Fukuoka non è altrettanto reticente come gli abitanti di Tokyo. Anzi, non ci si deve stupire se chiunque attacca bottone all'improvviso, intavolando una discussione lunga e piena di domande curiose. Al che, visto lo spirito socievole, anche troppo, rinuncio alle immersioni nelle notti brave di Fukuoka e mi ritiro a ore decenti, per evitare l'approccio da parte di qualche giappo ubriaco e comunicativo.

**************************************

At the temple
random someone: Konnichiwa!
M: konnichiwa!
random someone: what are you doing in Fukuoka?
M: vacation
random someone: how old are you?
M: -
random someone: are you married?
M: (I be damned!) no
random someone: are you travelling alone?
M: (naaah, here's my invisible friend) yes
random someone: eeeeeeeeeeeeeee!! (Japanese wonder expression accompanied with arching of eyebrows, eyes wide open, mouth open)

The most industrialized city in Kyushu and the one aiming at internationalization more than the others is, without any doubt, Fukuoka. Located in the north coast of Kyushu, it's the final stop for the shinkansen and has a airport with more than 300 daily,both national and international flights,which make Fukuoka one the most visited places in Japan. Above all, it is the entrance door to Japan to all the East Asian countries, even though it's not influenced by them.

The city was born from the fusion of two towns, the fishermen's Tenjin(天神) and the samurai's Fukuoka -or Hakata(博多)-, that over the years have managed to keep their own characteristics and influence all generations' fashion and trends.
Also in Fukuoka, great construction sites to modernize and enlarge the main train station, even if I didn't suffer for the many working sites open almost everywhere.

Fukuoka as a city itself doesn't stick out, it has the same urban organization as other big cities, but it doesn't possess the same glamour of Nagasaki, or the catchy skyline of Tokyo or the same relaxed air if Nagoya. It has to be said, though, that its inhabitants have something that make them social, chattery, laid back. As one can see from the welcome I received: I had just got a city map at the information centre (forget the courtesy we're used to in Tokyo) and I headed to avery beautiful temple, Shofukuji, only to stay away from the heat of the day and stay away from curious eyes and big mouths, when I am approached by a Jp guy who asks me everything, showing a good English ability, and he's surprised at me knowing that temple. Before leaving he gives me a postcard taken who knows where as a welcome gift. I take a few shots and I sit at the stairs of one of the shrines in the area and have my picnic lunch. As soon as I sit down,I am approached twice, and in both cases it was a couple of ladies, who greet me and ask me about my being in Fukuoka, alone or with somebody, single or married...and grin and wander at every answer of mine. But they're quite impressed by the conversation in Japanese, and me too: used to Toyko standards, being greeted by strangers is already surprising, and therefore handling a whole conversation, with strangers in Japan, is really really unusual.

After the temple I head to one of the two symbols of Fukuoka:Canal City. Water flowing through the buildings, founains, ivy, six floors of shops and restaurants, gemoetric shapes, sinuous and modern contribute to make Canal City a commercial pole, symbol of wealth, modernization and consumism with no equals. All the area was positively influenced by the development of such centre, because it's been cleaned and integrated with the urban surroundings. Who's interested in shopping won't be deluded by Fukuoka: with canal city, the underground shopping area in Tenjin, the trend shops in Hawks Towers and Yahoo dome, it offers more than one can ask.

The second symbol of Fukuoka is its tower, representing the tallest building in West Japan and located in a area in the city that has been designed and rediscovered thanks to the help of big names in architecture. The new Fukuoka grows quite far from the centre, on the coast where artificial beaches have been created, where the Hawks Towers, conference center and luxury hotels, stand, and where the babel of electric cables and wires usually visible above our head everywhere, even in Tokyo, are underground...advanced level stuff.


The most convenient solution for sightseeing Fukuoka, from fukuoka Tower to canal city, through the Rakusuien gardens ans its temple (the time of the day I arrived was too late and the temple was closed already), Ohori park, continuing to what remains of the old medieval castle is the green bus. Built with ecological materials (it has wooden chairs and natural fabric cushion seats), it runs in a loop around the touristic and interesting sites. A guide voice points to the sites once we pass by.

The flat Fukuoka of the day, changes its clothes in the evenings and become a nice lady, attractive and lively, a bit myseriou but always chattery. walking along the streets from Hakata to Tenjin is enough to discover a long line of food selling stands where the dishes spread a delicious smell around: evenings are the the moments to see the 'yatai' (やたい) on the riverbanks, places where salarymen, tourists, couples, every one sit and try a good bowl of ramen or yakitori. The bridges on the canal acquire something romantic under the yellowish light of the city illumination, huge umbrellas are open on benches and tables outside and people stroll on the streets following the smell of good food.



Even if there's less foreigners than in Tokyo, both as residents and tourists, except for the Americans who come over the weekends from Sasebo, people in Fukuoka aren't evasive like Tokyo inhabitants. On the contrary, don't be surprised if anyone starts suddenly a conversation with you, asking lots of curious questions. However, seen the social souls, too social, I renounce to a immersion in the nighlife in Fukuoka and I rather go back at some decent hours to avoid some drunk and talkative Japanese men.

Sunday, September 13, 2009

Ancient Kumamoto 熊本

Anche una regione meno sviluppata come Kyushu, negli anni si è fatta la sua versione dello shinkansen: si chiama Tsubame e collega Fukuoka al nord, con Kagoshima, al sud. Seppur a una velocità di gran lunga minore a quella del super express N700. Per andare a Kumamoto, sede di uno dei pochi castelli originali rimasti fino ad oggi, si salta in sella allo Tsubame e via verso zone remote e poco frequentate! In meno di due ore sono già fuori il centro informazioni di Kumamoto con la mia mappa della città in mano e il mio pass giornaliero per il tram.

Eh, si, nel resto del Giappone si usa ancora, e pure tanto, il tram come mezzo di trasporto per le vie cittadine. In se Kumamoto non ha nulla, fuorchè il castello e i giardini zen, seppure non si può mai dire cosa ci sarà in futuro,perchè la campagna di urbanizzazione e industrializzazione degli ultimi hanno ha trasformato le grandi e meno grandi città del Kyushu in un immenso cantiere dove stazioni vengono allargate e ammodernate, autorstrade, ponti e linee ferroviarie aumentano di giorno in giorno, insomma si costruisce a più non posso.

Raggingere l'ingresso al castello è facile e in 10 minuti sono già col mio biglietto in mano, dopo una lunga conversazione in giapponese col tipo in biglietteria che mi raccontava di essere stato in Grecia e in Germania (si, si lo so, gli ho detto che sono italiana, ma è pur vero che la Grecia è vicina...), quindi gli ho consigliato di andare a visitare anche l'Italia una prossima volta e sono corsa via perdendomi dentro le mura del castello.

Mai stato così arduo raggiungere un obiettivo: l'edificio principale si trova in cima a una infinita rampa di scale, o meglio un infinito labirinto di scale.
Le mura sono costruite con enormi massi e a vari livelli, cosi che salita una rampa, si gira una curva e....altra rampa di scale, per arrivare su un pianerottolo da dove si diparte...una rampa di scale, poi si raggiunge la base del castello, si vede, è vicino, basta solo....salire un'altra rampa di scale!!!

Curiosità sul castello di Kumamoto: le mura di cinta sono state costruite da un certo Kyomasa qualcosa, quel famoso Kyomasa che è passato alla storia per aver costruito anche le mura del castello di Nagoya (cerca in blog e foto gallery) e essersi distinto per abilità e forza.

L'edificio principale del castello è formato da due torri che si dipartono da un unico blocco di circa tre piani, adibito a museo e dove è possibile ammirare un plastico di come era la Kumamoto dell'età feudale, riproduzioni in legno dell'edificio e dei suoi interni, foto di shogun e esposizione di armature..insomma solite cose che si possono vedere dentro i castelli.

Poi dal terzo piano si diramano due rampe di scale (ancora??) che portano in cima alle due torri. Durante l'ascesa all'osservatorio della torre più piccola si vedono le foto attaccate alle pareti di tutti i castelli in Giappone, alcuni(pochi) ancora originali, altri ricostruiti, altri mantenuti decentemente, eccetera. Bella esposizione, interessante e però poco informativa per chi non sa leggere il giapponese, visto che i nomi e le città dei castelli sono tutti in Kanji...ho avuto difficoltà anche io per alcuni.

In ogni caso, trascorsi alcuni minuti all'osservatiorio, mi dirigo alla torre principale, dal cui osservatorio si ha una bella vista della città e della natura intorno a Kumamoto. Niente di speciale, ma almeno tirava aria fresca e faceva piacere stare affacciati a osservare il verde delle montagne.

Il fossato intorno alle immense mura è ben tenuto, pieno d'acqua dove carpe e tartarughe nuotano tranquille. I giardini interni al castello non hanni molto da offrire: un larghissimo rettangolo verde, piatto, con alberi sparsi qua e la. Difatti lo salto di netto e ricontrollo la mappa della città per individuare qualcosa di più interessante: i giardini zen di Suizenji (水前寺公園). Per raggiungerli bisogna nuovamente salire sul tram e spostarsi un pò fuori dalla città.



I giardini vantano un ingresso costituito da un viale in pietra puntellato di lanterne e negozietti di souvenir si aprono ai due lati del viale. Ospitano al loro interno un bellissimo tempio, Izumi-jinja, una forestadi bambu e la riproduzione del monte Fuji e del monte Aso, un simbolo del Kyushu (caldera dal diametro di 28km, è la più grande al mondo e si è formata dopo una grandissima eruzione). In estate il colore brillante dell'erba dà la perfetta idea di come è l'intero Kyushu: ondulato, rigoglioso, verde. La sapiente fusione di ponti arcuati in pietra, sassi, laghi, pini bonsai e case da thè regalano al visitatore uno dei più bei giardini esistenti in Giappone.

***************************************

Even the not yet developed Kyushu has got its own version of the shinkansen: it's called Tsubame and connects Fukuoka in the north with Kagoshima in the south. But with a slower speed than the super express N700. To go to Kumamoto, site of one of the few original castles to date, I jump on the Tsubame and head towards remote and less visited areas. In less than two hours I am alreay outside the information centre in Kumoamoto, city map in one hand and my one day tram pass on the other hand.

Yes, in the rest of Japan they still use streetcars in the cities. Kumamoto per se offers nothing but the castle and a zen garden, even though one can't say anything onhow it will look in the future, because the urbanization and industrialization campains in these last years have been transforming Kyushu in a huge construction site where stations are enlarged, highways and railways increase in number, and so on.

Reaching the castle is easy and wihin 10 minutes from the departure I already have my entrance ticket, after a long chat in Japanese with the guy at the ticket office who told me he was in Greece and in Germany (yes, I tol him I am Italian, but it's also true that Greece is close to Italy...), I suggested him to go visit Italy next time and I ran away into the castle walls.

Reaching a objective has never been so hard: the main building is on top of a countless series of stairs, or better a infinite labyrynth of stairs. The walls are built with big stones and on different levels, so that once I go up some stairs I turn and.....another series of stairs to reach a flat space where....another series of stairs starts, and I eventually reach the feet of the castle, I can see it, it's close, I only....climb some more stairs!!!

A curiosity on Kumamoto castle: the walls were built by a some Kyomasa guy, that famous Kyomasa who built also the walls of Nagoya castle (look for post and photos) and distinguished for ability and strength.
The main building of the castle id made of two towers from the same main three storey block used as a museum; inside one can see a 3D renderation of Kumamoto in the feudal era, wooden models of the main towers of the castle and of the inside, photographs of weapons, war shells and so on...usual things one can see in castles.

From the third floor there's two separate stairsteps (more???) that lead up to the two towers. During the climb up to the smaller tower top, you can stop at the photographs of all the other castles in Japan, original or reconstructed, or decently maintained. Nice exhibition and very interesting but very useless for those who can't read Japanese characters. I had difficulties myself to read some names in Kanji.

Anyways, I spent some minutes at the observatory, then I head to the main tower, from where I have a nice view of Kumamoto on of the nature around. Nothing special, but there's a pleasant breeze up there and I found relaxing stay there and watch the green of the mountains.



The ring of water surrounding the castle walls is well kept, full of carps and turtles. The castle inner gardens have nothing to offer: a huge green, flat square, with some trees around. I in facts skip it and focus on the city map to look for something more interesting: Suizenji zen gardens (水前寺公園). To reach tehm I again hop on the streetcar and have to move farer. The gardens are preceeded by a long entrance paved path bordered with lanterns and souvenir shops on both sides. Inside the gardens a nice temple, Izumi-jinja, a bamboo forest and the reproduction of mount Fuji and Mount Aso, a symbol of Kyushu (28km diameter caldera, the biggest in the world and formed after a big eruption) can be observed. In summer the vivid color of the grass gives a perfect idea of how all Kyushu is: wavy, green, luxuriant. The wise fusion of arched stone bridges, rocks, ponds, bonsai pine trees and tea houses give the visitor one of the best gardens in Japan.

Tuesday, September 8, 2009

Hell Beppu 別府

"Nel mezzo del cammin di nostra vita/mi ritrovai per una selva oscura/che la dritta via era smarrita."
Inizia cosi il poema di Dante "La divina Commedia", nel suo primo canto dell'inferno.

Chi voglia andare all'inferno, però, ci vada con il limited express "Sonic" da Fukuoka, che fa prima. Non sto straparlando, bensì sto parlando del giretto a Beppu per andare a vedere l'inferno coi miei occhi.

Beppu, sulla costa est di Kyushu, è uno dei posti con maggiore concentrazione di sorgenti termali naturali. La regione dove si trova Beppu ha natura geotermica e in effetti vanta circa 3000 terme, e la zona gode di afflusso continuo di gente che si immerge quotidianamente nelle calde e salutari acque termali convogliate sapientemente verso centinaia di spa distribuite su tutto il territorio.
Quello che però mi ha attirato della cittadina non è certamente la presenza delle terme, bensi la presenza di sorgenti particolari chiamate "infernali". Tali sorgenti sono caratterizzate dalla alta presenza di minerali e altri composti che rendono le acque delle terme piacevolmente colorate di colori brillanti, e dalla temperatura dell'acqua che varia tra 95 e 100 gradi centigradi. Sono, insomma, sorgenti da guardare ma da non toccare.

Vi sono 9 di queste sorgenti infernali a Beppu, si possono visitare una ad una, pagando un biglietto di ingresso che a mio parere è un pò altino per solo dare un'occhiata alla sorgente e andare via...
Al centro informazioni di Beppu chiedo qual'è la cosa più conveniente da fare e mi viene suggerito di comprare un biglietto dell'autobus di un giorno (convenientissimo sul serio) e un blocchetto di biglietti per l'ingresso a ognuna delle sorgenti, a prezzo scontato grazie al fatto che avevo anche il pass per l'autobus.
地獄 めぐり (jigoku meguri -- tour delle sorgenti infernali)
Il tour prevede un gruppo di 7 sorgenti, una delle quali non mi è stato possibile visitare, raggruppate a distanze abbastanza brevi da poter essere percorse a piedi. Altre due sorgenti stanno invece più a valle e, a meno che si abbia intenzione di allungare un pò il giro passando dal castello che domina su Beppu e la baia, possono essere raggiunte da qui in autobus. Inoltre, camminando un pò di più si raggingono punti da cui è possibile vedere il fianco della montagna su cui si sviluppa Beppu, e si possono notare le tante fumarole che contraddistinguono quest'area. E no, non sono principi di incendi, è solo la temperatura altissima sotto terra che fa sì che Beppu sbuffi come un trenino a vapore.
海地獄 (umi jigoku), così chiamata perchè assomiglia a un mare,la sorgente è profonda 200 metri, l'acqua è blu cobalto e si è formata circa 2000 anni fa dopo un'esplosione vulcanica. All'ingresso un meraviglioso lago con piante di loto e ninfee ci accoglie. E una pozza di acqua rossiccia fumante si trova accanto a quella blu...strana combinazione geologica! Vi è poi anche un intero giardino botanico, dove i fiori di loto vengono coltivati in acqua termale. La varietà di loto cresciuta qui è nota come 'victoria Amazonica' e alcuni raggiungono dimensioni impressionanti: spesso un bambino riesce a starvi in piedi, galleggiando sulle acque. Le uova vengono fatte bollire in queste acque con un sistema rudimentale ma efficacissimo. Anche un bel tempio si trova a governare l'attività geotermica da una posizione privilegiata.
鬼石坊主地獄 (oniishibozu jigoku), è chiamata cosi perchè le bolle che si formano nel lago fangoso assomigliano alle teste rasate dei monaci.
山地獄 (yama jigoku), il nome deriva dalla montagna di fango che si è formata negli anni. Assieme alla sorgente è possibilie ammirare alcuni animali esotici in un piccolo zoo. Personalmente non mi è piaciuto neanche un pò, visto che animali come elefanti, lama, fenicotteri, ippopotami erano tenuti in gabbie visibilmente TROPPO piccole e scomode per loro. Fossi in voi salterei di netto questa jigoku, non è un bello spettacolo per gli occhi.
かまど地獄 (kamado jigoku) è indicata da un rosso demone di fronte a una grossa pentola. Si racconta che questo demone dormisse su un letto di pietre roventi e che si aggirasse tra sei diverse sorgenti: un "forno" che emette fumo a 100 gradi, un laghetto rosso, un altro rosa, un altro blu brillante, dove anche lì si fanno le uova bollite, un pantano di fango ribollente e un laghetto azzurro con vapore e fumo.
鬼山地獄 (oniyama jigoku), costituita da una sola sorgente che emette un getto di vapore tanto potente da poter trainare una carrozza e mezza di un treno. E il rumore di acqua ribollente, fumi spessi e caldissimi ne confermano la potenza. In questa jigoku si trova anche un insieme di vasche dove vengono allevati dei coccodrilli, anche qui come nel caso dello zoo, animali in vasche appena sufficienti a contenere le enormi dimensioni di un singolo animale. Consiglio: anche questa, risparmiatevela.
白池地獄 (shiraike jigoku), è una sorgente in cui l'acqua senza colore acquista in superficie un bellissimo colore bianco crema.Quasi non sembra di essere all'inferno, visto che la sorgente è circondata da un verdissimo giardino zen dove pietre, statue e piante sono arrangiate sapientemente per armonizzarsi col bianco laghetto. E' possibile anche vedere alcuni esemplari di pesci pirana in vasche poco lontano dalle terme.
Le ultime due sorgenti infernali sono raggiungibili -consigliato- in autobus, visto che si trovano a valle.
血の池地獄 (chinoike jigoku) è forse la più impressionante tra le sorgenti, dato che il suo nome significa 'pozza di sangue' dato il colore rossastro che acquista e i fumi che salgono in cielo fanno assumere alla sorgente un certo non so che di dantesco.
竜巻地獄 (tatsumaki jigoku) è un geyser che a intervalli di circa 40 minuti emette un getto di acqua alla temperatura di 115 gradi che raggiunge i 20 metri. Da lontano, poichè il getto è fatto infrangere su un tetto roccioso,questo geyser è invisibile e si possono invece notare tutt'intorno bellissime e alte palme, ben distinguibili in mezzo ai pini. Si scoprirà dopo che la temperatura del vapore generato dal geyser è usato per coltivare piante tropicali.

Con tatsumaki si conclude il tour nell'inferno e si ritorna in mezzo ai vivi, sempre prendendo il "Sonic" per Fukuoka, ma non prima di fare una bella sabbiatura.

**************************

"Nel mezzo del cammin di nostra vita/mi ritrovai per una selva oscura/che la dritta via era smarrita."
That's how Dante's comedy masterpiece Inferno I, starts.
Who wants to go to hell, though, go by limited express "Sonic", which is faster. I am not blabbing, I am talking about my trip to Beppu, to go and see hell with my own eyes.

Beppu, on the East coast in Kyushu, is one of the places with the highest concentration of natural hot springs. The region where Beppu sits is naturally geothermic and has about 3000 springs, and people come here to have a bath in the hot, healthy thermal waters distributed to the zillions of spas in the area.
I wasn't really interested in the spas themselves, but I was more interested in particular hot springs called "hell". Those springs have different types of minerals and chemical compounds that make the waters of beautiful bright colors and their temperature is between 9 and 100 degrees. They're to look but not to touch.
There are 9 of such hells in Beppu, they can be visited one by one, by paying a entrance fee which looks too pricy to me for just go and see some steam...
At the Beppu information center I ask about the most convenient thing to do, so I am given a one-day travel pass and a block with discounted tickets (since I got the one-day pass) to visit all the springs.

地獄 めぐり (jigoku meguri -- hell tour)
The tour is around 7 springs, one of which was impossible to visit that day, gathered together within walkable distances. two other springs are down in the valley and, unless one wants to take a detour to see the castle overseeing Beppu and the bay from the hills, can be easily reached from here by bus. Also, walking a bit farther one can find spots where one can see the side of the hill Beppu sits on, and smoke going up from everywhere can be seen as well. And nope, it's not a principle of fire, it's only the high temperature of the underground soil which makes Beppu smoke like a steam train.
海地獄 (umi jigoku), so called because it resembles the sea, this 200 meters deep, cobalt blue pond of boiling water emerged 1200 years ago from a volcanic explosion. At the entrance is a wonderful pond with lotuses. And a pond of redish steamy water is next to the blue one. There's an entire botanical garden where the lotus of the 'Victoria Amazonica' variety is grown in thermal water, and they have impressive dimension: a kid can easily stand on it, floating on the water. Eggs are boiled in the hot water, using a very rudimental but effective technique. There's a nice temple too, overseeing the geothermic activity from a privileged location.
鬼石坊主地獄 (oniishibozu jigoku), is called after the name of the area -Oniishi- and because the bubbles of hot grey mud boiling up look like the shaven heads of monks.
山地獄 (yama jigoku), takes its name from the mountain of mud formed over the years. Together with the hot spring, there's a small zoo where some exotic animals are kept. personally, I disliked the thing, because animals like elephants, hippos, flamingos were kept into visibly TOO small and uncomfortable cages. If I were you, I'd skip this jigoku.
かまど地獄 (kamado jigoku) is indicated by a big red demon in front of a huge boiling pot. They say this demon used to sleep on a bed of hot stones and went around the 6 ponds that make the site: a "oven" emitting steam at 100 degrees, a red pond, a pink mud one, a bright blue one-in there they boil eggs, too-, a pond of boiling brown mud and a light blue with steam.
鬼山地獄 (oniyama jigoku), consisting of one pond only that emits steam with a so high pressure to pull one and a half train cars. And the sound of boiling water, thick and hot smog confirm its power. In this jigoku is also a bunch of pools where crocodiles and alligators "happily" live, and here too like in the case of the zoo, animals in cages big enough to keep barely one of those huge animals. Suggestion: this one, skip it too.
白池地獄 (shiraike jigoku) is a hot spring where the colorless water that sprouts from the grounds magically turns creamy white. It doesn't seem to be in hell, seen that the pond is surrounded by a green zen garden where stones, statues and trees are perfectly arranged to blend nicely with the white waters. Some pirana fish are kept here in tanks.
The last two hell springs are reached-suggested- by bus, because they are down the valley.
血の池地獄 (chinoike jigoku) is perhaps the most impressive among the hells, because its name means 'blood pond' from the red color the waters have and the steam going up the air gives the pond some dante-ish athmosphere.
竜巻地獄 (tatsumaki jigoku) is a geyser that sprouts out till 20 meters high 115 degrees hot water at intervals of about 40 minutes. From far away, since the water hits a stoned, man-made roof, this geyser is basically invisible, while one can see palm trees in between pine trees all around the area. I discover that the steam from the geyser is used to grow tropical plants.
With tatsumaki the tour in hell is over and I go back to alive people world, again catching the "Sonic" to Fukuoka, but not before having a sand bath.







Monday, September 7, 2009

Exotic Youjima 陽島

Obiettivo: spiaggia.
Il centro informazioni a Nagasaki si è rivelato molto utile a soddisfare la mia voglia di mare. Infatti, non potendo ritornare a Sasebo per trascorrere un giorno in spiaggia, mi rivolgo a chi di mestiere suggerisce località e itinerari e mi indirizzano verso Ioujima. Quest'isola è,pensate, a soli 20 minuti di traghetto da Nagasaki, ed è piccola abbastanza da essere percorsa in lungo e in largo in un solo giorno.

Esiste un pacchetto promozionale per raggiungere l'isola, e con pochi spiccioli è possibile comprare un biglietto di andata e ritorno e inoltre incluso nel prezzo anche una visita alle terme. Ma, attenzione: il biglietto di ritorno non mi viene consegnato la mattina all'aquisto, infatti devo andare alle terme sull'isola e lì mi daranno il mio biglietto. Astuzia a fin di bene e a scopi promotivi delle strutture dell'isola. Non che io sia particolarmente interessata al rito del bagno pubblico, eppure visto che così prevede il pacchetto, così si fa.

Il viaggio in traghetto sembra quasi una presa per i fondelli, visto che neanche il tempo di lasciare il porto a Nagasaki, arriviamo sull'isola. Prima cosa da fare appena sbarcati è procurarsi una mappa, studiarla bene e pianificare la giornata. E di tempo ce ne è a sufficienza perchè l'ultima nave dall'isola parte dopo le 22...spettacolare!

Il piano risulta il seguente: spiaggia fino a pranzo, giro dell'isola e poi tardo pomeriggio di nuovo spiaggia. Per essere completamente autonoma e per muovermi velocemente, opto per affittare una bici per l'intera giornata e l'idea si è rivelata essere vincente!!

A dire il vero, l'arcipelago è formato da due isole, di cui Ioujima è la piu grande. A dire il vero Ioujima è fatta da due isole, talmente vicine una all'altra che i ponti che le uniscono sono lunghi circa 5 metri!! Ve ne è poi una, piccolissima, che in passato è servita come prigione: l'intero perimetro è circondato da possenti e alte mura, e dentro una città destinata al confino. Oggi l'isola dovrebbe essere abbandonata, ed è possibile manco a dirlo, organizzare un tour in barca intorno alla fortezza. Robe da Alcatraz, insomma.
Pre-pranzo: spiaggia.
La "Costa del Sol" che si presenta ai miei occhi è bellissima , la sabbia è fine e mista a frammenti di conchiglie,l'acqua è turchese e trasperentissima, mantenuta pulita da uno sbarramento con reti a qualche decina di metri dalla riva. Il che sembra strano, ma non mi dispace affatto visto che per la prima volta dopo Ogasawara mi sono goduta un bagno senza preoccuparmi di alghe o meduse o altri esseri strani. E la temperatura dell'acqua era veramente alta, sembrava di essere ai tropici.

Pranzo e primo pomeriggio: onsen e tour.
Per la pausa pranzo mi affido all'unico resort nei paraggi, visto che avrei dovuto poi usufruire delle terme situate lì dentro. Quindi vado, entro, tolgo i vestiti, mi sciacquo e mi immergo nelle calde acque termali in vasche di legno di pino. Il caldo è insopportabile, quindi meglio andare fuori e immergersi negli enormi tini in metallo che guardano sul mare...

A esperienza termale conclusa mi siedo sulla terrazza del ristorante, sedie con cuscini, tavoli con ombrellone e barbeque accanto, vista sul mare e sullo sfondo è possibile distinguere perfettamente il ponte all'ingresso della baia di Nagasaki. Relax totale.

Ma dopo il riposo bisogna rimettersi in movimento e esplorare l'isola. Torno in sella alla bici e inizio proprio dal resort. Per prima cosa vado fino alla punta nord dell'isola dove un faro si erge in cima a uno strapiombo su una spiaggia di ciottoli bianchi. Acquile sospettose gironzolano tutto il tempo sopra la mia testa a quote preoccupanti.
Non immaginavo però che l'isola fosse montuosa al pari del resto del Kyushu, infatti a ogni salita sulla via mi ritrovavo a spingere la bici invece che pedalare...e che me la sono presa a fare? Forse per far sorridere i giappi, quando mi vedevano spuntare da una curva, ignara di quello che mi aspettava....
La parte sud dell'isola invece non presenta nulla di interessante, in quanto le costruzioni raggiungono il mare. Il lato sudovest presenta uno scenario nuovo: scogli e coste frastagliate, pareti a picco sul mare, ammassi di pietre di origine vulcanica, e la vista della Corea nelle giornate di cielo limpido e chiaro.
In giro per l'isola ci sono blocchi di pietra che sulla superficie superiore hanno riprodotta la topografia dell'aera, il punto turistico interessante, e se sai interpretare la proiezione dell'ombra di una piramide sul piano puoi anche sapere che ora del giorno è.




Pomeriggio: spiaggia e rientro.
L'intero pomeriggio lo passo di nuovo in spiaggia, per poter assorbire fino all'ultimo raggio di sole. In nave incontro un' Italiana che vive a Nagasaki da parecchio e un tedesco che vive in Italia da parecchio e quindi ci accordiamo per andare a cena assieme a Dejima.

Ioujima è stata sicuramente il più bel cambio di programma dell'intera vacanza, seppure credo che presto l'aria esotica che è riuscita a mantenere per via del suo essere isola svanirà presto. Infatti è possibile vedere, nella punta sud di Ioujima, costruzioni in corso e presto un ponte a unica campata di poche centinaia di metri collegherà le due estremità di terra, Nagasaki da un lato e Ioujima dall'altro. A vedere la rielaborazione al computer -poster appeso all'ingresso del comune- parte della costa ne risulterà deturpata, seppur non c'era granchè nella parte dove si trova il pilone. Le due estremità del ponte sono già finite, manca solo la parte centrale e poi questo piccolo angolo di paradiso con spiaggette nascoste, calette, cimiteri cristiano-buddisti, scogli battuti dalle onde, diventerà un polo di intrattenimento affollato e caotico.
****************************************
Objective:beach.
The information center in Nagasaki was very helpful to find a place to satisfy my need of beach. I in facts couldn't go back to Sasebo for one more day since beaches weren't easy to reach, so I ask the professionists of itinerary suggestion and trip planning and they tell me about Ioujuma. This island is only 20 minutes by ferry from Nagasaki and is small enough to be visited in only one day.

A promotional package to the island is available, and with few yen one can buy a return ticket plus a spa ticket. Be aware though, that the return ticket is given to us not at the ticket counter at the pier, but it is given to us at the spa on the island. convenient trick with promotive purposes for the island touristic structures. I am not that interested in entering a bath, but the package provides me this, so I do.

The ferry trip looks like a joke because as soon as we leave Nagasaki terminal we reach the island. First thing to do there is to get a map, study it and plan the day activities. There's plenty of time to go around because the last ferry back to Nagasaki leaves after 10pm...spectacular!

The plan is as follows: beach till noon, then tour of the island and later afternoon beach again. In order to be autonomous and to be able to move quickly, I go for renting a bicyclefor the whole day. The choice is the best one!

To say the truth, the archipelago is made of two islands, of which Ioujima is the biggest. And actually, Ioujima is composed of two islands, so close that the three bridges connecting the two sides are no longer than 5meters!!There's also another islet, very very tiny, that was used as a prison in the past: the perimeter of it is bordered with high and thick walls and inside them is a city for confinement. Nowadays the island should be abandoned, and, needless to say, a boat tour around the fortress is available. Alcatraz-style stuff.
Pre-lunch: beach.
The "Costa del sol" (sunny seaside,from Spanish) in front of me is really beautiful, the sand is fine grained and mixed with shells grains, the water is blue and transparent and kept clean thanks to huge nets placed some 10mt farther. It is weird, an yet I like it since I can fully enjoy, after Ogasawara, a swim without being worried of seaweeds or jellyfish or such. The water temperature was warm too, like being at the tropics.

Lunch and early afternoon: onsen and tour.
I go to the only resort in the island for my lunch break, also because I had to use the spa inside the resort. Then I go, enter the spa, undress, wash and i soak in the thermal waters into pinetree wood pools. I can't suffer the heat so I better go outside and soak in the pools there, with a sea view...
After I am done with the spa experience I sit at one of the tables at the restaurant's terrace, umbrella and bbq available at each table, sea view and the bridge at the entrance of Nagasaki bay is easily recognizable. Total relax.

After the break I start the exploration of the island. Sit on the bike, I start from the resort and head at first towards north, where a lighthous stands on a hill above a white pebbles beach. Suspicious eagles fly over my head at a worrying altitude.
I couldn't imagine the island was as mountainous as the rest of Kyushu, and I found myself pushing the bicycle rather than cycling for quite several times...what I rented it for then? Probably to make the Japs laugh at stupid me...
The south part of the island, instead, is of no interest since the buildings and the concrete reach the sea. The south-west side has a different new scenery: cliffs and rocky coast, big volcanic stones, and when the sky is clear enough one can see Korea.
Placed in various places in the islands are milestones with the topography of the nearby areas carved on the top, and also the closer touristic site. If you then can interpret the shadow of a pyramid on the map, you will know what time of the day is.




Afternoon: beach again.
The whole afternoon is beach again, I want to absorb till the very last ray of light. On the ferry back I met an Italian wonam living in Nagasaki for some years, and a German guy who's been living in Italy for some years. we agree to go to Dejima together for dinner.

Ioujima was the best change of plans of the whole vacation, even though I believe that soon the exotic athmosphere the island has been able to maintain bacause of its being a island, will soon vanish. In facts, on the south end of Ioujima, they're building like crazy and very soon a few hundred meters long bridge will connect the two ends, Nagasaki on one side and Ioujima on the other side. Having a look at the computer renderation -I could see it on a poster stuck outside the ward office building- the deturpation of that part of the island is evident, even if there's nothing worth to save there. The two pillars at the ends are ready, and after the central part will be completed this little paradise of hidden beaches, christian-buddhist cemeteries, cliffs hit by the waves will become one more entertainment area, crowded and chaotic.