Wednesday, July 1, 2009

Sicilia pensieri e sole

Nuovamente si parte per la Sicilia, e finalmente d'estate, così da poter gustare le buone granite e potersi far arrostire dal sole comodamente sdraiati in spiaggia! Neanche il tempo d'atterrare, complice il leggero bagaglio (uno zainetto e una 24ore soltanto, che a vedermi Stefania impallidisce), e sono subito per strada per riempirmi i polmoni dell'aria di mare e gli occhi della vista mozzafiato della parte di costa siciliana che va da Catania a Taormina. La mia compagnia e guida, nonchè fedele compagno di pause caffè all'università, mi accompagna ovunque io chieda. Passeggiare lungo le stradine del centro del paesino di Taormina, che per via del turismo tanto esige dai suoi abitanti, visitare il teatro antico,la cena con vista sul Mediterraneo assieme a un amico vero e sincero mi fanno capire quanto mi è mancata la mia terra, la mia gente.


Le due settimane in famiglia trascorrono in chiacchiere con i familiari,le loro continue richieste di "torna presto", "perchè non stai di più?", il buon cibo e la compagnia dei pochi ma cari amici rimasti in giro. Tante le ore di mare e abbronzatura, tanti i kilometri in macchina, tanto riposo.

Questo è anche il tempo di rallegrarsi per come i propri cari riescono a tenersi impegnati, difatti non ho disdegnato esibizioni di ballo, teatro e canto di cui i miei genitori hanno dato prova di essere grandi amatori e appassionati.

Da un lato si è felici nel rivedere persone con cui non ci si incontrava da anni, si ritrova il piacere di uscire con gli amici di qualche anno fa, si ristabiliscono gli equilibri e le relazioni che si erano interrotti a causa della distanza. Dall'altro lato però c'è l'amarezza per la constatazione che il tempo passa inesorabile per tutti, i nipoti crescono e gli altri invecchiano, chi meglio e chi peggio, c'è chi si dimentica di chi va lontano nel mondo a cercar fortuna, c'è chi mette su famiglia. E ad un certo punto ci si ritrova a soppesare i valori a noi trasmessi e i legami non fisici che tengono le persone unite, contro i sogni e le aspettative per una vita che vuole essere vissuta al massimo delle possibilità. Ci chiediamo se è più giusto stare al fianco delle persone care e magari accontentarsi di una vita comune ma piena di affetti e solida oppure se è più giusto pensare a se stessi, se è più giusto credere nell'idea che siamo comunque mortali e destinati a una fine terrena ma con sogni più grandi di noi che ci spingono a forzare le porte dell'imprevisto. Eppure eppure, iniziato un cammino, la tentazione di andare avanti e vedere cosa succede è forte, tutto sta nell'equilibrare quella parvenza di senso di colpa con la soddisfazione personale.

Dovendo far tutti questi ragionamenti articolati, il tempo però vola, ed è già ora di partire, non senza il pieno di foto che mi serivranno da ricordo fino alla successiva capatina.

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Again off to Sicily, and finally in summer, to be able to taste the good granita and to let the sun hit hard while comfortably laid down on the beach!

By the time I landed, thanks to my light baggage (only a backpack and a little handbag so that Stefania goes pale when she sees me), I am on the road to fill my lungs of sea breeze and my eyes of the breathtaking view of the Sicilian coast stretching from Catania to Taormina. My company and guide, and also faithful coffee breaks mate at the university,takes me wherever I ask to go. The walks along the tiny streets of the town of Taormina, which asks too much to its inhabitants because of tourism, the visit to the ancient roman theatre, the dinner with the view of the Mediterranean together with a real and sincere friend make me realize how much I missed my land, my people.

The two weeks with family are spent in chatting with relatives, their requests of "come back soon", "why don't you stay more?", good food and the few left but dear friends. Many hours of sea and tan, many kilometers by car, a lot of rest.

This is the time to be glad to see parents keeping theirselves busy and in facts I didn't avoid to atend dance and singing shows which my dears revealed themselves to be lovers and fond of.

Tho, from one side one is happy to see again people after ages, is nice again to go out with old friends, all relations and equilibria broken because of the distance are restored. But on the other side it's sad to realize that time passes for everyone, nephewsand nieces grow up, the others grow older, there's who forgets who has gone away to hunt for fortune, there's who starts a family. And at one point I am comparing the values we've been taught and the physical bonds that keep people close against dreams and expectations for a life that wants to be lived at the top. I ask myself if it's better stay with our beloved people and perhaps get content with a normal but solid, full of love life or rather better to be selfish, be aware that we're mortal and destined to a end but carrying dreams bigger than ourselves that push us to break the doors of the unexpected. And yet, a path started, the temptation to proceed and see what happens is strong, and it's all about balancing guilt and personal satisfaction.

Now, doing all this complicated reasoning, time has flown and I have to leave, not without a bunch of phots to refresh my memories till the next visit.

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