Sunday, October 26, 2008

Lifestyle in plastic is fantastic

Dunque dunque, entriamo nel vivo della vita giapponese per parlare delle abilità nipponiche in fatto di rispetto ambientale. Per soddisfare le curiosità di tutti, andiamo avanti con la puntata sul lifestyle giapponese. Vi siete mai chiesti quanta plastica si consuma in Giappone? Se non lo avete ancora fatto forse è perchè non ne avete la più pallida idea.

La quantità di palastica di uso quotidiano è immonda. E lo spreco, con tanto di danni per l'ambiente è direttamente proporzionale all'uso. si comincia con le semplici buste della spesa,quando si va al supermercato,le quali solo da una piccola percentuale della popolazione vengono usate poi per i rifiuti...infatti comprano i più appropriati e in plastica anch'essi sacchi per la spazzatura. Ma questo accade pressappoco ovunque. Devo stupire i miei lettori, per cui azzardo altri esempi meno comuni.

Una cosa buona, ogni qual volta piove e ci si ritrova a fare acquisti, le buste di carta vengono ricoperte da una pellicola di plastica per proteggere il contenuto. Poi ancora, frutta e verdura nei supermercati vengono avvolte da plastica (sarà per proteggerle dall'inuquinamento?), spesso ogni singola mela o arancia o fetta di melone, qualsiasi cosa viene avvolta singolarmente in plastica. Le triple confezioni poi di snack e altro? Ne vogliamo parlare?Andate a comprare un pacco di noccioline...ogni busta contiene a sua volta 6 buste monodose di arachidi...e cosi per tutto. In ogni confezione c'è un'altra confezione, come in un gioco di scatole cinesi (e che lo dico a fare!) a volte senza fine. Ogni acquisto fatto al negozio viene chiuso in un sacchetto di plastica e viene sigillato da nastro adesivo. La cura che hanno i giapponesi nel conservare integro ogni singolo oggetto esistente raggiunge poi il massimo quando vado a comprare dei francobolli, non alla posta: il francobollo viene messo in una piccola bustina in plastica o carta e sigillato con nastro adesivo, poi messo in un'altra busta e nuovamente sigillato con nastro adesivo...e pensare che dalle nostre parti basta metterli nel portafoglio, anzi ci viene chiesto se possiamo evitare di farceli incartare!!!
Che poi tutta questa plastica dove va a finire? Di certo non al riciclo...Ok, è necessario un breve excursus sul riciclo. in giappone brevemente si usa che: la carta, giornali, scatoli, quotidiani, fumetti vanno al macero e vengono riciclati; plastica, se è bottiglie viene riciclata, se è sporca perchè conteneva cibi untuosi o sugosi o con creme all'interno, va semplicemente buttata assieme alla roba organica che va bruciata; bottiglie in vetro e lattine pare vengano riciclati. Ma in generale tutto si suddivide in due categorie principali, quella del bruciabile e quella del non bruciabile, ovvero plastica PULITA e plastica SPORCA. E quindi adesso capite bene di quanta plastica finisce al riciclo, ovvero una percentuale davvero davvero minima.

Ancora, cerco di stupirvi: ogni alimento in bottiglia, lattina o barattolo è, per garanzia di integrità, avvolto da un film di..indovina cosa? esatto, plastica. Ogni crema, cosmetico vario? Anche. E sapete i dolci dentro le confezioni regalo? Incartati uno per uno. Le scatole per le bustine da the? Ogni busina è sigillata singolarmente dentro una busta di alluminio per conservarne integro l'aroma e non far entrare l'umidità.

E poi si dicono un popolo di amanti dell'ambiente! Vanno a comprare la roba di carta riciclata (per fortuna almeno quello), vanno ad acquistare i vestiti cuciti con tessuti naturali, cercano di comprare cibo biologico, ma poi buttano mobili come se fossero normale spazzatura, consumano tanta energia perchè non sanno ottimizzare l'uso di climatizzatori in estate e riscaldamenti in inverno, e via discorrendo.

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Let's enter the Japanese life to talk about the Japanese abilities in terms of environment. Let's move on with today's episode on Japanese lifestyle. Have you ever questioned about the amount of plastic used in Japan? If not yet, it's perhaps because you have no damn idea.

The daily amount of plastic is huge. And the destruction of the environment is proportional to the abuse. It starts with the normal shopping bags from the sueprmarkets, used as bags for trash only by a small percentage of the population, who actually prefer buying the proper -plastic- trash bags. But that's the usual everywhere. I need to impress my readers, so i try less common examples.

A good thing, any time it rains and people do shopping, the paper bags where the bought items are put are covered by another plastic bag to protect the inside from the rain. Then, fruits and veggies are wrapped in plastic (is it to protect them from the pollution?), very often every single apple, orange, sliced watermelon, are wrapped one by one. And what about the triple bags for snacks and others? let's talk about it. Go and buy a bag of nuts..any bag contains 6 other bags with nuts..it's the same for everything. In every package there's another plastic bag, like in Chinese boxes, one inside the other infinitely. Every shopped item is wrapped in plastic and sealed with tape. The top care is when I went to buy stamps, not at the post office but at a shop: the stamp is put into a small plastic bag finished with tape, then put into a bigger practical plastic bag (with handles) and again, sealed with sticky tape....if I think that back home I am asked to put the stamp inside the wallet so they don't have to wrap them!!!

And all this plastic where does it go? Not to recycle for sure. Oh, well, a few sentences about the recycling habits here. Briefly, it goes like this: paper like magazines, books, comics and so on are recycled; plastic bottles and cans and glass bottles they seem to be recycled (not sure because they're trashed all in the same place!); clean plastic is recycled probably, dirt plastic (it falls 90%into this category) not. So basically there are only two big categories of burnable and non-burnable where all the trash falls into. Hence, the amount of plastic that goes to recycle is very low.

In addition, impressive, every bottled stuff, cream, cosmetics, jars are, to be guaranteed, protected by guess what?Plastic, right. And cookies in gift boxes?Wrapped in plastic each by each. And the tea bags?Each one enclosed into a aluminium bag to keep the flavor.

And they call themselves nature lovers. They go buy recycled paper (at least that!), they go buy clothes made with natural materials, they buy biological food, but then they go trash furniture like it was normal garbage, they waste energy because can't optimize the usage of the air conditioners in summer or the heaters in winter, and so on and so forth.
 

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Monday, October 20, 2008

The O.S.C. Retreat

La cronaca.

Non ancora completamente ripresa dalle fatiche di BioJapan, mi tocca anche una due-giorni in trasferta col mio gruppo. Quest'anno infatti è stata inaugurata una nuova formula di meeting studiata, a dire degli organizzatori, con l'obiettivo di far parlare di più di scienza e ricerca in un posto lontano dall'ambiente di lavoro dove è possibile focalizzarsi meglio sugli obiettivi e sulle strategie. Aprendo una piccola parentesi, è giusto dire che il meeting qui in Giappone è un must di tutte le aziende e andare per qualche giorno via, lontano dalle scrivanie grigie e tristi, pare sia il modo migliore che hanno per rendere gli incontri più proficui. Chiudendo questa breve parentesi, a me il tutto mi sa di evasione e di spreco. Mi sa di evasione perchè tali meeting possono benissimo essere gestiti in azienda (per che cavolo ci sono a fare le sale riunioni allora?) e poi perchè i luoghi destinati ai meeting sono sempre posti abbastanza accattivanti, sulla spiaggia, o con le terme, o lussuosi, insomma posti dove pensi solo a rilassarti. Mi sa di spreco visto che, cito me stessa, "tali meeting possono benissimo essere gestiti in azienda (per che cavolo ci sono a fare le sale riunioni allora?)" in quanto prevedono spese di pernottamenti, pasti, spostamenti.

Lasciando perdere la mia opinione al riguardo, il meeting c'è stato comunque ed è stato un successo vista l'abbondanza di idee che pare siano venute fuori dalle discussioni. Il calendario ha previsto la partenza dall'azienda in tarda mattinata, arrivo dopo 3 ore di autobus in hotel, un hotel immerso nel verde non lontano dall'aeroporto di Tokyo, sul mare e con un numero di campi da tennis che neanche Wimbledon si può permettere. Dopo un magro pranzo ci siamo riposati un'oretta circa facendo gli stupidi in spiaggia e bagnandoci i vestiti fino al ginocchio,approfittando della bellissima giornata di sole. Poi presentazioni e poi poster session, ovvero due ore e mezzo chiusi in una sala a spegare a turno ai colleghi il perchè e il come e il fine delle nostre ricerche descritte piu o meno bene sui poster. E oltre a far finta di essere interessati alle attività dei colleghi, avevamo il duplice obiettivo di considerare il contenuto del poster, il livello di interesse suscitato, il grado di apprezzamento personale e il valore scientifico perchè era prevista anche l'elezione del poster migliore. Il quale poster è stato una vittoria annunciata. La sera, dopo una cena durata interminabili ore a causa del rapporto da parte di tutti i vari gruppi, task force e capi sulle discussioni fatte, a causa dei complimenti per il lavoro svolto, eccetera, è tempo di bere. Ci impossessiamo dell'alcool (PER CUI ABBIAMO ANCHE DOVUTO PAGARE) e ci dividiamo tra le varie stanze destinate al party...in pochissimo tempo molti dei colleghi risultano essere super ubriachi e iniziano delle sconvenienti sceneggiate. Durante la sessione delle bevute durata fino alle 3 della mattina, c'è stato chi ha approfittato per fare un bagno nelle vasche con l'acqua termale, chi ha giocato a Mahjong, chi è andato di stanza in stanza, chi ha bevuto, chi ha provato ad andare a ninna presto. Alcuni di noi giovani abbiamo fatto una passeggiata notturna verso la spiaggia, due coraggiosi hanno addirittura fatto il bagno, poi siamo rientrati per continuare le chiacchiere e le bevute. Alla fine si prova ad andare a dormire, almeno un paio d'ore visto che la sveglia per l'indomani era alle 7. Ma quando in camera c'è il rumore di fondo del frigo, di chi russa, di chi sogna e parla nel sonno e poi se mettiamo in conto che già alle 5 e mezzo inizia a fare giorno...insomma, per me le ore di sonno si sono drasticamente ridotte quasi a zero!!!

L'indomani, mentre tutti si aggiravano come zombie nella hall dell'hotel io bella e fresca come una rosa faccio la mia passeggiata mattutuna in spiaggia.
Colazione leggermente rinvigorente, check out e pronti per una nuova sessione di meeting di gruppo e confronti su cosa e come andrebbe migliorato nell'azienda al fine di aumentare la produttività generale. Tutte cose che qui in Giappone non possono essere tralasciate. Ma il meglio deve ancora arrivare.

Dopo le discussioni di gruppo viene il resoconto di tali riunioni e quindi a turno i raprpesentanti di ogni gruppo si prestano e illuminano i presenti ancora non ripresi dalla nottata di bagordi. Sessione che, non potendo piu resistere, ho deciso di saltare in toto andando fuori a prendere alcune boccate d'aria fresca. Poi momenti di ilarità finalmente per la premiazione dei 3 migliori poster soddisfacenti le condizioni di cui sopra. E dopo di ciò tutti coloro che hanno presentato un poster sono stati chiamati per un minuto di discorso...considerate 55 poster e la limitatezza di molti giapponesi nel mettere assieme due paroline in inglese e vi ritroverete proiettati anche voi in quella sala a desiderare il suicidio assieme a me. E ancora i ringraziamenti: ogni persona che ha contribuito alla realizzazione del progetto viene chiamata, e l'elenco è lungo.
Eh si, tante cose potrebbero essere migliorate se qui imparassero a utilizzare la risorsa tempo in maniera più intelligente. Ma questa è un'altra storia.

Tiriamo un sospiro di sollievo quando ci fermiamo finalmente pranzo, ma gli entusiasmi si calmano subito: ci sono ulteriori resoconti, conclusioni e commenti da parte dei membri di tutte le task force coinvolte, ben 14 tra cui quelle per la parità dei sessi, gli spostamenti, l'accoglenza stranieri....poi il discoro finale del boss, le raccomandazioni, le direzioni future. Finalmente lasciamo l'hotel con in pugno qualche foto di gruppo e una stanchezza addosso senza precedenti.

Il poster vincitore del primo premio.
Questo fatto merita una discussione a parte vista la eccezionalità dello stesso. Pochi di noi rimangono a cenare alla mensa dell'azienda (si salvi chi può: per me è già abbastanza doverci andare a pranzo) e quei pochi sono gli autori del poster pseudo scientifico che vince. Dico pseudo scientifico perchè Morana, Joost, Eivind, Hasegawa-san, Charles e Nicolas in un battito di ciglia si improvvisano studiosi dell'alimentazione e con approccio scientifico concludono che:
-premesso che le calorie segnate nello scontrino di ogni pasto sono 'ritoccate' in eccesso
-premesso che il discontento causato dall'assunzione insufficiente di cibo influenza il lavoro
si dovrebbe migliorare la qualità e la quantità del cibo così che i ricercatori mangiano di più, mangiano meglio, sono contenti e producono.
Il tutto accompagnato da una collezione di dati reali (4 mesi di scontrini col calcolo delle calorie per pasto), scientificamente analizzati e poi rappresentati sotto forma di grafici di correlazione e di distribuzione.
Il poster è stato preso tanto seriamente da meritare anche un elogio da parte del boss.

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The facts.
Not yet fully recovered from BioJapan, I also have to go on a retreat with my group. This year a new meeting formula was tested, planned by the organizers, their words, with the aim of talking more about science and research in a place far from work, where focusing on the goals and strategies is easier. No waste of words to say, here in Japan the meeting is a must for all companies and going away for some days, far from the sad grey desks, seems the best way to get the meetings more productive. to me it's only escape and waste. Escape because such meetings can be held inside the company (what do we have the meeting rooms for?) and then because the sites elected for the meetings are always catchy places on teh beach or with baths or luxurious..well places where you only thing to chill out. Waste because, I cite my self "such meetings can be held inside the company (what do we have the meeting rooms for?)",as they include overnight stays, food, moving expenses.

Leaving my opinion aside, the meeting was held and it was a success seen the abundance of ideas that,it seems, came out from the discussions. The schedule included leaving the company late in the morning, arrive after 3 hrs bus at the hotel, a hotel in the woods not far from Tokyo airport, on the sea and with a amount of tennis courts that not even Wimbledon has. After a tiny lunchwe chilled out a bit being silly at the beach and getting our clothes wet up to the knee, profiting of a nice sunny day. Then presentations and poster session, that is 2hr and a half closed in a hall to explain in turn to the collegues the whys and the hows and the goals of our research described in the poster. And in addition to pretending to be interested in the others' activities, we had the double objective to consider the content of the poster, the level of interest, the degree of apreciation and the scientific value, because we planned also the election of the best poster. which poster was a announced victory. At night, after a everlasting dinner cause reports from all the various groups and leaders about the discussions that went on and congratulations for the great work, it's drinking time. We take the drinks (WHICH WE HAD TO PAY FOR) and we spread filling the rooms dedicated to the parties...in a very short time, many of the collegues are visibly drunk and begin to preform inconvenient shows.

During the drinking session that went on till 3AM, there was who went to the baths soakin in thermal water, who played mahjong, who went from room to room, who kept on drinking, who tried to go to bed early. Some of us young went for a walk to the beach, two brave ones had a swim, then we went back to continue chattering and drinking. Eventually we go to bed, only a few hours because the wake up time was at 7. But when in the room there's the noise from the fridge, someone snoring, someone who had dreams and spoke in the sleep and if finally we consider that at 5 it starts being day again...my sleeping hours were narrowed down to zero!!

The morning after, while everybody was dragging around themselves like zombies, I cute and fresh go having a early morning walk on the beach. Breakfast slightly reinforcing, check out and ready for another meeting session and group meetings and discussions on what and how should be improved in the company to increase the general productivity. All things that here in Japan can't be skipped. But the best part is still to come. After the group discussions there's the summary of such meetings, so in turn the chairmans of each group enlight the crowd not yet completely healed from the crazy night. Session that I decided to skip entirely going out to breath some fresh air. Ah, finally hilarity moments at the awards for the 3 best posters fulfilling the conditions above. And after all this, all the presenters of a poster are called for a one minute speech...consider 55 poster and the limited capacity of many of the Japanese presenters to put together a few words in English, and you'll find yourself into that hall asking like me for suicide. And moreover the acknowledgements: every single person who contributed to the organization is called, and the list is long.
Yeah, many things can be improvesd if they learnt to use the resource time in a smarter way. But that's another story.

We breathe again when we have lunch, but the enthusiasm is soon turned down: there are still reports, conclusions, comments from all the members of the many task forces involved, 14 among which are the one for gender equality, for movings, for foreigners integration....then the final speech from the boss, the recommendations, the future directions. finally we leave the hotel with some group photos in hand and dead tired.

The winning poster.
this event is suitable for a story itself, seen the exceptionality it has. A few of us always have dinner at the canteen in our company (please!once a day for lunch is more than enough for me) and those few are the authors of the fake pseudo scientifc winning poster. I say pseudo scientifc because Morana, Eivind, Joost, hasegawa-san, charles and Nicolas in a blink set up a study on food and with a scientific approach they conclude that
-seen that the calories registered in each of the receipts for the meals are 'touched' being rounded up
-seen that the unhappiness due to the insufficient food intake influences the job
then the quality and the quantity of the food should be increased, so that the researchers eat more, eat better, are happy and produce.
All was enriched and validated by a collection of real data (4moths receipts with the calories per meal) scientifically analysed and also displayed into correlation and distribution plots.
The poster was taken so seriously that also the boss was enchanted and prized the job.

Wednesday, October 15, 2008

BioJapan 2008

Mi è finalmente concesso partecipare a un evento di massa quale una expo con focus sulle grosse potenzialità del business in campo scientifico,ma solo perchè devo sopperire alla carenza di persone disposte a stare in piedi tutto il giorno davanti a un poster, sorridere e salutare i visitatori. Oggi sono andata alla BioJapan2008, tenutasi all'interno di una sala per esibizioni di un fantastico hotel a Yokohama, ai piedi della ruota panoramica. E domani ci torno. Niente di speciale, solo una grandissima, immensa sala, piena di gente desiderosa di convincere potenziali acquirenti ad acquistare il loro prodotto. Aziende, farmaceutiche, chimiche, istituti di ricerca, università e simili. L'animosità generale non è delle più esilaranti, pochi visitatori in generale e ancor meno quelli interessati al nostro prodotto e al nostro istituto come azienza fornitrice di servizi. E dire che abbiamo anche alcuni esemplari vivi di topolini presi in prestito da uno dei nostri tanti centri di ricerca!!!
Quindi eccomi lì, irradiante italianità nel mio fantastico completo da occasione, accogliendo curiosi e cercando di farli interessare con le mie chiacchiere. Sono solo riuscita ad attirare le simpatie di un vegliardo manager che dopo una lunga conversazione mi saluta con un fare ammiccante....al che quasi quasi stavo per vomitare. Nel corso della expo anche diversi seminari e workshops in altri padiglioni. Forse anche per questo l'affluenza dalle nostre parti è stata minima. Probabilmente nel pomeriggio ci sarà stata maggiore presenza. Domani vado nuovamente a presenziare e difendere la mia postazione, sperando che ci siano più persone interessate a sapere cosa facciamo piuttosto che gentaccia interessata a come appariamo!

Nel complesso l'esperienza serve a far capire quanto importante per una azienda sia la pubblicità, e tutto fa brodo: bei sorrisi, leggiadre fanciulle ad all'accoglenza clienti, gadgets di tutti i tipi, filmati, animazioni, rappresentazioni dal vivo, come è successo di vedere un duo arpa e violino suonare durante la pausa pranzo, topi di laboratorio in mezzo ai curiosi...
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I am finally allowed to join an event like an expo focused on business potentialities in science, only because I had su suffice the lack of people available for standing all day in front of a poster, smile and greet the visitors. Today I went to BioJapan2008, held in the exhibiton hall of a fantastic hotel in Yokohama, close to the panoramic wheel. And I'll go there tomorrow again. Nothing special, just a big, huge hall full of people trying to convince potential customers to buy their own products. Farmaceutical companies, reserach institutes, universities and such. The general animosity wasn't the best, few visitors in general and even fewer the ones interested in our product and in our company as a service seller company. And we also brought live mice!!!

So, there I am, pulling out Italianity out of my fantastic business suit for the occasion, welcoming curious peple and trying to make them interested with my bullshitting. I was only able to catch one old manager guy's simpaties who after a long conversation waves at me with catchy eyes...and at that point I was going to puke.various workshops and seminars were held during the expo. That's why perhaps our hall wasn't that crowded. Probably in the afternoon they had more people in. Tomorrow I go again to defend my role, hoping that people will be interested in what we do rather than in how we look like!!!

seen as a whole, the experience is worth to understand how important advertising a company is, and everything goes in th witch's pot: wide open smiles, beautiful ladies at the reception and help desks, all sorts of gadgets, movies, animation movies, live performances like a arp and violin duo playing at lunchbreak, lab mice among the curious people....
 


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Tuesday, October 14, 2008

Again in Kamakura -- 鎌倉

Tutte le volte che sono stata a Kamakura mi sono limitata a gironzolare nell'area della famosa gigantesca statua bronzea di Buddha e nell'area della spiaggia. Questa volta ho fatto la vera e propria turista e sono andata a caccia di tradizioni e religioni. Assieme a Morana, e i neo arrivati Eivind e Joost, ho esplorato la zona degli antichi templi zen. E' stato un pò come andare per monti.

Infatti la zona su cui sorge e si sviluppa Kamakura è collinare e boschiva, e quindi per ogni tempio ci è toccato andare su e giu milioni di gradini e rampe al fine di poter ammirare ogni singolo padiglione, ogni tesoro nazionale, ogni possibile vista del mare e degli immancabili stacanovisti del windsurf.

In tutto questo saliscendi abbiamo faticato abbastanza, e abbiamo visitato tre grossi templi - Hachimangujinja, Engakuji e Kenchoji- per due dei quali abbiamo pagato l'ingresso e per cui ci sono volute ore prima di poter dire soddisfatti di voler andare via, e altri templi piu piccoli, quali Ennoji.

Abbiamo assistito ad una celebrazione nuziale, abbiamo camminato tanto, abbiamo fotografato tanto, abbiamo scherzato. Kenchoji è il più vecchio tempio zen tra i cinque famosi in questa parte del Giappone e comprendeva sette templi maggiori e 49 minori. Di questi ultimi, causa incendi vari, ne sono rimasti solo 10. Incluso nell'area del tempio c'è un piccolo giardino zen con tanto di laghetto.

Engakuji conserva, oltre al padiglione dedicato al sacro dente di Buddha, la campana simbolo dell'era imperiale di Kamakura e tesoro nazionale.

Non contenti, alla fine del tour a caccia di templi, ci dirigiamo verso Sakuragichoo per farci un caffè e ci trastulliamo un pò ascoltando musica jazz, essendoci in corso il festival del Jazz. Vogliamo però bere, per cui prendiamo nuovamente il trenino in questa giornata senza fine e ci fermiamo a Yokohama per un goccetto...beh, due o tre a dire il vero! E gia che ci siamo ci fermiamo a cena. Le discussioni sono piacevoli, gli argomenti toccati sono vari, il gruppo si amalgama.

Soddisfatti della giornata torniamo a casa. Lungo la strada verso casa io e Morana, come da routine ormai, ci scambiamo le opinioni riguardo alla giornata trascorsa, ci diamo la buonanotte sotto casa e ci ripromettiamo di sentirci l'indomani. Questa si che è vita.

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All the times I've been in Kamakura I hung around the Big Buddha statue area and around the beach area. This time I was meant to be a real tourist and I went religions and traditions hunting. Together with Morana, and the newly joined Eivind and Joost, I went exploring the area of the old Zen temples. It was like going hiking.

The area where kamakura was founded and developed is indeed mountainous and green, so we had to climb up and down the millions of stair steps for each temple in order to wonder about the view of the sea, the windsurf passionates and all the small temples in the area. We were exhausted but we managed to see three main temples -Hachimangujinja, Engakuji and kenchoji - two of which we had to pay an entrance fee for, and it took us several hours to consider ourselves satisfied and go, and other smaller temples, like Ennoji.

We attended a wedding ceremony, we walked a lot, we took a lot of photos, we had fun. Kenchoji is the oldest Zen temple among the 5 famous in this part of Japan and it included 7 major temples and 49 smaller ones. Of those, because of various fires, only 10 remain now. In the temple area there's a small zen garden with a pond.

Engakuji has, besides the shrine dedicated to the buddha's sacred tooth, the bell symbol of the Kamakura imperial era and national treasure.

Unhappy with the mere tour to hunt temples, we head to Sakuragichoo for a coffee and we enjoyed the jazz music thanks to a festival held there at the same time.

We wanted to drink, though, so we catch another train towards Yokohama for a drink..well, two or three actually. And as we're there, we stopped for dinner. Satisfied for the day, we head back. On the way home me and Morana, as usual, exchange our opinions about the day, we wish a good night each other and we promise to catch up the day after. That's life.




Saturday, October 11, 2008

Rientro e feste

Rieccomi in Giappone.
La sera del mio rientro, essendo pure il mio compleanno, Morana ha ben pensato di organizzare una cena con tanto di torta e regali a casa sua. Ho ricevuto tanti regali, quel giorno e i giorni seguenti, ma in particolare sono contenta per aver ricevuto un bell'esemplare di ficus beniamino, alberello bellissimo che troneggia nel mio salotto, adesso.

Il giorno dopo e' stato il giorno di Disneyland, dove sono stata dotata di un pass adesivo da mettere addosso su cui mi si facevano gli auguri, per cui ogni persona che lo vedeva mi cantava la canzoncina. L'incontro della giornata e' stato con un 'impiegato' del parco travestito da pirata dei Caraibi Jack Sparrow, il quale mi ha regalato un bracciale - che mi aveva sottratto pochi minuti prima!!!!

Poi ancora si va finalmente ad una seria partita di pallavolo dove io e Morana siamo state seriamente imbarazzate visto il nostro livello super-principiante in confronto agli altri. Ma ritorneremo e vinceremo. Adesso stiamo cercando di creare il nostro gruppo (M&M's 12) per poterci allenare e divertire regolarmente. Per adesso e' tutto.

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Here I am again in Japan.

The night of my arrival, being my birthday, Morana thought well to arrange a dinner with cake and presents at her place. I received many presents, on that day and the following days, but I am especially happy 'cause I got a nice exemplar of Ficus Benjamin, very pretty tree that sits in my living room now.

The day after was Disneyland, where I was given a sticker with the happy birthday wishes written on it that I wore all day, so anyone who saw it started wishing and singing the birthday song. The happening of the day was bumping into one of the park's 'employed' dressed like the pirate of the Caribbean Jack Sparrow, who gave me a bracelet as a present - which he had stolen from my arm 2 minutes before!!!

Then, a volleyball evening finally, where me and Morana were seriously embarassed seen our super-beginner level compared to the other guys. But we'll go back and we'll win. Now we're trying to make up our team (M&M's 12) to be able to train and have fun regularly.

That's all folks.

Monday, October 6, 2008

Compleanni e salute

Qui in Giappone, specialmente nl posto dove io lavoro, sono molto attenti alla salute (mentale) dei propri dipendenti. Ora, il giorno dopo il mio compleanno trovo ad aspettarmi sulla scrivania una busta sospetta, col mio nome scritto sopra. Penso al da farsi. La apro.Con cautela. Dentro ci trovo un'altra busta e un manuale, su come vivere la vita al top delle condizioni di salute...dento la busta trovo scritto quanto segue:
"BUON COMPLEANNO.
ti sei abituato alla vita in Giappone?hai avuto problemi di salute quest'anno? Speriamo tu possa vivere una vita in salute. L'opuscolo che trovi parla di salute. Purtroppo è scitto in giapponese.
L'isitituto di Yokohama è visitato frequentemente da specialisti in medicina industriale, salute mentale e medicina interna. se vuoi consultare uno di questi specialisti, telefonaci o mandaci una mail.
Quando ti rendi conto di non riuscire a dormire, non avere appetito, essere molto stanco, ti preghiamo di consultare il nostro centro. "
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Here in Japan, especially where I work, they take very care of employees' (mental) health.
So, the day after my birthday I found a suspicious envelop waiting for me on my desk, with my name written on it. I think for a while, then I open it. Carefully. Inside, another envelop and a guide on how to maintain your life as much healthy as possible....from the photo you can read the content.

Friday, October 3, 2008

Che incontri!

La storia di Giordana, italiana residente a Barcellona in veste di architetto, è semplicemente affascinante e ha dell'eccezionale: decide di iniziare un viaggio intorno al mondo, ma non è solo semplice vacanza, è anche investimento di risorse, mezzi, per la professione e per la carriera. Durante le sue innumerevoli tappe tra Asia e Sudamerica, infatti, si impegna ad intervistare famosi architetti, e da tutto ciò pensa di tirare fuori un libro.....così raccontata in breve la storia sembra una storia qualsiasi, ma vi assicuro ch non lo è affatto!


L'ultimo fine settimana del mese di Settembre finalmente ci incontriamo e trascorro 3 giorni grandiosi in sua compagnia, ascoltando la storia di questa sua avventura, e altre storie...

Che ore splendide passate con lei!

Innanzitutto l'incontro alla stazone della mita-line: riconosciuta in mezzo a un milione, soprattutto per il suo guardarsi intorno alla ricerca dell'uscita A1 dove le avevo dato appuntamento,l'emozione, poi un abbraccio, come fossimo vecchie amiche,l'attesa per Nicola, altro amico rapito dalla magia della storia che Giordana porta con se, e via alle chiacchiere e al giro perla città.

Prima tappa Odaiba, la sua baia, la statua della libertà, il ponte sospeso.....ma non tanto emozionante come ci si aspettava, poichè la giornata grigia e piovosa coi suoi colori insignificanti toglie al posto tutta la sua magia.

Dopo è la volta del mercatino di Ameyoko, Ueno, dove impazziamo alla ricerca di niente in particolare e inseguiamo il profumo di patate dolci appena cotte.....e ci perdiamo tra le mura di un tempio nascosto in mezzo al verde del parco di Ueno, sorvegliato da eterne volpi in pietra e consumate dal tempo, raggiungibile solo dopo una passeggiata sotto una fila di torii - le porte del tempio - che si allunga sul selciato....

In serata ci avviamo verso l'ostello dove la nostra donnaventura ha fissato la sua temporanea dimora, e veniamo in contatto col mondo degli easy-travellers, ragazzi e ragazze alla scoperta del mondo armati di guida, macchina fotografica e zaino, mentre cerchiamo di far funzionare un registratore a batterie in vista della prima importante intervista del viaggio.

E in tutto questo ci si conosce sempre di più, ci si confronta, ci si rende conto di quanto sia pieno il mondo di persone eccezionali, persone non comuni, persone speciali, che se non le hai conosciute non potrai mai assaporare il gusto del sentirsi orgogliosi di fa parte delle loro vite, anche solo per un pò, e soprattutto di aver trattenuto con te parte delle loro esperienze.

Altro giorno, altra tappa: Yurakucho, Hibiya e Tokyo, giusto il tempo di riunirci nuovamente e trovare un bel posto tipico giapponese come vuole la bella Giordana, cercando di comunicare con gli osti in un mix di lingue tra spagnolo - che faccia tosta quella Giordana, ragazzi!- italiano, inglese e il mio tentativo di giapponese zoppicato, ma alla fine otteniamo anche l'ultimo boccale di birra anche dopo che la chiamata all'ultima ordinazione era passata da un pezzo....

Ridiamo e scherziamo, si fa tardi, finisce un'altra serata, e pensando alle ultime 48 ore mi ritrovo quasi quasi a piangere dalla gioia, ringraziando cielo, terra, acqua e fuoco per aver messo lungo il mio difficile cammino queste oasi dove poter riposare e rimettersi in forze.

E poi, come non ricordare la serata di Tamachi, quando sotto la pioggia troviamo una fantastica izakaya, dove magiamo una fantastica tempura, del fantastico sashimi e come se non bastasse riusciamo a ottenere anche un regalo, per la gioia di Giordana che finalmente inizia a ingrandire la sua personale collezione di souvenirs dal mondo.

Ma, c'è un MA. Prima o poi sarebbero arrivati. E sarebbero stati dolorosi. Esatto, arriva il momento dei saluti. Noi ci salutiamo a Tamachi,io e lei due salici piangenti, resisti, mi dico, ma poi in treno non ce la faccio, e una goccia tiepida e muta scivola via....con Nicola fanno un pezzetto di strada assieme, inghiottiti nel tunnel della mita line che se li porta via, lontano lontano, e raccoglie le loro ultime confidenze e raccomandazoni prima del sayonara, anche in quel caso velato un pò di tristezza...

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The story of Giordana,an Italian living in Barcelona working as an architect, is simply fascinatin and it has of the exceptional: she decides to start a trip around the world, and it's not only holiday, but also investment of resources, means, both for her own career and for her own job. Besides her numberless stops between Asia and South America, she indeed goes interviewing famous architects, and from all of this she will dig out a book......in short this story seems to be a very common one, but I ensure you it isn't at all!

We finally meet on the last weekend in September and I spend 3 great days with her, listening to the story of this adventure and other sories...

What a wonderful time I spent with her!

First, it was the meeting at the mita line station: recognized among one million others, especially because of her looking around for searching the A1 exit, our meeting point,then the emotion, a warm hug, as for being close friends, the waiting for Nicola, another friend entrapped by the magic of the story carried by Giordana, then the chattering started and we were ready to bubble around the city.

First place Odaiba, its bay, its statue of liberty, the rainbow bridge...not very exciting, though, because the grey and rainy day,and the meaningless colours take away all teh magic of the place.

Then Ameyoko, Ueno, where we get crazy in searching nothing special and we follow the smell of sweet american potatoes just boiled....and we get lost inside the walls of a temple hidden into the green of the park, guarded by eternal foxes eroded by the time passing by,and reachable only walking through a successon of torii along the path.....

At sunset we head to the hostel where our womanadventure set her temporary accomodation, and we get in touch with the world of the easy-travellers, guys and girls on the discovery of the world,armed by a travel guide, a camera and a backpack,and in the meanwhile we try to warm up a voice recorder for the first interview of the travel.

In the middle of all this we know one another more and more, we exchange opinons, we realize of how many exceptional, non common, special people are in the world, the ones who if you haven't met them, you'd never enjoy the taste of being proud to be part of their lives, even only for a while,and of being able to keep a piece of their experiences with you.

Another day, another place: Yurakucho,hibiya, Tokyo, just the time to meet again all of us, and find a very nice typical japanese place as our beauty Giordana requested, trying to comunicate with the owners in a mixed language of Spanish, Italian, English and my attempted Japanese. At the end we manage to have the last glas of beer even though the last order call was already over....

We laugh, we joke, it's late, another evening goes to an end, and when I thought to my last 48 hours I am almost there to start crying, thanking heaven,the earth, the fire and the water to have put along my difficult way such oasis.

And least, how to forget the evening in Tamachi, when under the rain we found a terrific izakaya, where we ate a wonderful tempura, a wonderful sashimi and also we manage to havesome presents from the owners, for Giordana's sake. She's starting increasing her souvenirs from the world collection.

but, there's a but. Sooner or later they would have arrived. and they would have been tough. Exactly, the greeting times arrived. We greet in Tamachi, she and I very very sad, almost crying, and I say to myself to rsist, but then on the train back home a warm teardrop slowly comes down along my cheek....with Nicola, instead, she will share a bunch of stops, into the subway that take them away and holds their last confessons and regards before the sad sayonara...