Friday, December 19, 2008

Terrible JLPT, Japanese Language Proficiency Test

domenica 7 dicembre è stato il giorno del temibile JLPT test di lingua giapponese per stranieri. Sono previsti 4 livelli di difficolta con cui ci si puo misurare, seppure pensano di aggiungerne un quinto. L'esame si fa una volta l'anno, la prima domenica di dicembre, alla stessa ora -fuso orario da considerare-in tutto il mondo. Si inizia 4 mesi prima ad agosto con l'invio del modulo di partecipazione, con tanto di quota di partecipazione da pagare e poi a fine novembre arriva il volantino con su scritte tutte le informazioni su come raggiungere la sede dell'esame, cosa portare cosa e non portare, come comportarsi eccetera.
la mattina dell'esame si parte da casa abbastanza presto, visto che la sede è ad un'ora di treno e l'esame inizia alle 9:45. Il divertimento inizia all'arrivo alla stazione più vicina alla sede: una linea umana si diparte dall'uscita della stazione e si allunga seguendo le pressoche inutili indicazioni fornite da dei giappi che, ad ogni angolo del percorso, pazientemente reggevano un cartello rosa con su una bella freccia. L'immenso ammontare di non giapponesi una volta arrivati al sito è stato un duro colpo:mai visti tanti stranieri in una sola giornata tutti assieme. Calca per controllare il umero dell'aula in cui recarsi per fare l'esame -eh si, ognuno è identificato da un codice a 9 cifre e è assegnato a un'aula ben precisa-, poi via alla lunga giornata. Io e Joost, avventurieri nati, andammo a sfidare la sorte e ci siamo tuffati nella mischia, separati da due rampe di scale, ma uniti dallo stesso semtimento: "tutto ciò è pazzesco!".
L'esame è suddiviso in tre parti, e in mezzo hanno ben pensato di mettere 40 minuti di pausa visto che durante l'esame non è permesso bere, mangiare, masticare gomme, in pratica bisogna solo concentrarsi e badare bene che la matita non faccia troppo rumore altrimenti potrebbe disturbare gli altri esaminandi!!!E in più, come se già il rigore giappico non fosse abbastanza, ci si mettono pure ammonizioni e espulsioni..si si esatto, cartellini gialli e rossi fioccano per i più indisciplinati o furbacchioni...

Fatto sta che ad ogni inizio di sessione l'intero libro massimo delle regole viene recitato nuovamente, come se una volta non fosse già abbastanza!!!Eppure eppure, questi giappici fanno bene a ripetere il tutto, anche i latini dicevano che 'repetita iuvant' (le ripetizioni servono), difatti ci sono coloro che nonostante gli sia stato ripetuto, addirittura gli si stia ripetendo in quel preciso momento che non è possibile sbirciare le domande fino a che l'apposito segnale di inizio venga dato...beh, che fanno? Esatto! Sbriciano!!! Ergo o sono sordi o non hanno capito un bel niente!!! Oh, si si dimenticavo di dire che ovviamente tutte le istruzioni vengono date in giapponese...

Tra varie vicessitudini e peripezie, tra cartellini gialli, recitazione delle regole, distribuzione dei questionari, si arriva alla fine della giornata, ore 14:35, e alla fine di un test che solo qui poteva durare 5 ore invece che 2. Un test che solo qui poteva essere corredato da tanto restrittive e secretive misure. Per non parlare poi del fatto che si è perso un sacco di tempo per ogni parte dell'esame a causa della lentezza degli 'agenti', dame in giacca e camicia con la predisposizione alla ritualità. In pratica, all'inizio della sessone, o meglio dopo l'elenco dei comportamenti e attegiamenti da evitare, previa esibizione dei cartellini, le suddette agenti distribuiscono prima i moduli prestampati su cui scrivere le risposte, poi i questionari con le domande a scelta multipla. Allo scadere del tempo il rituale della raccolta, prima delle risposte e poi delle domande...

Alla fine del test, poichè bisogna sempre seguire le istruzioni del 'capoclasse', cioè a dire la responsabile dell'aula, in silenzio, per favore, ecco cosa accade all'improvviso: l'istruttrice recita in giapponese la seguente filastrocca "l'esame è finito, poggiate le matite sul tavolo e chiudete il questionario. Guardate sotto i banchi prima di andare, potreste rischiare di dimenticare qualcosa...". Ora, in giapponese la frase suona molto piu imperativa della letterale traduzione in italiano, per cui a tali parole, un'aula di 60 persone si muove all'unisono e all'istante per cercare qualcosa che sta sotto al banco, come se tutti si aspettassero di trovare una sorpesa gradita...

L'esito dell'esame è previsto per la fine di febbraio, per cui incrocio le dita, seppur di studio non se ne è parlato sin da agosto, e aspetto.
******************************

Sunday December 7 is the day for the terrible JLPT test for Japanese language proficiency. Four different levels of difficulty to challenge ourselves, even though they are talking about adding another fifth. The exam is once a year, the first Sunday of December, the same time -according to time shifts- all over the world. It starts with submitting the request of participation in August, paying the fee, and then at the end of November a voucher with all the information on how to get the site, what to bring, what not to bring, what to do and such is delivered to our address.

The day of the exam starst early in the morning, we leave home early since the site is one hours or so by train and the test starts at 9:45. Fun begins at the station of arrival: a long human line goes from the station exit and follows the almost useless directions given by Japanese human stands holding a paper with a nice arrow drawn on it at every turn. the huge amount of foreigners at the site is impressive, something I haven't seen before: too many non Japanese all there together. Rush to find the designated room - yep, each of us is identified by a 9 digits code and assigned to a precise room- and then the long day starts. Me and Joost, adventure seeker-born, we go and brave the fate and we crush in, divided by one storey but united by the same feeling : "holy crap, that's insane!".

the test is divided into three parts, and in between of each there's a 40 minutes break, needed because during the test is strictly and severely forbidden to drink, eat, chew, and so on... that is: just concentrate and watch out that your pencil isn't noisy or it can disturb the other examinees. Also, as if the rigor wasn't already enough itself, there are yellow and red cards flying all over the place for the most untreatable or cheaters...

at the begin of every session, the whole holy rule book is played, as if one time wouldn't be enough!And yet is good that those Japanese repeat themselves, also the latins said 'repetita iuvant' (repeat is useful), indeed we found some who nonetheless we were just being discouraged not to open the test question booklets before we are allowed to start, what do they do? Yeah, they open it! Ergo, they're either deef or don't understand a word!! oh, yes, the istructions are given is Japanese, of course...

Among various troubles, yellow and red cards, rule readings, question booklets distribution, the longest exam ever finishes at 14:35PM, Japan being the only country where such a test could last 5 hrs intead of reasonable 2. A test that only here could have so restrictive and secretive measures. don't want to talk about the fact that we lost an impressive amount of time for each part of the test because the 'agents', women in shirt and jacket with the propensity to rituality, were slow. So, at the beginning of the session, better say after the long list of the to-be-avoided behavioral situations, together with cards exhibition, the already cited ladies distribute at first the papers with pre printed list of possible answers, and after that the multiple choice questions booklets. At the timeout, the ritual of collecting first the papers with the answers and then the booklets with the questions...

At the end, since we have to folow the instructions of the proctor, please in silence, it happens: the proctor says "the test is over, put your pencil on the table and close the questions book. Look under the desks before leqaving to make sure you don't forget anything". Now, in Japanese it sounds more imperative than in English, litterally translated, and at the words "look under the desk" 60 people move at the same time to look for something under their desks, as if they might find a nice surprise...

the results of the test in late February, so I keep my fingers crossed, even though I abandoned learning back in August, and wait.

No comments:

Post a Comment