Monday, April 30, 2007

Chinatown Yokohama -- 横浜中華街

In una bella mattina di sole - e devo dire: era ora!- si decide per una capatina a Chinatown, un paio di stazioni più avanti di Yokohama, la città portuale per eccellenza. Dopo un pò di confusione e smarrimento, si riesce a trovare una mappa della città, in inglese, e si va alla scoperta della Cina....l'area è delimitata dalle tipiche porte in legno coi tetti super decorati, e subito colpiscono agli occhi gli innumerevoli dragoni scolpiti e dipinti ovunque.Poi i colori: forti, brillanti, quasi a voler parlare....rosso e oro ovunque, ma anche blu e verde appaiono a decorare ingressi di ristoranti, templi, facciate, ecc.

Poi il tempio....oh, mai vista tanta generosità nell'uso dei colori e tanta opulenza nel decoro, quasi che un orafo fosse stato messo lì per creare dal nulla un'opera d'arte in oro massiccio!
E anche le statue raffiguranti il buddha, vestite con colori talmente sgargianti che a confronto la luce del sole sembra una semplice lampadina da scrivania!!!!!
L'effetto sugli occhi è strano, come di una stonatura marcata, però non sgradevole, e il tutto è amplificato da decine di lalmpade a soffitto che fanno vedere tutto in una luce giallastra quasi da club dell'America degli anni 20.
Certo, non mi sarei mai aspettata di trovare anche negozi con arte tipica indiana, ma tutto fa business da queste parti!

In compenso la cucina cinese offre tante e gradevoli (quali più quali meno) pietanze, prettamente a base di carne di maiale o pollo, e poi finalmente assaggio gli involtini primavera e i fagottini ripieni cotti al vapore, nel tipico cestello in legno, esclusivi della cucina cinese, e che si possono comprare anche come take-away lungo le strade di Chinatown.

Dopo essere usciti dalla babele di strade decorate con migliaia di lanternine rosse o gialle, si punta verso la zona marittima di Yokohama, dove il più rilassante colore azzurro del mare porta un pò di pace nello spirito. Non c'è molto di diverso da una grande area commerciale, con il suo solito osservatorio dall'alto della Landmark Tower, tanti negozi all'interno, ristoranti e aree intrattenimento...Il caffè preso in un bar con vista sulla baia e sulla grande ruota panoramica non è granchè, ma ormai si è consapevoli che un buon caffè, forte, tipico italiano, è davvero difficile da trovare, "dakara" (perciò) ci si accontenta!



On a nice sunny morning - finally!- we decide to head to Chinatown, a few stops far from Yokohama. After a few moments of confusion, we managed to find a map of the city, in English, and we leave to discover China....the area is delimited by the typical wooden doors, with super-tricked out hip-roofs, and the several dragons painted and carved hit the eyes. Then colours: strong, brilliant, almost talking....red and gold everywhere, but also blue and green come up to enrich the main doors in restaurants, temples, walls, and so on.

And the temple: never seen so much bounty in the usage of colours, and so much profusion in details, like an artist was put there only to create a golden artwork!
Also the statues representing buddha were dressed with so lighting colours that the sun seems to be a desk lamp in comparison.The effect for the eyes is strange, like a strong contradiction, but not unpleasant, and everything is overdrawn by tents of lamps that let us to see the scene in a yellow light, like in an American club in the '20s.

I've never expected to find also shops with home-made indian artworks, but business is business here!
But eating out in China offers different and palatable (more or less) courses, made with pork and chicken meat at most; and finally I try the spring rolls and the strange stuffs cooked with steam into the proper wooden pot and that you can buy as take-away along the streets in Chinatown.
After exiting the babel of street we decide for the maritime area of Sakuragichoo, where the most relaxing blue of the water brings some relax. Nothing too different from a shopping area, with the usual observatory at the top of the Landmark Tower, many shops inside and restaurants..the coffee we had in a bar, from where you could have a nice view on the bay, was not the best, but we are conscious that a good, strong, Italian coffee is really difficult to find out, DAKARA we were fine!

Tuesday, April 17, 2007

Leonardo da Vinci genius at work

Forse non tutti sanno che uno dei capolavori di Leonardo si trova qui a Tokyo, grazie ad una collaborazione Italia-Giappone, ed è possibile ammirarlo fino al 17 giugno, quando il quadro della "Annunciazione" se ne torna a Firenze, agli Uffizi.

Ebbene, finalmente oggi sono andata a vedere la mostra organizzata per l'occasione. Non c'è che dire:superbo, splendido, meraviglioso,da togliere il respiro.... sono rimasta senza parole, sia per come abbiano saputo presentare il genio di Leonardo in tutta la sua grandiosità, sia per quello che ho visto essere l'opera omnia del sommo artista......non avevo mai guardato alle sue opere sotto questa luce, eppure di Leonardo si studia tutto durante gli anni della scuola!ma sensazioni come quelle di oggi, da batticuore, proprio non potevo immaginare!

All'ingresso la coda di 20 minuti, poi controlli al metal detector, non si sa mai!Poi si entra in questa sala nella penombra e sullo sfondo....eccolo!Appare il quadro, che lo avevo immaginato 10 volte più grande delle sue reali dimensioni, ma era tuttavia grande nel contenuto. La finezza del tocco, la minuzia dei particolari, la cura del dettaglio, persino l'effetto foschia che ti fa vedere sempre meno se più lontano guardi.......dopo qualche minuto di fervida emozione, si va poi in un'altra sala dove sono esposti tutti i lavori (copie ovviamente) di Leonardo, e anche qui non c'è limite al suo agire: pittore sin dalla tenera età di 13 anni, scultore, architetto, ingegnere, meccanico, anatomista,fisico, e chi più ne ha più ne metta!

C'erano esperimenti, prove, schizzi e tentativi per tutti i gusti: le prove di disegno, soprattutto dei drappeggi delle vesti, lo studio della tensione di muscoli e tendini, progetti di ali meccaniche, analisi del movimento, strumenti per misurare la velocità, prototipi in vetro di occhio umano per capire come la luce viene filtrata e riflessa, esperimenti sulle lenti, studi sulle proporzioni anatomiche, studio del colore e delle ombre, carrucole, congegni meccanici di ogni tipo, peso, forma e dimensione, il congegno del moto perpetuo, ovvero di come abbia sfatato il mito dell'inesistenza del moto perpetuo.....una ruota che gira senza alcuna forza agente esterna! e fra tutti uno che mi ha colpito in modo particolare: una lampada a olio che illumina attraverso uno strato semi-trasparente, usata dal maestro per dipingere le ombre con la luce artificiale.....

E la cosa pazzesca è che tutto ciò avveniva tra il 1400 e il 1500, e lui si trovava anni luce avanti col suo pensiero...

Beh, che dire, magari avessi solo 1 centesimo del suo intelletto!

Saturday, April 14, 2007

Lifestyle -- Manners&Manners

Ovvero: sulle buone maniere dei giapponesi. Ci sono in particolare tre cose che non riesco a sopportare:

 1-quest'idea di usare i marciapiedi come pista ciclabile, chi l'ha avuta?????

Gli spericolati e sbadati ciclisti mettono a rischio la tua e la loro vita, eppure nessuno ha pensato bene di creare apposite piste per loro (SULLA STRADA preferibilmente!)

 2-la necessità di prendere il treno delle hh:mm e non il successivo, anche se è pieno da scoppiare, è dovuta al fatto che tutti si svegliano tardi la mattina e hanno fretta di recarsi al lavoro? Oppure al fatto che pensano che essendo stretti stretti magari dimagriscono? Oppure ancora è dovuta al fatto che si sentono soli e allora essere pressati uno con l'altro li aiuta a fuggire la solitudine? Oppure, infine, perchè dovendo molti di loro leggere in piedi durante il tragitto, non potendosi aggrappare alle maniglie sperano che la folla trattenga una loro eventuale caduta nel caso di frenate improvvise?

Mah, qualunque sia il motivo, devo dire che questo modo di fare è veramente odioso....vorrei tanto poter fare un sondaggio tra i giapponesi e capire cosa loro pensano di questo barbaro modo di usare i mezzi pubblici: loro corrono incontro al treno, eppure vedono che le persone sono già al limite delle porte ma coraggiosi entrano comunque di spalle e iniziano a spingere gli altri verso l'interno.....chi vorrebbe resistere alla pressione perchè ha trovato una posizione comoda prima o poi cede e si ritrova strizzato nel mezzo della carrozza.....

Ovviamente la cosa non finisce qui, perchè ad ogni stop in stazione c'è chi spinge e si fa spazio per poter scendere alla propria fermata!


3-Dicono che è da incivili soffiarsi il naso in pubblico..... allora è tanto meglio tirare di naso rumorosamente? O tossire o starnutire senza avere la delicatezza di coprirsi la bocca????Insomma, davvero contro l'idea di persone civili, rispettose ed educate che supponiamo loro siano.....

Anzi, non possiamo giudicare se siano o meno educati, perchè è come se loro avessero una concezione diversa di cosa è civile e di cosa invece non lo è, e per chi come me ha ricevuto una educazione presa dal libro del galateo del principe tal dei tali......magari trova strano tutto ciò. Che i miei amici giapponesi che dovessero eventualmente ritrovarsi a leggere i miei sproloqui non se la prendano troppo, anzi che mi facciano notare quali delle abitudini occidentali loro farebbero volentieri a meno di vedere!!

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Or: on the Japanese manners. There's specifically three things I can't suffer:


1-the idea to use the pedestrians walkways as a cyclable way, who the heck had it????
The crazy and out of control cyclists put yours and their own life at risk, and yet nobody thought of fixing proper paths (preferable ON THE ROAD!).

2-Is the necessity to catch the hh:mm train, not the next, even if it's stuffed with people, due to the fact that they wake up late in the morning and hurry to go to work? is it due to the fact that they believe they get slimmer by the reciprocal squeezing? Is it due to the fact that they feel lonely and being pressed one another helps them to run away from it? Is it, finally,due to the fact that, as they read books while standing and can't hold to the handles, they hope the crowds keep them not to fall in case of sudden breaks?
Whatever the motivation is, I hate it...I'd like to make a survey to understand what the Japanese think of their barbarian M.O: they run to the train, and yet they see people are already popping out from the doors but are brave enough to enter backwards and push inwards..

3-They say blowing one's own nose in public is impolite...then is producing all sorts of noises with the nose better instead?cough or sneeze without even covering their mouths???
Anyways, I can't be the judge of their manners, since we have different cultures and different behavioral codes, maybe they find our manners very rude or weird, who knows!
In any case, what I have experienced goes against the idea of respectful, mannered and polite people...

Pasqua 2007

Coltivare le proprie tradizioni può essere difficile in un paese straniero.....e infatti in Giappone pensare di organizzarsi per le vacanze di Pasqua è impossibile: niente giorni festivi, niente lunedì di pasquetta, dunque!ma rimane pur sempre la domenica, e ci si adopera per poterla trascorrere al meglio. Ecco come mi è andata.....

Rispetto alle previsioni che davano l'agnello per introvabile, l'amico Luca (e se non ci riesce lui che e' napoletano) ha portato le costolette per il pranzo di domenica! Certo, non erano sostanziose come quelle nostrane, eppure grazie alla mia opera di marinatura, e vista la tenerezza della carne, sono andate via in un lampo!

Il pranzo e' stato all'insegna dell'attesa:prima per darci appuntamento con gli altri; poi arrivati a casa di Ciccio, dove abbiamo deciso di festeggiare, il milanese Matteo, anziche' mettersi a cucinare il ragu' che dice lo sa fare bene, si e' messo a chiacchierare e allora abbiamo subito cambiato ruoli e lui si è dedicato al pettegolezzo, mentre chi più, chi meno, si è dato da fare e alla fine tutto pronto: tagliatelle al ragu' di manzo e bruschette e agnello e patate. E per dessert un dolce con la crema di marroni trovato in una pasticceria. Almeno abbiamo mangiato alla nostra maniera italiana, un po' tardi, ma abbiamo mangiato. 

E' stato un po' come a casa, si inizia alle 2 e si finisce alle 5.....poca nostalgia dunque!



Keeping your own traditions could be very difficult in a foreign country....in Japan just thinking about arranging something for Easter is impossible: no holidays no Monday vacation, then!But Sunday still there, and you can try your best to enjoy. Here how was that day....

Contrary to the predictions, discouraging about being able to find lamb, Luca managed to (he's from Napoli,so he manages in some way to) and brought lamb for the lunch!They were not exactly like our own lambs, well nourished and fat, but everybody liked the way I prepared and grilled them!!
I was waiting for someone or something all day: at first at the place of the appointment, then at Ciccio's, where we decided to have the party, there was Matteo (guy from Milan, too much boring!) who said he could cook the ragù for our pasta, and his ragù is really good, and blablabla...but instead of cooking he started annoying Chizu, our Japanese friend, to ask her suggestions for his love affairs with a Japanese girl...so we removed him from his position and everybody except that him gave a contribution to speed up the situation, and at the end everything was ready: tagliatelle with ragù, bruschette, lamb and backed potatoes. As dessert a roll with chestnut cream found in a pastry store nearby.

At the end we ate as our style is: it was like being at home, we start at 2 pm and we finish at 5pm......no homesick this time!

Thursday, April 12, 2007

Lifestyle -- Teste giapponesi - Japanese hairstyles

Vorrei dilungarmi su un argomento che forse per noi comuni occidentali potrebbe destare stupore, e perciò vale la pena soffermarsi sul topic con occhio clinico e analizzare i fatti....si discute sulle pettinature sia maschili, sia femminili.


In generale esistono pochi, ma collaudati pattern, modelli che si ripetono con una certa frequenza nelle teste dei cari nipponici. Cominciando dai maschietti si possono riscontrare le seguenti:

-capelli come esplosi, a formare un perfetto riccio, resistente ma non rigido, come frutto di uno strano accoppiamento tra l'essere uomo e l'essere panda.......

-capelli lisci,medio lunghi, che cadono "liberamente" sulle spalle, in realtà frutto di una studiata mesa in piega che credo cominci già dalle prime ore dell'alba

-capello stile criniera leonina, con tanto di tintura biondiccia, comune sia agli uomini come alle donne, diffuso soprattutto tra i giovani 'hosto' a Shinjuku o della Shibuya-nightlife.

-capello alla "nonno di Sampei", in voga tra gli anzianotti.

E ora viene il bello, signori, perchè si discute sulle pettinature delle fanciulle......posso affermare che ormai la libertà di azione ha contagiato anche le giapponesi, quindi si vede un pò di tutto sulle loro teste, però in particolare si notano certi 'repetita'che vanno sottoineati:

-capello rigorosamente lungo, che cade ai lati delle spalle in due ciocche a unico enorme boccolo

-capello lungo acconciato in una cipolla esattamente al centro della testa, ma con la frangia sopra agli occhi. Aggiungo: pettinatura veramente giapponese

-come accennato sopra, capello lungo a taglio scalato, che si apre a criniera, biondo o con meches

-capello alla "nonna di Sampei" per le più mature.

-parrucche


Un appunto sul colore: se è vero che i giapponesi hanno per definizione i capelli neri, è altrettanto vero scovare tra la folla chiazze di giallo (attenzione:giallo, non biondo), viola, rosso fragola, mix di tinte, ecc, sebbene il colore che spopola fra le donnicciuole è il mogano, che abbinato alla pettinatura morbida e riccioluta fa molto bambola di porcellana.


Chi si aspettava che accennassi alla tipica pettinatura da geisha o da samurai, beh, meglio che si ricreda, perchè quel genere di capello ormai non si vede che in rare occasioni, magari andando a Kyoto, città simbolo per la tradizione e i costumi in Giappone, dove se si è fortunati si possono ancora vedere passeggiare alcune delle ormai pochissime vere geishe in circolazione oggigiorno.

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I'd like to focus on a topic that might raise amazement to our wester eyes, so I will clinically analyze the facts and discuss about.... men and women's hairstyles.

In general, few but well established patterns exist, and are repeated with high frequency on the Japanese's heads. Starting with boys we can find:

-hair like exploded, to form a perfect porkypine, resistant but not stiff, as a result of a strange mix between a human and a panda bear....

-strainghtened hair, half-long, falling "freely" on the shoulders which is in truth the results of a well studied style starting at sunrise perhaps

-lion style hair, blond-ish dyed, color common for men and women, but mostly spread among the joung 'hosto' in Shinjuku or in Shibuya's nightlife.

-hair 'sanpei's granpa' stlye, on the rise for older men.

And now, dearest, let's talk about ladies' hairstyles....and I can say that liberty in action has infected the Japanese too, so one can see a bit of everything on their heads, but some 'repetita' need to be addressed:

-long hair, falling on the shoulders in two big curls at both sides of the head

- hair wrapped exactly on top of the head, onion-shaped, with fringe on the eyes. And I add: this IS VERY Japanese.

-as above mentioned, long hair but with a scaled cut, blonde

-hair 'sanpei's granma' stlye, on the rise for older women.

-wigs


A note on the coloring: it's true that the Japanese by definiton have black hair, and true as well is to find in the crowds accents of yellow (I mean yellow, not blonde), violet, red, color mix, and so on. Though, the most fashionable color seems to be brown, which put together with a curly and soft style gives a porcelain doll effect.


Who thought I could mention the typical samurai or geisha hair style should wake up, that style can't be seen anymore unless one walks Kyoto roads, the city of culture and traditions, where, if lucky enough, one can spot a couple of the very few real geisha remaining to date.

Monday, April 9, 2007

Hanami, view of cherry blossom - 花見


Buoooooooooooooooooooongiorno!

Domenica 1 Aprile, e mi sono svegliata con la testa pesante, dopo aver passato un sabato all'insegna delle emozioni forti.....


Prima tappa della gita della settimana: Ikebukuro, col suo Sunshine Building, un grattacielo di 60PIANI, dove c'è un osservatorio da cui poter vedere Tokyo e la sua immensa estensione a 360°. Appena preso l'ascensore, si viene colti dalla stessa sensazione che penso provino gli astronauti quando partono per lo spazio: l'ascensore sale direttamente senza fermate fino all'ultimo piano, al suo interno le luci sono sostituite da una illuminazione soffusa e alle pareti della cabina compaiono in uno sfondo stellato le figure dei segni zodiacali, e una leggera musica si diffonde dagli altoparlanti, e con la velocità di 'ascesa al cielo' di 300 metri (cioè l'altezza del grattacielo) in 30 secondi....e in quei 30 secondi lo stomaco mi è arrivato ai piedi!!!!!!Ma ne valeva la pena, lo spettacolo che si è presentato agli occhi, SOLO dopo aver pagato 5 euro di biglietto, è stato letteralmente da capogiro!


Dopo aver goduto del panorama, discesa a terra con lo stomaco in gola, stavolta, con obiettivo 'Hanami' ovvero: "visione dei fiori dell'albero di ciliegio". Come ho potuto osservare, questa festa, celebrata con immenso ardore anno dopo anno, non è altro che l'equivalente del nostro Lunedì di Pasqua, con tanto di preparativi per il picnic all'ombra dei ciliegi, in cui i giapponesi possono finalmente essere liberi di fare le cose più immonde che esistono....infatti, in questo particolare giorno si ha la possibilità di vedere la gente ubriaca fino al midollo, che si lascia andare a performance più che discutibili, guidata dall'ebrezza.


A parte però il lato umano, emerge il lato più poetico della celebrazione della vista dei fiori, e cioè proprio la vista dei fiori....poichè queste piante di ciliegio sono distribuite uniformemente su tutto il territorio, al momento fatidico dello sbocciare dei fiori, tutto il Giappone risplende di un una unica sfumatura di colore: da rosa intenso a bianco, e essendo gli alberi davvero grandi, alla vista di tanta potenza da parte della natura, ci si sente piccoli e insignificanti...viali interi pieni di gente che si mescola all'energia positiva derivante dalla fioritura, parchi interi puntellati di macchie rosa e bianche, tetti di rami fioriti da cui alcuni petali cadono al primo soffio i vento, facendoti sentire un tutt'uno con la natura....

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Goooood morning!

It's Sunday April 1, and after the shaking events of a Saturday night, I got up with a massive headache...

First stop for the weekend rounds is Ikebukuro and its Sunshine Building, a 60 stories building hosting an observatory on its last floor with amazing views of Tokyo.
Riding the elevator is a space-like experience: we go up to the last floor without stops, lighting inside is dim and stars and the zodiac signs appear on the elevator walls and roof. The ascending speed is 300m in 30 seconds, at which my stomach sunk to my feet. But the suffering was worth the 5bucks entrance fee, as the view was spectacular.

After that, return to ground with my stomach stuck into my throat, and then "hanami", that is cherry blossom viewing. As I got it, such an event can be comparable to our Easter Monday, when people go out in the parks and woods and arrange picnics. This is the time the Japanese are forgiven any behavior, they get drunk down to their bone marrows, and their performance shows it.

Other than that, there is a more poetic side of the whole flower admiration, that is the cherry viewing per se. Cherry trees are distributed evenly on Japan grounds, such that when the blooming time comes, the entire country shines of pinks and whites. One feels very small compared to the power of nature, and people feel one together with it...

Al lavoro!

Primo giorno di lavoro.

Sveglia alle 6:30 per essere sicura di avere tempo sufficiente per prepararmi, e poi esco di casa alle 8:00. Devo fare una stima dei tempi necessari per arrivare al lavoro alle 9:00. Alla fine ci sono riuscita, alla nove spaccate ero in ufficio. Il benvenuto è stato abbastanza sotto tono, ma era giusto così. Il mio capo è stato gentile, ma è dovuto andare via per una riunione che lo terrà impegnato tutta la giornata. Comunque mi ha lasciato in affido ad un certo Hiro, che mi avrebbe aiutato nel setup del pc. Dunque, trovo questo desktop buttato lì sulla scrivania, ho collegato tastiera, schermo e mouse, ho avviato e.......prima non si accende il monitor, ma era solo uno scambio di cavi, poi.......il sistema non si avvia! Che non ci sia installato ancora nulla?


Allora il gentilissimo Hiro mi spiega quale "potrebbe" essere il problema e mi consegna i CD di installazione. Per fortuna, prima di avviare l'installazione opto per un test dei cd, e meno male! Perchè uno era danneggiato, quindi ho aspettato fino all'ora di pranzo per avere i nuovi CD, con tanto di scuse mielose per avermi fatto aspettare. Durante l'attesa esploro la mia postazione e trovo tanti aggeggini utili e non, poi, accompagnata dall'onnipresente Hiro, faccio un giro del piano per conoscere la stanza dello spuntino: frigo, microonde, bustine di the, ho persino scelto una mia tazza personale.


Poi vado provare i bagni, e lì una vera scoperta: il Wc elettronico, già ampiamente elogiato per le sue virtù, si rivela superato da un modello ancora più spaziale, che consente di emettere una musica copri-rumori, e niente di meno che un potentissimo deodorante che a confronto l'arbre magique secca dalla vergogna!!!!


Arriva l'ora del pranzo e i cari compagni distanza mi invitano con loro ad andare a rifocillarci a mensa, con la sola differenza che sì, il cibo è buono, ma non hai i pasti gratis; c'è da dire però che costano quanto andare alla mensa universitaria.

Questo il momento più piacevole, si chiacchiera, mi chiedono le solite domande: da dove vieni, che posto è, c'è delinquenza, ecc.


Ma non sapevo ancora cosa mi si prospettasse per il pomeriggio: dapprima un' esasperante viaggio in banca per aprirmi sto cavolo di conto che pare un'operazione della CIA, per poi constatare che, no,non ho abbastanza documenti che certificano il mio legale soggiorno in città- alla faccia di cotanto visto appresso- e perciò, nonostante io abbia speso la stessa cifra equivalente a due giorni di abbonamento, non ho ancora uno spicciolo. E c'è da dire che da quando apro il conto a quando mi arriva la carta di credito passano almeno 2 settimane...E io che campo, d'aria in questo mese???

Ma all'azienda non importa, è necessario aprire al più presto un conto perchè è impensabile che mi paghino con moneta alla mano, l'azienda fa tutti i pagamenti tramite banca, anche il rimborso spese, anche l'anticipo di stipendio che mi doveva servire per questi primi giorni...mah, valli a capire questi criteri sconclusionati!


In sostanza, torno al lavoro più abbattuta di prima, ma per fortuna una simpatica signorina, nome impossibile da ricordare, ha pietà di me e, cercando di farmi un favore, mi porta in giro per tutti gli anfratti nascosti, dentro tutti i laboratori, lungo tutti i corridoi per fermare gli ignari colleghi e imporgli di presentarsi con me in inglese!!!! Lei poverina, almeno si sforzava, glielo devo riconoscere. Il bilancio della giornata è di : 3 memorizzati(tra cui il mio capo), pochi facilmente individuabili, e una cifra imprecisata, tra 20 e 30 persone, di cui è impossibile ricordarsi la faccia e quindi, ancora più mitologica impresa associare a loro un nome.

Visita al RIKEN

Data storica quella del 27 febbraio 2007: sono stata all'ufficio del personale nella futura mia azienda, dove una segretaria tutto pepe e poco cervello mi ha offerto la sua disponibilità per compilare alcuni moduli (ancora!!!!).

Tutto comincia con la consegna del timbro per le firme.... in Giappone non esiste la firma autografa, perchè puo' facilmente essere contraffatta, visto il tipo di scrittura tutto segni, e allora questi alacri piccoli lavoratori hanno inventato un sistema di associazione univoco che assegna a ciascuno un timbro in legno personalizzato, col proprio nome stampato su. Tale timbro poi, è soggetto a lettura ottica per controllare eventuali contraffazioni.
E' stato davvero emozionante vedere il mio nome scritto su quel tondino di legno, e ho anche firmato alcuni fogli già con questo sistema.

Poi ho fatto un giro dell'area di lavoro e sono arrivata all'ufficio dove ci stanno il mio boss e altri 10 ricercatori e tecnici, tutti con 1 metro quadro a disposizione: una scrivania circondata da alti pannelli su tre lati, un desktop e nient'altro. La sfida è ora di imparare i nomi di tutti in una settimana.

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On 27th February 2007 I visited the personnel offices of the company I will start working in for the first time, where a secretary with lots of energy and little brain offered to help me with filling some (more) paperwork in.

It all starts with the delivery of a signature stamp...there is no signature in Japan, as due to the writing system a hand written sign is easy to counterfeit. So they invented a system where each person is assigned a wooden seal with their name carved in. They even subject the stamp to optical reading to avoid frauds, etc.
It was a weird feeling to have the stamp and sign some papers with it.

After that I walked around the offices and I saw the one where my boss and other researchers/technicians were. They all have a little desk space, desks all separated, a desktop computer and that's it. I think next challenge will be learn and remember all their names.

Burocrazia nipponica

E arrivò finalmente il giorno in cui potei sentirmi un pò più giapponese.......il 26 febbraio sono andata nei vari uffici per sbrigare le pratiche necessarie a non essere espulsa dal Giappone per eccesso di clandestinità!!!!

Per prima cosa, assieme all'amico ultimo arrivato dall'Italia, Ciccio, mi sono recata alla sezione municipale della mia circoscrizione: Minato-Ku, dove ho fatto la richiesta per avere la ID-card, una tessera di identità obbligatoria per tutti, giapponesi e non. Per avere un foglio temporaneo che attesti il mio regolare soggiorno in città ho pagato circa 2 euro. Direste voi: semplice! Ma se non fosse stato per Ciccio che aveva compilato lo stesso modulo qualche giorno prima, sarei ancora lì a cercare di capire quali campi del modulo riempire e cosa volessero dire!!!

Ma ottenuta la ID-card, o almeno, ottenuta la garanzia che mi faranno questa tessera, tutte le porte si aprono: posso acquistare un telefono, posso aprire il conto in banca, insomma, tutto è possibile!
Poi subito dopo, dal municipio sono passata all'ufficio immigrazione per raddrizzare un altro elemento storto in questa dura vita da espatriati: per chi non lo sapesse, vi informo che non basta ottenere il visto per poter fare avanti e indietro dal Giappone quando si vuole....eh, no! Se per puro caso, per una circostanza fortuita, per sfiga, per un accidente, o per qualsiasi altra cosa uno straniero con regolare permesso di soggiorno, dovesse uscire dal Giappone senza fare una debita richiesta per poter rientrare, si si avete capito bene: PER POTER RIENTRARE, allora perde il diritto ad essere cittadino giapponese e se vuole tornare deve richiedere di nuovo il visto e il permesso di soggiorno!!!!!

Da non credere, ma è proprio quello che ho dovuto fare, e così ho pagato quasi 40 euro per avere un permesso di rientro multiplo - perchè esiste anche il permesso di rientro singolo, ma con la noia che ogni volta prima di partire per l'estero si deve fare sto cavolo di richiesta- e così per 3 anni non mi possono togliere nulla!!!!

Manca adesso la cosa più importante: aprire il conto in banca, così da avere la possibilità di poter mettere da parte qualche spicciolo.

Harajuku girls


Fenomeno di risonanza mondiale, tanto da aver ottenuto un titolo di una canzone di Gwen Stefani, le Harajuku girls sono assolutamente imperdibili per chi si trova a Tokyo.

L'opportunità di vederle mi è stata data in occasione di uno spettacolo di strada da part di un gruppo di ballerini giapponesi che si esibivano in un parco, zona Yoyogi Kooen a due passi da Shibuya, già nota per le Shibuya girls. Bene, spostandomi a 5 minuti di passeggiata attraverso il parco, sono arrivata ad Harajuku e finalmente le ho viste: ragazze, e anche ragazzi, vestiti nei modi più disparati, altro che Shibuya, addirittura da "alice nel paese delle meraviglie", oppure da dark lady ottocentesca (i ragazzi preferiscono la tenuta alla dracula), insomma, si vestono da carnevale!!!!!

Si dice che questo fenomeno sia da attribuire ai giovani dei paesi di campagna, i quali, non potendo in alcun modo trovare svaghi nei loro piccoli borghetti, se ne vengono a Tokyo a capo di mattina per restarci fino a sera e trovare così il loro benessere interiore. Non manca chi si ferma a farsi le foto con loro. Nel complesso Harajuku è una zona abbastanza underground e alternativa, piena di negozi d'abbigliamento alla "harajuku girls", per lo meno una stradina ne è piena, ma il resto del quartiere è bello come il resto dei quartieri: luci, palazzi, ecc, ecc.

Inoltre questo Harajuku è in un posto strategico, perchè è proprio a due passi da Shibuya, il centro notturno per eccellenza, e da Omotesando, il quartiere delle grandi firme della moda, dove Prada e ralph Lauren hanno tutto un palazzo per loro, così come Dior, Chanel, eccetera. insomma, con una sola uscita si girano i tre posti chiave della metropoli nipponica!!!

Sunday, April 8, 2007

Si dice che... -- they say...

si dice che le donne di tokyo siano le più eleganti.....però forse chi lo ha detto non è andato in giro per la città (fatta eccezione per chi veste ancor col kimono)!

si dice che le ragazze in età scolare (che vestono tutte con divisa tipica con giacca e gonna a pieghe al ginocchio) si accorcino la gonna appena uscite dalla scuola.....però non si rendono conto che in quel modo si vedono ancora di più le gambe storte!

si dice che a tokyo vi siano oltre 80000 ristoranti.....però vorrei conoscere quello che per contarli li ha girati tutti!

si dice che gli uomini giapponesi ce l'hanno piccolo....però non ho nessuna intenzione di vedere se è vero!

si dice che tokyo è la città più cara del mondo....però ci sono anche i negozi "tutto un euro"!

si dice che il numero quattro porti sfortuna (infatti si scrive "shi" che vuol dire anche morte)....però il mio appartamento è al quarto piano!

si dice che i giapponesi si imbufaliscono se arrivi in ritardo agli appuntamenti...però agli appuntamenti io ho sempre aspettato!

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they say that the Tokyo women are the most elegant.....but who said this is not maybe gone aaround the city(except than for the ladies weaing Kimono)!

they say that girls, while not at school, use to short their own skirts.....but they don't realize that their own X-form legs are more visible!

they say that in Tokyo are more than 80000 restaurants...but I wanna know the one who, to count, ate at each of them!

they say that Japanese men have it little......but I've no intention to verify!

they say that Tokyo is the most expensive city in the world.....but there are also the 1 coin shops!

they say that number 4 is unlucky.....but my apartment is at the 4th floor!

they say that Japanese people hate who arrives late for an appointment.....but I always wait for Japanese people!

Lifestyle -- Mondo gadget

In questa puntata vi introduco ad un argomento alquanto spinoso.....


Si sa che da che il mondo è mondo, la donna ha sempre usato trucchi e stratagemmi per apparire quella che non è,e così brutte racchie si possono trasformare in principesse, almeno all'apparenza, ma, si sa, l'apparenza inganna. E mai tale detto è stato confermato come quanto accade qui.....non potete nemmeno immaginare quali arcani mezzi e che stregonerie usano le giapponesi.......ecco perchè, allora, le geishe dell'antichità erano tanto amate: in fin dei conti, con tanti e tanti chili di stoffa addosso, multistrati a non finire, chi volete che si accorgesse se poi avevano milioni di difetti dal collo in giù?!?!?!?


Qui si trova di tutto: dalle creme annulla peli superflui su viso, braccia, gambe, ecc, alle pezze per il viso uso sauna, ai milioni di tipi di sottopiede per aggiustare e raddrizzare ogni tipo di postura,dai gel anti-callo ai prodotti per la pulizia del viso,dagli occhialini elimina-borse alle fasce contro il mal di denti,dalle mutande contenitive a quelle che alzano il sedere, idem per le calze, dalle canotte che fanno perdere due taglie alle tutine dimagranti, dalle pinzette elettriche per le sopracciglia ai bigodini per tutti i tipi di ricci........per non parlare delle giacchine per cani adatte ad ogni situazione, persino travestimenti da winnie the pooh (molto in voga, assieme ai motivi di lilo&stitch), e del make up.....c'è persino un siero capace di modificare la forma dell'occhio, di allargarlo, ma non chiedetemi come......magari è un concentrato di collagene e botulino.....chissà! Resta il fatto che qui ne sanno una più del diavolo, nel vero senso della parola, e dunque, cari amici, chiedete qualsiasi cosa, anche quello che pensate non esista, e non dubitate perche qui a tokyo troverò tutto quello che cercate!


Altra cosa immancabile nel kit da perfetto giapponese è il cellulare, rigorosamente colorato e modello a conchiglia, usato fino allo sfinimento e corredato di ciondolini vivaci, e top del top, i-pod sempre infilato all'orecchio!Appendice bionica del nuovo millennio, è un accessorio che hanno persino gli ultra-centenari che prendono la metro solo per scendere alla fermata successiva dove c'è il supermercato per fare la spesa o la posta dove prendere la pensione!!!! Da non crederci! Altro must per le "over-ento" (qui si comincia a vedere che le persone invecchiano solo dopo i 95 anni), è il bastone da passeggio, essendo piegate dagli anni, e l'immancabile cappellino stile regina elisabetta, oppure stile giocatore da baseball (versione sport della prima!).


Che vi devo dire amici, qui motivi per stupirsi e gioire di tanta diversità ce ne sono a non finire, provare per credere!!!!

Sayonara.

In this episode I introduce a difficult topic....


We all know, since the world has existed, women have always been using tricks to look better, so happens that ugly things can transform into princesses, apparently, but appearence is a trick itself. Such a belief has never been more true as it is here...you can't even imagine what strategies and witcheries the Japanese ladies use. That's why the ancient geisha are so loved: all in all, under layers and layers of heavy clothes, who do you think will notice about the gazillions of defects from neck to toes?!?!?!?


Everything can be found here: creams against face/arm/leg hair, then face cloth for a sauna-effect, millions of plantar to correct any type of posture, from gel against calluses to face whitening cleansing stuff, from glasses to relax the eyes to bands against toothache, from retaining underwear to pushup hotpants, tops that make lose 2 sizes, slimming suits, electric razors for eyebrows and so on..not to talk about the dogs jackets for any situations, even costumes (winnie the pooh, lilo&stitch, and so on). Then makeup...there's even a gel that can modify the shape of the eye, maybe it's a concentration of botox and collagen..I have no idea!!! And this is nothing but the surface of the iceberg...The fact is, here they have solutions to everything, so ask, what you think doesn't exist, and don't doubt because Tokyo has all you are looking for!

Another thing that can't miss in the kit of the perfect Japanese is the mobile phone, colored and flip-open model, used till exhaustion and enriched with lively dangling things and straps. On top of this top there's the ipod! Bionic appendix in the new millennium, this accessory is worn even by the uber-old ones who catch the metro just to get off at the next station, where they have the shops to buy in! Another must-have for the over-95 (here you can see people growing older only after their 95 years) is the walking stick, and a hat.

What to say friends, here there's plenty of ways to be impressed and to enjoy such diversity!