Tuesday, August 26, 2008

Sushi Restaurant tradizionale

Finalmente abbiamo trovato, io e Morana, il nostro sushi restaurant.
Tutto inizia con la voglia di vedere i fuochi d'artificio lungo l fiume vicino casa. Poichè il cielo era nuvoloso e piovigginava, di fuochi ne abbiamo visti ben pochi, quindi povere anime in pena e stomachi in rivolta, andiamo alla ricerca di cibo. Ci ricordiamo che vicino casa c'è un ristorante di sushi, per cui decidiamo di provarlo. Entriamo e ci troviamo di fronte un piccolissimo locale con un bancone dove un abile giapponese prepara il sushi rigorosamente a mani nude e davanti ai nostri occhi. Opposti al bancone due tavoli soltanto, in stile giaponese, ovvero quelli dove ci si siede a terra. Nessuna traccia di immagini o menu in inglese, ovviamente. Di non giapponese in quel posto c'eravamo solo io e Morana. A mangiare assieme a noi un gruppo di arzilli vecchietti, stupiti e ammutoliti dalla nostra presenza. Siamo convinte che siamo le prime e uniche straniere che oltrepassano la soglia del ristorante. Ma tutto sommato il tono allegro delle chiacchiere e i modi gentili dei gestori ci fanno capire di trovarci in un ambiente definirei familiare. Subito ci viene fatto posto al bancone, ci invitano a sederci e incomincia la nostra avventura per comunicare. Un bravo avventore azzarda un cenno di inglese, ma noi vogliamo parlare in giapponese (io non tanto, ma Morana va forte per cui non mi pongo il problema). E non possono certo mancare le domande di rito: di dove siete, che fate, dove vivete in Giappone, da quanto tempo siete qui, ah, siamo stati in Italia/Croazia in quell'anno e abbiamo visitato questa e quella città, ecc, ecc. Ci fanno anche i complimenti per il nostro giapponese e tra una domanda e una risposta mangiamo del sushi buonissimo. Tutti sono gentili con noi, ci trattano come le star della serata. Il servizio è ottimo. Ridiamo, scherziamo, facciamo alcune foto. Io e il proprietario ci scambiamo i biglietti da visita. Nel suo c'è una sua caricatura, la stessa che si trova nella bustina di carta che avvolge la coppia di bacchettine di legno monouso : si vede un omino esageratamente rassomigliante al vero che tiene in mano un coltello affilato. Finiamo il nostro sushi, salutiamo, facciamo i complimenti per il buon cibo e l'atmosfera accogliente e torniamo a casa con la soddisfazione di aver finalmente trovato il "nostro" sushi restaurant, cosi come abbiamo già fatto per il ramen e per la tempura.

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Finally we, Morana and me, found our sushi restaurant.

All begins with the wish toee the fireworks along the river close to our home. Because it was cloudy and rainy, we saw very very little of fireworks, so poor souls and striking stomachs, we go hunting food. We remember that there's a sushi place near home, so we decide to give it a try. We enter and find a small room with a counter where a capable Japanese guy prepares the sushi bare hands rigorously and in front of us. only two tables opposite to the counter, Japanese style, that is the ones where you sit on the tatami floor. No traces of English menu or photos of the dishes, of course. Me and Morana were the only non Japanese. Eating together with us a bunch of active old guys, astonished to see us. We are sure we are the first and only ones who entered that place. But all in all, the happy chitchat and the kindness make us realize we are in a kinda familiar atmosphere. Immediately they move around to make room for us, they invite us to sit and our comunicative adventure starts. A brave guest hazzards some English words but we want to speak Japanese (not me really, but Morana is great, so I don't bother). And we can't miss the usual questions: where are you from, what do you do, where do you live, how long are you in Japan, ah, we were in Italy/Croatia that year and we visited this and that city, and such and such. They also congratulate for our Japanese, and between a question and a answer we eat very delicious sushi. Everybosy is very kind with us, we are treated like the stars of the day. The service is great. we laugh, we have fun, we take some photos. Me and the owner exchange our business cards. On his there's his own cartoon, the same that is on the chopsticks paper: there's a man exaggerately resembling the real man who holds a sharp knife. We finish our sushi, we say bye, we congratulate for the good food and the cozy atmosphere and go back home satisfied and happy we found "our" sushi restaurant, as we already did for ramen and tempura.
 
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