Sunday, August 9, 2009

Lifestyle: Ibento (イベント) - Events

Approfitto di un fatto successo ieri sera per introdurre una nuova puntata della saga Lifestyle:ciò che è veramente giapponese. Dunque, un sabato come tanti altri, per me, mi ero organizzata con Serena per uscire assieme a lei e Giovanni e un gruppo di gente nuova. Dove si va, dove si va, io ero abbastanza propensa a fare un giretto dalle parti di Odaiba, Tokyo Bay, ma giusto perchè era da tanto che non ci andavo. Beh, volle il caso che anche gli altri stavano andando lì. Quindi, senza fare troppe domande, mi sono unita. La cosa che hanno omesso di dire era che c'erano i fuochi d'artificio.

Si, i più grandi e i più attesi di Tokyo!E io non sono un'amante degli eventi di massa. Men che meno se gli eventi di massa sono a Tokyo. Difatti, avendo fatto i miei ibento - イベント - (eventi), soprattutto quelli estivi legati ai fuochi, mi ero ripromessa di non rivivere le stesse esperienze due volte. Ma essendo con cari e divertenti amici, quest'anno è andata cosi.

La quantità di gente radunatasi per l'evento (e difatti Evento è l'argomento di oggi) è praticamente un multiplo dell'intera popolazione nazionale. I fuochi, premetto, sono visibili da alcuni punti della città, ma ovviamente più si è vicini, meglio è. Essendo sparati da due piattaforme nella baia, raggiungere Odaiba, l'isolotto artificiale costruito per sopperire alla inesauribile richiesta di poli commerciali, è stata un'impresa erculea. Tutti, da qualunque punto della città, si dirigevano nella stessa direzione, un'unica destinazione: la spiaggia.

Ci sono elementi comuni a tutti gli ibento di media o grossa portata, e non ne siamo certo stati immuni ieri:
C'è un ibento: tutti devono esserci. Che siano fuochi, feste religiose, feste popolari, eventi annuali, party estivi, TUTTI devono aver fatto la loro parte.
Il giorno dell'ibento: la città è paralizzata, treni e mezzi di trasporto pubblici intasati sino a scoppiare (sul serio, nessuno ha idea di quanta gente è possibilie far entrare in un treno!)
Preparativi per l'ibento: la gente va ad appostarsi anche il giorno prima, letteralmente campeggia, pur di avere il posto con la vista migliore. Poi passa tutto il tempo a mangiare e sbevazzare fino a molto oltre la fine dell'evento.
Abbigliamento da occasone: donne in yukata e uomini in jinbei (versioni estive dei kimono)
Cosa rimane dell'ibento: gente devastata dall'alcool a ogni angolo della strada, più o meno coscienti.
Norme di sicurezza per l'ibento: diciamo pure che i giappi sono bravi a prevenire invasioni di massa, ma non sono certo bravi a gestire la massa.

Dilunghiamoci un pò più su questo elemento: quando non sappiamo minimamente di un certo evento in corso, ce ne accorgiamo subito comunque, perchè già ci pensano yukata e jinbei a suonare i primi campanelli d'allarme. O ci sono fuochi d'artificio o c'è un festival. Appurato ciò, è facile anche intuire dove avverrà l'evento, a giudicare dalle masse che si muovono verso una certa stazione, verso una certa area della città. Si fa mente locale, si pensa a che stagone è, e si ha la piena immagine di ciò che sta accadendo. Ma torniamo alle misure di sicurezza. Poliziotti dirigono le masse, comunicano messaggi e avvertimenti,suggerimenti, obblighi che sono meramente ascoltati persino dai giapponesi stessi. Comunque sia, appaiono transenne lungo le strade, molte strade sono sbarrate, ingressi multipli alle stazioni chiusi per evtare la calca, spazi ammessi davvero davvero pochi, parchi chiusi, eccetera. Prevenire che la gente si accalchi su ogni centimetro disponibile come gli avvoltoi è qualcosa che più o meno riescono a fare. Ma in ogni caso non riescono a fermare l'andirivieni di gente che, in barba agli avvisi, alla faccia di chi ha faticosamente conquistato un piccolo angolo con vista, continuano imperterriti la loro ricerca. O passeggiano semplicemente. Infine, cosa che ricorda molto la repubblica popolare cinese ai tempi del regime comunista, improvvisamente vengono diramati importantissimi comunicati su: inizio dell'evento, durata, fine dell'evento, viabilità, consigli su come tornare a casa, che mezzi prendere, a che ora tornare a casa, che strada fare per raggiungere la stazione, a che ora fare il bagno a mare.
Scatta l'emozione: per ogni ibento c'è sempre un coro di "Aaaaaaaaaah", "oooooooooh", "Uuuuuuuuuh" di meraviglia.

In definitiva, nonostante le fatiche che abbiamo dovuto provare per trovare un piccolo angolo, ci siamo divertiti, siamo riusciti a fare alcune foto, abbiamo chiacchierato molto, abbiamo riso. E l'hamburger hawaiiano con vista del rainbow bridge ci ha ripagato di tutta la fatica.

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I take inspiration from a fact happened yesterday to introduce a new episode of the series Lifestyle: what is really Japanese.

So,on one Saturday like many others, at least for me, I arranged a date with Serena and Giovanni and some new folks to go out together. Where to go, where to go, I was keen to go to Odaiba, Tokyo Bay, because it's been a while since the last time I went there. Fates want that also my friends are going there. And without questioning, I joined them. What they omitted was that Tokyo Bay fireworks were on. Yes, the biggest in Tokyo!!! And I definitely don't like such events. Even less when the huge events are in Tokyo. In facts, I already attended my ibento - イベント - (events), especially the summer ones with fireworks, I promised myself not to experience the same thing twice. Being with dear friends, that's how it is this year.

The quantity of people gathered for the event (indeed Events is today's topic) is practically a multiple of the nation's population. I have to say though that the fireworks are visible also from other areas of the city, but obviously the closer, the better. the fires were shot from two platforms in the bay, and making it to Odaiba, the artificial island built to fulfill the neverending Japanese's need for shopping centers, was a herculean effort. Everyone, from any part of the city, was heading towards one directon, one destination: the beach.

There's common elements to all the middle and big events, and we weren't spared them yesterday:
There's an ibento: everyone must be there. Whatever of fireworks, festivals, religious parades, annual events, summer parties, they ALL have to be there.
The day of the ibento: the town is paralized, trains and means of transportation are blast-packed (really, no one has any idea of how many people can squeeze in a train!)
Preparation for teh ibento: people go pick a spot the day before, they litterally camp in order to have the spot with the best view. They, then, spend all the time in eating and drinking way after the event is over.
Dress code: women wear yukata and men wear jinbei (summer versions of kimono)
After the ibento: people totally wasted by alcohol at every corner, more or less conscious.
Security measures for the ibento: let's say the Japanese are good in preventing mass invasions, but are less good in handling the masses.

Let's talk a bit more about this last one: when we don't know of a event going on, we immediately understand because yukata and jinbei seen around ring the first bell. Either it is fireworks or a festival. Made sure of that, where the event will be held is easy as well to discover by observing the masses of people moving to a station or going to a specific area of the city. One thinks a bit, realizes what season it is, and they get the whole picture of what's happening. But let's get back to the security measures. Policemen instruct the crowds, they communicate advices, suggestions,must-dos that are barely attentioned even by the Japanese. Anyways, they place breaks along the streets, they close roads, multiple exits to a station are closed to avoid massive concentration of people, allowed areas really few and restricted, parks closed and so on. Preventing the people to jump on every centimeter available live voltures, they can still manage. But they can't stop people who, in the face of the announcements and in teh face of the people who have already found a viewing corner, keep walking forth and back. Finally, a thing that reminds of of the popular republic of China at the era of communist empire: suddenly a voice make announcements from loudspeakers for start of the event, duration, end of the event, news on viability, hints on how to get to the closer station, what means to use, what time to go, what time to have a swim.
Emotions start: at every event tehre's a chorus of wondering "Aaaaaaaaaah", "oooooooooh", "Uuuuuuuuuh".

All in all, even though we went through hard times to find a small corner, we had fun, we managed to take some pictures, we chatted a lot, we laughed. And eating a Hawaiian burger with the view of the rainbow bridge paid us back of all the efforts.



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