Sunday, November 30, 2008

Climbing experience

La pallavolo da sola non basta per rilasciare ore e ore di stress accumulate. Per cui, a detta di Fukuda che elogia le virtù anti stress di tale sport, mi improvviso climber e provo anche io l'arrampicata. Abbigliamento comodo, scarpe a noleggio, sacca di gesso in polvere per facilitare l'attrito e una parete inclinata da cui sporgono diverse 'pietre' per forma,dimensione e grado di sporgenza sono le uniche cose di cui si ha bisogno. Poi buona presa e un pizzico di mobilità. Esistono diversi gradi di difficoltà nee percorso di scalata, e le sporgenze a cui ci si deve aggrappare per completare il percorso ascensionale sono contrassegnate da diversi colori. L'unica cosa da fare è partire dal livello di difficoltà più basso, riuscire e ricominciare aumentando gradualmente la difficoltà. Sembrava più difficile prima di iniziare. Andate e scalate.


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Volley itself is not enough to release hours and hours of stress. Therefore, as Fukuda says chanting the stress releasing properties of such a sport, i improvise and become climber and try. Comfortable clothes, rented shoes, chalk to ease the hand grab and a wall where different 'handles' come out from, of varius shapes, size and degree of grabness, are the only things one needs. Then also a good handgrab and a bit of mobility. Different degrees of difficulty are marked by using different colors. The only one thing to do is to start from the easiest level, reach the goal and start again increasing the degree of difficulty. It seemed harder before starting. Go and climb.

Friday, November 21, 2008

Malattie e usanze nipponiche

Quando si e' malati qui in Giappone e' difficile stare a casa in malattia, a meno che si voglia rinunciare a qualche giorno di ferie, per cui pur di non contaglare gli altri (o per non essere contagiati da altri!!!) si usa indossare una bellissima mascherina bianca. Bene, Morana si e' presa un brutto raffreddore e si e' presentata in ufficio con una voce cavernosa e, ebbene si, senza mascherina! Al che il caro e premuroso Eivind, in uno scatto di gentilezza le propina una bella confezione di mascherine bianche e pulite da indossare!!Ma Morana, recalcitrante al riguardo, non ci pensa nemmeno! E mette la maschera a l suo orsetto da scrivania!
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When people get sick here in Japan can't just stay at home and take sick leave, because they don't have. Unless they want to use their paid holidays for that. Therefore, not to expose (and not to be exposed) they use to wear a pretty white mask. Well, Morana cought a bad cold, and she showed up in the office with a very low voice and, yes yes, without the mask! Then our dear and caretaking Eivind, in a excess of gentleness buys her a fantastic mask to wear!!But Morana, refusing, put the mask on her gloomy bear on her desk.
 
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Sweet November

Novembre, inizia pian piano a far freddo, il cielo si fa blu blu, senza nuvole, l'aria si raffina e il monte fuji si vede benissimo persino dal balcone di casa mia. Ma questo e' possibile solo perche' ultimamente esco da casa poco dopo il sorgere del sole...col passare delle ore infatti, l'aumento delle temperature e i fumi prodotti dalle fabbriche offuscano la vista, e allora il vecchio bianco Fuji si mostra di nuovo al tramonto per poi sparire di nuovo nel buio. Sotto una foto presa stamattina alle 8.






November, it starts getting colder slowly, the sky is blue blue, no clouds, the air is finer and mount Fuji is visible even from the balcony at home. This is possible for me only because lately I am leaving home a bit after the sun rises...by the hours, though, the temperature rising and the smog produced bu the many companies chimneys, get the view blurry and the ol' Fuji shows up at sunset, to disappear again in the dark. Above a pic taken this morning at 8.

Monday, November 17, 2008

Magnifica Nikko -- Magnificent Nikko -- 二光

Perchè non approfittare di un giorno di ferie sostitutivo e andare a Nikko per due giorni? Lontano dai fumi della città, lontano dalla civilizzazione, lontano dal lavoro per un weekend lungo. E così fu. Questo fine settimana io e Morana abbiamo deciso che una capatina a Nikko era più che doverosa e quindi armate di tutto punto con biglietti, pass, macchine fotografiche, ci tuffiamo nel pieno del Kooyoo (ovvero: fenomeno delle foglie rosse autunnali) per dare una svolta alla vita monotona urbana. E ci mettiamo a caccia di templi. Il bilancio finale della due giorni nella prefettura di Tochigi è in positivo per tutto. Templi favolosi, natura spettacolare, cibo eccellente, pernottamento ottimo.
La mattina del venerdi ci siamo alzate prima dell'alba per poter prendere il primo treno verso Nikko, che dista 2 ore e mezzo di treno da casa, e battere sul tempo l'afflusso di turisti che durante il fine settimana invadono le strade della città. Obiettivo della prima giornata è visitare i tre templi principali e le varie attrazioni scultoree annesse, quali il gatto che dorme, le tre scimmie "non-vedo-non-sento-non-parlo", ecc, ecc. In più, la vista di tanti pini e tanti aceri dalle foglie rosseggianti e una giornata dal cielo limpido, hanno contribuito a rendere la vista più piacevole e idillica.


Rinno-ji
Il primo tempio racchiude al suo interno tre statue enormi completamente in oro di tre divinità chiamate kannon, traboccanti di dettagli e lavorazioni. Come ricordo compriamo un piccolo portafortuna, io trovo la rana e morana la tartaruga, entrambi animali simbolo di buona sorte.


Toshogu-jinja
Proseguiamo per il secondo tempio, famoso per la grossolaneria e l'estro -riconoscibile nella scelta dei colori, dettagli, eccessiva ricchezza delle lavorazioni- del tizio che lo ha voluto. Guardiani di pietra, minacciosi e preoccupanti, guardano immobili nei secoli l'ingresso a ogni singola porta. Una delle attrazioni più famose è sicuramente il bassorilievo che raffigura tre scimmie ognuna della quali copre con le zampe uno dei sensi tra vista, udito e un'altra si copre la bocca. Il bassorilievo passa quasi inosservato a meno che si sappia già che si trova proprio lì. Ah, va detto che bisogna pagare l'ingresso ai templi e a tutte le varie statue e statuine annesse, considerate come extra anche per chi si premunisce dei pass ideati apposta per fare risparmiare qualche pugno di yen ai turisti. Perciò, dopo aver usato il pass per entrare nel tempio, dobbiamo anche pagare per andare ad ammirare un altro bassorilievo, il famoso gatto dormiente. Ovvero una placca scolpita su una trave di un ingresso, tanto piccolo e anonimo che io non lo avevo neanche notato.

Abbiamo dovuto fare attenzione alla folla accalcata ad un ingresso e guardare nella direzione in cui tutti erano intenti a guardare per capire che ci trovavamo di fronte alla famosissima opera!! Beh, almeno abbiamo poi proseguito con una camminata in mezzo ai boschi, o meglio una scarpinata su per decine di gradini, per ammirare la tomba di chi-si-ricorda-più quale famoso personaggio che ha voluto costruito il tempio. Dopo esserci stupite non poco alla vista di giganti crisantemi dalle forme alquanto strane (vedremo anche più avanti la versione bonsai degli stessi...) ci dirigiamo verso il terzo tempio attraversando un viale alberato.


Futarasan-jinja
E alla fine ci ritroviamo in un tempio dell'amore, proprio come quello che io avevo già visto a Enoshima, dove le placchette di legno per le preghiere hanno un cuore rosa stampato sopra, dove tutti i vari amuleti e ciondoli protettori sono a favore di coppie, nascite, amore, eccetera.
Dopo foto varie in cui ci ritroviamo a saltare davanti alle pagode o ai torii sacri, andiamo stanche e felici verso l'hotel-minshuku (uno di quei posti a conduzione familiare) che avevamo prenotato e ci prepariamo per una cena, come si rivela poi essere, da guinness: la signora prepara per noi dagli antipasti al dolce, tutto fatto da lei, in quantità tale da non poterci alzare a fine pasto! Tenpura, zuppa di miso e funghi, sashimi, carne arrostita su una foglia secca, trota arrosto, tofu (a Nikko c'è una versione che si chiama 'yuba'), frutta, budino di tofu e funghi. Sublime. E il posto è curato in ogni dettaglio, semplice e pulito, davvero da raccomandare. Crolliamo per la stanchezza dopo un bagno caldo alle 10 e l'indomani mattina ci svegliamo cariche per la seconda parte del viaggio: le cascate e il lago a 1400 metri di quota.


Chuzenji-ko e Kegon falls (e un alro Futarasan-jinja)
Andando su per i tornanti che attraversano una pineta sconfinata,saliamo verso i monti. E' possibile anche avvistare dei cervi. Beh, non c'è bisogno di dire che le cascate sono bellissime, il lago Chuzenji è immenso e circondato da un arcobaleno di colori che va dal verde al rosso passando per il giallo e l'arancione delle foglie degli alberi ormai quasi spogli. Già che siamo in zona, ci avventuriamo alla scoperta di un altro tempio minore, poco distante dal lago, all'interno del quale avvistiamo due scimmiette sospettose (si possono vedere dal vivo andare in giro ovunque in questa parte del Giappone e non solo, ma , per carità, non dategli da mangiare! E' severamente proibito!!).


みんな hungry, だから long time だめ!
Finito il nostro giro prima dell'ora di pranzo ritorniamo in centro e ci fermiamo in un ristorante sulla via principale raccomandato da Isha-sama e riconoscibile da''esterno perchè porta iscrizioni in molte lingue in modo da attirare i turisti. Il posto ha pareti e tetto interamente rivestiti di bigliettini scritti a mano dai turisti che si sono fermati li prima di noi a mangiare, con complimenti, note, ringraziamenti e altro. C'è chi lascia di tutto Oltre a semplici messaggi, come carte di credito, sono propensa a pensare siano scadute, ricevute di biglietti d'aereo, del treno o dell'autobus, eccetera. Noto con piacere che molti recenti sono di italiani. E in effetti, mangiamo davvero bene.
Tanto che anche noi lasciamo il nostro messaggino e quindi vi invito ad andare lì se vi capita di passare per Nikko. E vi sfido a trovare il mio commento!Poichè il posto è davvero piccolo, consistente in soli 3 tavoli da 4 posti ognuno, proprio poco prima di chiedere il conto e liberare il tavolo, un gruppo di di 4 persone entra e noi, avendo già finito, veniamo praticamente invitate dalla gentile signora a lasciare il posto con una fantastica espressione in giappinglese : みんな hungry, だから long time だめ! (minna hungry, dakara long time dame --la gente ha fame,per cui stare a lungo non è buono) ... ma questa pseudo-maleducazione nel trattare i clienti è comprensibile quando si deve mandare avanti un ristorante. E con ciò finisce praticamente la nostra breve vacanza a Nikko, abbiamo giusto il tempo di dare un'occhiata veloce a un tempietto lungo la strada del ritorno e comprare dolci tipici da offrire ai colleghi al rientro.


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Why don't we use a substitute day off and go to Nikko for 2 days? Far from the smog in the city,far from civilization, far from work for a long weekend. And so it was. The weekend just passed me and Morana decide that we owe a trip to Nikko, hence armed and well equipped with tickets, passes and cameras, we throw ourselves in the full Kooyoo (autumn foliage) to leave behind the urban life. And we go temples hunting. The final summary of the two days in Tochigi prefecture is all in positive. Fabulous temples, spectacular nature, excellent food and great accommodation.
On Friday morning we wake up before sunrise to catch the first train to Nikko, which is 2 hours and a half by train from home, and beat the crowds of turists who invade the streets during wekends. The goal of the first day is to visit the three main temples plus the included attractions like the sleeping cat and the three monkeys "dont-see-dont-speak-dont-hear" and so on. In addition, the view of the pine trees, of the maples with their red leaves and a clear sky contributed to give us a more pleasant stay.


Rinno-ji
The first temple enclosures the three giant statues, golden and full of miniatures and details, of the kannon gods. As a memory we buy a fortune charm, I found a frog and Morana found a tortoise, both animals symbol of good luck.


Toshogu-jinja
We proceed to the second temple, famous for the extravagances and kitch likings -recognizable in the choice of colors, details, excess in decorations- of the guy who wanted it built. Stone guardians, scary and menacing, guard during the centuries the entrance to every door. One of the most famous sculptures is the one of the three monkeys covering, one the ears, one the mouth and one the eyes. They go unnoticed, unless one knows they are right there. Ah, I have to say that we must pay the entrance to all the temples and the various attractions, which are considered an extra also for the ones who arrived equipped with passes created with the all incluseive formula for the tourists. So, after using the pass to enter the temple, we go pay to see the famous sleepy cat. It's a small painting on top of one door, so small that I didn't notice. We had to notice the people gathering at the entrance of a door and we had to look at where they were looking at, to understand that we already were in front of the artwork!! After that, we proceeded into the woods, climbing up tens of stairsteps, to wander in front of the who-remembers-who famous guy's tomb. After the surprise of seeing giant strange chrisantems (we will also see the bonsai version of those...), we head to the third temple walking trhough a large road surrounded by tall trees.

Futarasan-jinja
And at the end we found ourselves in a temple of love, like the one I visited in Enoshima, where the wooden plates for the prayers have a pink heart stamped on, where all the charms are for couples, births, love, bla bla bla.
After a bunch of photos that see us jumping in front of pagodas and sacred torii, we tired and happy go to the hotel-minshuku (one of those places run by a family living there with the guests) we reserved and prepare ourselves for a guinness prize dinner:the old lady prepares for us so much stuff from starters to dessert that we can't stand up after eating!Tenpura, miso soup with mushrooms, sashimi, meat grilled on a dry leaf, grilled trout, tofu (Nikko version is called 'yuba'), fruit, tofu pudding. Over the top. And the place is curated in every detail, simple and clean. We recommend it. We fall down after a hot bath at 10 already and we wake up the morning after well charged for the second part of the trip: waterfalls and lake at 1400 meters above the sea.

Chuzenji-ko and Kegon falls (and another Futarasan-jinja)
Driving up the turns leading through a infinite wood, we go up the mountains. Also deers can be spotted. Well, no need to say that the waterfalls are very pretty, Chuzenji lake is surrounded by a spectrum of colors ranging from green to red, going through yellow and orange. As we're already there, we brave the discovery of another minor temple not far from the lake, where we spot two suspicious monkeys (they can be seen going around almost everywhere in this part of japan, as well as in other mountainous areas, but, please, don't feed them! It's strictly forbidden!!)


みんな hungry, だから long time だめ!
Finished the ride before lunchtime, we go back to the town and we stop by a restaurant on the main road recommended by isha-sama that is recognizable from outside bacause is dotted with multilangiage writings to appeal the tourists. The place's walls and the ceiling are totally covered with pieces of paper, hand written by the people who dropped by and left a message. They comment the food, thank the hosts, write down all sorts of things, leave the traces of their precence there. many are, I notice with pleasure, Italians. Someone leaves credit cards (which I want to believe are explired), student cards, plane or train used tickets and so on. in facts, we ate well.

We also leave our message so I invite you to go there if you happen to go to Nikko. And I challenge you to find my message! since the palce is really small, 3 tables of 4 seats each, just before we ask for the bill and free the table, a group of four pops in and we, baing done, we are very gently kicekd out with a awesome japanglish expression: みんな hungry, だから long time だめ! (minna hungry, dakara long time dame -- people are hungry hence stay long is not good)...but this pseudo-grossness in treating customers is understandable when a restaurant is to be taken care. And with this our vacation in Nikko basically ends, we have just the time to have a quick look at a temple on the way back and buy sweets to offer to the collegues.