Friday, August 29, 2008

The suicide of a rat

Gli avventurosi protagonisti della storia di oggi sono le immancabili e ormai sincronizzate nel vestire e nei ritmi biologici Marina e Morana, amichevolmente -si spera- soprannominate M&M, e il nostro caro umile, modesto dottore Vid. Il quale, ombrello in spalla e sacchetto di plastica con acquisti del momento sembra piu un senzatetto che un professionista.
I tre si avventurano alla ricerca di un kaitenzushi (回転寿司) nei quartieri ancora inesplorati e misteriosi della Tsurumi by night. La strada verso il luogo segnato nella mappa si presenta piena di pericoli e istigazioni ai peccati di gola. Prima il ristorante che io e Morana abbiamo eletto come nostro, poi la fabbrica di dolciumi e snack vari Morinaga (森永) con il profumo di cioccolata proveniente dall'interno che sembra chiamare il nostro nome, poi il negozio di mobili sulla via, il fiume e Vid che fa lo scemo per tutto il tempo. E guarda guarda cosa c'è subito dopo aver attraversato il fiume? Uno dei ristoranti della più famosa catena di fast food di sushi: Kurazushi. Il ristorante si trova niente meno che all'interno di un complesso di pachinko e intrattenimenti vari che va sotto il nome di 'Wonder City'. Nessun nome più azzeccato per la nostra storia fatta di suicidi e creature da sogni disturbati. Ah, l'insegna al neon non funziona, come in tutti i racconti del terrore che si rispettino. E la wonder city sembra più un parcheggio per le macchine di coloro che vanno al ristorante, parcheggio deserto e buio.
Entriamo e la fila è immonda. Mostruose creature della notte giapponese popolano la sala d'attesa, famiglie, gruppi, e gli immancabili spaventosi salarymen. Vid è ammutolito dalla meraviglia e dalla fame. Il che è un bene. Andiamo di fronte al diabolico touch screen che ci sputa un numero segnafila e aspettiamo fino a che una voce stridula chiama il nostro numero. Seduti finalmente al tavolo, alla mia sinistra c'è il nastro con i vari piattini di sushi, tutti rigorosamente a 100 yen, e mi tocca fare da mammina e porgere i piatti a Morana, seduta al lato opposto che chiede cibo, e ci intratteniamo mangiando. La cosa bella dei kurazushi è che tutto è informatizzato: c'è il touch screen per ordinare il sushi nel caso quello che ti passa davanti non ti aggrada, poi quando il sushi ti arriva via nastro, il touch screen suona e tu sai che il piatto che è arrivato è quello che hai ordinato. Poi anche il conteggio dei piatti è automatizzato: uno per volta i piattini vengono infilati dentro una fessura, e un sensore registra il numero di piatti. Ancora, ogni 5 piatti messi via si gioca a vincere premi: il solito touch screen si trasforma in uno schermo dove un particolare gioco viene visualizzato (la ruota della fortuna, la pesca magica, le slot machines...) e se si è fortunati e si vince, un simpatico box sputa fuori una sferetta con dentro un gadget...io e Morana, neanche a dirlo, abbiamo beccato la stessa identica fesseria: una spilletta a forma di casa, con le lucine sfavillanti e lampeggianti. Felicità al top, ovviamente! Ah, sulla casetta c'è disegnato un faccino che comunica rabbia. Quasi quasi prende vita e ci aggredisce sfoderando dei dentini affilati e aguzzi.
Per tornare a casa scegliamo la via più breve e 'romantica' lungo il fiume...La stradina che costeggia la riva del fiume è rigorosamente stretta, l'area è buia e troppo quieta, incute paura. Piu che altro incutiamo paura. Un uomo fa jogging, o cosi sembra, passando accanto a noi silenzioso come un'ombra. Un salaryman si trascina a casa. Seduta sulla scalinata ad ammirare il fluire dell'acqua una giovane coppia, poi un tuffo nell'acqua: magari la coppietta si è suicidata....oh, no no è uno dei super pesci geneticamente modificati che popolano il fiume, tanto scocciati dell'acqua che ogni tanto cercano una via di fuga verso la terraferma. Ci chiediamo: saranno davvero pesci o ratti suicidi? In effetti visto il livello di purezza dell'acqua del fiume non mi stupirebbe vedere bestie ancora non conosciute agonizzare lungo la riva.. E da li in poi la nostra passeggiata si trasforma in un musical dell'orrido dove "ratto suicida" diventa il titolo di una canzone -cantata da Vid, ovviamente, chi altro!-, di un film, di una band musicale...una bambina ci osserva dalla finestra di casa sua, casa che si affaccia sul fiume, è vicina a noi e paralizzata alla vista di tre strani esseri, due dei quali davvero alti e grossi, che cantano strane melodie e parlano una lingua sconosciuta. La serata scivola poi nell'horror quando attraversiamo il fiume di nuovo, ma andiamo attraverso un tunnell,dove le luci giallognole e l'assoluta assenza di altri esseri viventi, umani e non, a parte noi rende il tutto più emozionante e pauroso. Per non parlare poi delle statue di bronzo a forma di triangolo che stanno davanti casa...ma per saperne di più dovremmo chiedere a Morana...I momenti di paura però non sono ancora finiti, perchè ad aspettarci in agguato dietro la porta di casa ci sono le temibili e veramente grosse cicale kamikaze giapponesi, pronte a morire di morte violenta (tipicamente una spruzzata di candeggina che le uccide all'istante) pur di dare fastidio con il loro metallico battito d'ali e le loro corazze cornee. Ma poi, dico, pensano davvero di poter attraversare le perte di ingresso con il semplice sbatterci contro? Se ne renderanno conto quando dopo la botta finale si ritrovano morte a zampe all'insu.

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The adventurous protagonists of today's story are the sync-ed in biological rhythms and in fashion Marina and Morana, friendly called -we hope- M&M,and our humile, modest doctor Vid. Who, umbrella on a shoulder and plastic bag with some last minute shopping, looks more like a homeless than a professionist.

the three go on a quest for Kaitenzushi (回転寿司) in the unexplored and mysterious quarters of Tsurumi by night. The way to the place marked on a map is full of jeopardies and gluttonies. first the restaurant that me and Morana voted as ours, then the Morinaga (森永) factory that seems to call our name with the smell of chocolate coming from the inside, then the furniture shop, the river and Vid being boyish all the time. And look look what there's after we cross the river? One of the restaurants of the famous fast food sushi chain: Kurazushi. The restaurant is in a shiny complex with pachinko and various entertainments known as 'Wonder city'. No better name for our story of suicides and creatures for disturbed dreams. Ah, the neon lights of the wonder city were broken, like in all the horror tales. And the woder city looks more like a car park for the ones who go to the restaurant, dark and deserted.

We enter and the queue is humongous. Monster creatures of the Japanese night populate the waiting space, families, groups, and the scary salarymen. vid is shout-mouthed by wonder and hunger. which is good. We go to the evil touch screen that pulls out a paper with a number and we wait until a screeching voice call our number. Sit finally at our table, at my left the conveyor belt with the sushi dishes, all rigorously 100yen, and I have to babysit Morana who asks for food from the other side, and we entertain ourselves eating. the good thing in a kurazushi is that everything is automated: there's the touch screen to order the sushi in case you don't like the one coming on the belt, then when the sushi you ordered is coming, your touch screen bips.
Then also the plates counts is automated: one by one the plates are put through a slit and a sensor counts the number of plates. Also, every 5 plates you put away you can win some prizes: our touch screen becomes a screen where one game is displayed (lucky wheel, or slot machines, or magic fishing..) and when the lucky ones win, a box spits out a sphere with a gadget inside...me and Morana, no need to say, got exactly the same crap: a clip house -shaped with shiny and blinking lights. Top happiness! Ah, on the thingy there's a face drawn and it's telling anger. Looks like it can attack us with sharp teeth.
 
On our way back, we decide for the shorter and more 'romantic' walk along the river... The street that coasts the riverside is narrow, the area is dark and too quiet, it frightens. We frighten, actually. A man is jogging, or so it seems, passing by us silent like a shadow. A salaryman is dragging himself home. sitting on the stairs to watch the water flow there's a couple, then a plunge: perhaps the couple committed suicide...oh, no no it's one of the super genetically modified fishes that populate the river, so pissed off of the water that every now and then try to escape on the land. We ask: are they real fishes or suicidal rats? Actually, seen the level of purity of the water, I won't be surprised to see along the river undiscovered species of animals close to death.
 
And from then on, our walk turns into a musical of the nightmarish, where "suicidal rat" becomes a title of a song -sang by Vid, of course, who else could!- , of a movie, of a band...a small girls stares at us from the window of her house, a house on the river, paralized at the sight of three strange beings, two of which are very tall and very big, who sing weird melodies and speak an unknown language. The evening slides down to horror when we cross the river again, this time through a tunnell, where the yellowish lights and the absence of other living beings, human or non human, but us makes everything thrilling. Don't want to talk about the bronze statues, triangle-shaped standing close to our place...to know more about it we should ask Morana....
 
The most terrific moments of fear aren't over yet, because waiting for us behind the door are the frightful and very big Japanese kamikaze cicadas, ready to face violent death (a spray of whitener kills them instantly) for the sake of being annoying with their metal wings and their strong shells. But I wonder, do they really think they can go through a close door simply by hitting on it? They'll realize it when they'll find theirselves legs up after the final knock.
 
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