Saturday, August 2, 2008

The Chronicles of Asakusa -- Sumidagawa Hanabi

Ho l'impressione che Hanabi (花火) e ikebana (生け花) vano mano manella qui in Giappone. E se e' vero che ikebana significa arrangiamento estetico dei fiori e hanabi significa fiori di fuoco, beh, la combinazione hanabi-ikebana risulta avere una unica soluzione. E difatti, dopo aver assistito allo spettacolo di fuochi d'artificio lungo il Sumidagawa, ad Asakusa, posso dire di essere arrivata immediatamente alla conclusione che i giappi, in fatto di fuochi d'artificio la sanno lunga.

Premessa prima della cronaca della giornata.

I fuochi lungo il Sumidagawa sono tra i piu famosi in Giappone, attirano ogni anno centinaia di migliaia di persone data la loro durata, spettacolarità, collocazione. I fuochi quest'anno sono stati 22.000. Lungo il fiume, a poche centinaia di metri l'una dall'altra, si trovavano le due piattaforme dalle quali venivano sparati i fuochi, a cominciare dalle 18:15, giusto per riscaldare i già accaldati animi sotto il sole di fine luglio, ma in effetti il vero e proprio spettacolo inizia alle 19:10, e dure fino alle 20:30. Immaginate la stanchezza a fine giornata. Inoltre, data la nomina dei fuochi suddetti,la gente accorre a frotte per acchiapparsi il posto con la vista migliore sin da due giorni prima dell'evento. Altra cosa che Ë giusto dire, occasioni come questa per i giappi sono uno spunto per trascorrere una giornata dal titolo "picnic e birra a litri".

Cronaca della giornata.

Io, Morana e Jessica decidiamo di andare verso l'ora di pranzo, nella speranza di beccare un buon posto. Si uniscono a noi Mladen, conterraneo di Morana in visita,e Ryoko e Kanako, le quali arrivano intorno alle 18 portando rifornimenti di birra e snack vari. Ottimo tempismo.

Dentro i nostri fantastici yukata partiamo alla conquista del fiume, inseguite dai 'sugoi' (terribile, fantastico) dei giappi che commentavano al nostro passaggio e accompagnate dagli sguardi dei turisti stranieri. Momenti da VIP, insomma. Intorno all'ora di pranzo arriviamo ad Asakusa, e ci dirigiamo prima al tempio per una rapida occhiata. Nell'attesa che Mladen, da bravo turista, facesse le sue foto, io e Morana ci dedichiamo ai poveri Ojiisan (nonnetti) che, vuoi di nascosto senza farsi notare (loro credevano), vuoi dietro espressa richiesta, iniziano a fare foto alle due strane gaijin in yukata, cosi iniziamo a posare, sorridere, elargire le nostre migliori espressioni. Sempre mentre si era ad Asakusa, veniamo addirittura intervistati da una bambina giapponese desiderosa di praticare l'inglese che ora conserva una foto assieme a ognuno di noi per ricordo.

Dunque, lasciamo il tempio e andiamo a caccia di cibo, dopo di che siamo pronti e carichi per le lunghe ore di attesa. Fortunatamente la giornata non era di quelle con il sole splendente, altrimenti ce la saremmo vista brutta a stare sotto il sole cocente durante le ore centrali. Cominciamo a camminare lungo il fiume, seguendo il percorso obbligato, e noto che molti giappi mettono un pÚ di nastro adesivo a terra, disegnando un bel rettangolo e scrivendo il proprio nome e cosi facendo si sono garantiti il "posto". Altri stavano li seduti a terra veramente dalla mattina. Dopo aver trovato faticosamente un bordo di una aiuola, iniziamo con l'appostamento e ci intratteniamo durante l'attesa facendo foto della folla che cresceva di minuto in minuto, con tanto di intervento super organizzato di polizia, servizio civile, che dirigevano l'orda di gente in yukata gridando sempre la stessa frase all'infinito coi loro megafoni. Mezz'ora prima dell'inizio dei fuochi, la strada principale viene chiusa al traffico e al fischio di uno dei poliziotti, la gente in attesa dietro le transenne inizia una corsa contro il tempo e contro tutti per andarsi a prendere il posto più vicino consentito sulla strada...eh, si, anche la strada,via urbana, arteria cittadina, viene messa a disposizione degli spettatori.

I fuochi sono stati a dir poco impressionanti, come lo sono stati anche i giapponesi, i quali ad ogni nuovo effetto di luce gridavano e applaudivano come posseduti. Belle combinazioni di colori, forme e effetti, da quelli classici a che esplodono e lanciano le varie parti tutt'intorno a formare una sfera perfetta, a quelli piu elaborati, forme di margherite, salici piangenti, fiori luccicanti, smiley :) e fuochi dalla coda immersa in un brillio continuo. I miei preferiti, quelli che una volta esplosi in una miriade di lucine, iniziano a muoversi in tutte le direzioni come governati da un movimento proprio intrinseco, dando l'impressione che una nube di lucciole sia stata improvvisamente liberata nel cielo. Un simpatico nonnetto ha anche deciso di approfittare dell'assenza di una coppia per distendersi sul loro telo e fare un sonnellino prima di dedicarsi alla visione dei fuochi 'da un'altra prospettiva'...
sulla via del ritorno, strade solitamente invase da macchine diventano invase da persone. Ci dirigiamo verso la stazione della metro, ma tutte le uscite sono state bloccate per far convergere la folla verso un'unica misera entrata. Soluzione, passeggiata di mezz'ora per raggiungere la piu' grande e meno affollata stazione di Ueno e da li ritornare a casa.

E in tutto questo parlare di affollamento e stupore, mi e' sfuggito il dettaglio piu interessante della giornata. Molti giapponesi sono davvero comodisti, e ne e' prova il fatto che anche in un posto tanto intasato come un appostamento per i fuochi d'artificio non si privano certo dello sfizio di mangiare una bella pizza, portata 'a domicilio' esattamente nel posto dove i cari avventurosi spettatori si erano piazzati due giorni prima....come farà mai il povero ragazzo che porta le pizze a trovare la giusta via e raggiungere la meta? Ce la farà, ce la farà...

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I have the impression that hanabi and ikebana go hand in hand in Japan. And if ikebana means pretty flower arrangement and hanabi means fire flower, well, the combination hanabi-ikebana sounds perfect to me. In fact, after seeing the fireworks on the Sumidagawa, in Asakusa, I can say my conclusion is that the Japanese know their fireworks art.

Prelude.

The Sumidagawa fireworks are among the most famous in Japan, they attracts hundreds of thousands of people for their duration, location and spectacularity. this year boom factor was 22.000. On the river, at some hundred meters one from the other, were the platforms where the fires were shot from, starting from 6:15PM, right to warm up the already warm souls under the the end of July sun, but actually the real show started at 7:10PM until 8:30PM. Imagine how tired at the end of the day one can be. Also, given the popularity of the event, people come in numerous to get the spot with the best view since two days before the fireworks day. Another thing is worth it saying, such occasions are for the Japanese an excuse to spend one day under the title 'picnic and liters of beer'.

Chronicle of the day.

Me, Morana and Jessica decide to go around lunchtime, hoping to find a good place. Together with us Mladen, Morana's compatriot, and Ryoko and Kanako, who arrive around 6 bringing beer and snacks. Timing optimal.

Inside our fantastic yukata's we go to quest the river, followed by the 'sugoi' (terrific)of the Japanese who commented passing by us and escorted by the tourists' looks. VIP moments, so to say. Around lunchtime we get to Asakusa, and we head to the temple first for a quick look. While waiting for Mladen to take some photos like a good tourist, me and Morana turn to the many Ojiisan (granpas) who, either hiding (they thought) or asking deliberately took photos of us, weird gaijin in yukata, so we start posing, smiling, showing our nicest face expressions. Yet, another girl wishing to practice some English starts interviewing us and after that she kept a photo with each one of us.

So, we leave the temple and go hunting for food, after that we are well charged and ready for the long wait. Thanks heaven the day was cloudy. We start walking along the river, following the forced route and I notice that the Japanese simply put some sticky tape on the ground, drawing a square, putting their name and leaving, sure that they have 'the spot' kept. Some others were there since morning. After we found a strip where to sit on, we start waiting taking photos of the crowd that grows every minute, so much that also the police and the civil army were there to get rid of the people shouting from the loudspeaker the same repetitive instructions all the time. Half an hour before the start, the main road is closed to the traffic and at the sign from the police, the people waiting behind the separations rushed to get the best spot on the street....yeah, also the street, city road, urban traffic way is put available to the citizens.

The fireworks were impressive,and so the Japanese, shouting and clapping hands at each new effect. Nice combinations of colors, shapes and effects, from the classic spherical ones, to the more elaborated ones, or the ones with smiley shape, or the ones with sparkling tail. My favorite were those that after the explosion in many light points, start moving in all directions like driven by a self engine that spread them, giving the idea of a cloud of bugs freed in the open sky. A funny grandpa decided to profit the absence of a couple to use their cover to stretch and take a nap before watching the fireworks under another 'perspective'...

On the way back, the streets usually packed with cars were invaded by people walking to the closest station, but all the ways to the entrance are narrowed into one only. Solution, 30min walk to get Ueno station, bigger and less crowded and from there go back home.

And in all this talking about wonder and folks, I missed the most interesting detail of the day. Many Japanese are very lazy, proof is the fact that also in a place so packed like a standing venue for the fireworks they can't avoid to enjoy a pizza, delivered exactly to the place where the adventurous attenders were sitting since two days before..how can the poor pizza guy do to find the right way and reach the objective? He will, he will...








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