Monday, October 29, 2007

Saluti da Tokyo

Stazione di Yurakuchoo, appena lasciata la Hibiya line che mi ha portato via da Roppongi, intorno alle 5:30 della mattina di domenica 28 Ottobre.

Finalmente un pò di pace e solitudine derivata dall'ora tarda (o mattutina, dipende dai punti di vista) e mi accorgo che un nuovo giorno sta nascendo dal cambiare del colore del cielo......la stella più luminosa del firmamento, come mi è stato insegnato essere Venere, era lì splendente della sua luce nel cielo limpido; il colore da blu notte diventa via via più chiaro ed esploderà poi al mio arrivo a casa, giusto in tempo per assistere ad una delle più belle albe che mi siano mai capitate;la luna, piena, mi ha fatto compagnia per tutto il tragitto.

E mentre aspetto il treno mi rendo conto che tante tante persone stanno lasciando questo posto, persone che ho avuto la possibilità di conoscere più o meno bene, persone che conosco da lungo tempo, persone che invece ho conosciuto per pochissimo tempo ma che hanno lasciato un segno indelebile.

Tokyo Disneyland - Try one



Si decide, in una bella dimenica assolata, di pasare una giornata a Tokyo Disneyland...bene, controllo il sito, prendo le informazioni necessarie per raggiungere il posto e via, alle 10 e mezzo di mattina sono già lì - il parco apre alle otto e mezzo - e già pregustavo le attrazioni, quando all'ingresso un gentilissimo dipendente mi spiega che hanno bloccato la vedita dei biglietti per sovraffollamento......COOOOOOOOSAA? Solo qui in Giappone poteva succedere una cosa del genere, magari lo chiameremmo eccesso di zelo in fatto di sicurezza, di fatto il parco tematico rimane impenetrabile. Ed erano SOLO passate duew ore dall'apertura!!!!!

Allora il consiglio che segue è di provare al parco acquatico, eh, si, perchè a tokyo il resort che ospita la disneyland è costituito da due parchi a tema ma mutuamente esclusivi, ovvero: o l'uno o l'altro ma non entrambi con lo stesso biglietto, più una sequela di hotels, ristoranti, negozi e shops di ogni genere. Allora si opta per il disney sea park, ma anche qui qualcosa che lascia di stucco: per raggiungere il secondo parco si deve prendere un trenino molto simpatico, ovvero : acquistare il biglietto del treno, e si arriva all'ingresso del parco, poi si entra , ovvero: acquistare il pass per entrare......
In definitiva, l'organizzazione lascerebbe delusi coloro i quali si aspettano di ricevere un trattamento da "favola", e concedetemi il gioco di parole! Pensate a chi decide, ignaro, in una domenica di portare i figli a disneyland, magri proveniente da un posto a 100km di distanza da Tokyo, per poi ritrovarsi ad acqustare non solo un biglietto per un posto che rappresenta una seconda scelta, ma anche pagare gli extra per spostarsi all'interno del resort!!!!
Scusate la lagna, ma andava detto. Quello che mi rimane, per ora, è un pugno di foto delle aree esterne aperte al pubblico.


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One sunny Sunday morning is decided to pend a whole day in Tokyo Disneyland..well, I check out the website, I get the info to get the place, and at 10:30 I'm there - the opening time is 8:30- and I was already dreaming on the attractions when at the entrance a gentle employee explains that they have already stopped the selling of the tickets.....WHAAAAAAAT??Excess ofconcern in safety matters, only possible here in Japan.
So a suggestion follows, to go to the sea park instead, yeah, Tokyo disney aresort is made up of two mutually exclusive theme parks, that is: one or the other not both, plus hotells, shops and restaurants. Ok let's head to the sea park!But, again something astonishing: you have to take a train to reach the other park, that is: buy the train ticket, then you get there and enter, that is : buy the all-day pass.......
In summary, the organization leaves deluded, at least that's my opinion. And what I possess for now is a bunch of pics of the open to the public areas.

Lifestyle: Karaoke




Altro capitolo della saga Lifestyle,parliamo di KARAOKE.



Studiamo intanto la parola e la sua etimologia: due termini , KARA=mancante/senza e OKE=abbreviazione di okestra, ovvero orchestra. E il termine indica proprio il fatto che si canta senza avere una vera e reale orchestra che suona per noi.....interessante, no?
Bene, il karaoke nella cultura giapponese è un must. I posti dedicati al karaoke, dove si va a rovinarsi le corde vocali, e spesso anche la reputazione, sono generalmente interi palazzi riconoscibilisimi dall'enorme neon esposto lungo la facciata , in verticale come tutte le insegne luminose, con le sale per cantare, di varie dimensioni, distribuite su per i piani dell'edificio, insonorizzate benissimo, dotate di aria condizionata che, assicuro, serve anche se si è in pieno inverno!


Ogni stanza è completa di un sistema audio all'avanguardia, un televisore e un telecomando che permette anche di cambiare velocità e ritmo delle canzoni, o di saltarle comlpetamente. Il catalogo da cui si sceglie è vasto e la selezione va fatta usando una sorta di video telefono in cui inserire i codici delle canzoni scelte dal catalogo.
Si arriva in gruppo - ma non è raro trovare alcuni fanatici che si recano al karaoke da soli, magari anche durante le ore diurne, magari per fare pratica - si occupa uno dei tanti stanzoni, si comincia subito a sfogliare il "liber maximo" con i titoli delle canzoni e si selezionano via via quelle che si desidera cantare , creando la playlist e poi si canta senza sosta dalla prima all'ultima canzone! I karaoke più all'avanguardia permettono anche di valutare le tue abilità canore,dove un sistema computerizzato ti assegna un punteggio alla fine del pezzo cantato, così che si dà vita ad una pacifica sfida all'ultimo acuto.
Nel frattempo si ordina da bere, e si beve tanto, poichè solitamente la cifra che si paga per l'intera serata include beveraggi a volontà e, si sa, cantare secca la gola, ergo ci vuole qualcosa che aiuti....e durante le lunghe ore che ci si intrattiene ci si lascia sempre più andare, si perdono le inibizioni e le performances canore sono degne di applausi.

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Another chapter of the series Lifestyle, we talk about KARAOKE.


Let's study the ethymology of the word: two terms, KARA= without/blank and OKE= short for okestra. Then, the meaning is obvious.
Karaoke in the Japanese culture is a must. The places dedicated to karaoke, where one goes to destroy one's own vocal cords and often the reputation as well, are generally entire buildings. they are recognized by the enormous neon light put vertical-wise along the facade, with rooms for singing starting from the first and anding to the last floor, well equipped with air conditioning systems. Each room comes with a sound system boost, a TV and a controller used to skip the songs or modify various settings. The cathalog where the songs available are listed is huge and you select the songs you want to sing by typing on a sort of pad the code of that song.


Basically people go to karaoke in groups - but it's not rare to find also some fanfatics who go there alone, maybe also during the day hours, maybe to make practice - then they occupy one of the rooms and start reading the "liber maximo" to select the songs and creating the playlist for the night. there are also some karaoke places where you can test your goodness, as a computer assign a score to your performance, and the pacific race for the best squeal! In the meanwhile drinks are ordered, and one drinks al lot, because usually the fee includes an all-you-can-drink, and we know singing gets thirsty, and the more one drinks, the better the performances are...applause!

Wednesday, October 24, 2007

Lifestyle : Izakaya





Altra puntata di una serie dedicata a ciò che è DAVVERO giapponese.

Cos'è l'IZAKAYA? Potremmo tradurlo con il termine a noi familiare di pub,ed è il luogo dove i giapponesi si vanno ad ubriacare e a riempirsi di sashimi fino a ridursi a stracci ambulanti, il luogo dove si va per trascorrere alcune ore lontano dalle preoccupazioni del lavoro e della vita familiare,il luogo dove si socializza.
Quello che caratterizza queste oasi in mezzo al cemento è innanzitutto un menù tutto giapponese, contaminato a volte da influssi transoceanici, poi il prezzo non eccessivamente alto, poi la birra buona, poi l'ambiente. Generalmente quando si entra in questi posti si è costretti a lasciare le scarpe all'ingresso, all'interno di apposite scarpiere magistralmente ideate in modo tale che il cliente -o il cameriere per lui- sa esattamente dove andare a ripescare le scarpe senza errori, seguendo dei codici di indicizzazione tra i più vari: dall'ordine lessicografico dei KANA o dei KANJI giapponesi, ai numeri, c'è solo da perdersi.
Il cibo, vario, è buonissimo. Si trova SEMPRE del buon sashimi e del sushi, quasi sempre di buonissima qualità, poi non mancano stuzzichini vari, i mitici gioza, involtini di carne e cipolletta, e tanto tanto ancora...
Solitamente il giorno dell'izakaya è il venerdi, quando si finisce la settimana lavorativa a bere con i colleghi e, perchè no, ad ubriacarsi di birra o di nihonshu...
Appena si prende posto, dopo essere stati accolti da un caloroso e urlato IRASSHAIMASE, dei celeri camerieri portano subito le bacchettine e i piattini, le salviette bollenti con cui asciugarsi le mani e il viso, e chiedono subito cosa si preferisce da bere..ovviamente è sempre NAMA BIIRU, ovvero una bella birrozza alla spina!Poi, arrivati i piatti, il fantastico rito di separare le bacchettine in legno una dall'altra, e strofinarle assieme per togliere eventuali schegge - perchè ti danno quelle usa e getta che vanno staccate da una estremità - ha inizio.Poi via alla cena.
Spesso ci si intrattiene per delle ore, si chiacchiera, si ride, si beve ancora.....magari si fa amicizia con quelli del tavolo accanto.
E non si finisce mai di ordinare sempre altri piatti, perchè il tempo passa, e tra una bevuta e l'altra la fame ritorna.....e il conto alla fine, indipendentemente di chi ha preso cosa, viene diviso tra il numero dei commensali.


New episode of a series dedicated to what is REALLY Japanese.
what's an IZAKAYA?translated as pub, the izakaya is the place where the Japanese go and get pissed drunk and eat sashimi, the place where one goes to spend a couple of hours far from worries and everyday life, the place to socialize.
Carachteristic of this oasis in the cement is, at first, the menu very Japanese, then the effordable prices, the good ber and the atmosphere. Usually, when one enters such places, one's obliged to take off one's shoes at the entrance and leave them into proper "lockers" indexed in a way that the client - or the waiter- knows exactly where to look for the right pair of shoes with no error. Indexing codes vary: lexicographical order of the KANA or KANJI, numbers, and other stuff.
The food, is very good, ALWAYS sashimi and sushi, high quality most of the times, gioza, and so on...
The izakaya day is usually on Frday, when the working week ends up to have fun with the collegues and, why not, get drunk with beer or nihonshu..
As soon as you take a seat, after being welcomed by a warm and loud IRASSHAIMASE, some prompt watier brings plates and chopsticks, the hot towels, and ask you what you want to drink...often it's NAMA BIIRU, or draft beer! Then the food arrives and the wonderful ritual of dividing and the wooden chopsticks begins.
One can spend several hours into an izakaya, chattering, laughing, drinking more....maybe you also make friends with the other people sitting at the table next to yours, starting eating again aftera while, 'cause the chattering makes you hungry, and at the end dividing the payment equally.

Tuesday, October 23, 2007

La mia banca è differente -- My bank is different

AAAAAAAAH, stasera non mi manca proprio nulla: coppa di gelato al the verde, John Coltrane e un suo pezzo di Jazz fenomenale che va sul media player, il campari, nel caso ce ne fosse bisogno, è nel mio frigo-bar.......che vogliamo di più?

Beh, qualcosa ci sarebbe: CHE DEVO FARE PER AVERE UNA CARTA DI CREDITO????
Il sistema bancario qui in Giappone è impeccabile, lo si può immaginare, eppure eppure io una piccola pecca - e sicuramente non sono la sola ad averlo fatto - l'ho trovata. La storia è breve, ma l'odissea vissuta non lo è.
Andiamo per ordine ed elenchiamo le premesse e poi i fatti così come si sono evoluti.
A)se apri un conto in Giappone, con qualsiasi banca tu decida di farlo, ottieni dopo una settimana la mitica CASH CARD, che altri non è che un semplice pezzo di plastica con una banda magnetica per prelevare agli sportelli telematici. E BASTA.
B)se vuoi avere una carta di credito vera e propria, ossia un altro pezzo di plastica con una banda magnetica, a cui sono aggiunte le funzionalità di pagamento via pos, beh, allora lo devi chiedere espressamente.
C)nella migliore delle ipotesi quindi, ti ritrovi ad avere due pezzi di plastica nel portafoglio.
D)I giapponesi non hanno problemi ad ottenere entrambe le carte
E)solitamente anche gli stranieri non hanno grossi problemi. Ma incappano in qualche noia, a volte.
F)Io ho avuto grossi problemi.
La prima richiesta -perchè ce ne sono state diverse- va ovviamente alla banca dove mi viene depositato lo stipendio, banca G I A P P O N E S E.....richiesta rigettata, per non-si-sa-quale-motivo-o-basi-per-cui-vengono-selezionati-i-candidati.
Allora, tutti mi dicono, prova in una banca non-giapponese che sarà semplice.E vado. Apro un conto presso un'altra banca, perchè se non fai così mica puoi fare richiesta per uan carta di credito, e mica ti docono prima se la tua richiesta verrà accettata o no....tutto fatto in pochi minuti dalle servizievoli e per fortuna bilingue impiegate della filiale scelta, un conto anche abbastanza vantaggioso. Dopo una settimana, anzi meno, mi arriva la solita CASH CARD, e siamo a quota 2. cash card only.Dopo qualche altro giorno mi arriva una lettera molto molto addolorata, in cui mi viene spiegato che non rientro nel profilo di coloro i quali possono ottenere una carta di credito, e molto sentitamente mi viene anche detto che non mi è possibile sapere come hanno calcolato questo misterioso profilo.....
MA E' UNO SCHERZO????
Beh, fatto sta che il bilancio della situazione è il seguente:2-2-2, overo 2 conti in 2 banche con 2 carte bancomat.
Entro fine mese tutto ritornerà a quota 1-1-1. E la fiducia sulla disponibiltà nipponica, in fatto di banche almeno, scende a quota 0.

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Tonight I miss nothing at all: greentea icecream, John Coltrane and his jazz music on the music player of my pc, the CAMPARI in case of need is into my bar......what do I need more????
Well, maybe there's something: WHAT DO I HAVE TO DO TO GET A CREDIT CARD?????
The Japanese banking system is great, one can imagine, though I found a bad thing. The brief story follows.
A)If you open an account in Japan, after a week you'll reiceve the awesome CASH CARD, that is a piece of plastic with a magnetic band, for withdrawals at the ATMs. That's it.
B)If you want to have a proper credit card, another piece of plastic with a magnetic band with added funcionalities like payments, you have to ask
C)In the optimal case, you'll have two pieces of plastic into your wallet.
D)The Japanese get both of those easily.
E) Usually the non-Japanese have very few problems to get the cards.But there might be more troubles, some times.
F)I had serious problems.
My first request to a J A P A N E S E bank...rejected for dont-know-why-or-on-which-basis-candidates-are-selected.
Everybody says to go to an international bank, it'll be easier for sure. And so I do. The very kind and fortunately bilingual staff of the selected branch let me open an account and help me to fill all the forms I had to apply. Afer a few days the cash card is delivered into my mailbox and after another couple of days I receive a very apologizing letter, and I am told I don't match the profile of those allowed to own a credit card, and it's impossible or me to know why.
IS IT A JOKE???
Well, now the situation is 2-2-2, that is: 2 acount in 2 different banks with 2 cash cards.
With the end of the month the updated situation will be 1-1-1.
And my trust on the Japanese ospitality and courtesy, in matter of banks at least, is ground 0.

Osservatori

Una cosa che mi ha dato un pò di fastidio sin da quando ho mosso i miei primi passi in NIHON è il modo che hanno i giapponesi di guardarmi.

Non sopporto già per natura l'essere fissata, quindi immaginate il fastidio moltiplicato per 35 milioni di abitanti......anzi, no, dai, non tutti fanno così, ma buona parte di loro invece si.

E le reazioni sono state le più disparate: chi mi guarda prima le scarpe, fantastico modello da folletto con la punta luuuunga lunga tutte italiane, poi sale fino a guardarmi in cima alla testa, mi squadra bene da capo a piedi diverse volte, distoglie lo sguardo e poi dopo un pò ricomincia; chi mi fissa attraverso il riflesso del vetro delle finestre in metro, e mi sorride; chi prova addirittura a farmi una foto con il cellulare cercando di sembrare disinvolto; chi, notandomi seduta in treno, mentre si avvia chissadove con un gruppo di colleghi fa cenno algi altri di guardare nella mia direzione; chi, soprattutto le donne, mi guardano tra lo spaventato e l'allucinato; chi si limita a posare lo sguardo sulla mia persona, con la testa vuota e gli occhi che si muovono rapidi come quando si è in fase di sonno REM. E altri e altri ancora.....

Mi sono anche posta la questione se avessi qualcosa che non va addosso, non so, un capello fuori posto, una macchia di sugo da qualche parte, il trucco sbavato, o addirittura cose del tipo tre occhi o tre orecchie, la simmetria del volto sconvolta, la pelle con le squame..insomma, qualcosa!

Gli amici mi dicono che è perchè sono bionda, perchè ho gli occhi blu, perchè sono bella.....mah, io non lo penso. Quello che credo è che mi vedono come un fatto strano, un prodotto della natura non venuto fuori con lo stampino, in sostanza mi sento un fenomeno da baraccone, una bestia in gabbia in uno zoo.....manca solo che mi tirano le noccioline!

Sunday, October 14, 2007

Ricorrenze

Siamo solo a metà ottobre, ma qui gli addobbi per Halloween sono già il must del mese, e già da un pò. Tutto si colora di un solo colore, tutto riprende il tema della stagione, dalle panetterie che offrono dolci alla zucca, ai negozi che offrono vari gadgets, o fanno particolari sconti o promozioni, l'arancione spopola, le zucche finte, vere o presunte ormai non si contano più, gli occhi sono bombardati da trovate pubblicitarie da far rabbrividire gli americani, che , si sa, sono coloro i quali hanno da sempre celebrato la notte delle streghe dandole un ben preciso significato....

Qui ovviamente, l'unico significato che una qualsiasi delle feste d'oltre oceano e del vecchio continente porta con se è: consumismo di massa! Tutto fa business.
E alle prime luci dell'alba dell'1 novembre, già saranno tutti pronti con gli addobbi natalizi....
Nel frattempo che aspettiamo l'esplosione di pini, luci, addobbi vari, ci possiamo godere un pò dell'arancione delle vetrine.....


We are only at the first half of this month, but the must for October, Halloween, is already ongoing. Everything is coloured by a unique color, everything mimics the season's theme , from the bakeries that offer pumpkin-based cakes, to the shops where the orange colour is the star, the real or freaking pumpkins are numberless, our eyes are bombed by advertisements that leave the americans without breath, they who celebrated the Halloween night because of a precise purpose and a precise meaning....
Here the only meaning is : everything's business.