Saturday, December 20, 2008

Quelli che....il Bonenkai

Dicembre, tempo di feste natalizie anche in un paese come il Giappone. Dopo lunghe trattative italo-giapponesi, decidiamo che la nostra festa in uffico è da fissare per il 5. Mi incaricano di addobbare la sala per la festa. Amen. Per fortuna c'è già l'alberello super kitch che ho preparato per Morana, con tanto di lucine a batteria, neve finta, pallette e fiocchi rossi. Uno spettacolo per gli occhi! Anche il nostro boss porta un albero..indovina chi lo deve sistemare? va bene, ci penso io, nessun problema. E il pomeriggio, un ventoso pomeriggio, mi viene la bellissima idea di innevare anche quest'alberello. Il vento si porta via ogni cosa e dopo aver consumato una intera lattina di neve spray, sull'albero rimane ben poco. Comunque sia, iniziamo il party tra festoni d'oro e argento (e rosa), fiocchi rossi e lucine colorate. Tutti hanno portato qualcosa: io una bella torta al cioccolato, Morana un mix di dolcini e praline da leccarsi le dita (perchè se non ti lecchi le dita godi solo a metà, come recitava una nota pubblicità per snack salati), Kimura si è occupato di insalata, sangria e non ricordo cos'altro, poi abbiamo avuto il pane, finalmente pane serio, duro, croccante, non quello spugnoso da sandwich che ci propinano nei supermercati!!!E poi ancora torte salate, torte di mais, spumante..hhehe, il caro Jay ha portato, pensa te, uno spumante italiano....e che lo dico a fare!!E abbiamo anche preparato il gluhvein...con correzione! A fare da contorno agli addobbi ci sta anche l'idea di portare dei cappelli da babbo natale, che io e Joost subito indossiamo senza timore. Subito i giappi si distinguono per la loro grande capacità a reggere l'alcol: dopo un paio di birre sono già a gironzolare per la stanza e fare brindisi a destra e a manca con tutti. Evviva lo spirito bacchico! Il povero Takeda poi, si impegna con molto entusiasmo nello spingere a bere rakjia, un tipico beveraggio croato sull'ordine del 38-40%, e pare ci trovi pure gusto. Alla fine della serata poi le decorazioni natalizie fanno da accessori moda e tutti si ritrovano a sfoggiare un fantastico fiocco o una collana di campane, ecc.....capite bene a questo punto della serata come ci si sia già devastati....


Altro fine settimana, altra festa di addio al vecchio anno: stavolta si festeggia con i compagni di allenamento, tali pallavolisti della Phoenix. Il sabato successivo alla devastante festa in azienda, ci si ritrova tutti assieme in un locale a Yokohama, seguendo la formula del "mangia e bevi a piu non posso". Dalle 18 alle 20 è un via vai di portate, un fantastico nabe (carne e verdure bollite in un brodo piccante e gustoso), birre a litri e umeshu (liquore di prugna, poco alcolico). Un giapponese mai visto durante gli allenamenti, ribattezzato 'lottatore di sumo mongolo', viste le dimensioni della testa e le proporzioni della panza, si preoccupa di impressionarmi. Al che io, col mio super elevato giapponese nella sua più aulica forma espressiva, l'ho mandato più volte a quel paese...poveretto, tanto ubriaco da non rendersi conto che lo stavo trattando coi piedi!!!

Ma i compagni di ventura incitavano lui a essere più insistente e me a essere più irritabile. E così fu. Nonostante gli sforzi di Morana a farmi conversare in giapponese con le ragazze, io mi rivolgo all'unico tizio che parla un pò di inglese e lui si accolla l'onere di fare da traduttore quando serve...spero solo non abbia tradotto male!!!

Dopo sole due ore di sbevazzamento, in mezzo alle quali chissà come chissà perchè ci entra pure la rakjia di Morana, beh, i giappi sono KO mentre io e MOrana, lallalla, fresche come delle rose. Dovendo lasciare il posto allo scadere delle due ore, ci dirigiamo verso un secondo posto per sbevazzare un pò di più, e lì davvero alcuni non ce l'hanno fatta e sono crollati nell'oblio dell'ubriachezza più totale e irreversibile.
Tutto sommato abbiamo riso tanto, abbiamo mangiato bene, abbiamo suscitato meraviglia (io con le mie conversazioni al cellulare in italiano con Valentina e Morana con i suoi capelli a turno tastati da tutte le ragazze), e abbiamo salutato tutti prima di mezzanotte.
Al rientro a casa, Joost e Eivind mi includono nel loro duo alcolistico e si continua a bere e chiacchierare fino a mattina. E dopo questo secondo bonenkai (saluto al nuovo anno) mi pare che ne abbiamo avuto abbastanza. In questi giorni tutti i non giappi stanno rientrando a casa per trascorrere le feste in famiglia e gli istinti festaioli li lasciamo per il nuovo anno.
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December, time for xmas parties even in a country like Japan. After endless italian-japanese discussions, we decide that the party at the company is to be on 5th. I am in charge of decorating the room for the party. Amen. Fortunately there's already the super kitch little xmas tree i set up for Morana, with lights, fake snow, shiny balls and red ribbons. A show for the eyes! Also our boss brings a tree..guess who has to decorate it? ok, I'll do that, no problem. And in the afternoon, a windy afternoon, I have the fantastic idea of snowing also this tree. The wind blows away everything and after using all the snow in the spray can, snow on the tree is very very few bits. Anyways, we start the party into a blast of golden and silver (and pink) decorations, red ribbons and colorful blinking lights. Everybody brought some food: me a chocolate cake, Morana a mix of cookies so good that you had to leak your fingers after eating, kimura took care of the salad and the sangria, then maeda cut the bread, finally serious real bread, not the gummy one, sandwich-like, from the supermarkets I have to eat every day!!!And also, salty cakes, corn cakes, sparkling wine....italian sparkling wine from Jay. And we also cooked gluhvein with correction!! When I thought about the decorations i also thought about buyin a couple of santas hats, which me and Joost wear with no fear.

Immediately the Japanese stand out thanks to theyr well known ability of hanling alcohol: after a pair of beers are already hanging around the room drinking with everybody with cheers and laughs. The poor Takeda also took seriusly the drinking thingy and went to each one asking for a shot of rakjia, typical croatian drink with 38-40% of alcohol...at the end of the party the decorations for the room became beauty accessories for ourselves, so you can guess at this point how far they went with the drinking...

Another weekend, another party: this time we celebrate with the training people, the volley guys of Phoenix. The Saturday after the smashing party at the office, we gather in Yokohama and go to a place with all-you-can-drink/all-you-can-eat formula. from 6 to 8 pm is a come and go of dishes, a fantastic nabe (meat and vegetables boiled in a spicy yummy soup), beers in litres and umeshu (plum liqueur). A Japanese dude I never see during practise, renamed 'mongolian sumo wrestler' because of the huge head and the huge belly, he's busy with rying to impress me. So I, using my high level Japanese in its higest polite expressive forms, I sand him to f*** off....he was so pissed drunk that he didn't take it seriusly and didn't understand!!

But the fella pushed both him to be more annoying and me to be more annoyed. And so it was. Morana pushed me to conversate in japanese with the girls, but I prefer to express my self in English with the only guy who could understand and takes the duty to translate for me when needed....I only hope he translated correctly!!!
After only two hours of drinking, with some rakjia suddenly appeared from somewhere somehow, the Japanese are KO, while me and Morana are still as fresh as a rose. The deadline pushed us to leave this forst place and head to another drinking place to get drunk a bit more and there some of us really didn't make it and fell into the total and irreversible oblivion.
All in all we had fun, we ate and we raised wonders (me with my conversation in Italian over the phone with Valentina and Morana with her hair being touched by all teh girls) and we left before midnight.
Back home, Joost and Eivind attract me in their alcoholic duo and drag me into some more drinking, so we keep drinking and chitchatting till morning. And after this second bonenkai (greetings to the new year) I guess we have had enough. In these last days all the non Japanese are going back home to spend the holidays with the family, so we save our party instincts for the next year.

Friday, December 19, 2008

Terrible JLPT, Japanese Language Proficiency Test

domenica 7 dicembre è stato il giorno del temibile JLPT test di lingua giapponese per stranieri. Sono previsti 4 livelli di difficolta con cui ci si puo misurare, seppure pensano di aggiungerne un quinto. L'esame si fa una volta l'anno, la prima domenica di dicembre, alla stessa ora -fuso orario da considerare-in tutto il mondo. Si inizia 4 mesi prima ad agosto con l'invio del modulo di partecipazione, con tanto di quota di partecipazione da pagare e poi a fine novembre arriva il volantino con su scritte tutte le informazioni su come raggiungere la sede dell'esame, cosa portare cosa e non portare, come comportarsi eccetera.
la mattina dell'esame si parte da casa abbastanza presto, visto che la sede è ad un'ora di treno e l'esame inizia alle 9:45. Il divertimento inizia all'arrivo alla stazione più vicina alla sede: una linea umana si diparte dall'uscita della stazione e si allunga seguendo le pressoche inutili indicazioni fornite da dei giappi che, ad ogni angolo del percorso, pazientemente reggevano un cartello rosa con su una bella freccia. L'immenso ammontare di non giapponesi una volta arrivati al sito è stato un duro colpo:mai visti tanti stranieri in una sola giornata tutti assieme. Calca per controllare il umero dell'aula in cui recarsi per fare l'esame -eh si, ognuno è identificato da un codice a 9 cifre e è assegnato a un'aula ben precisa-, poi via alla lunga giornata. Io e Joost, avventurieri nati, andammo a sfidare la sorte e ci siamo tuffati nella mischia, separati da due rampe di scale, ma uniti dallo stesso semtimento: "tutto ciò è pazzesco!".
L'esame è suddiviso in tre parti, e in mezzo hanno ben pensato di mettere 40 minuti di pausa visto che durante l'esame non è permesso bere, mangiare, masticare gomme, in pratica bisogna solo concentrarsi e badare bene che la matita non faccia troppo rumore altrimenti potrebbe disturbare gli altri esaminandi!!!E in più, come se già il rigore giappico non fosse abbastanza, ci si mettono pure ammonizioni e espulsioni..si si esatto, cartellini gialli e rossi fioccano per i più indisciplinati o furbacchioni...

Fatto sta che ad ogni inizio di sessione l'intero libro massimo delle regole viene recitato nuovamente, come se una volta non fosse già abbastanza!!!Eppure eppure, questi giappici fanno bene a ripetere il tutto, anche i latini dicevano che 'repetita iuvant' (le ripetizioni servono), difatti ci sono coloro che nonostante gli sia stato ripetuto, addirittura gli si stia ripetendo in quel preciso momento che non è possibile sbirciare le domande fino a che l'apposito segnale di inizio venga dato...beh, che fanno? Esatto! Sbriciano!!! Ergo o sono sordi o non hanno capito un bel niente!!! Oh, si si dimenticavo di dire che ovviamente tutte le istruzioni vengono date in giapponese...

Tra varie vicessitudini e peripezie, tra cartellini gialli, recitazione delle regole, distribuzione dei questionari, si arriva alla fine della giornata, ore 14:35, e alla fine di un test che solo qui poteva durare 5 ore invece che 2. Un test che solo qui poteva essere corredato da tanto restrittive e secretive misure. Per non parlare poi del fatto che si è perso un sacco di tempo per ogni parte dell'esame a causa della lentezza degli 'agenti', dame in giacca e camicia con la predisposizione alla ritualità. In pratica, all'inizio della sessone, o meglio dopo l'elenco dei comportamenti e attegiamenti da evitare, previa esibizione dei cartellini, le suddette agenti distribuiscono prima i moduli prestampati su cui scrivere le risposte, poi i questionari con le domande a scelta multipla. Allo scadere del tempo il rituale della raccolta, prima delle risposte e poi delle domande...

Alla fine del test, poichè bisogna sempre seguire le istruzioni del 'capoclasse', cioè a dire la responsabile dell'aula, in silenzio, per favore, ecco cosa accade all'improvviso: l'istruttrice recita in giapponese la seguente filastrocca "l'esame è finito, poggiate le matite sul tavolo e chiudete il questionario. Guardate sotto i banchi prima di andare, potreste rischiare di dimenticare qualcosa...". Ora, in giapponese la frase suona molto piu imperativa della letterale traduzione in italiano, per cui a tali parole, un'aula di 60 persone si muove all'unisono e all'istante per cercare qualcosa che sta sotto al banco, come se tutti si aspettassero di trovare una sorpesa gradita...

L'esito dell'esame è previsto per la fine di febbraio, per cui incrocio le dita, seppur di studio non se ne è parlato sin da agosto, e aspetto.
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Sunday December 7 is the day for the terrible JLPT test for Japanese language proficiency. Four different levels of difficulty to challenge ourselves, even though they are talking about adding another fifth. The exam is once a year, the first Sunday of December, the same time -according to time shifts- all over the world. It starts with submitting the request of participation in August, paying the fee, and then at the end of November a voucher with all the information on how to get the site, what to bring, what not to bring, what to do and such is delivered to our address.

The day of the exam starst early in the morning, we leave home early since the site is one hours or so by train and the test starts at 9:45. Fun begins at the station of arrival: a long human line goes from the station exit and follows the almost useless directions given by Japanese human stands holding a paper with a nice arrow drawn on it at every turn. the huge amount of foreigners at the site is impressive, something I haven't seen before: too many non Japanese all there together. Rush to find the designated room - yep, each of us is identified by a 9 digits code and assigned to a precise room- and then the long day starts. Me and Joost, adventure seeker-born, we go and brave the fate and we crush in, divided by one storey but united by the same feeling : "holy crap, that's insane!".

the test is divided into three parts, and in between of each there's a 40 minutes break, needed because during the test is strictly and severely forbidden to drink, eat, chew, and so on... that is: just concentrate and watch out that your pencil isn't noisy or it can disturb the other examinees. Also, as if the rigor wasn't already enough itself, there are yellow and red cards flying all over the place for the most untreatable or cheaters...

at the begin of every session, the whole holy rule book is played, as if one time wouldn't be enough!And yet is good that those Japanese repeat themselves, also the latins said 'repetita iuvant' (repeat is useful), indeed we found some who nonetheless we were just being discouraged not to open the test question booklets before we are allowed to start, what do they do? Yeah, they open it! Ergo, they're either deef or don't understand a word!! oh, yes, the istructions are given is Japanese, of course...

Among various troubles, yellow and red cards, rule readings, question booklets distribution, the longest exam ever finishes at 14:35PM, Japan being the only country where such a test could last 5 hrs intead of reasonable 2. A test that only here could have so restrictive and secretive measures. don't want to talk about the fact that we lost an impressive amount of time for each part of the test because the 'agents', women in shirt and jacket with the propensity to rituality, were slow. So, at the beginning of the session, better say after the long list of the to-be-avoided behavioral situations, together with cards exhibition, the already cited ladies distribute at first the papers with pre printed list of possible answers, and after that the multiple choice questions booklets. At the timeout, the ritual of collecting first the papers with the answers and then the booklets with the questions...

At the end, since we have to folow the instructions of the proctor, please in silence, it happens: the proctor says "the test is over, put your pencil on the table and close the questions book. Look under the desks before leqaving to make sure you don't forget anything". Now, in Japanese it sounds more imperative than in English, litterally translated, and at the words "look under the desk" 60 people move at the same time to look for something under their desks, as if they might find a nice surprise...

the results of the test in late February, so I keep my fingers crossed, even though I abandoned learning back in August, and wait.