Wednesday, March 25, 2009

Windsurf Paradise 逗子

Sabato la giornata è perfetta per una gita fuori porta, si va a Zushi per sperare di prendere un pò di sole sulla spiaggia. Siamo io e Michela, non partiamo di buon'ora visto che il posto è a poco più di mezz'ora da casa, occorrente da spiaggia in spalla e si va. Appena arrivate a Zushi, città di mare tra Kamakura e Enoshima, fiduciose del fatto che il sole ci accompagnerà per tutta la giornata, ci dedichiamo prima al turismo per poi riposarci al sole durante il pomeriggio. Prendendocela veramente comoda andiamo con calma e senza meta, con lo scopo finale però di raggiungere la spiaggia. Prima tappa è un piccolo tempietto all'uscita della stazione, poi continuiamo a camminare e ci dirigiamo verso la stradina che porta dritti al mare.

A differenza degli scenari a cui chi vive nelle grosse città è abituato, Zushi è molto pittoresca e differente nello stile, le strade sono strette ma pulite e curate, ogni famiglia ha una propria casa col giardino, spesso anche un cane, intendo veri cani, quelli di taglia grossa come labrador o pastori, quelli che trascinano i loro padroni verso la spiaggia al tramonto per correre lungo la riva. Anche lo stile delle case è molto caratteristico, originale e non sembra neanche di stare in Giappone. Alcune abitazioni poi sono vere e proprie ville, probabilmente residenze estive per molti.

Arriviamo in spiaggia e vediamo tanti windsurf, gente che si rilassa al sole, famiglie. Voglio subito provare la temperatura dell'acqua: davvero fredda, seppur limpida e calma. E' ancora abbastanza presto per pranzo, per cui decidiamo di continuare l'esplorazione dell'area e ci spingiamo più avanto lungo la costa, seguendo la strada principale. Dopo un pò arriviamo ad Hayama, località marittima, con tanto di porticciolo, dove pare che molti famosi abbiamo la seconda residenza. In effetti si respira aria di un livello superiore, la cittadina è veramente bella, le case ancora più belle di quelle a Zushi, si vede subito che l'aera è più costosa e per gente di un diverso calibro. Al porto c'è un lungo belvedere e abbiamo potuto ammirare le tante barche a vela al largo. In lontananza abbiamo anche avvistato un isolotto di scogli su cui torreggiava un torii, segno che deve esserci un tempio nelle vicinanze.

Determinate nel trovarlo, ci incamminiamo nuovamente verso un'altra spiaggetta e lì finalmente lo troviamo. In aggiunta al tempio, ci imbattiamo in un matrimonio, e possiamo ammirare da molto vicino una coppia di neosposi agghindati coi meravigliosi vestiti tipici della tradizione.

Fatto degno di nota anche perchè ne vale dell'orgoglio siculo, troviamo un ristorante siciliano!!E dal menu, dal modo in cui sono scritti i nomi dei piatti, pare proprio che il cuoco sappia il fatto suo...Il nome del posto è 'Piscaria'. Pensiamo di ritornare qui per pranzare, visto che il posto ci piace già a vedere l'esterno, però purtroppo ci siamo attardate al tempio e di conseguenza il ristorante era già chiuso per la pausa pomeridiana quando siamo ritornate.

Sembrava che gli astri ci avessero protette fino a lì, e già pregustavamo un paio d'ore a cuocere al sole sulla spiaggia quando il tempo cambia improvvisamente e un vento forte trascina abbastanza nuvole da pregiudicare la nostra tintarella! Già mi vedevo lì distesa in costume, possibilmente avrei anche sfidato le fredde acque di marzo, e invece abbiamo dovuto ripiegare e tornare verso la stazione prima che ci beccassimo il raffreddore.

Una cosa che ho notato è che sicuramente in quella zona non ci devono essere molti turisti stranieri, difatti tutti ci guardavano come se fossimo i primi non giapponesi a camminare lungo le strade, anche un solitario forestiero al vederci si mette a ridere come a dire 'ah, guarda, che ci faranno mai qui due straniere?'. Eppure, e questo particolarmente vero con le signore giappe, non ci guardavano con timore o distacco come fanno solitamente a Tokyo, ma quasi ci sorridevano e scommetto che se avessimo accennato un saluto saremmo state ricambiate! Questa gente di mare secondo me è più 'umana' e calorosa.

Paesaggisticamente benedetta dalla natura, questa parte di costa è gettonata dalle coppie per convolare a nozze, infatti le sale per le cerimonie erano numerose, e, guarda caso, tutte popolate da gente vestita a festa, e anche tanti neosposi in giro a farsi le foto con il fantastico scenario del mare, le vele delle barche, le rocce della costa frastagliata.

Ritornata infine in zona casa, stanca e un pochino scontenta, ma con un tocco di colore in viso (almeno quello!) mi consolo con una cena giappissima assieme a jj e alla sua ragazza. Ma non finisce qui, i tempi dell'abbronzatura si avvicinano e sicuramente Zushi mi rivedrà presto!

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On Saturday the day is perfect for a trip, so we go to Zushi to hopefully catch some sun on the beach. me and Mihela, we don't leave early because the place is just about 30min from home, beach equipment in the backpack and we go. As soon as we arrive in zushi, mritime town between kamakura and Enoshima, sure that the sun will accompany our walks all the day long, at first we dedicate ourselves to some tourism and then we plan to rest under the sun in the afternoon. We take it seriously easy, going slowly with no precise destination, but the only goal that is to hit the beach eventually. First stop at a small temple close to the station, then we keep walking heading towards the little street that leads straight to the sea.

Different than the urban sceneries one is used to, Zushi is very pictoresque and has its own style, the streets are narrow but clean, every family owns a house with a garden and some dogs, I mean real dogs like sheppards or labradors, the big ones that carry their owners to the beach to run on the shore and play at sunset. Some houses are real villas, probably even summer houses for many. We reach the beach and we see lots of windsurfers, people relaxing in the sun, families with kids. I want to try immediately the water temperature: super cold, even though calm and clean. It's still early for lunchtime so we decide to continue exploring and we move farer along the coast.

After a while we arrive in Hayama, another maritime town with its own pier, and they say that here a loto of VIPs have their second houses. In facts, there's something of a higher level in the air, the city is very beautiful, the houses are even nicer than the ones in Zushi, the area looks more expensive and for richer people. close to the pier there's a panoramic walk and from there we could see many sailing boats out in the sea. Also we spotted a torii on a rocky island, sign that a temple must be close. We start walking again to find the temple, and we find it eventually. Also, we can admire one very traditional wedding where the freshly married couple was wearing the typical wonderful dresses they use in such cases.

One fact is worth to mention, because is for the sake of the Sicilian pride: we find a Sicilian restaurant!!From the menu it seems that the cook knows his way..the name of the place is 'Piscaria'. We want to go back there for lunch because we like the place from the outside, but we stayed too long at the temple and we found the restaurant closed down already.

It seemed that we had been blessed till that moment and we were already imagining to spend a couple of hours in the sun, when the weather changes suddenly, with strong wind and clouds hiding the sun. I could already see myself in bikini, I'd even have dared the cold march waters, but we decided to head back to the station.

One thing I noticed there is that for sure they don't see many foreign tourists around, in facts everybody looked at us like we were the first two non-Japanese walking their streets. And also a solitary foreign jogger smiled at us, like saying 'ah, look, what the hell are two foreign girls doing here?'. And yet, a fact particularly true with the old Japanese women,nobody stared at us, and instead I guess that if we tried to greet someone, we would have received a warm and 'human' greeting back.

Blessed for the landscape, this stretch of coast must be famous among couples for getting married, and wedding halls were everywhere, indeed, and all crowded with people well dressed, and freshly married couples being photographed with the the sea and the sails as a background.

I came back home-zone finally, tired and a bit disappointed, but with at least a bit of color on the face and I have a Japanese dinner with jj and girlfriend as a consolation. But it's not over, tan times are coming and Zushi will see me again soon.
 

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