Thursday, December 31, 2009

Che anno!!

Non mi sono mai particolarmente piaciuti i numeri dispari, non so perchè. Ma hanno un certo non so che di incompleto, impreciso, mancato. L'anno 2009 è stato un anno dispari, tra le altre cose....

Non è che non mi sia piaciuto come anno, anzi! Il 2009 è stato l'anno delle svolte, delle novità, dei viaggi - io ne esco sicuramente arricchita dentro, ma il mio portafogli non è della stessa opinione...

Proprio un anno esatto addietro, mi ritrovavo in Australia, la terra dei miei sogni, a festeggiare Natale e Capodanno al caldo e al sole delle spiagge di fine sabbia bianca, in compagnia di familiari eccezionali....poi i grandi viaggi hanno segnato più o meno tutto l'anno, ma non solo viaggi: la prima sciata della mia vita nelle montagne di Yuzawa a febbraio, Mito in macchina con JJ e Nagoya/Ise ad aprile, il paradiso terrestre delle Bonin Islands a maggio, giugno divisa tra Sicilia, Amsterdam e Germania, ad agosto un meraviglioso tour in solitaria del Kyushu, settembre un altro fantastico tour della regione del Kansai,parte in compagnia e parte da sola, ottobre e novembre dedicati alle uscite con gli amici, sia verso le spiagge di Kamakura, che verso le montagne e i boschi di Nokogiriyama e Takaosan, infine a dicembre via verso kawaguchiko e il Fuji e poi concludiamo con le simapticissime scimmiette di Jigokudani Park, in Nagano....ma niente mete esotiche per trascorrere la notte delle notti. Quest'anno si festeggia alla maniera italo-giapponese, ovvero cenone a casa, una casa tipica giapponese in compagnia degli stessi che mi hanno aiutato a superare la nostalgia a Natale, e poi - si spera- una visita al tempio allo scattare del nuovo anno per ricevere ogni benedizione possibile e promettere a se stessi di essere persone migliori.

Anche in ambito lavorativo ci sono stati i primi timidi successi e riconoscimenti, e pian piano sembro farmi strada. Ci sono state verso la fine dell'anno diverse nuove opportunità di lavoro, interessanti e stimolanti, ma che si sono poi ridotte in fumo dopo poco tempo....piccole delusioni che aiutano però a capire un pò di più il mondo e le persone che ci circondano e le varie strategie da pianificare e seguire per essere sempre vincenti.
Anche, il 2009 è stato segnato da conflitti e successive riconciliazioni, che hanno lassciato segni profondi, ma non per questo vanno considerati fatti negativi.
In definitiva il 2009, seppure anno dispari, è stato soddisfacente e mi ha insegnato tante cose, ma è comunque stato segnato da quella incompletezza, imprecisione tipica tutti i numeri dispari.

Ora, il 2010 è un anno pari, rotondo, finito....
E adesso, indossate il vostro intimo rosso, che sia nuovo di zecca, fatevi belli e buon 2010 a tutti.
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I've never particularly liked odd numbers, don't know why. They have a certain something of incomplete, imprecise, missing. The year 2009 has been a odd year, among the other things....
It's not that I didn't like it as a year, nope! The year 2009 has been the year of changes, news, travels - I for sure enriched myself, inside, but my walled doesn't have my same opinion....

Right one year ago I was in Australia, the country of my dreams, to celebrate X'mas and New Year in the heat and on the beaches of thin white sand, together with exceptional relatives....then the big travels marked more or less the whole year, and not only travels: The first ski experience in my life in Yuzawa in February, Mito by car with JJ and Nagoya/Ise in April,paradise Bonin Islands in May, June divided between Sicily, Amsterdam and Germany, a marvellous lone tour in August around kyushu, September saw another fantastic tour of Kansai area, partly with company and partly alone, October and November were dedicated to friends and going out together towards the beaches in Kamakura and also towards the mountains and forests of Nokogiriyama and Takaosan, finally December I'm off to Kawaguchiko and Fuji, to conclude with the cute monkeys of Jigokudani park in Nagano...but no exotic destinations to spend he night of all nights. This year I celebrate Italian-Japanese way, that is dinner at home,in a tipical Japanese house together with the same folks who helped me to get over the X'mas homesickness, and then - hopefully- a visit to a temple right after midnight to get any possible blessings and promise to ourselves to be a better person.

At work too, I faced the first shy personal successes and rewards, and slowly I seem to pave my way. There were, towards the end of the year, some noew job opportunities, interesting and exciting, but which turned into fog and smog after a short time...tiny delusions which make understand a little bit more the world and the people around us and all the various strategies one has to plan and follow to be always on top.
Also, year 2009 was marked by conflicts and subsequent reconciliations, which left scars but not for this reason they have to be considered negative facts.
In summary, even though a odd year characterized by the typical incompleteness and imprecision of the odd numbers, the year 2009 has been satisfying and thought me many things.

Now, 2010 is a even year, round year, finite year...
And now, wear your red underwear, be it brand new, get pretty and happy 2010 everyone.

Sunday, December 27, 2009

Natale a Tokyo

Il Natale di quest'anno è stato abbastanza divertente e inusuale. Ci siamo ritrovati tutti a casa Panariello-Strianese, familiari e amici,per celebrare la vigilia con cibo tipico della tradizione italiana e non solo. A fare da protagonisti sono stati spaghetti alle vongole, fritto misto di pesce, baccalà al forno e anche fritto,polpettone di pollo e verdure, frutta secca a chili, datteri e fichi, tiramisu, struffoli(di cui posseggo anche la ricetta grazie al signor Gennaro) amaro, limoncello.....tutto in quantità e dosi più che abbondanti.


Il gruppo di festanti commensali è anche stato ben rappresentato: Sicilia (1), Puglia(1) e Campania(5), ma anche Giappone(1) e Portogallo(1) e l'allegria non è mancata neanche per un minuto.

Devo dire che è stato proprio come essere a casa in Italia, e credetemi in queste occasioni se si è soli si è tristi davvero. Ma fortunatamente non è stato così quest'anno e al contrario delle previsioni che volevano una vigilia mesta e tranquilla, ci siamo davvero davvero divertiti.

Ma il pranzo di Natale richiede altrettanta attenzione e dedizione, e allora come festeggiarlo al meglio se non in un ristorante italiano nel quartiere italiano di Shimbashi?

Il ristorante si affaccia su Piazza Italia, un rettangolo tra alti palazzi dove si annidano ristoranti e negozi solo italiani, ed è animato da personale genuinamente italiano. L'arredamento è semplice e ben curato, le pareti sono decorate con foto di monumenti simbolo dell'Italia,l'ambiente è accogliente. L'allegria che ci aveva accompagnato la sera precedente non ci ha di certo abbandonato e il pranzo è stato un alternarsi di risate e battute.

A questo punto, pomeriggio inoltrato, ci dirigiamo passeggiando a Ginza, il quartiere più sciccoso dell'intera Tokyo, per osservare i viali e le vetrine con le decorazioni natalizie e entrare nei negozi con promozioni a dir poco accattivanti, la migliore delle quali è quella di un marchio di abbigliamento americano che piazza all'ingresso un ragazzo dal fisico spettacolare, mezzo nudo, pronto a farsi fotografare assieme a voi...

Lasciando da parte la cronaca dei festeggiamenti, c'è da dire che sul serio ho trascorso un Natale tradizionale ma diverso e molto molto bello. Soprattutto la passeggiata a Ginza non è certo da tutti: grattacieli, strade addobbate,incroci affollati,negozi riscaldati e accoglienti, gente a passeggio,gente indaffarata a fare acquisti, luci, profumi, suoni...buone feste dalla città più eclettica che ci sia, buone feste dalla città più bizzarra che ci sia, buone feste dalla città che non si ferma mai, buone feste da Tokyo.

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Christmas this year was quite funny and unusual. We all gathered at the Panariello-Strianese's, family and friends, to celebrate Christmas eve with traditional Italian food and much more. main characters were spagetti and vongole, fried mix of fish, chicken and vegetables roll, Portuguese bacagliau, nuts in big quantities, dry figs, tiramisu and Neapolitan struffoli (of which I have the recipe thanks to signor Gennaro), liquor, limoncello....all in huge portions.

The feasty table mates were well represented: Sicily(1),Puglia(1),Campania(5), but also Japan(1) and Portugal(1) and for the whole evening we didn't stop laughing.

I have to say, it was like being at home in Italy, and believe me, in such occasions, being alone is truly sad. But fortunately this year wasn't the case and contrarily to the odds of a quet and simple eve, we really really had fun.

The Christmas lunch demands same attention and dedication, and so to celebrate it at best how about an Italian restaurant in the Italian neighborhood of shimbashi?

The restaurant is on Piazza Italia, a square in between tall buildings which host Italian-only restaurants and shops, and it is populated by genuine Italian staff only. The furniture is simple and curated, the walls are decorated with photos of Italian monuments, the inside is cozy. The joy which was with us the previous day didn't leave us of course and the lunch was a mix of jokes and laughters.

Now, at late afternoon, we walk towards Ginza, the most chic area of Tokyo to have a look at the boulevards and the shop windows decorated for christmas and to enter the shops with catchy promotions, the best of which was the one by an American clothing brand that put at the entrance a semi-naked hot guy available to be photographed with you...

So, beside the report on celebrations, it is to be said that I spent a traditional and yet different Christmas, and very nice too. Especially the walk in Ginza is not in everybody's posibilities: skyscrapers, decorated streets, busy crossings, warm and welcoming shops, people strolling, people busy with shopping, light, flavours, sounds....happy holidays from the most eclectic town, happy holidays from the most bizarre town, happy holidays fro the town that never stops, happy holidays from Tokyo.




Saturday, December 26, 2009

Snow Monkeys and Matsumoto castle  湯田中公園&松本 

In un giorno di festa nazionale (compleanno dell'imperatore), Marina si organizza per una giornata in montagna. Sveglia all'alba, raggiungimento del punto di incontro con il resto del grppo e via in autobus.
Dalla calda Tokyo alla nevosa Nagano il cambiamento è rapido e repentino, e subito ci accorgiamo di essere ad alta quota e circondati da neve. Perchè Nagano? Nagano, o meglio Yudanaka, ospita una delle attrazioni di certo più simpatiche del Giappone, infatti è casa per circa 200 scimmie della specie macaco, che vivono in condizioni di semi-addomesticamento all'interno di un parco protetto in mezzo ai boschi delle nevose apli centrali giapponesi. Mi chiederete voi, cosa ci sia di tanto speciale nel vedere un branco di scimmie in un parco...Giusta osservazione. Il fatto è che il parco è anche sede di una sorgente termale naturale, e difatti un odore sulfureo pervade l'aria, un fiume fumoso si scava la via tra la neve e scende a valle, alcune pozze naturali all'aperto fanno da vera e propria spa per queste simpatiche creature che amano scaldarsi e rilassarsi immerse nell'acqua calda, giocare, rincorrersi, lottare per la supremazia sul branco...


Le scimmie sono, come detto, in parte addomesticate, infatti non manifestano nessuna paura o fastidio per la presenza dell'uomo e si lasciano fotografare. Ma non accarezzatele o non datele da mangiare perchè potrebbero arrabbiarsi. Nel primo caso perchè non siete scimmie, e nel secondo perchè vogliono più cibo. In ogni caso, alcuni curatori del parco, per la gioia dei turisti, disseminano cibo così da attirare le scimmiette verso le piscine di acqua termale. Ovviamente non è ammesso fare il bagno in queste vasche (non che volessimo,per carità!)
I piccoli di macaco sono tenerissimi e non la smettono di giocare sulle funi, i maschi del gruppo ogni tanto si avvicinano con fare minaccioso ma poi se ne vanno per la loro strada passandoci accanto senza neanche voltarsi.

Il paesaggio tutt'intorno merita comunque una breve distrazione: pendii innevati, pini e abeti imbiancati, sentieri scivolosi, le pianure a valle completamente ricoperte da un manto soffice e bianchissimo. Nagano è anche un'area di coltivazione delle mele, e infatti le piantagioni sono numerose.

Dopo il parco delle scimmie di Jigokudani Yaen-koen, ci dirigiamo verso Matsumoto, città sede di uno dei più antichi e originali castelli in Giappone. Il castello, Matusmotojo (松本城), è anche chiamato Karasujo (カラス城), ovvero castello dei corvi, per via del suo colore scuro. Coi castelli è sempre la solita storia: dentro vi è un museo dove sono esposti tutti gli utensili e gli attrezzi, le armi e i documenti che raccontano lo stile di vita che si svolgeva nell'era degli shogun e dei samurai e in cima c'è l'osservatorio da cui è possibile godere di una magnifica vista delle alpi e del paesaggio circostante.Il castello ha cinque piani complessivamente, o così sembra. Mentre attraversavo i vari piani ho notato che uno di essi aveva il tetto bassissimo, molto più basso rispetto agli altri piani e mi sono chiesta il perchè: quel piano, apprendo poi, rappresentava un piano 'segreto', dove i soldati si nascondevano ed è invisibile dall'esterno poichè è quasi privo di aperture e si incastra, appunto tra due piani. E' la prima volta che vedo una cosa del genere, ma è pur vero che ogni sovrano adopera i suoi metodi difensivi, che possono essere vari e molteplici. Al calare del sole il castello è come se assumesse un aspetto più cupo e spaventoso, e forse è per questo che si è guadagnato il soprannome che ha.


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On a national holiday (the emperor's birthday), Marina is off for a whole day in the mountains. wake up at sunrise, reach the group's meeting point and hop on the bus to go.
From warm Tokyo to snowy Nagano is a rapid and sudden change, and we immediately realize we are high and surrounded by snow. Why nagano? Nagano, or better Yudanaka, is home for one of the nicest attractions in Japan, it is in facts home for about 200 snow monkeys who live in semi-domestication inside a protected park in the snowy Japanese Alps' forest. You might ask, what's so special about a group of monkeys in a park....Good point. The thing is, the park has a natural hot spring, sulfur can be smelled in the air and, yes, a steramy river sneaks in the snow, some natural ponds are the spa for those funny creatures who love keep warm and relaxed soaking in the hot waters, playing with the ropes, run after other mates, fight for the supremacy....

The monkeys are, as said, partly domesticated, they indeed don't show any fear or bother for human presence and let people photograph them. But don't pet nor feed them because they might become aggressive. In the first case because you yourselves aren't monkeys and in the second case because they want more food. In any case, some park curators, for the tourists' sake, spread seeds so to attract the monkeys near the hot water pools. Bathing in such pools is, obviously, not allowed (not that we wanted to do it!!!)
The baby monkeys are very cute and don't stop playing on the ropes, the males of the group seem to approach with a menacing pace but then bypass us careless.

The surroundings deserve a look too: hills covered with snow, completely white pine trees, slippery trails, flatlands down the mountain totally covered by a soft and very white layer. Nagano is an area known for apples and in fact fields are everywhere.



After the Jigokudani Yaen-koen snow monkeys park, we head to Matsumoto, city with one of the oldest and yet original castles in Japan. The castle, Matsumotojo (松本城), is also called Karasujo (カラス城) -or crow castle- because of its dark color. With castles it's always the same old thing: a museum is inside, where all the tools and instruments, and weapons and documents are exposed so to give an idea of how life was at the era of shogun and samurai. Then from the top floor is possible to enjoy an amazing view of the Japanese alps.
The castle has in total 5 stories, or so it seems. while I was climbing up the floors I noticed that one of them had a very low ceiling, way lower than the other floors and I asked myself why: that floor, I learn later, was a 'secret' one, where the army used to hide and it is invisible from the outside because there's no windows and it is, in facts, stuck between two floors. First time I see such a thing, but every lord has his own defense tricks, which can be many and various. Fair enough,then. At twilight the castle assumes a haunted look, and that's maybe why it got its very strange nickname.

Monday, December 21, 2009

Metal Rooster

Cercando informazioni sul prossimo capodanno cinese, mi imbatto nella descrizione del mio segno zodiacale, sempre cinese. A quanto pare sono nata nell'anno del gallo, e l'elemento che mi dovrebbe rappresentare è il metallo....strana coincidenza visto che sono stata attaccata proprio da un gallo una volta, da piccola.....

Personalità
Occupando la 10ma posizione nello zodiaco cinese, il Gallo simboleggia i caratteri quali sicurezza di se, pomposità e motivazione. Quelli nati sotto il segno cinese del gallo sono lealy, affidabili e diretti quando esprimono la loro opinione. La loro fermezza però non è originata dal loro essere cattivi ma dal loro essere onesti; un tratto che i Gallo si aspettano dagli altri.
I Gallo sono estremamente socievoli e preferiscono essere al centro dell'attenzione, vantandosi sempre di loro stessi e dei loro successi. Cercano continuamente di attirare l'attenzione degli altri, il che può risultare irritante.I Gallo sono orgogliosi di se stessi quanto delle loro case. Sono estremamente organizzati, evidenziato dal fatto che le loro case sono sempre in ordine.

Salute
In generale, i Gallo sono individui attivi e la loro preferenza nell'essere attivi li aiuta a mantenersi in buona salute. Quando si ammalano, si riprendono in fretta. Tuttavia a volte può volerci di più, e quando ciò accade, essi si sentono stressati e di malumore.

Carriera
I Gallo sono molto motivati e buoni lavoratori;caratteristiche che fanno sì che molti Gallo abbiano carriere di successo. Non deve sorprendere se i Gallo sono buoni attori, musicisti o ballerini. Altre buone scelte di carriera per i Gallo includono: banchiere, dentista, agente assicurativo, segretaria, libraio. Si piazzano bene anche nelle forze armate.

Relazioni
L'approccio superiore e onesto "dici le cose come stanno" dei Gallo non va molto d'accordo con i soggetti sensibili. I Gallo hanno bisogno di fare coppia con dei duri. Essi sono gli individui che sono più capaci a capire che al di sotto della dura parte esteriore vi sono cuori grandi e traboccanti d'amore.

Il Gallo e i 5 elementi: Metallo
Questi Gallo hanno un ego smisurato e non si stancano mai di cercare persone che ascoltano, mantenendo gonfiato il loro ego. I Gallo metallo analizzano ogni cosa. La loro natura aggressiva trattiene future relazioni e amicizie dallo svilupparsi.

Compatibilità
I Gallo sono più compatibili con un Bue o Serpente e più incompatibili con un Capra e Coniglio.

Comunque, tutta sta storia non mi convince per niente.

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Looking for information about the next Chinese new year, I stumbled upon my Chinese zodiac sign. Apparently, I was born in the year of the Rooster and my element is Metal....somehow funny coincidence, seen that I was attacked right by a rooster once, when I was little.....

Personality
Occupying the 10th position in the Chinese Zodiac, the Rooster symbolises such character traits as confidence, pompousness and motivation. Those born under the Chinese Zodiac sign of the Rooster are loyal, trustworthy individuals who are blunt when it comes to offering their opinions. Their bluntness stems not from being mean but from being honest; a trait which Roosters expect from others.
Roosters are extremely sociable and prefer being the center of attention, always bragging about themselves and their accomplishments. They continually seek the unwavering attention of others which can be annoying. Roosters are as proud of their homes as they are of themselves. They’re extremely organised individuals as evidenced by the fact that their homes are always neat.

Health
Overall, Roosters are active individuals and their preference to be active helps keep them in good health. When they do become ill, they feel better quickly. They can at times, however, take on too much and when that happens, they’ll feel stressed and moody.

Career
Roosters are highly motivated and hard-working; traits that enable most Roosters to have successful careers. Not surprisingly, Roosters make good actors, musicians and dancers. Other good career choices for Roosters include: CPA, banker, dentist, insurance agent, secretary, and book keeper. Roosters also do well in the armed forces.

Relationships
The Rooster’s bossiness and honest “tell it like it is” approach doesn’t work well with sensitive individuals. Roosters need to partner with those who are tough-skinned. They’re the individuals most capable of realising that beneath the tough exteriors are huge, caring hearts overflowing with love.

Roosters and the 5 elements: Metal
These Roosters have really big egos and are forever seeking willing listeners who can help keep those egos inflated. Metal Roosters analyse everything. Their aggressive nature keeps some prospective friendships and relationships from developing.

Compatibility
Roosters are most compatible with an Ox or Snake and most incompatible with a Goat and a Rabbit.

Anyway, I am not impressed nor convinced.

Saturday, December 19, 2009

December with temper

Quest'anno, la prima volta da quando mi sono trasferita in Giappone, non mi ricongiungo coi miei cari per trascorrere le festività natalizie in un clima familiare allegro e accogliente. Essendomi divisa tra Sicilia e Australia negli anni precedenti, per correttezza è doveroso trascorrere anche un Natale in Giappone, giusto per sapere che effetto fa. Ma sarà comunque un Natale 'in famiglia' per certi aspetti. Ne saprete di più dopo le feste.


Ritornando al Giappone e al suo personale modo di celebrare una tale ricorrenza. Il Giappone si organizza e si prepara abbastanza bene. L'atmosfera però manca del tutto. Voglio dire, le strade e i negozi sono illuminati e addobbati,la gente si prodiga negli acquisti, c'è chi si prepara per partire. Forse proprio perchè non c'è il fattore 'partenza' non sento lo spirito del Natale stavolta:non parto, non vado in vacanza, quindi nulla di speciale sta accadendo.

In azienda abbiamo già celebrato, metà del personale sta già salutando gli amici, o sta viaggiando o si accinge a farlo. Qui non ci si ferma per Natale, purtroppo non godiamo del privilegio di poter osservare due calendari diversi, e quasi quasi non ci si rende conto che la festività più importante dell'intero anno è già alle porte.

Le montagne si sono imbiancate all'improvviso, le melodie natalizie riecheggiano dappertutto, la frenesia degli acquisti si fa sempre più vivace all'avvicinarsi del Natale, le temperature scendono, i vacanzieri stagionali stanno ultimando i preparativi pre-partenza, i suoni e le musichette si mescolano e si confondono, i profili dei passanti sbiadiscono, il mondo rallenta...sono dentro una bolla trasparente attraverso cui mi è possibile percepire ciò che avviene fuori ma ne sono -per fortuna- isolata.

BASTA!Fermate il mondo, devo scendere e riprendere fiato!

Mai come in questo periodo sento il bisogno di una pausa, e chiedo solo di potermi svegliare alla mattina quando mi pare e stare a casa. CASA. Riappropriarmi dei miei spazi e del mio tempo. E ringraziando il cielo, sono quasi vicina al traguardo: dal giorno di Natale fino al 2 gennaio, complici i 4 giorni di ferie riconosciute di fine anno, è solo R-I-P-O-S-O!

E ne approfitto per augurare buone feste a tutti.

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This year, first time since I moved to Japan, I won't reunite with my folks to celebrate Christmas holidays in a familiar environment, happy and welcoming.

Divided between Sicily and Australia in the past years, for jsutice I should spend one Christmas in Japan, too, so to know how it feels like. But it will be a Christmas 'with family', anyways. You'll know more after the holiday break.

Going back now to Japan and its personal way to celebrate such a feasty event. Japan is well prepared, I'd say. The atmosphere, though, is missing. I mean, steets and shops are decorated and lighted up, people exceed in shopping, get ready to leave. And perhaps, right because of the lack of the factor 'departure', I don't feel Christmas this time: I won't leave, I won't go on vacation, so nothing special is happening. We have already celebrated at work, half of the people are greeting their friends already, or are travelling or are about to travel. Here we don't stop working for Christmas, ufortunately we can't have the prvilege of being allowed to observe two different calendars, and basically one doesn't realize the most important event of the whole year is approaching.

Moutains are white suddenly, Christmas melodies echoes are everywhere, the shopping frenzy becomes crazier the closer Chrsitmas is, temperatures fall down, seasonal vacationers are finishing up the pre-leave settings, sounds and musics mix and fuse, the silhouettes of people fade, the world slows motions....I am in a transparent bubble where I can sense, but I am -fortunately- isolated by, what happens outside.

ENUF!Stop the world, I want to get off and breathe!

Never but now I feel the need of a break, and I only ask to wake up in the morning whenever I like and stay home. HOME. Take possesion again of my spaces and my time. And, thankfully, I am close to the goal: from Christmas day till January 2nd, using 4 days of official year-end holidays, it will be just R-E-L-A-X!!

And I take the chance here to wish everybody happy holidays.

Thursday, December 10, 2009

Fujisan & Kawaguchiko 富士山 & 河口湖

Prima domenica di dicembre: Monte Fuji e lago Kawaguchi, a 1000 metri circa sul livello del mare.
Si parte in autobus, 16 persone. Esatto, come in una gita. La giornata perfetta è quella che abbiamo trascorso, con il cielo sereno e privo di nuvole, il sole caldo e luminoso, la compagnia divertente e piacevole, il tragitto tranquillo.

Il piano per la giornata prevede una scalata leggera e breve per trovarsi in un punto d'osservazione privilegiato da cui è possibile vedere sia il Fuji, sia il lago, poi tempo libero da trascorrere intorno al lago e fare ciò che più ci aggrada, infine onsen (terme giapponesi) e rientro.
A dire il vero, il piano originario era quello di scalare il monte Fuji per un breve tratto, non i restanti 2000 metri, piuttosto che vederlo dalla cima di un altro monte, e infatti io speravo già che il piano includesse il passaggio attraverso la famosa foresta dei suicidi. Ma i passi per l'ascesa erano chiusi e abbiamo modificato l'itinerario. Poco male, perchè la vista ci ha ben ripagato della perdita.

La nostra guida, un filippino attivo e energico, all'arrivo a Kawaguchiko si lancia subito nella scalata per raggiungere l'osservatorio e tutti lo seguono di buona lena. Il gruppo degli Italiani, 4 persone, invece, se la prende comoda. Abbiamo chiacchierato, abbiamo fotografato, ci siamo fermati spesso e siamo comunque arrivati in cima al monte. La vista da lassù è davvero davvero mozzafiato, col monte Fuji che si vede proprio per intero, pieno di neve, la vetta battuta dai venti che fanno volare via la neve fresca appena depositata (il giorno prima c'era stato un maltempo da record), talmente bianco da riflettere ogni raggio di luce e rendere inutili tutti i tentativi di ottenere una fotografia senza ombre.

Il lago è circondato dalle montagne sui tre lati, in lontananza le montagne innevate della vicina prefettura di Nagano. Il ponte costruito tra le due sponde più lontane del lago, come mero espediente di accorciare tempi e distanze, deturpa a mio avviso quella che è una natura incontaminata.
Comunque sia, sulla vetta della montagna abbiamo anche tempo per scambiare battute con gli altri gitanti, cosa che non abbiamo poi fatto molto in autobus visto che la levataccia mattutina ha messo tutti KO dopo solo 15 minuti di viaggio.

Da quassù si vede anche il parco divertimenti Fujikyu Island, dove si trovano le montagne russe più grandi del Giappone, o lo erano fino a qualche tempo fa..non so...e dove abbiamo lasciato una coppia di ragazzi prima di raggiungere la nostra destinazione finale. Si, si, due del gruppo hanno praticamente preferito un parco divertimenti a tutto il resto. Beh, contenti loro....
In ogni caso, dunque, una vista spettacolare.

Ritornati con la dovuta calma giù al lago, ci dedichiamo a una mezz'oretta di relax e decidiamo di fare un giro sul lago a bordo di due pedalò a forma di cigno. Beh, relax è una parola troppo grossa per descrivere la lotta per la sopravvivenza che abbiamo iniziato, cercando di speronarci a vicenda, inseguendoci e virando contromano. Ovvero, dopo soli 10 dei trenta minuti eravamo a pezzi!!!
Ma comunque sia, il silenzio, la pace (turbata solo da noi quattro), i pescatori nelle loro barchette, le papere, il panorama hanno intriso il nostro spirito di buon umore.

Pranzo a sacco consumato seduti al bordo del lago e partiamo per un'oretta di bici. A quel punto abbiamo finalmente notizia del resto del gruppo: ci sono schizzati davanti a tutta velocità in sella alle bici, guidati dal folle filippino, e chissà dove erano diretti. Avevamo perso le loro tracce già in cima al monte, e li abbiamo rivisti praticamente a fine giornata. Avranno sicuramente fatto un sacco di esercizio fisico!!!

Noi invece, abbiamo fatto i soliti scansafatiche e ci siamo limitati a godere della vista del lago e del paesaggio circostante, abbiamo riso, fatto foto, insomma, ci siamo goduti il nostro tempo e la nostra giornata.
Purtroppo per noi il fenomeno delle foglie rosse qui è passato da un pezzo, quindi abbiamo visto solo alberi ormai privi di foglie. Come stare in un set di un film.

Raggiungiamo l'onsen e io mi distacco dal resto della banda, essendo un pò restia a usare le terme giapponesi. E ne approfitto per stare ancora all'aria aperta a fare le ultime foto del Fuji al tramonto e parlo con dei giapponesi che attaccano bottone mentre fumano una sigaretta.
Qualche coda di troppo in autostrada sulla via del ritorno ci rallenta di poco, e fa si che tutti si godano un meritato riposo dopo la faticata dell'intera giornata.

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First Sunday of December: mount Fuji and Kawaguchiko lake, about 1000 meters above the sea level. We go by bus, 16 people. Yup, like school trips. The perfect day is the one we just spent, with a clear blue sky, a bright sun, a lively company, and a quiet drive.

The plan for the day is: a short and easy climb to find a privileged view point from where one can see Fuji and also the lake,then free time around the lake and eventually onsen (japanese spa) and back home.
To say the truth, the original plan was to climb Fuji up for a short trait, not the remaining 2000 meters, rather than seeing it from the top of another mountain. And I was indeed hoping we would have gone through the famous suicide forest, but the trails to the summit were closed yet, so we modified our itinerary. Not too bad a thing, since the view repaid us of the loss.

Our guide, a guy very active and energetic, is off to the climb in order to reach the observation deck as soon as we arrive in Kawaguchiko and everybody follows him promptly. The Italian group, 4 people, instead, takes it easy. We chatted, took photos, we paused often and yet we made it to the top.
The view from up there was really breathtaking, with Fuji-san fully in sight, covered with snow, the tip hit by the winds that blew away the fresh snow (the weather was really bad the previous day), so white that it reflected every single ray of light and made all the attempts to get good photographs useless.

The lake is surrounded by mountains on three sides, far away one can see the snow on the mountains of Nagano prefecture's Alps. The bridge built between the two farthest sides of the lake, as a mere solution to shorten times and distance, spoils a bit the pristine nature, in my opinion.
Anyways, at the top of the mountain we have time enough to chat with the other guys, which we didn't have chance to do on the bus, as the early rise Knocked all of us out straight after 15 minutes we left.
The amusement park Fujikyu Island is also visible from the mountain top, and there is the biggest, or it maybe used to be, roller coaster of Japan.....and there we dropped a couple off before reaching our destination. Yes, yes, two from our group basically preferred a amusement park to all the rest. Well, if they're happy....

In any case, then, a spectacular view.
Back with our own pace down to the lake, we wanted to relax for 30 minutes ad we decide to board the swan boats and have a good time on the lake. Well, perhaps relax is too much a word to describe the fight for survival we began, trying to run after each other, poking the swans, and so onwards. That is, after only 10 of our 30 minutes we were exhausted!!
Though, silence, peace (spoiled only by the four of us), the fishermen in their boats, the ducks, the landscape filled our spirits with good mood.

Picnic lunch eaten sitting at the lakeside, and we go for a one hour cycling ride. At that moment we have news of the rest of the group: they passed in front of us, speeding down the road on their bikes and led by the tour guide, heading who knows where. We lost them at the top of the mountain yet, and we saw them again basically at the end of the day. They for sure did a lot of workout!!!
We, instead, played the usual lazy bums and we just enjoyed the view of the lake and the surrounding landscape, we laughed, we took photos, we had basically enjoyed our time and our day.
Unfortunately for us, the red leaves days are gone by far, so we only could see trees without leaves. It was like being in a movie set.

We reach the onsen and I split from the group, not being at my ease in using Japanese spas. And I use that time to stay outside a bot more and take the last photos of mount Fuji at sunset and also to speak to some random Japanese guys who start a conversation while smoking a cigarette.
A small traffic jam slows us down a little on the way back, so that all of us can rest longer, after such a long day.








Wednesday, December 9, 2009

Sono fatti così

Certo che al lavoro (beh, soprattutto al lavoro) se ne vedono di tutti i colori quando si parla di giapponesi e dei loro modi di vivere...a volte le loro azioni mi innervosiscono al punto da volerli soffocare.


Allora, capisco che i meeting sono spesso noiosi e ancora più spesso servono solo a far perdere tempo, eppure non tutti. E in ogni caso, noioso o no, non mi sembra opportuno portarsi il pc e chattare su skype con amici....a maggior ragione quando poi si chiedono quelle domande che hanno avuto risposta nella discussione precedente....o nel meeting precedente....Ma dico, checcavolo te lo porti a fare il pc al meeting? A questo punto non partecipare proprio!!!Idem quando parliamo di chi si appisola e russa clamorosamente in sala.....ma resta a dormire nel tuo letto un'ora in più la mattina!!!

Poi, un'altra cosa. Ma che sarà mai questa repulsione secolare nell'asumersi le responsabilità di una semplice risposta? Se faccio una domanda del tipo "puoi farlo, si o no?", perchè questo silenzio di tomba come se ti avessero chiesto di confessare una tua perversione nascosta?!?!? Mi pare sia immediato, semplice e naturale riuscire a rispondere se si hanno le capacità o meno nello svolgere un compito, se si ha tempo o no...invece no, prevale il mutismo. Ma una volta nella vita, porca miseria, potreste NON usare il "forse"?Potreste NON stare in silezio? Potreste dire la vostra? Apparentemente tutto è molto difficoltoso e richiede lunghe negoziazioni, discussioni, meeting (inutili),responsabilità condivise e prese di posizione seriamente rischiose per la buona risucita del progetto....

Non parliamo poi di quando non capiscono cosa gli stai dicendo....annuiscono, grugniscono, assecondano, concordano, sembrano seguire il filo dei tuoi discorsi, ma poi una domanda improvvisa diretta a loro arriva: ecco, lo sapevo, ricomincia a spiegarglielo dall'inizio!!!

Perchè anche una cosa semplice come organizzare una festa diventa un'impresa di Ercole? Perchè i responsabili per l'organizzazione di tali eventi vengono eletti responsabili se poi non pensano che una festa a tema sia una bellissima idea? Perchè rimangono dietro le quinte se qualcun'altro ha l'idea e chiede loro aiuto invece di approfittare dell'occasione e prensersi i meriti di una festa ben riuscita? Perchè sono gente così passiva? Perchè?

Tuesday, December 8, 2009

Dicembre nipponico -- December in nippon

Per la prima volta dal mio arrivo in Giappone mi ritrovo a trascorrere l'intero periodo natalizio in terra del sol levante. Lontano dalla fredda ma calda Sicilia, lontano dalla caldissima Australia, quest'anno il Natale lo si trascorre a casa. I festeggiamenti natalizi prevedono infatti celebrazioni 'in famiglia', stile tradizionale, senza troppi eccessi.

Ma il mese di dicembre è comunque pieno di attività e impegni. Innanzitutto ci sono le decorazioni natalizie e la fantastica illuminazione che ogni anno mette a dura prova le centrali elettriche nipponiche. E' molto bello, infatti, andare a vedere cosa la fantasia degli artisti dell'addobbo ha suggerito per quest'anno. Ma non c'è solo quello. Si apre la stagione sciistica, si vede per i regali, si organizzano cene e feste, si continua a viaggiare, seppur su distanze molto limitate, con gran sollievo da parte del protafogli....
Incomincia a far freddo, ci si deve coprire bene e bisogna stare attenti ai raffreddori dell'ultimo minuto che potrebbero rovinare il fine settimana.
In previsione della nostalgia che vuoi o non vuoi prende un pò in questi periodi, ho organizzato il mese in modo tale da tenermi impegnata e si spera che i piani non saltino.

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For the first time since my arrival in Japan, I am spending the whole Christmas holidays in the country of the rising sun. Far from the cold and yet warm Sicily, far from the hot Australia, this year Christmas is to be spent at home. Celebrations are to be enjoyed with the 'family', as tradition wants, with not too much excess.
But the month is still filled with activities and events. First of all there's christmas decorations and the fanstastic illuminations that every year challenge the Japanese electricity productors. And it is very beautiful indeed, to go and see what the decoration artists were suggested by their creativity.
But that's not all. Skiing season is open, gifts shopping starts, dinners and parties go on, trips are arranged - even if only for a limited distance and with a deep breath of the wallet....
It's getting colder, we have to cover up well and be careful not to catch a cold at the last minute, just to waste a weekend.
Previewing nostalgic feelings in this period of the year, I organized my month in order to keep myself busy and hopefully the plans will not change.

Saturday, December 5, 2009

Lifestyle : Usanze -- Traditions

In quest'altra puntata di 'Lifestyle:ciò che è veramente giapponese' mi potrei soffermare un attimino su quelle che sono le usanze imprescindibili dei nipponici. Usanze che vanno rispettate e onorate.

Il meeting: in ogni azienda, posto di lavoro che si rispetti è necessario avere un erto numero di meeting fissi. La maggior parte di questi inutili. Oltre a ciò si hanno meeting straordinari per ogni stupidaggine. Se si deve decidere su come gestire i meeting si fa un meeting. Se bisogna discutere sull'assegnamento di compiti si fa un meeting. Se si vuole organizzare un evento, si fa un meeting. E così via. In azienda ne abbiamo molti, e molti senza concretizzazione. Ma vanno fatti e bisogna partecipare.
La task force: chi non ha mai fatto parte di una task force? per le pari opportunità, per le feste, per le crisi, per le evacuazioni da incendio, eccetera.
L'applauso: se un nuovo membro viene presentato al gruppo, viene accolto da un applauso. Se si termina una presentazione, parte l'applauso (qualsiasi tipo di presentazione). Alla fine di un meeting, si aplaude.
Le email in copia carbone: non importa cosa si dice, l'importante è allegare in copia tutti i potenziali interessati. E lo scambio di email ovviamente deve includere tutti, per trasparenza.
Le mailing lists: vi sono miliardi di mailing list, e ognuna destinata a un uso specifico, ad esempio un gruppo, una task force, un working group e cosi via. Ma spesso chi scrive a una mailing list mette in copia altre mailing list. Di nuovo, per trasparenza. E allora è un circolare di email che fa invidia anche agli spammer più agguerriti. Di conseguenza le mailing list, che senso hanno?
I party tra colleghi: ufficialmente si organizzano party esclusivamente per socializzare coi colleghi e contribuire così a creare un ambiente di lavoro più rilassato. In realtà sono solo una scusa per staccare e bere.
Le feste tradizionali e stagionali: dovrebbero essere finalizzate al traferimento delle tradizioni cosi che e future generazioni non le perdano, eppure si finisce sempre per bere e ridursi ubriachi fradici.
Le torte: ogni evento ha associata una torta da consumare in quel periodo e solo in quel periodo. San Valentino, Natale, compleanni, anniversari, passaggio di stagione, nascite, matrimoni, halloween....
Le decorazioni: ogni mese quasi quasi sembra avere una propria decorazione: la neve a gennaio, i cuori a febbraio, i cioccolatini a marzo, i fiori di ciliegio ad aprile, sabbia e secchielli a luglio, zucche a ottobre, foglie rosse a novembre, alberi e decorazioni natalizie a dicembre.
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In this new episode of 'Lifestyle: what really is Japanese' I tell a little about the Japanese traditons that can't be missed. Traditions to be regarded and honored.
The meeting: any respectable company, work place must have a certain amount of fixed meetings. Most of them useless. In addition to this, extraordinary metings are held for any purpose. If they have to decide how to arrange the meetings, a meeting is called. If they have to discuss about assign resposibilities, a meeting is called. If they want to arrange an event, a meeting is called. And so on. In our company, we have many of them, and many don't reach a concretisation point. But they must be held and we must attend.
The task force: who has never been part of a task force? For gender equality, for parties, for crisis, for fire evacuations, and others.
The applause: if a new member is introduced to the group, applause. If a presentation (any type) is finished, applause. The meeting ends, aplause.
CC emailing: no matter what's said, the important thing is to CC all the potential interested persons. And also the email exchage, for transparency, must include everybody.
The mailing list: there's billions of mailing lists, each of those for a specific use, like a group, a task force, a working group and others. Who writes to a mailing list, they often CC the other mailing lists. Again, for transparency. So it becomes a circulation of emails even the most competitive spammers envy. Therefore, what's the meaning of a mailing list?
Parties with coworkers: officially parties are arranged only for socialization with the collegues to contribute to create a more relaxed working environment. The truth is, it's an excuse to drink.
Traditional and seasonal festivals: they should aim to the transfer of traditions, so that the youngh generations don't forget them. And yet, they end up drinking and get drunk.
Cakes: any event has a cake associated with it, to be eaten only in that period. Valentine's, Christmas, birthdays, change of season, halloween, weddings......
Decorations: every month seems to have a characteristic decoration: snow in January, hearts in February, chocolate in March, cherry blosson in April, sand and toys in July, pumpkins in October, red leaves in November, christmas decorations in December.



Thursday, December 3, 2009

Medicine and Art

« Notte poi partorì l'odioso Moros e Ker nera

e Thanatos morte, generò il Sonno, generò la stirpe dei Sogni;
non giacendo con alcuno li generò la dea Notte oscura;
e le Esperidi che, al di là dell'inclito Oceano, dei pomi
aurei e belli hanno cura e degli alberi che il frutto ne portano;
e le Moire e le Kere generò spietate nel dar le pene:
Cloto e Lachesi e Atropo, che ai mortali
quando son nati danno da avere il bene e il male,
che di uomini e dei i delitti perseguono;
né mai le dee cessano dalla terribile ira
prima d'aver inflitto terribile pena, a chiunque abbia peccato. »
(Teogonia - Esiodo)






Mori Art Museum (MAM), Riken and Academihills hanno organizzato una mostra corredata di seminari dal titolo "Medicine and art: imagining a future for life and love".

Poichè il capo del nostro dipartimento è stato invitato per partecipare a uno dei seminari, abbiamo anche io Sylvia e Parisa -alcuni fortunati interessati d'arte- ricevuto un invito per partecipare al seminario e per vedere la mostra. Tra gli ospiti, il premio nobel per la Fisiologia e medicina John Sulston, il già citato capo del nostro dipartimento Yoshihide Hayashizaki, e l'artista,ricercatore e curatore australiano Oron Catts, fondatore di SymbioticA -un laboratorio di ricerca artistico- e riconosciuto come uno dei 20 migliori designer.

L'evento è particolarmente interessante non solo per l'alto contenuto scientifico e artistico, non solo per la notevole levatura degli invitati, non solo perchè include la mostra gratuita per noi, ma anche perchè siamo al MAM. Proprio un piano sotto al museo, il 52-esimo, vi è l'oservatorio Tokyo Sky View, prezzo d'ingresso incluso nel costo del biglietto per il museo....e non ho bisogno di aggiungere altro.

la mostra espone gli studi di Leonardo da Vinci sull'anatomia (per gentile concessione della regina Elisabetta II, che possiede gli schizzi), giusto per fare qualche esempio, dipinti, plastici, sculture, tutto ciò che ha a che fare con il significato della vita, della medicina, convenzionale e non, con particolare enfasi sul corpo e i suoi segreti. Il titolo della mostra è infatti "The human body as the meeting place of science and art".

La mostra è suddivisa in tre sezioni.

Nella prima parte sono esposti i risultati di centinaia di anni di ricerca scientifica, assieme a antichi manufatti medici e opere di arte contemporanea. Nella seconda parte si attenziona il modo di percepire le malattie e la morte e cosa si è provato a fare per sconfiggerle. Assieme alla storia della medicina, della farmacologia e delle scienze della vita, vegono presentate varie immagini legate all'anzianità e ala malattia.

L'ultima parte è dedicata agli sviluppi nelle biotecnologie, nella cibernetica e nelle neuroscienze e la tensione verso la vita eterna, come ad esempio il braccio bionico o il tizio che si è fatto crescere un orecchio sull'avambraccio grazie alle cellule staminali.

Pezzi d'eccezione, su cui mi sono soffermata interminabili minuti sono stati i lavori di Leonardo, ovviamente, che lo confermano IL GENIO di tutti i tempi per antonomasia. Anche, di estremo rilievo e di eccezzionale bellezza, una coppia di fotografie raffiguranti la rappresentazione delle tre sorelle mitologiche Moire (o Parche) Atropo,Lachesi e Cloto. Figlie di Zeus, a loro è affidato il destino della vita di ognuno, simboleggiato da un filo. Cloto lo carda, Lachesi lo svolge e Atropo lo recide, decidendo quindi sul destino degli uomini. Nelle due foto alla mostra, da un lato le bellissime dee nel fiore della giovinezza, nell'altro invece succubi anch'esse del processo di invecchiamento che le deturpa e le imbruttisce. In una parola, STUPENDO. E ringrazio gli antichi greci per aver inventato la mitologia, e i romani per averla arricchita e ampliata!

Altra opera interessante e divertente, ironica, è stata la rappresentazione di un ospizio per supereroi: superman con la panza e reggersi a un girello per camminare, hulk su una sedia a rotelle, woder woman rattrappita e ingrassata e altri ancora....


Insomma, andate e soffermatevi anche per ore davanti alla vostra opera preferita. Ne vale davvero la pena. E poi, per mandare via quelle immagini che non sono state tanto gradite c'è sempre l'osservatorio un piano sotto...
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Mori art Museum (MAM), Riken and Academihills organized a set of seminars and exhibition titled "Medicine and art: imagining a future for life and love".
Sice the head of our department was an invited speaker for one of the seminars, me Sylvia and Parisa interested in art were lucky and received an invitation to the seminar and the exhibition. Among the invited speakers, Nobel Prize for Physiology and Medicine John Sulston, the above-mentioned head of our department Yoshihide Hayashizaki, and Australian artist, researcher and curator Oron Catts, founder of SymbioticA -artistic research laboratory- and recognized as one of the top 20 designers.

The event is particularly interesting not only for the high scientific and artistic content, not only for the notable stature of the invited speakers, not only because the exhibiton is free for us, but also because we are at MAM. Just one floor below, the 52nd, there's Tokyo Sky View observatory, which entrance fee is included in the price for the museum ticket...no need to add anything else.

The exhibition shows Leonardo da Vinci studies on anatomy (by kind concession from the sketches owner, Her Majesty Queen Elizabeth II),just to name some works, then paintings, drawings, sculptures, everything that has to do with the meaning of life, of medicine, conventional and non, with particular emphasis on the body and its secrets. The title of the exhibition is indeed "The human body as the meeting place of science and art".

The exhibition is divided into three sections.

In the first part the results of centuries of scientific inquiries, along with ancient medical artifactsand contemporary works are shown.

In the second part the perception of death and diseases is attentioned and what has been done to defeat them. Together with the story of medicine, farmacology and life sciences, images referring to old age and sickness are also shown.

The last part is centered on developments in biotechnologies, cybernetics and neurosciences and the tension towards ethernal life, like for instance the electronic arm or the guy who grew a ear made of staminal cells on his forearm.

Exceptional pieces of art made of awesome, in front of which I stood for endless minutes, were Leonardo's artworks, obviously, which confirm him as THE GENUS of all times. Also, of extreme relevance and exceptional beauty, a couple of photographs of a representation of the mythological three sisters known as Fates (Parchae or Moirae) Atropos, Lachesis and Clothos. Daughters of Zeus, they were assigned the destiny of all beings' lives, in the form of a thread. Clothos makes the thread, Lachesi unwraps it and Atropos cuts it, deciding on humans' destiny. In the two photos at the exhibition, on one side are the deities in their best years, young and beautiful, while on the other side they're victoms of aging that makes them ugly and old. In one word, AMAZING. And I thank the Greeks for having invented mythology and the Romans to having enriched it!

Another interesting, ironic, funny work was the nursing home for superheroes: superman old with parkinson's, hulk in a wheelchair, wonder woman fatter and ugly and more.....
So, go and spend hours even in front of your favourite piece of art.It's really worth it. And then, to blow away the bad images there's always the observatory one floor below...


Friday, November 27, 2009

Red Season

La primavera è rosa in Giappone, ma l'autunno è rosso fuoco.

Non so da noi, ma è qui che io o visto le foglie cambiare da un verde brillante fino a un rosso sangue, intenso, pieno, corposo. Prima del Giappone non conoscevo la pianta di acero, in particolare l'acero giapponese che ha foglie piccole e a cinque punte, che sembrano migliaia di stelle scese tanto vicino da poterle toccare.

A mio parere, l'autunno a Tokyo è la stagione più bella. Novembre è il mese più bello. A novembre infatti, le foglie iniziano a ingiallire, poi a rosseggiare, infine seccano e cadono dagli alberi formando a terra un tappeto spesso e morbido, che scricchiola sotto i piedi. Inoltre Novembre permette ancora di godersi le domeniche soleggiate e secche, i cieli limpidi e blu, le temperature piacevolmente tiepide.

E' a novembre quando i gatti amano dormire al sole, sopra i muretti o nei balconi, quando si va al parco a sgranchirsi le ossa, quando ci si siede a una panchina a leggere il libro preferito sorseggiando un caffè caldo, quando si passeggia in città stringendosi nei giacconi non ancora abbottonati e non ancora sostituiti dai più pesanti cappotti.

Ed è sempre a novembre che si va in montagna o ai giardini o qualsiasi altra macchia verde per inondarsi gli occhi di migliaia di sfumature di rosso.

Non mi è possibile rendere appieno la bellezza dei colori dell'autunno, non si può misurare il calore emanato dai toni forti, brillanti, cupi, sbiaditi. Sono questi i giorni in cui ci si sente bene, in cui tutto va vene, in cui tutto è perfetto.

Il fenomeno delle foglie rosse qui è chiamato Koyo, e così come accade in primavera con i ciliegi, attira orde di professionisti e non, appassionati e non che bramano di catturare ogni sfumatura di ogni singola foglia di ogni singola pianta. E si può ben capire il perchè.

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Spring is pink in Japan, but fall is flaming red.

I can't say about my country, but it's here where I saw leaves changing colors from a brilliant green to a intense, full, strong, blood red. Before Japan I didn't know the maple tree, the Japanese maple in particular which has small leaves with 5 tips that look like thousands of stars fallen down so close to be touched.

In my opinion, fall is the most beautiful season in Tokyo. November is the most beautiful month. In November, in facts, the leaves start getting yellow, then become red, they eventually fall from the trees and form on the ground a thick and soft carpet that creaks under the feet. Also, November allows to enjoy the dry and sunny Sundays, the clear blue skies, the pleasantly warm temperatures.

It's in November when the cats love napping in the sun, on the walls or on terraces, when one goes to the park to stretch a little, when one sits at a bench and read the favorite book sipping hot coffee, when one walks in the city streets in the warm jackets, not yet buttoned up, not yet substituted by the heavier winter coats. And it's in November when one goes to the mountain or to the park or to whatever green spot to fill one's eyes up with thousands of tones of red.

I can't render fully the beauty of the colors in autumn, I can't measure the warmth passed by the strong, brilliant, faded, dark tonalities. These are the days when one feels good, when everything's fine, when everything's perfect.

The red leaves foliage is called here koyo, and as it happens in spring with cherry blossoms, it attracts cohorts of professionals and non, aficionados and non, who are there to catch any shade of any leaf of any plant. And one can guess why.




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Monday, November 23, 2009

Ottobre in bici - Cycling in Kamakura

Ottobre ha finalmente ritrovato la sua identità, le giornate sono ancora abbastanza lunghe e tiepide da potersi permettere di trascorrere una domenica all'aperto. In una di queste giornate, Kamakura è la scelta unica e sola. Bisogna dire che di Kamakura non ci si stanca mai, della sua spiaggia, dei templi, delle statue e delle passeggiate in mezzo ai boschi.

Ma il modo migliore per visitare la città è rappresentato dalla bici. Noleggiamo il nostro mezzo (eh, in questi casi si va in tanti, altrimenti che gita è?) all'arrivo e ci dirigiamo subito verso il mare, ribattezzati -da me- "gli scugnizzi dalla bici rossa".

Il mare d'ottobre è calmo, pulito, quieto. Pochi quelli che si intrattengono sulla spiaggia a godere del caldo sole autunnale, pochi i windsurfisti, pochi gli abituali delle passeggiate domenicali.

Meglio, possiamo invadere la spiaggia con le nostre bici e farci quattro risate. Poi andiamo a terrorizzare i tanti visitatori che si intrattengono nei templi, in occasione anche della cerimonia per la celebrazione dei bambini di 3,5 e 7 anni, affinchè siano protetti contro le influenze del male. Dico terrorizziamo perchè essendo un gruppo di 8 scugnizzi stranieri, in sella a altrettante bici, che si muovono in branco...beh, direi che i poveri giappi si sono quanto meno meravigliati!

Comunque sia, ogni qualvolta si va a Kamakura si scoprono templi nuovi, mai visti prima. E per noi, questa volta non rappresenta certo una eccezione. E con le primissime foglie che stanno cambiando colore, con il sole caldo e accecante, viviamo un giorno memorabile.
 
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October has eventually got its identity back, the days are still long enough and warm enough to allow us to spend a Sunday outdoor. In one of those days, Kamakura is the only solely choice. It must be said that one is never tired of Kamakura, of its beach, its temples, its statues and its walks in the bushes.

But the best way to visit the town is represented by bicycles. We rent our bike (well, in such cases many people join together, or it won't be a trip otherwise) at the arrival and we head immediately to the beach, called -by me- the "scugnizzi (Neapolitan word to identify a guy) with the red bike". The October sea is calm, clean, quiet. Few are those who sit on the beach to enjoy the autumn sun, few are the windsurfers, few are the usual Sunday walkers.

That's better, we can invade the beach with our bikes and have fun. After that we terrify the many visitors who are around the temples, in occasion of the ceremony to celebrate the 3,5 and 7 years old children who are blessed against evil influences. I say terrify because being a group of 8 scugnizzo foreigners, on as many bikes, who move in group...well, I'd say that the poor Japs were at least impressed!!

Anyways, any time one goes to Kamakura, they discover new temples. And for us, this is no exception too. And thanks to the first leaves turning colors, thanks to the warm and shiny sun, we live a memorable day.
 



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Thursday, November 12, 2009

Takaosan -- 高尾山

Il monte Takao, o Takaosan, è uno dei più facili da scalare. Alto solo 599m si trova 50km dal centro di Tokyo ed è facilmente raggiungibile coi mezzi pubblici. La pecca del monte è la sua accessibilità: essendo sede del tempio Yakuoin, dedicato alla divinità Tengu (quella divinità rappresentata da un uomo dal naso lungo), c'è un agevolissimo sentiero pavimentato che dai piedi della montagna porta praticamente fin su in cima. Di conseguenza, vista la poca esperienza necessaria, il monte e il tempio sono meta comune per i tokyani alla ricerca di una giornata da passare in mezzo alla natura. Inoltre, per un tratto, è addirittura possibile salire su una comoda seggiovia o su una carrozza di un trenino, che permettono di raggiungere un altipiano da dove è possibile vedere la città in lontananza e d'estate la calca per entrare al biergarten organizzato fino a tardi è fitta.


Comunque sia, fortunatamente il monte dispone di ben altri 4 sentieri che permettono una scalata decentemente esigente. I vari sentieri sono numerati e ben segnalati, a ogni biforcazione o incrocio su per la montagna si può facilmente controllare la direzione tramite segnaletica in giapponese e in inglese. Alla stazione ai piedi della montagna, poi, è possibile procurarsi una mappa ben fatta dei vari sentieri, la loro lunghezza, il tempo necessario a percorrerli, i punti di interesse, scorciatoie, eccetera.

Sia la scalata, sia il tempio meritano sicuramente. La flora di Takaosan è variegata, e include piante sub tropicali, conifere, piante tipiche della zona temperata, eccetera. Muschio, funghi, rami spezzati, ragnatele, rivoli d'acqua, cascate e altro possono essere scorti durante l'ascesa. E poi, adesso le foglie degli aceri cominciano a ingiallire e tra poche settimane il monte si trasformerà dal verde al rosso acceso. Il bosco, silenzioso, in ombra, tranquillo è stupendo, se non fosse per l'eccessiva presenza dell'uomo. I sentieri erano un andirivieni di gente che si dimostra gentile e educata, salutando e dando la precedenza lungo i passi più stretti. Certo, non mancava chi si è portato con se il cagnolino o la fidanzata imbellettata e sui tacchi, ma questa è un'altra storia...

Il mio percorso ha previsto l'ascesa lungo un sentiero poco agibile ma comunque semplice da percorrere, senza troppi sforzi, e la discesa dalla vetta lungo il sentiero pavimentato cosi da poter passare per il tempio nella via del ritorno.

la cima del monte era letteralmente infestata di gente, che stanchi per via della salita, riposano e mangiano come in un unico grande picnic. Una cosa che sembra un pò inutile è la presenza di un ufficio turistico....ma non sarebbe meglio piazzarlo alla base del monte cosi da essere più utile?

Comunque sia, disgustata dalla massiccia presenza di gente sulla cima (un bel cambio rispetto alla scalata traquilla e poco affollata), vado a cercarmi un posticino nascosto per riposarmi prima di ritornare giù verso il tempio. Dicono che si veda il monte fuji da Takao, ma quello suppongo che sia un lusso riservato ai super mattinieri nelle poche limpide giornate d'inverno, quando l'aria è pulita e secca.

Il tempio è casa per due divinità tengu rappresentate da due uomini alati uno dal naso lungo e l'altro dal becco d'uccello. La cosa buona del visitare il tempio al ritorno è che non ho dovuto salire le centinaia di scale che dal basso portano fino al tempio. La cosa brutta però è stata ridiscendere lungo il sentiero pavimentato: in alcuni tratti la pendenza era tale da ridurre le ginocchia in frantumi e inoltre la mancanza di ammortizzante naturale come può essere il suolo grezzo, ha influito sulle giunture non poco.

Vabbè, il tempio è comunque apprezzabile, dallo stile interessante e inusuale. Nell'area anche un piccolo tempio buddista. Altra cosa interessante: a partire dal gate del tempio, ai lati del sentiero vi è una successione di lanterne rosse che accompagnano il fedele fin su al più alto padiglione. Bello, in particolare al calar del sole quando i raggi filtrano tra gli alberi seguendo quella particolare angolazione che trasforma un normale sentiero di montagna in un sentiero incantato.

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Mount Takao, or Takaosan, is one of the easiest to climb. Just 599mt high, is 50KM from Tokyo centre and is easily reachable by public transport. The bad thing about the mountain is its accessibility: as ground of Yakuoin temple, where Tengu (long nosed) deities are worshipped, there's a easy paved trail from the feet of the mountain till the top. As a consequence, seen the little experience needed for such a climb, the mountain and the temple are a common destination for Tokyoites looking for a day in the nature. Also, fol a long trait, a cablecar or a lift allow people to get to a highland where the city can be seen in teh distance. This place in summer is over crouded, as it works as openair biergarden till late.

Anyways, the mountain offers 4 more trail decently demanding. The various paths are numbered and well signaled, at every split of the path one can check the directions on English and Japanese signs. At the station at the feet of the mountain,climbers can get a well done map with all the trais, their length, the time required for the climb, the points of interest, shortcuts and so on.

Both climb and shrine deserve it all. Takaosan's biodiversity includes sub tropical plants, pie trees, temperate regions vegetation, etc. Moss, mushrooms, broken trees, spider webs, waterfalls and much more can be observed while climbing. And then, now the leaves are starting to get red and in few weeks the mountain will turn from green to bright red. The forest, silent, in the shadow, quiet, is wonderful but the massive presence of people ruin it a little. The walking paths are full of people, mannered, though, saying hello and asking for forgiveness when we crossed at narrow parts of the trails. Sure, there were as well people who took their little pets or their fashionable girlfriends in high heels, but that's another story...

My hike went up through a rough but easy trail, without too many efforts, and came down along the paved path so to be able to pass by the shrine on the way back.

The top of the mount was litterally invaded by people who, exhausted for the climb, take a rest and eat lunch like in a huge unique picnic. Something that looks pretty useless is a tourist office up there.....whouldn't it be way more useful,were it at the feet of the mountain?

But anyways, disgusted by the massive presence of folks there (a deep change from the quiet hike), I seek a place well hidded to relaz before walking back to the temple. They say Mount fuji is visible from Takao, but that I guess is the luxury for the early hikers in the few clear winter mornings when the air is dry and clean.

The shrine is home for two deities represented by two men with wings, a long-nosed one and a bird's beak-mouthed one.The good thing of visiting the temple on the way down the mount was that I didn't have to climb all the stairs leading to te main shrine from the bottom. THe bad thing, though, was the walk down the paved path: for some traits the slope was so steep that knees were wrecked and the lack of softer ground made the ankles hurt a lot.

Alright, the temple is very nice with a nice and unusual style. In the area also a small buddist stupa. Another interesting thing: from the main temple gate, at both sides of the trail long lines of red lanterns accompany the worshipper up to the highest pavillon. It's especially beautiful when at sunset the rays of light pass through the trees following that special angle that transforms a common mountain path into a fairytrail.
 



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Saturday, November 7, 2009

la metafora dell'amicizia

(Tokyo, Yoyogi Park in November)

L'amicizia è un seme. Se il seme non è integro, non diverrà mai pianta. Se il terreno in cui è stato piantato non è fertile, il seme mai maturerà. Così è l'amicizia, se non è sana non si svilupperà, se alla base non c'è un terreno fertile,se non c'è stimolo, se non c'è voglia, non crescerà.

Il seme diventa pianta. Una pianta fragile e delicata. Ha bisogno di tutte le cure possibili, ha bisogno del sole, dell'acqua, soffre il freddo e soffre il caldo. Al pari della pianta, l'amicizia è fragile e necessita attenzioni. Il suo sole e la sua acqua sono rappresentati dal calore umano e dal reciproco affetto.
La pianta diventa albero, sano, forte. Resiste alle intemperie, al vento, alla pioggia, alle estati torride, agli inverni rigidi. All'ombra di esso si trova riparo. Al pari di un albero, l'amicizia col tempo si consolida e si fortifica. Un amico è sempre un amico sia nel bene che nel male, ci aiuta e ci sostiene nei momenti belli e nei momenti brutti.
Segue il ciclo della natura, l'albero, e a ogni stagione si trasforma: fiorisce in primavera per salutare la vita, dà i frutti in estate, si ingiallisce e si riposa in autunno, perde le foglie in inverno per ridurre il consumo di energie e prepararsi alla successiva primavera. Tutto ciò avviene affinchè l'albero possa continuare a vivere anno dopo anno. Se l'amicizia non si adegua e non si rinnova, non durera.
Esposto al gelo, l'albero cessa di vivere. Esposto alla siccità si inaridisce e muore. Le condizioni di vita estreme dell'amicizia sono il distacco, l'indifferenza da un lato, e la gelosia e l'invidia dall'altro lato.
A volte l'albero si ammala, si prova di tutto ma quando è troppo tardi l'unico rimedio è tagliarlo. Quando un'amicizia si corrode c'è poco da fare.

L'amicizia è un bosco. Il bosco resiste a tutto, fuorchè agli incendi. Dopo un grosso incendio rimane solo fumo, desolazione, vuoto. In un'amicizia l'incendio è provocato dall'ira, le maldicenze, le provocazioni.

L'amicizia è un fiore. Dal suo nascere come gemma sino al suo sbocciare,ogni fiore è bello, ha un suo profumo. Quando il fiore appassisce, è una morte apparente, in quanto esso si trasforma presto in frutto, genera un nuovo seme e pone i pesupposti per una nuova vita. Allo stesso modo, quando un'amicizia si affievolisce non è detto sia finita.

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Friendship is a seed. if the seed is not good,it will never become plant. If the soil where it was planted is not fertile, the seed will never mature. So friendship is, if it's not sane it won't develop, if at the bottomthere's no fertile soil, no stimula, no wish, it won't grow.

The seed becomes a plant. A fragile and delicate plant. it needs as much care as possible, it needs sun, water, it suffers cold and heat. Like the plant, a friendship is fragile and requires attentions. Its sun and water are human warmth and reciprocal affection.
The plant soon becomes a tree, strong and healthy. It is resistant to wind, rain, dry summers and cold winters. Under it one finds protection. Like a tree, friendship fortifies and gets solid. A friend is always a friend, in good and evil, a friend helps and supports in bad and good times.
It follows the natural cycle, the tree, and it transforms at every season: it blooms in spring to welcome life, it gives fruits in summer, it gets yellow and rests in autumn, it loses all leaves in winter to save the energies and get ready to the next spring. All of this happens so that the tree can live year after year. If friendship doesn't adapt and doesn't renew, it won't last.
Exposed to ice, the tree stops living.Exposed to drought, it dries and dies. The extreme conditions for a friendship are detachment and indifference on one side, and envy on the other.
Sometimes a tree gets sick, one can try everything but when it's too late the only remedy is cut it. When a friendship is corroded, there's little left to do.

Friendship is a forest. A forest can resist to everything but fires. After a huge fire only smoke, desolation, void remains. In a friendship, fires are caused by rage, badmouthings, provocations.

Friendship is a flower. From bud to blooming, all flowers are beautiful, have their own smell. When a flower withers, it is a apparent death, because the flower turns into a fruit, it generates a new seed and puts the premise for a new life. In the same way, a friendship when is weakened, it doesn't mean it's over.

Tuesday, November 3, 2009

Nokogiriyama のこぎり山

Il più grande buddha in Giappone si trova a solo 2 ore e mezzo di treno da Tokyo, in quella penisola tra terra e oceano che si chiama Chiba.
Nokogiriyama, nella suddetta penisola, dirimpetto a Yokosuka dall'altro lato della baia di Tokyo,è sede del tempio Nihonji entro il perimetro del quale si trova l'impressionante statua di ben 31 metri, interamente scavata nella nuda roccia.
Il viaggio.
Ci sono due modi per raggiungere Nokogiriyama. Uno è andando in treno da Tokyo, verso nord, costeggiando la baia. L'altro è andando a sud verso Kurihama e da lì prendere il traghetto.
Raggiungo Chiba in traghetto, mi piace di più l'idea di muovermi via mare, il mio elemento naturale. Serena e gli altri vanno invece in treno e mi aspettano dall'altro lato. Durante la traversata una coppia di giapponesi inizia un involontario spettacolo che coinvolge gabbiani e acquile. I due si limitano a lanciare patatine ai volatili, che cercano disperatamente di catturare al volo il facile pasto esibendosi in delle fantastiche giravolte e volate a bassissima quota. Le acquile, magnificenti animali enormi e eleganti, non mancano un colpo. Mi passano talmente vicine che posso sentire il rumore delle loro ali fendere l'aria.

Il tempio.
Raggiungere Nihonji non è la cosa più facile del mondo, anche perchè abbiamo scelto la via più complicata per andarci, ovvero scalare la montagna piuttosto che raggiungere l'ingresso ufficiale a valle, alla stazione successiva. Il tempio infatti sorge in cima alla montagna, un complesso roccioso da cui enormi blocchi di pietra sono stati tagliati via, dando origine a pareti lisce e alte, e il monte stesso, Nokogiri significa infatti sega in giapponese. Pertiamo per una delle più divertenti ma difficili spedizioni all'interno del bosco, arrampicandoci su per la montagna e di tanto in tanto facendoci due risate. La natura è, come sempre, dominante: altissimi pini, arbusti rampicanti, muschio, ragni enormi indaffarati a costruire tele enormi.
Raggiungiamo il perimetro del tempio dopo quasi 2 ore di scalata, ignari di quello che ci aspetta. L'area del tempio è infatti vastissima, e i sentieri -per fortuna ben fatti, con tanto di scale o pavimentazione in pietra- salgono e scendono senza sosta...tra il punto panoramico e la statua di buddha, ci sono infatti 784 gradini (e questa è la via più breve), che noi abbiamo fatto in entrambi i sensi!


Diverse sono le "attrazioni" che troviamo al tempio. In ordine di altitudine troviamo:
-Jigoku nozoki (地獄 のぞき) è un punto panoramico che potrebbe essere descritto come un balcone che si affaccia sul vuoto assoluto. Centinaia di metri più in basso si trova l'igresso del tempio, dove siamo arrivati con la prima di tante ascese. La vista da quassù si estende per kilometri, fino a poter scorgere Toyko nella foschia.
-Statua della dea Kannon scolpita sulla prete verticale della montagna, proprio sotto al punto panoramico. Anche questa statua è alta varie decine di metri.
-1500 statue dei discepoli di buddha, statuette tutto tondo disseminate per l'area del tempio, sistemate all'interno di grotte naturali. Se si vuole vederle tutte bisogna seguire l'itinerario più lungo dalla statua di Kannon, giù fino alla statua del buddha, proseguendo per un sentiero tortuoso. Purtroppo molte statuette, una diversa dall'altra, sono state roinate da vandali e quindi è più facile vedere statue decapitate che statue intere...peccato.
-daibutsu, dopo innumerevoli scale finalmente arriviamo all'immensa statua del buddha. Qualsiasi foto della statua si osservi non le rende per nulla giustizia, e di conseguenza bisogna proprio andarlo a vedere di persona per restare a bocca aperta. La statua, ricavata per intero dalla roccia, è perfetta sin nel più piccolo dettaglio.




Finalmente, dopo il meritato riposo, siamo giunti a valle e dopo il buddha non resta che passare dal tempio e tornare a casa. Ma il tempio è in ristrutturazione e quindi chiuso al pubblico, per cui ci affrettiamo all'uscita e procediamo per una passeggiata di quasi 5KM per raggungere la stazione più vicina, attraversando orti e campi di riso.
Quest'area di chiba è molto rurale, a parte la civilizzazione introdotta dall'arrivo della ferrovia, la gente vive in maniera semplice e le giornate passano lente. Una differenza abissale dalla psichedelica Tokyo, ma è stata, la nostra, una gran bella giornata in mezzo alla natura.
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The biggest Buddha statue in Japan is only 2 1/2 hours by train from Tokyo, in that peninsula beween land and ocean called Chiba.
Nokogiriyama, in the above mentioned peninsula and facing Yokosuka on the other side of Tokyo bay, is home of Nihonji temple and within its perimeter is the impressive 31meters high statue, entirely carved in the mountain.
The trip.
There's two ways to get to Nokogiriyama. one is go by train from Tokyo, heading North and following the bay curve. The other is heading South till Kurihama and catch the ferry there.
I go to Chiba by ferry, I like the idea of travelling by sea, my natural element, more. Serena and the others go by train intead and wait for me on the other side. While traversing the bay, a couple of Japanese start a show, unwillingly, involving seagulls and eagles. The two were only throwing chips to the birds, in an attempt to feed them, who tried by all means to catch the easy food on fly, performing in fanstastic twists and passing by us very close. The eagles, magnificent animals, huge and elegant, don't miss a shot. They fly so close to me I can hear the sound of their wings cutting the air.

The temple.
getting to Nihonji is not the easiest thing on earth, also because we chose the most difficult way to go, which was climbing up the mountain rather than reach the official entrance more down, at the next train station. The temple, indeed, is on the mountain, a big rock where huge pieces of stones have been cut away from, shaping the mountain with flat high walls. The mountain itself, Nokogiri, means actually sawin Japanese. We depart for one of the funniest and yet most difficult expeditions in the woods, climbing up and laughing every now and then. Nature is, as usual, dominating: very tall pine trees, wild ivy, moss, giant spiders busy building huge webs.
We reach the temple area after about two hours, not knowing what waits for us inside. The area where the temple is, is vast and the walking trails - fortunately well done with stairsteps and stoned pavement- go up and down non-stop....only between the lookout point and the statue of buddha there's 784 steps (and it is the _short_ way) which we climbed in both directions.


Various "attractions" in the area. In order of altitude we have:
-Jigoku nozoki (地獄 のぞき) is a panoramic point that can be described as a balcony on the absolute void. Hundreds of meters below there's the entrance to the temple where we arrived before. The view from here goes for kilometers,till Tokyo.
-Statue of goddess of mercy, Kannon carved in the vertical wall of the mountain, just below the lookout point. This carving is tall too.
-1500 statues of the disciples of buddha, round statues scattered around the temple area and placed inside natural grottoes. if one wants to see them all should follow the longer path from the statue of Kannon down to the statue of buddha, walking a snakeing way. Sadly enough, many of the statues have been beheaded by vandals...shame.
-daibutsu. After plenty of stairs we eventually get to the huge statue of budddha. Any photgraph of it is not giving it justice, so one oughta go and see personally. The statue, carved entirely from the mountain, is perfect in evry tiny detail.




And finally, after the well deserved rest, we are left only the temple and after that we can go back home. But the temple is under restoration and is not open to the public., so we rush to the exit and proceed for a 5Km walk to the closest station, going through gardens and rice fields.
This area of Chiba is very rural, besides the civilization introduced by the presence of the railways,people live a simple life and days pass slowly. An abyss from the psichic Tokyo, but it was, ours, a great day in the nature.