Saturday, May 31, 2008

Lascia che ti presenti...

Alcuni giapponesi, per lo meno tra i miei colleghi di lavoro, fanno a quanto pare una grossa fatica a esporre qualsivoglia risultato sotto forma di presentazione.

Periodicamente, a turno, una o due persone del gruppo sono chiamate a fare una presentazione
riguardante le loro ricerche, o in alternativa riassumere il contenuto di un articolo scientifico di impatto rilevante.

Bene, alcuni di loro, dicevo, non hanno la benchè minima capacità di fare anche questa semplice attività. Io posso capire che parlare in inglese per alcuni di loro possa risultare faticoso, ma non abbastanza da giudicare una esposizione orale tale da annoiare la platea. Pure io, senza sapere il contenuto della presentazione, senza conoscere una parola in giapponese potrei quanto meno rendere interessante il discorso!

La sofferenza invece coi giappi è totale: se si tratta di riassumere un articolo la persona in questione -che si suppone sappia l'inglese visto che ha saputo leggere e interpretare l'articolo, scritto in inglese - riesce a organizzare una presentazione, nel senso che mette assieme del testo e delle figure, senza una logica e senza un filo conduttore, poi al momento di presentare o legge direttamente dalla presentazione riempita all'inverosimile di parti scritte, oppure legge da una sorta di riassunto che si è preventivamente preparata in occasione del "discorso" da tenere. In sostanza legge.

E legge anche male, il che dà l'idea che davvero la persona ha scelto dei contenuti a caso e quindi anche leggendo non ha idea di quello che dice, e che intonazione dare o in che modo gestire i nessi tra le varie parti. E queste persone sono poi ricercatori!

Altro elemento fonte di dubbi sulla conoscenza della lingua e/o sulla consapevolezza di cosa si sta presentando, è il fatto che al momento delle domande, la persona in questione non riesce spesso a rispondere...sarà perchè non ha capito la domanda che è stata formulata in inglese? Sarà perchè non sa la risposta visto che non ha assimilato il contenuto dell'articolo?

Di fatto la persona che presenta si dedica anima e corpo a leggere la presentazione, mentre l'assemblea agonizza.

Saturday, May 24, 2008

Lifestyle - Special pets -- Animali speciali

Nuova e scientifica puntata di lifestyle: ciò che è veramente giapponese. Una passione accomuna i giapponesi giovani e meno giovani, ed è l'allevare animali speciali. Mi riferisco ad animali del calibro di scarabei, cavallette, scarafaggi, e simili. Non so da dove venga questa passione, nè come si sia radicata nella cultura, fatto sta che l'allevamento di creature del mondo subterraneo è molto diffuso. Si incomincia dai negozi di animali dove è possibile procurarsi esemplari viventi, poi si va per i supermercati in genere, in cui, al reparto giardinaggio, è possibile trovare tutti gli elementi costituenti dell'habitat di questo o quell'animale, dal terriccio, ai pezzi di tronco in cui tali creature hanno dimora, dalle gabbie a tutto il resto.

Inoltre la passione non si ferma qui, tant'è che se proprio non si ha tempo di tenere un insettone vivo in casa, ci sono sempre quelli finti, così che è possibile crearsi un vivaio in casa da mostrare agli amici, seppur con animali in plastica, perfetti nelle dimensioni e nei dettagli. Ancora, se poi proprio non si può fare a meno di portare con se una di queste bestioline, esiste una vasta gamma di portachiavi e ciondoli corredati con animale racchiuso in un pezzetto di ambra. Al vedere tutte queste stranezze la mia mente comincia a pensare e pensare e pensare e investigare le remote e recondite motivazioni che spingono la gente verso tali passioni. Ma tenere un gatto in casa o collezionare francobolli non sarebbe più semplice e normale?

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New and scientific episode of Lifestyle: what's really Japanese.there's a passion common to the young and the less young, and it's the culture of growing special animals. I mean animals like giant beetles and that sort. I don't know where this passion comes from, nor I know how it is so deep in their culture, in fact growing animals coming from the underworld is very very common. It starst from the animal shops where it is possible to buy the living exemplar, then it proceeds with the department stores where, in the gardening section, it is possible to find all the main elements needed for the animal's habitat, from the soil to the woods where the animals have home or hide in, from the cages to all the other stuff.
Furthermore, the passion is not limited to this, indeed in case people don't have time to feed and show to friends these living beasts at home, there's always the plastic replacement, so that one can have one own animal perfect in size and details. And more, if they cannot live without having always with theme these sweet pets, there's a wide portfolio of keyholders and straps, and pendents holding those animals into some amber. Seeing all this weirdness, my mind starts thinking and thinking and investigate the remote motivations that drive people to such passions. wouldn't having a cat or collecting stamps be damn simpler and more normal?

Thursday, May 22, 2008

Lifestyle - Dolls -- bambole

In questa puntata di Lifestyle mi soffermo su un argomento che caratterizza la cultura giapponese, ma che non mi era venuto in mente di descrivere. Oggi stavo leggendo un articolo che parlava della passione-tradizione millenaria dei giapponesi nei confronti delle bambole. E non intendo mica le barbie o i cciobello, no, no,intendo tutt'altra roba. Beh, pare che in Giappone la bambola, intesa come oggetto sessuale ma non solo, ha una storia vecchia di millenni ed e' tanto rispettata da meritarsi attenzioni quasi fosse umana. Quando una bambola, dopo essere stata acquistata o affittata, viene restituita al costruttore e'perche' non serve piu', perche' chi la ha acquistata o affittata sta per sposarsi quindi non ne ha piu' bisogno. In questi casi si celebra un vero e proprio funerale in templi appositi, a quanto pare tutt'oggi esistenti, e li viene bruciata o non so di preciso cosa.
Le bambole 'professionali' sono a grandezza naturale, con un involucro in silicone e uno scheletro articolato in metallo, perfette in ogni dettaglio atomico, bellissime cosi' come chiedono le fantasie degli acquirenti,o anche rassomiglianti i personaggi dei fumetti e dei cartoni. Ma anche esistono bambole fatte apposta per nutrire le fantasie di una categoria di amanti della bambola, ovvero esistono, in parallelo alle bambole-giocattolo, le miniature per i collezionisti. E sempre in questo articolo si faceva una netta differenza tra due categorie di amatori. Esistono gli amanti "puliti", ovvero coloro che comprano le bambole per portarle a casa, sistemarle nelle loro camere, vestirle, pettinarle, o addirittura per parlarci ogni tanto, insomma, per compagnia. Compagnia perche' nella vita reale non hanno tempo di avere una donna vera, o hanno paura delle donne vere, o sono troppo timidi per avere una donna vera.
Esistono poi gli amanti "sporcaccioni", quelli che hanno bisogno delle bambole per fare pratica in attesa di sposarsi o quelli che non vogliono compromettersi con donne vere, ecc,ecc. E pare anche che gli appartenenti a questa seconda categoria abbiano i loro chiusissimi clubs, hanno per cosi' dire le loro sette, e si riuniscono in posti segreti a cui solo gli adepti possono partecipare previo invito per condividere questa loro passione. L'industria delle bambole in Giappone frutta un capitale immenso ogni anno, e di certo non ha conosciuto periodi di crisi, anzi, anche le esportazioni stanno aumentando a vista d'occhio perche' la comunita' di amatori, che siano solo amanti delle bambole o che siano feticisti, si sta allargando anche fuori dal Giappone. Ci sono poi anche coloro che si procurano le bambole per collezionarle o per arrangiare come delle scene nelle loro camere, in cui le bambole vengono vestite, sistemate, messe in posa e poi fotografate, e queste foto vengono poi scambiate tra gli amatori su internet attraverso appositi siti in cui ci si confronta, si discute,così come in un qualsiasi caffe' si parla di politica o di calcio, insomma!
E c'è anche stata una mostra della bambola qui a Tokyo, a cui non ho sfortunatamente preso parte visto che immaginavo che la cosa fosse legata al mondo dei giochi, dedicata ai bambini, mentre invece non ho fatto il dovuto collegamento e mi sono persa una delle più interessanti esibizioni in Giappone!

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In this episode of Lifestyle I put an eye on a topic that characterizes the Japanese culture, but that I didn't consider so far. Today I was reading an article on the thousand year history passion-tradition that the Japanese have with dolls. I mean not barbies or kens, I mean very other different stuff.

Well, it seems in Japan the doll, seen as a sexual gadget but not only this, has a long long history and it is so much respected that gets attentions as it was human. When a doll, after being bought or rented, is given back to the maker, it happens because the doll is not of any use because the guy who bought it is going to marry and so he doesn't need it anymore. In such cases a funeral in proper temples, still exixting, is celebrated and there the doll is burnt or something.
The 'professional' dolls are human size, with a silicone skin and flexible metal skeleton, perfect in every detail, very pretty, as the customers' fantasies require, or also resembling the manga characters.There exixst dolls made for the category of the estimators, the collectionists: the miniatures. Reading through the article I saw they make a difference between the dry lovers and the wet lovers. The dry lovers are the ones who buy the dolls to take them to their homes, put tehm in their rooms, dress them up, or even talk to them...well,teh juice is: they need company. Company because they don't have time for a real woman, because they have fear of the real women, because they're too shy to have a real woman. The wet lovers, instead,are those who need the dolls for practice while waiting to get married, or they are the ones who don't want to be compromised by being with real women, and so on. It seems that the second category men have their private and secreted clubs, and they unite in unknown locations only the members are eligibile to be told and join the events and share their common passion. The dolls industry makes a huge capital every year, and doesn't know any crisis. Indeed, exposrtations are increasing, just because the dolls lovers, either estimators or feticists, are becoming many also outside Japan.
Someone buys dolls only to collect them and then arrange sorts of scenes at home where the dolls are dressed, posed and photographed and those photos are matter of exchange among the amateurs on the net, through websites where to discuss, like you were talking about soccer or politics!
And in Tokyo tehy have a very very huge dolls exhibiton every year, where I didn't go thinking that the target customer was kids....and I've lost one of the most interesting events in Japan!

Tuesday, May 20, 2008

Dry and Wet expeerimental lab

Sporchiamoci le mani con un argomento che sin dal mio arrivo ha suscitato sempre più interesse: oggi mi affaccio alla finestra sul mondo -e modo- delle pulizie domestiche. La parola d'ordine in campo è : salviette. Si incomincia con le banalissime salviette asciutte per togliere via la polvere dal pavimento,che siano elettrostatiche o meno è solo una questione di prezzo, e rappresentano il primo passo verso la pulizia suprema ed efficace. Assieme alle salviette per il pavimento ci sono quelle, sempre asciutte, per togliere la polvere dai mobili (che sono diverse da quelle usate per il pavimento, ovviamente!!!) , e anche quelle per togliere la polvere dalle scrivanie e dai temibili e impolveratissimi pc, soprattutto per le tastiere che, sin dall'inizio dell'era dell'Homo Informaticus, sono note per attirare tutta la polvere dell'universo. E ovviamente tutto viene in pacchi di contenuto variabile, poichè le case produttrici sono tante e si sfidano a colpi di panno, e di conseguenza si può scegliere tra confezoni con 10, 20,30,33,34 pannetti. Ma il bello del mondo -e modo- delle pulizie domestiche viene parlando delle salviette umidificate. Allora, abbiamo chiaramente le salviette umidificate per le superfici suddette, quali mibili e pavimenti, in aggiunta abbiamo le salviette umidificate per il tatami (la stuoia presente nelle stanze di molte case ancora tutt'oggi), quelle per i vetri, quelle per le superfici lavabili, per il gabinetto signore e signori! E ancora le sempre suddette salviettine umidificate possono essere corredate di additivi, per cui si hanno i pannetti igienizzanti - pensate se avete bambini o animali a casa, quelli profumati, quelli con cera aggiunta per lucidare i pavimenti, quelli con il detersivo incorporato....


Io non so fino a che punto questi arditi giapponesi pensano di poter pulire a fondo usando questi sistemi usa-e-getta, o magari posso essere io eccessivamente pignola in materia di pulizia, fatto sta che io sono sempre dell'idea che una buona dose di olio di gomito, assieme a un mocio e un secchio fanno la differenza.
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Let's get our hands dirty with a topic that moved my increasing interest since my arrival: today I put a head into the world of the house cleaning. The password here is: cleaning tissues. We start with the generic dry tissues to remove the dust from the floor, either ionized or not is only a matter of price, and they represent the first step towards the supreme and effective cleaning. Together with the cleaning sheets for the floor are the ones, again dry, to remove the dust from the furnitures (different from the ones used for the floor, clear!), and the ones to clean the dust from desks and from the scary and dusty pc's, especially the keyboards that, since the Homo Informaticus age, are well known to attract all the dust they can. Every type of cleaning sheet comes into packages with variable content because the producer companies are many, and one can choose among packages of 10,20,30,33,34 sheets. Talking about the wet cleaning tissues is more amusing and amazing. Clearly, we have the wet sheets for the surfaces described above, that is floor and furniture. In addition we have wet sheets for the tatami mat, the ones fot the windows, the ones for the washable surfaces, and my ladies and gentlemen, also for the toilet. Still, the now well known wet sheets can come together with additional chemicals, like detergent, perfume, sterylizer, wax enriched...

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Friday, May 9, 2008

In memoria di... -- In memory of...

Sono quelle notizie che se apprese lasciano senza parole, senza pensieri, senza idee, senza nulla...svuotano totalmente. Mentre io vivo la mia vita normale, tranquilla e serena in questa parte di mondo, c'è qualcun altro che invece deve lottare per restare in vita e che alla fine non ce la fa. Luca era uno dei tanti colleghi di università conosciuto negli anni. Fino al giorno della mia laurea lo avevo visto, macchina fotografica al collo che scattava foto per gli amici, prendendo in giro anche il fotografo assoldato per tali occasioni di rito. Non uno degli amici più stretti, ma pur sempre una persona stimata nella sua eccentricità. Uno che la pensava diversamente, uno che amava godersi la vita e divertirsi ad ogni costo. Mi raccontava d episodi esilaranti, mi diceva della sua filosofia, lo vedevo che trasmetteva qualcosa di positivo. Vivacissimo, occhi pieni di vita, era quel classico tipo che amava vestire da trasandato, portava la barba lunga, che a vederlo lo avresti scambiato per uno spagnolo sfigato. Eppure lui era così. Vengo a sapre che si è ammalato di leucemia, che ha lottato e ha sofferto tanto, ma che alla fine si è dovuto arrendere dopo solo un anno dal manifestarsi della malattia. Non è giusto, non è leale, non è per niente corretto, non è pensabile che si possa morire così. Non si può morire così. Scoppi di salute un giorno e l'indomani ti ritrovi un male incurabile dentro. Che voi lo conosciate o no, osservate un minuto di silenzio in sua memoria e siate felici per il semplice fatto che siete ancora vivi.
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News that leave without any word, without any thought, without ideas, without anything...totally empty. While I am living my everyday normal life, calm and relaxed in this side of the world, there's someone else who fights to stay alive, bu that can't make it eventually. Luca was one of the very many friends made during the university years. Till the day ofmy graduation he was there, I saw him, his camera hanging from his neck, taking photos of his friends, making fun of the official photographer requested for such occasions. He was not one of the closest friend, and yet a well respected mate in his own eccentricity. One who thought different, one who loved living and enjoying life. He told me about hlarious episodes, he told me about his philosophy, he transmitted something positive. Very very cheerful, his eyes full of life, he was that kind of guy who loved wearing like a homeless, long beard, you could exchange him for a spanish nerd. He was this way. I get to know he got laeukemia, that he suffered a lot and that he had to give up only after one year the disease came out. It's ot fair,it's not correct, it's unthinkable that one can die like this. One can't die this way. One's helthy one day and finds inside an untreatable morb the day after. Either you knew him or not, please hold on a minute and be happy of being alive.

Monday, May 5, 2008

Golden Week 2008 - Hakone 箱根

La mia seconda golden week ha inizio.

Prima città da visitare: Nikko. Ma ahimè, il giorno deciso per la gita, sabato, non è quello giusto perchè piove fino al tardo pomeriggio e così nell'indecisione ho preferito restare a casa piuttosto che rischiare di vedere i templi da sotto l'ombrello. Poco male, perchè non ce l'avrei fatta ad affrontare una giornata pesante come quella che mi aspettavo. Nel pomeriggio si ripiega per un cinemino, "my blueberry nights" con Norah Jones e Jude Law e poi mi ritrovo a passeggiare nella piazzetta del Tokyo International Forum a Yurakucho, dove si respirava aria di sagra,con tanti venditori ambulanti di cibo, tavolini fuori e ombrelloni e folla di gente accorsa, plausibilmente, per vedere la mostra su Shubert dentro la sala esposizioni del forum.

Tutto sommato una giornata di relax in vista della grande avventura del giorno dopo. Infatti domenica è la volta di Hakone e delle sue meraviglie naturali. E, bella notizia, anche Naoko si unisce a me e Michela per la gita domenicale.

Devo dire una cosa però a chi fosse sicuro che in un giorno si potesse ammirare tutto. Beh, si potrebbe, ma si deve fare tutto di corsa, poichè i trasporti sono lenti a causa della natura montagnosa della cittadina e per via della confusione che ha reso gli spostamenti davvero difficili. In effetti ho avuto la sensazione di passare la giornata in viaggio: si arriva dopo un'ora di treno, si prende un autobus per andare su al lago e sperare di ammirare il monte Fuji dalla nave-traghetto che porta alla sponda più lontana del lago. Ma niente, il monte si lascia desiderare, e preferisce salvarsi dietro alle nuvole e alla nebbia.

Nel frattempo si decide il tragitto da seguire per tornare indietro: via lago o via terra? Beh, proviamo altri mezzi, povere noi ignare viaggiatrici sprovvedute!!! Si scende dalla nave e subito in fila per prendere la funivia. Bello, bello, per carità, ma stancante e poco interessante causa nebbia sempre più fitta via via che si saliva. Punto più alto raggiunto 1000 metri e oltre. Anzi, tutta quella nebbia metteva paura!!! Vicino al capolinea della funivia ci sono dei musei interessanti, tra cui l'open air museum, dove le opere d'arte sono sistemate in un bel giardino. ma ovviamente se decidiamo di andare al museo poi dobbiamo dire addio al resto delle meraviglie, essendo arrivate sul posto abbastanza tardi,quindi proseguiamo.

Dopo la funivia è la volta della funicolare, e giù in picchiata fino a raggiungere altezze più consone al nostro abbigliamento da turista. Da lì nuova fila per il trenino di montagna che zigzagando lungo un fianco della montagna ci riporta giù in città. E per fare tutto questo incantevole giro sprechiamo l'intero pomeriggio così che non abbiamo la possiblità di vedere neanche un tempio, eccezion fatta per un piccolo tempietto nascosto in mezzo alla foresta e scoperto per caso.

In effetti, vale la pena dirlo, Hakone non è famoso per i templi, ma per le terme, e difatti ci sono hotel e aree termali sparse per tutto il territorio. Chi, poi, volesse fare un tuffo nella natura, non può che restare qui qualche giorno, visto che la natura regna incontrastata. fiumi, cascate e laghi vanno di scena ovunque.

In definitiva, davvero un bel posto, eppure da visitare con più calma, e con la consapevolezza che gli spostamenti richiedono tempo, altrimenti si ha proprio la sensazione di non aver visto nulla.

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My second golden week begins.

First town to visit: Nikko. But, sigh, the day planned for the trip, Saturday, wasn't the right one because it rains till late afternoon, so I decided to stay home rather then risking to see the temples from under an umbrella. Not bad, 'cause the trip was expected to be very tough and I know I couldn't have made it, soo tired I was!! In the afternoon I go for a movie, "my blueberry nights" with Norah Jones and Jude Law, and then I find myself walking on the Tokyo International Forum square, in Yurakucho, where a sort of summer festival seemed to go on: food and drinks stands, umbrellas and tables outside, many many people there, more likely, to see the exhibition in the forum. After all, it was a chill out evening in preparation of the big trip of the day after.

On Sunday, indeed, it's Hakone and its wonderful nature. And, good news, Naoko joins Michela and I for the Sunday trip. Have to point out one thing: who said that one ca see all of Hakone in one day is wrong. I mean, yeah, you can do that, but you should rush because public transportation is slow and uneasy because of the mountainous nature of the town and because of the crowds.

In fact I had the feeling I spent all the day taveling: you arrive after one hour train ride, you catch a bus to get the lake hoping to see the Mount Fuji from the boat. But, nothing, the mountain prefers to hide behind the fog and the clouds.

In the meantime you decide how you want to go back in town: lake again or mountain? well, let's try a different means, poor unexperienced travellers!!! You get off the boat, start queuing to catch the ropeway. nice, nice, yes, but tiring and not interesting that much because of the fog, the deeper the more you go up, and scary!! Highest point around 1000 meters. Around the ropeway final stop are many museums, one for all is the open air museum where the artworks are arranged in a wide garden, but obviously if you decide to go there you'll miss all the rest as you arrive there quite late in the afternoon, so you proceed.

After the ropeway, queue for the cablecar, and down to more comfortable altitudes. From there you catch the train again that takes you to the city centre going forth and back down the hill side. All the afternoon is spent to do this long travel, so we couldn't see any of the few temples, but one hidden in the forest and discovered by fortune. Actually,it's worth to say, Hakone is famous for the very many hot springs, not for temples.

If someone is also interested in jumping into the nature, can stay there for a few days, as rivers, lakes and waterfalls together with forests and wild life are everywhere.

All in all Hakone it's been very nice to visit, and yet you need a longer stay and have to keep in mind that getting around takes time, otherwise you'll leave the place with the sensation you haven't seen anything.


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